sabato 21 marzo 2015

Un imperatore ad Atene: Adriano


Publius Aelius Hadrianus Caesar Traianus Augustus, ovvero l'imperatore romano Adriano, nato ad Italica in Spagna nel 76 d.C e morto a Baia nel 138 d.C., adottato dall'imperatore Traiano in punto di morte, divenne imperatore nel 117 d.C. e regnò per vent'anni su Roma e il suo impero.

Adriano viene considerato un imperatore filellenico.
A Roma lo chiamavano "graeculus" per la sua ammirazione per il mondo greco.

Tra i successori di Augusto, fu la figura romana più significativa della storia di Atene.

Dopo aver riportato l'ordine in Asia Minore nel 124 d.C. visitò la Grecia, e da un anno che doveva rimanervi, finì per restarcene quattro.
Tre volte pose la sua dimora ad Atene e qui vi passò gli ultimi anni della vita.
Adriano fu iniziato ai misteri eleusini, al culto eroico, per divenire Zeus Panellenico.

Con Adriano, Atene divenne una delle città più belle di quell'epoca: contribuì a riportare all'antico splendore alcuni edifici storici della città, e ne costruì di nuovi.
Grazie a lui Atene assistette ad un "Rinascimento" della cultura, dell'arte, del culto delle divinità e della mitologia.

Ad Atene Adriano fece terminare la costruzione dell'Olympieion (il tempio dedicato a Zeus Olimpo), fece costruire un acquedotto (ormai scomparso), la Biblioteca Adrianea e un Ginnasio (sorretto da cento colonne), il Tempio della Fortuna (con portici e biblioteca) ed un quartiere che prese il suo nome, Hadrianoupolis.

Gli Ateniesi per ringraziare l'imperatore per questi doni lo elessero arconte  (la suprema carica di magistrato) e cittadino ateniese.
Inoltre costruirono in suo onore un arco, la cosiddetta Porta di Adriano.

Porta di Adriano
L'arco eretto nel 132 d.C., posto tra l'Acropoli e l'Olympieion, simbolicamente costituiva una cerniera tra la nuova e l'antica Atene, non tanto in senso spaziale quanto in senso temporale: Adriano era divenuto un nuovo Teseo, il nuovo fondatore della città.
Per questo vi sono due iscrizioni ancora leggibili sull'arco: sulla facciata rivolta verso l'Acropoli e l'Agorà Antica vi  è scritto:
"Questa è Atene, l'originaria città di Teseo"
mentre sulla facciata rivolta verso l'Olimpieion è scritto:
"Questa è la città di Adriano non di Teseo".
fornice della Porta di Adriano
La porta si trovava su un'antica strada che congiungeva la città antica con quella moderna costruita da Adriano nella piana dell'Ilisso.

In questa porta ben conservata, sono riuniti i principi costruttivi greci e romani: nell'ordine inferiore infatti ricorda un arco di trionfo romano, mentre il livello superiore imita un propylaeum greco.

Porta di Adriano





La porta è stata costruita in marmo pentelico, senza cemento e malta.
E' alta 18m, larga 13,5m e profonda 2,3m.



La costruzione è divisa in due ordini.
Il livello inferiore ha un fornice arcuato, sostenuto da colonne corinzie, e largo 6,5m.
Il livello inferiore è sormontato da un'architrave ionica con merli e un geison in rilievo.






L'ordine superiore è composto da una struttura trittica, una sorta di triplice edicola, composta da colonne e pilastri corinzi, che creano tre aperture rettangolari.
Ogni apertura laterale è sormontata da un'architrave, merli e geison.
L'apertura centrale, un tempo chiusa da un muro per formare nicchia, è fiancheggiata da colonne con mezze colonne corinzie che sostengono una struttura triangolare in rilievo con merli, geison e sima che si unisce a quelle delle due ali.

ordine superiore della Porta di Adriano
Sul culmine del frontone vi era un acroterio vegetale.
Mancano invece certezze sulla possibilità che l'arco fosse adorno di statue.
Resti di dipinti sulla costruzione fanno pensare che durante il Medioevo l'arco facesse parte di una chiesa.
Nel XVIII secolo l'arco divenne una delle sette porte del muro difensivo eretto dai Turchi contro i predoni albanesi, e veniva chiamata "Porta Principessa".
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Visitiamo ora i resti delle costruzioni fatte costruire da questo illustre benefattore della città.

Vicino alla Porta di Adriano, l'imperatore fece portare a termine, dopo ben 650 anni, la costruzione del più importante e del più grande tempio presente in Grecia nel periodo ellenistico dedicato a Zeus Olimpio, l'Olympieion.

l'Olympieion tra i palazzi moderni di Atene
La sua costruzione, originariamente in ordine dorico (8 colonne sui lati corti e 20 sui ati lunghi), fu iniziata nel VI secolo a.C. durante la tirannia dei Pisistrati, i quali commissionarono a quattro architetti il progetto: Antistates, Callaschros, Animachides e Porinos.
Cacciato Ippia da Atene (510 a.C.), la costruzione del tempio fu interrotta, perché voluta dai tiranni.

Olympieion
I lavori vennero ripresi nel 174 a.C. (dominazione macedone) da Antioco IV. Epifane di Siria commissionò a Cossutius, un architetto romano, la ripresa dei lavori con alcune variazioni: un tempio ottastilo a cielo aperto, ma anche questo tempio non fu portato a termine.

Nel I secolo a.C. Atene fu poi conquistata dai romani, e Silla fece portare a Roma due delle colonne corinzie del tempio da porre nel Tempio di Giove Ottimo Massimo sul Campidoglio.

Olympieion
Durante l'impero di Augusto i "re amici e alleati" di Augusto decisero di portare a termine tutti insieme il tempio che volevano dedicare al "Genio di Augusto".

Ma fu Adriano a porre la parola "fine" alla costruzione dell'Olympieion e a porre nella sua cella una statua crisoelefantina del padre di tutti gli dei.
Il tempio, che misura 96m x 40m, fu inaugurato nel 131 o 132 d.C.

colonna caduta dell'Olympieion
Delle 104 colonne corinzie in marmo pentelico del tempio alte 17m, oggi ne rimangono in situ solo 15.
Un'altra colonna fu colpita da un fulmine nel 1852 e cadde sul pavimento del tempio: giace ancora lì.
Rimangono anche il crepidoma (la piattaforma a gradini su cui si erge il tempio) e l'architrave tripartito.

busto con aspetto idealizzato di Adriano (a destra) trovato nell'area dell'Olympieion
Distrutto dai barbari, i resti del tempio furono poi usati nel medioevo come cava di pietra.

Orario: lunedì/domenica  8.00/15.00
Costo: 2€ oppure
           biglietto cumulativo 12€      valido 4 giorni
           (Acropoli - Antica Agorà - Museo Antica Agorà - Biblioteca d Adriano -
             Keramicos - Museo del Keramikos - Agorà Romana - Olympieion)

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L'imperatore Adriano era un uomo colto, intellettuale, conoscitore e studioso d'arte, letteratura e storia, amante della filosofia platonica ed epicurea, e volle regalare ad Atene un luogo di cultura che custodisse i libri che egli aveva raccolto.

Fece costruire quindi ad est dell'Agorà Antica una delle costruzioni più importanti dell'Atene romana, la cosiddetta Biblioteca di Adriano.

ingresso al sito della Biblioteca di Adriano
L'edificio fu costruito tra il 132 e 134 d.C. in marmo pentelico.
Fonti antiche descrivono la biblioteca con il tetto dorato e le pareti in alabastro.

cortile della Biblioteca di Adriano
La biblioteca era costituita da un ampio cortile rettangolare porticato (122m x 82m), preceduto sul lato occidentale da un monumentale propileo con quattro colonne corinzie di marmo frigio, che costituiva l'unica entrata.

propileo della Biblioteca di Adriano
colonne in marmo frigio del propileo
L'imponente facciata era adornata con 14 colonne corinzie lisce di marmo proveniente da Karystos e da una trabeazione.

colonne della facciata della Biblioteca di Adriano
muro interno della facciata della Biblioteca di Adriano
muro dell'ala meridionale della facciata
Il portico che circondava il cortile interno era formato da 100 colonne.
Al centro del cortile  vi era un bacino allungato, terminante a semicerchi.  circondato da un giardino ornato da statue.

tracciato del giardino colonnato della Biblioteca di Adriano
basi delle colonne dei portici
La principale area della biblioteca si trovava sul lato orientale.

parete di fondo della bibliostasio
I rotoli di papiro (volumina) erano conservati in un ampio ambiente rettangolare a due piani (bibliostasio), dove erano riposti in armadi di legno in nicchie lungo il muro orientale.
Nelle 40 nicchie totali di questo ambiente erano riposti circa 16.800 papiri, un numero enorme per quei tempi.
I papiri di maggior consultazione occupavano le nicchie del livello inferiore.

Sul fondo di questo ambiente vi era una nicchia con copertura semicircolare che probabilmente conteneva le statue di Athena (che aveva un posto d'onore nelle biblioteche) e dell'imperatore deificato.
Il pavimento era coperto da lastre di marmo colorato e i muri da rivestimenti in marmo.

L'ambiente centrale era affiancato da altri ambienti: sale per la lettura, spogliatoi, latrine, atri per le scale.
I due spazi terminali del lato orientale della biblioteca erano occupati da due auditoria con sedili in marmo curvati leggermente.

Auditorium della Biblioteca di Adriano
I lati settentrionale e meridionale erano caratterizzati dalla presenza di tre nicchie ognuno: una rettangolare centrale e due laterali a semicerchio, ciascuna con due colonne tra le ante.

muro settentrionale con nicchia semicerchica
Durante l'invasione degli Eruli (267 d.C.) la biblioteca fu gravemente danneggiata.

piante delle tre chiese (V/VII/XII secolo) costruite all'interno della Biblioteca di Adriano
Nel V secolo d.C. fu restaurata e il bacino centrale fu colmato realizzando un edificio con quattro absidi, che si aprivano su un'aula quadrata centrale, e ognuna delle quali aveva 4 colonne poste in semicerchio.
Questa costruzione tetraconica era una chiesa, costruita per volere del prefetto romano Herculius o per volere dell'imperatrice Eudocia, moglie dell'imperatore bizantino Teodosio.

modello della chiesa tetraconica
mosaico della chiesa
mosaico delle chiesa


mosaico della chiesa
La chiesa era provvista di nartece preceduto da un atrio colonnato su tre lati .
Si sono conservati resti della pavimentazione a mosaico con motivi floreali.

navate e abside laterale della basilica
passaggio da un'abside laterale all'ambente quadrato della chiesa tetraconica
peristilio interno ad un'abside della chiesa tetraconica
La chiesa fu distrutta nel VI secolo d.C. e trasformata nel VII secolo in una basilica a tre navate.
Sulle rovine di questa costruzione poi, nel XI secolo fu costruita una chiesa bizantina, la Megali Panaghia, la prima cattedrale della città, demolita poi nel 1885.

abside delle chiese
navata della basilica
Nel XII secolo fu eretta, congiungendo una parte della facciata e il propileo, una  piccola chiesa a croce inscritta, Agios Asomatos sulle scale, dedicata all'Arcangelo Michele.
Fu costruita dalla nobile famiglia Chalkokondylis.
Di questa famiglia si sono trovate 11 tombe nel pavimento del nartece e della chiesa.
La chiesa fu demolita nel 1843, e rimane solo un muro dipinto con la scene della Preghiera sul Getsemani, il Tradimento di Giuda e i ritratti di busti di Santi.

Orario:  lunedì/domenica    8.00/15.00
Costo:   2€ oppure
             biglietto cumulativo 12€      valido 4 giorni
           (Acropoli - Antica Agorà - Museo Antica Agorà - Biblioteca d Adriano -
             KeramiKos - Museo del Keramikos - Agorà Romana - Olympieion)
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A 50m dalla Biblioteca, i ruderi trovati di una basilica triabsidata (lunga 85m e larga 40m), furono identificati con il Pantheon costruito da Adriano o come il Panellenion, un luogo d'incontro dei deputati delle città-stato fatto costruire sempre dall'imperatore.

resti di edificio adrianeo
L'edificio, provvisto di portico sul lato est, fu costruito nel 117/138 d.C. sopra ai resti di uno tardo-ellenico.

I resti si riferiscono ad un muro alzato ancora per un'altezza di quattro file di blocchi di actite, una locale pietra calcarea del Pireo.

muro di actite dell'edificio adrianeo
La parte nord dell'edificio venne nel III secolo inglobata nel muro di fortificazione romana, alla quale, tra il 522/565 l'imperatore Giustiniano aggiunse una torre e una porta in marmo.


CONCLUSIONI 
Adriano portò a Roma la sua ammirazione per la cultura e per l'arte greca.
Nella Villa Adriana, la sua villa di Tivoli, l'imperatore Adriano fece costruire la cosiddetta Piazza d'Oro che riprendeva la planimetria della Biblioteca da lui costruita ad Atene.
Sempre nella sua villa tiburtina, intorno al canopio, fece sistemare le copie delle Cariatidi dell'Eretteo dell'Acropoli.
Fu persino il primo imperatore romano a portare la barba, come in uso in Grecia.

  

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