sabato 2 agosto 2014

La "Regina Viarum": la Via Appia Antica (VII/VIII miglio)

 
Eterna sera agli alberi fuggiti
nel silenzio: la strada fredda accora
i morti in terra verde: di svaniti
suoni nell' aria armoniosa odora
 
vento dorato il mare dei cipressi.
Calma specchiata di monti la sera
immagina giardini nei recessi
tristi dell' acqua: erbosa primavera
 
stringe la terra in uno scoglio vivo.
Cade nel sonno docile la pena
dei monti addormentati sulla riva:
sopra la pace luminosa arena.
 
Nella memoria li depone il bianco
vento del mare: ad alba solitaria
passano in sogno a non toccarsi: banco
del mattino la ghiaia fredda d' aria.
 
                                       Alfonso Gatto - Via Appia  (Poesie)  
 
Eccoci giunti all'ultima tappa delle mie passeggiate sull'Appia Antica.
L'ultimo tratto da noi percorso parte da Via di Casal Rotondo (Via di Torricola) ed arriva al Tempio di Ercole.


Il paesaggio diviene sempre più aperto sulla campagna.
Campi si alternano a tenute agricole, balle di erbe tagliate fanno da sfondo ai prossimi ruderi.


Il primo monumento funebre che s'incontra sul lato destro è un Sepolcro a Torre.

Sepolcro a Torre
camera funeraria del Sepolcro a Torre







E 'un nucleo di calcestruzzo nel quale vi è una camera sepolcrale con volta a botte in blocchi di peperino messi in opus quadrata.












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Segue sullo stesso lato un Sepolcro ad Opera Mista.
Di pianta quadrangolare a due piani, è stato costruito in laterizio e in opus reticolatum.

Sepolcro ad Opera Mista
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Ancora sulla destra un Sepolcro a Tempietto.
Si erge all'interno di un recinto in mattoni dal quale sono state "prelevate" delle decorazioni di grifoni in marmo.

muro di recinzione del Sepolcro a Tempietto, dal quale mancano le decorazioni di grifi
Il sepolcro a due piani in laterizio era preceduto da una scalinata che portava alla camera per i riti funerari.
Sul retro un ingresso faceva accedere alla camera funeraria sotterranea.

Sepolcro a Tempietto
Sepolcro a Tempietto
interno del Sepolcro a Tempietto
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Più oltre sempre sulla destra s'incontra un Colombario in laterizio dalla pianta quadrata.

Colombario
Sono visibili le nicchie per le olle funerarie.

Colombario
Colombario
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Passando sulla sinistra non si può non notare, posta sopra i resti in calcestruzzo di un mausoleo come quello di Cecilia Metella, la Torre Selce.

Torre Selce
Questa torre del XII secolo è un esempio di "torre vergata": su una fascia di blocchetti di marmo bianco e di travertini è posta una fascia di scaglie di peperino.

Torre Selce
Alla sua base vi sono muraglioni costolati a raggiera.
Lo zoccolo misurava 22 m per lato ed era alto 9 m.
Rimangono in piedi solo due lati e mezzo della torre, con alcune finestre e archi in laterizio visibili.

Torre Selce vista dall'interno
Torre Selce vista dall'interno


interno di Torre Selce
Il suo nome deriva dal suo rivestimento o da Silex Traversa, una via che era posta nelle sue vicinanze.

Torre Selce dalla parte opposta alla via Appia
Torre Selce lateralmente
Torre Selce con una finestra
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Sullo stesso lato della torre, sopra un muretto, si trova l'Epigrafe di C.Atilius Euhodus, un'iscrizione di età repubblicana, con cornice modanata marmorea, ben conservata.

La scritta, in esametri e in prosa, ci invita a fermarci e ci racconta che il sepolcro era di un liberto di Serrano, che in vita era stato un negoziante di perle e pietre preziose ("margaritarius") sulla Via Sacra del Foro ("de Sacra Via").

Hospes resiste et hoc ad grumum ad laevam aspice ubei
continetur ossa hominis boni, misericordis, amantis
pauperis. Rogo te, viator, monumento huic nil male feceris.
C. Ateilius Serrani l(ibertus) Euhodus margaritarius de Sacra
Via in hoc monumento conditus est, viator vale. 

Ex testamento, in hoc monumento neminem inferri neque
condi licet nisei eos lib(ertos) quibus hoc testamento dedi tribuique.
(traduzione: "Straniero fermati e guarda verso sinistra a questo tumulo dove sono contenute le ossa di un uomo perbene, misericordioso, amante del povero; ti prego, o viandante, non fare nulla di male a questo monumento. In questo monumento è sepolto C(aius) Ateilius Euhodus, liberto di Caius Ateilius Serranus, commerciante di perle presso la via Sacra, o viandante ti saluto.
In base al testamento, in questo monumento non è permesso che sia introdotto di nascosto nessuno, se non quei liberti ai quali l’ho dato e concesso in base al testamento."

Epigrafe di C.Atilius Euhodus
 Apparteneva ad un sepolcro a tumulo che non esiste più.

Epigrafe di C.Atilius Euhodus
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A questo punto della strada avremmo dovuto trovare secondo alcuni testi online una statua di uomo togato, evidentemente nel frattempo "rimossa" (!?!).

Segue il calco con ritratto di tre defunti di età repubblicana.

calco con tre defunti
Dalla parte opposta si trova un altro calco con quattro defunti.

calco con quattro defunti
Sul lato sinistro della strade si vedono in lontananza le arcate dell'Acquedotto che portava l'acqua alla Villa dei Quintili.

Acquedotto della Villa dei Quintili
Nel suo ultimo tratto, l'acquedotto andava sotto terra per raggiungere il ninfeo della Villa.
E' forse questo acquedotto una diramazione di quello del Anio Novus.

Sulla sinistra si trovano i resti di un Monumento in laterizio a due piani preceduto da una scalinata.

Monumento in laterizio (del vaso d'alabastro)
La camera sotterranea è ricoperta con una volta.
In essa si ritrovò un vaso d'alabastro cotognino, di fattura egiziana del I secolo a.C. (oggi nei Musei Vaticani). 

A questo punto della strada si trovava il VII miglio della via consolare, ora facente parte della balaustra del Campidoglio (come anche la colonnina dei I miglio).

balaustra del Campidoglio con colonnina migliare
colonnina del VII miglio della via Appia Antica




Sempre qui fino a qualche anno fa la via Appia Antica era attraversata dal Raccordo Anulare (di cui si ne vede una parte), prima che si costruisse il tunnel che passa sotto l'antica strada (2000).


Seguono dei nuclei di calcestruzzo e sulla sinistra la struttura interna di un Sepolcro con grande Esedra, di tarda età repubblicana, sul quale si distinguono tre nicchie rettangolari dove saranno state collocate altrettante statue.
L'ambiente avrà avuto una copertura a cupola.
 
Sepolcro ad Esedra
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Sempre sullo stesso lato vi è un Sepolcro ad Edicola.
Il monumento in laterizio del II secolo d.C. è posto su di un alto basamento nel quale si trova la camera sepolcrale.
 
Sepolcro ad Edicola
Al di sopra una edicola, terminante un tempo con un timpano e affiancata da semicolonnine con capitelli corinzi, conteneva la statua del defunto.
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Tra l'erba sul lato destro un'epigrafe funeraria:

C(aio) Vaberio Syneroti
Aelia Primigenia
viro indulgentissimo.
(traduzione:"Elia Primigenia (dedicò) a Caio Vaberio Sinerote, marito amorevolissimo.")
 
E' la base di una statua (si vedono sul lato superiore i buchi per le grappe dove era fissata la statua) che Elia Primigenia dedicò al marito scomparso Caio Vaberio Sinerote, un liberto di origine greca che visse probabilmente nel II secolo d.C.

epigrafe a Caius Vaberius Syneros
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Un'altra epigrafe funeraria (I secolo d.C.) si trova sul terreno, quella di un sepolcro appartenuto a Marco Pompeio Maio, uno scriba questorio (SCR Q), grado più alto dei funzionari della pubblica amministrazione romana.

M(arcus) Pompeius M(arci) f(ilius)
Ma(ius)
scr(iba) q(uestorius).


(traduzione:"Marco Pompeo Maius, figlio di Marco, scriba questorio.") 
epigrafe di Marcus Pompeius Maius
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Sempre sul lato destro si può solo immaginare, sui resti di un sepolcro posto su di una collinetta, la cosiddetta Torre Appia, una torre medievale che nel corso di un forte temporale crollò nel 1985.

resti della Torre Appia
Ancora più avanti sullo stesso lato vi è un Sepolcro a Tumulo dalla forma circolare, in selce e peperino.

Sepolcro a Tumulo
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Poco prima di dove doveva essere posizionata la colonnina dell'VIII miglio, sulla destra si trovano i resti del cosiddetto Tempio di Ercole.

Tempio di Ercole
Sul terreno vi sono alcuni tronconi di colonne di peperino di ordine tuscanico, attribuite ad un portico del Tempio di Ercole che era posizionato, secondo un epigramma del poeta Marziale, a 50 m dall'VIII miglio.

Tempio di Ercole
Molto probabilmente si crede che invece il portico facesse parte di un'area di sosta tardo repubblicana dove i viandanti si potevano fermare a riposare.
Si è piuttosto trovato un altare dedicato al dio Silvano (dio dei boschi), divinità molte volte posta in associazione con Ercole.

CONCLUSIONI
Il nostro viaggio lungo le prime otto miglia romane della Regina Viarum si interrompe qui, ma ancora altri monumenti fiancheggiano la via consolare negli immediati chilometri fino a Santa Maria delle Mole, dove l'Appia Antica si congiunge e si sovrappone al tracciato moderno della via Appia Nuova.

La nostra passeggiata su questa antica via ci ha fatto riscoprire il passato dei nostri progenitori, la loro quotidianeità, il loro rapporto con la morte e la speranza di essere ricordati.
E sicuramente le energie che hanno impiegato perché ciò si avverasse non sono state vane se, come abbiamo fatto noi, ci sarà qualcuno che si fermerà a leggere le loro epigrafi o sosterà all'ombra dei loro sepolcri.



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