lunedì 16 marzo 2015

Atene: il Museo della Stoà di Attalo nell'Agorà Antica


Se si visita l'Agorà Antica di Atene non ci si può esonerare dal recarsi nel Museo della Stoà di Attalo, ospitato nell'edificio fatto costruire da Attalo re di Pergamo nel 150 a.C. come dono agli Ateniesi.

Naturalmente l'edificio è frutto di una sapiente ricostruzione, che ha inserito moltissimi resti originali, compiuta tra il 1953 e il 1956 ad opera della American School of Classical Studies.(vi suggerisco di guardare l'interessante sito www.ascsa.edu.gr/index.php/excavationagora/visiting).

percorso museale sotto i portici della Stoà di Attalo
La ricostruzione di un edificio commerciale, ma anche d'incontro per gli Ateniesi, che potevano passeggiare e conversare riparati dai cocenti raggi solari in estate e dalle intemperie durante l'inverno, offre un approccio tangibile con l'architettura delle stoà presenti nell'Agorà. 

L'edificio, che occupava la parte orientale dell'Agorà, presentava un doppio colonnato sulla facciata e  21 botteghe sul retro di ognuno dei suoi due piani.
Al pian terreno 10 di questi ambienti sono stati unificati e sono divenuti la galleria del museo.

portico della Stoà di Attalo
Il museo ospita i reperti che sono stati rinvenuti durante gli scavi nell'area dell'Agorà e nei suoi dintorni.
Sono qui esposti in ordine cronologico, dal neolitico al periodo bizantino, oggetti della vita privata e pubblica appartenuti ai cittadini ateniesi che frequentavano l'Agorà, il cuore pulsante della città.
Questo percorso museale sintetizza la funzione e lo sviluppo dell'Agorà.

Sono quindi qui esposti oggetti di uso quotidiano provenienti da abitazioni e tombe: monete (VI secolo a.C./1831 d.C.), anfore (VI secolo a.C./periodo bizantino), lampade (VII secolo a.C./XI secolo d.C.), pesi e misure, gioielli (orecchini del 850 a.C.) e recipienti per contenerli (una pyxis in avorio da una tomba del 1400 a.C.), giocattoli in terracotta (da una tomba di bambino del IV secolo a.C.) o un curioso "vasino" per bambini.

corredo funerario di sepoltura di una ricca donna incinta (circa 850 a.C.)
refrigeratore per il vino trovato in una sepoltura maschile vicino al Tholos
collezione di monete
"vasino" di bambino e vaso a forma di uovo
pyxis in avorio con coperchio con scena di grifoni che attaccano cervi (XV secolo a.C.)
ceramiche di uso quotidiano nell'età del bronzo
gioielli
braciere con coperchio
Tra gli oggetti esposti riguardanti la vita pubblica, inerenti la democrazia ateniese durante il periodo Classico, i più interessanti sono:

- una klepsydra, un semplice orologio idraulico per segnare il tempo dei discorsi degli oratori nei tribunali (V/IV secolo a.C.), composto da due vasi con fori.

klepsydra




Un vaso aveva un foro sul bordo del fondo dove far uscire l'acqua, munito di tappo, e un altro buco nella parte alta per introdurre sempre la stessa quantità d'acqua.
I due recipienti erano posti su due livelli diversi: uno raccoglieva l'acqua fatta uscire dall'altro.

Una clessidra ad acqua esposta porta scritto il nome del suo proprietario (ANTIO cioè di Antiochis) e due "XX", che indicavano la capacità (due choai= 6,4 litri) del vaso e quindi l'equivalente valore del tempo (6 minuti) impiegato per lo svuotamento.







- un frammento di kleroterion, una macchina per scegliere a caso, tra i 6000 cittadini aventi diritto, chi dovesse occupare giurie giornaliere.
Era costituita da una lastra in marmo o legno, con molte incisioni in file orizzontali e verticali.
In queste fessure erano poste lamine in bronzo (pinakia) con iscritto il nome, il patronimico e il villaggio di provenienza dei cittadini.
In un tubo metallico posto alla sinistra della lastra, la cui parte alta era a forma d'imbuto, si trovavano delle sfere bianche o nere in bronzo, introdotte a caso.
Mediante una manovella le sfere potevano essere rilasciate una ad una: quelle estratte si riferivano a quali file orizzontali di fessure scegliere.

kleroterion e (da sinistra a destra) pinakia, frammenti di coccio con la lista dei documenti da presentare in un processo, schede dei giurati in bronzo
- ostraka, pezzi di ceramica rotti da un vaso, sui quali erano incisi i nomi di uomini politici, come Temistocle o Aristide, che furono esiliati per votazione popolare .
L'ostracismo era un tipo votazione per proteggere la città contro aspiranti tiranni, usato a volte come manovra tattica contro rivali politici.
Chi riceveva più voti "contro" doveva lasciare Atene per 10 anni.
La votazione era valida solo se si raggiungeva il quorum dei 6000 presenti.

ostraka (V secolo a.C.)
ostraka preparati per l'ostracismo di Temistocle (482 a.C.)
- la Stele della Democrazia, una stele in marmo (337/336 a.C.), che ricorda un decreto contro la tirannia.
In essa è rappresentato il Demos incoronato dalla Democrazia.

Stele della Democrazia
- una testa in bronzo di Vittoria (Nike), dove erano stati creati a parte e inseriti occhi, ciuffi di capelli e orecchini in oro.
Questo busto faceva parte di quelle "Nike dorate" costruite durante il periodo di Pericle, che custodivano una riserva d'oro per lo Stato: il metallo prezioso poteva essere prelevato e tramutato in monete per far fronte ad un momento economico difficile (420/415 a.C.).

testa di bronzo di Vittoria (Nike)
Altri pezzi della collezione del museo degni di nota sono:

- la copia in avorio dell'Apollo Lykeios attribuito a Prassitele, che si trovava nella scuola filosofica di Aristotele (Lyceum) in quanto "dio della luce".
La statuetta fu ricostruita con i 200 frammenti trovati.

copia dell'Apollo Lykeios (III secolo d.C.)
- il Cratere di Exekia in ceramica a figure nere e rosse (che prende il nome dal ceramista che la creò), che fu trovato sulle pendici settentrionali dell'Acropoli.
Su di esso sono rappresentati da un lato una battaglia con Patroclo che giace a terra e con guerrieri che combattono intorno al suo corpo per prenderne possesso, sull'altro lato il carro di Atena che con Eracle si dirige sull'Olimpo dove l'aspettano cinque divinità.
Vicino alle due anse del cratere sono raffigurati tralci di vino e menadi sedute.
La parte bassa del vaso presenta leoni che attaccano un toro.

cratere di Exekias
Al termine della galleria museale si possono vedere oggetti e copie in miniatura di epoca romana di opere dell'antica Atene, e suppellettili del periodo bizantino e ottomano.

ritratti di personaggi romani (I secolo a.C./I secolo d.C.)
statua di marmo di un giovane Satiro con flauto di Pan che porta una capra (150 d.C.)
vasi a forma di testa di ragazzo (III secolo d.C.) e vaso con figure grottesche (I secolo a.C./I secolo d.C.)
piatti decorati e scalda vivande (X/XII secolo d.C.)

Sotto i portici poi sono stati posizionati reperti scultorei e mosaici.

testa di Tritone (dall'Odeion di Agrippa)
statua di Afrodite (IV secolo a.C.)


statue delle personificazioni di Odissea e Iliade (dalla Biblioteca di Pantainos)
Afrodite con Eros (periodo ellenistico)
Apollo Patroos di Euphranor (dal Tempio di Apollo Patroos)
capitello con resti di decorazione pittorica
Vittoria alata (dalla Stoà di Zeus Eleutherios)
Afrodite con giara d'acqua (dal ninfeo sud-est dell'Agorà)

rilievo votivo con Hermes che porta Dioniso bambino alle Ninfe nella caverna di Pan (330 a.C. circa)
busto di Antonino Pio
mosaico

ATTENZIONE: nel 2012 è stato allestito anche il portico del piano superiore con ritratti scultorei di Ateniesi e modelli dell'Acropoli, dell'Agorà Antica e della collinetta della Pnice, dove risiedevano i più importanti organi pubblici e  amministrativi della città.
La nostra guida cartacea non riportava questa notizia, e così a noi è sfuggita la visita di questa parte del museo: non dimenticatevelo voi però!

www.odysseus.culture.gr
Orario:  lunedì/domenica   8.00/15.00
Costo:   4€ oppure
             biglietto cumulativo 12€      valido 4 giorni
           (Acropoli - Antica Agorà - Museo Antica Agorà - Biblioteca d Adriano -
             Keramikos - Museo del Keramikos - Agorà Romana - Olympieion)

CONCLUSIONI
Questo è un piccolo ma molto interessante museo all'interno di un'area già ricca di testimonianze storiche fondamentali.
Non ci vuole più di un'ora a visitarlo, ma costituisce un valido aiuto nel fare chiarezza in quelli che erano gli strumenti che garantivano la democrazia e la lotta contro la tirannide.
Inoltre offre l'opportunità di avere una visuale di ciò che hanno trovato scavando nell'area dell'Agorà, che durante il XIX secolo era quasi del tutto sepolta sotto il quartiere di Vrysaki.


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