mercoledì 4 marzo 2015

L'Acropoli di Atene:"la roccia sacra"


Nel mio post "L'Acropoli di Atene: le pendici meridionali" si può leggere qualche notizia sull'evoluzione storica-architetturale dell'Acropoli e dei monumenti che si trovano sul suo versante meridionale.
Questo post invece tratterà della zona che per molti secoli è stata il centro religioso più importante di Atene: "la roccia sacra".

il Partenone e l'Eretteo sull'Acropoli
Questa spianata rocciosa, dopo essere stata il luogo della residenza reale, divenne nel XI secolo a.C. la sede del culto di Athena, la divinità protettrice della città che prese anche il suo nome, e degli altri dei dell'Olimpo.
Sorsero così templi e monumenti votivi.

pianta del'area sacra dell'Acropoli
La maggior parte dei monumenti dell'Acropoli fu eretta tra il 447 e il 406 a.C.
Nacquero dal programma artistico ambizioso di Pericle, lo stratega che governò Atene per trent'anni, gli anni che costituirono il "periodo d'oro" della città.

Ingresso all'area sacra del'Acropoli: Propilei, Tempio di Nike e Monumento di Agrippa
Dopo aver visitato i monumenti delle pendici dell'Acropoli si accede all'area sacra attraverso i Propilei, percorrendo una ripida scalinata in marmo (N°3 della pianta).

Propilei (fronte ovest)
Propilei (fronte est)
Fatti costruire da Pericle nel 437/432 a.C., sostituirono quelli distrutti dai Persiani.
Nel VI secolo d.C. furono dotati di una copertura e trasformati in chiesa.
L'ala nord divenne tra il IX e il XII secolo la residenza del vescovo di Atene.
Tra il XIII e il XV secolo divennero la fortezza armata e il quartier generale di Veneziani, Catalani e Fiorentini: l'ala nord venne trasformata in un palazzo a due piani e fu costruita a sud una torre.
Tra il 1458 e il 1833 divennero la sede della guarnigione turca: il corpo centrale fu trasformato in un magazzino per le polveri da sparo, fatto saltare poi da una cannonata.

modellino dei Propilei (fronte ovest) - Museo dell'Acropoli
modellino dei Propilei (fronte est) - Museo dell'Acropoli
Questi edifici in marmo pentelico, costituiti da un corpo centrale affiancato da due ali, sono l'opera dell'architetto Mnesiklés.

colonne doriche del fronte ovest
 all'interno dei Propilei
colonne doriche del fronte est
Il corpo centrale presenta sei colonne doriche sui fronti est ed ovest.
Al suo interno una parete con cinque porte divide l'edificio in due vestiboli.
Il primo spazio a sua volta è diviso in tre navate da colonne ioniche.

porta che divide i due vestiboli dei Propilei
porta che divide i due vestiboli dei Propilei


colonne che dividono in tre navate il primo vestibolo dei Propilei
L'ala nord aveva sulle sue pareti dipinti o affreschi, custodiva le opere di Polignoto, ed era conosciuta come Pinacoteca.

ala dei Propilei della Pinacoteca
L'ala sud, costituita da un portico a tre colonne doriche, era il vestibolo del Tempio di Athena Nike (N°4 nella pianta).

Tempio di Athena Nike
Questo piccolo tempio fu eretto tra il 426 e il 421 a.C. ed è opera dell'architetto Kallikrates.

Sia sul fronte che nel retro aveva quattro colonne ioniche.

Tempio di Athena Nike
Una balaustra protettiva in marmo con rilievi di figure di Nike circondava la sommità del bastione sul quale sorgeva il tempio.

frammenti della balaustra del Tempio di Nike - Museo dell'Acropoli
Nike che si scioglie il sandalo (dalla balaustra del Tempio di Nike) - Museo dell'Acropoli
due Nikai portano un toro al sacrificio (dalla balaustra del Tempio di Nike) - Museo dell'Acropoli
Il tempio a pianta rettangolare custodiva la statua in legno, adornata di oro ed avorio, della divinità responsabile delle vittorie militari ateniesi, Athena Nike Aptera: la dea era rappresentata senza le ali perché non lasciasse la città.
Aveva in una mano un elmo e nell'altra una melagrana, che rappresentavano i due aspetti della natura della dea: quello militare e quello pacifico.

Vi era anche un altare per i sacrifici posto vicino all'entrata est del tempio.

modellino del Tempio di Athena Nike- Museo dell'Acropoli
La costruzione attuale è opera di un rifacimento del XIX secolo fatto con i materiali recuperati: il tempio originale venne demolito dai Turchi (1687).

Tempio di Athena Nike (restro)
Il fregio sopra l'architrave raffigura la lotta tra Greci e Persiani: in parte è rimasto in loco (parti meridionali ed orientali), mentre un calco sostituisce le parti mancanti conservate al British Museum di Londra.

fregio del Tempio di Nike
parte del fregio del Tempio di Athena Nike
Monumento di Agrippa


Accanto all'ala nord dei Propilei si erge il Monumento ad Agrippa, fu dedicato dagli Ateniesi a Marco Vipsanio Agrippa, genero e  generale dell'imperatore Ottaviano Augusto e benefattore della città (N°2 nella pianta).
 
Del monumento resta il piedistallo in marmo grigio dell'Imetto e marmo Pentelico, alto 8,9m., con l'iscrizione dedicatoria fatta tra il 27 a.C. (anno in cui Agripppa divenne console per la terza volta) e il 12 a.C. (anno della sua morte) .
E' invece scomparsa la quadriga in bronzo con Agrippa, che sormontava il piedistallo.

La tecnica di costruzione del momumento e un'iscrizione cancellata fanno pensare che originariamente il monumento, costruito nel II secolo a.C., commemorasse la vittoria in una gara dei Giochi Panatenaici di un re di Pergamo (Eunemes II o Attalo II) .



Oltrepassati i Propilei si poteva percorrere la Via Sacra che conduceva sino al fronte orientale del Partenone.
Questa via, che iniziava in realtà dalla principale porta cittadina (Dipilon), era percorsa durante le cerimonie religiose.

Via Sacra
Lungo il suo percorso si possono ancora oggi vedere o immaginare i monumenti che s'incontravano...

...sulla sinistra, tra i Propilei e l'Eretteo, si trovava (oggi rimane solo la base - N°5 nella pianta) la statua colossale in bronzo di Athena, conosciuta come Athena Promachos, opera di Fidia, che era stata forse fusa nella fonderia sulle pendici meridionali dell'Acropoli tra il 475 e il 450 a.C.
Gli Ateniesi dedicarono la statua alla dea perché aveva contribuito alla loro vittoria nella guerra contro i Persiani.
La sua costruzione fu finanziata col bottino persiano.

ricostruzione della statua di Athena Promacos
L'altezza della statua, compreso il piedistallo, è stimata intorno ai 9m.: la punta della sua lancia e la cresta del suo elmo erano visibili ai marinai che navigavano a Capo Sounion.
Probabilmente nel V secolo d.C. la statua fu portata a Costantinopoli e posta nell'ippodromo.
Fu distrutta dalla folla durante l'assedio della città da parte dei Franchi nel 1204 perché la mano distesa della dea aveva chiamato il nemico.

Sull'altro lato della Via Sacra  vicino ai Propilei si trovava il piccolo Tempio di Athena Igiéia, dedicato alle dea della salute dopo la peste del 420 a.C.

Seguiva (N°6 A nella pianta) il Santuario di Artemide Brauronia (Brauronion), 
che prendeva il nome dal santuario dedicato ad Artemide a Brauron, una città costiera dell'Attica orientale.

area del Brauronion
Il culto era stato portato ad Atene nel VI secolo a.C. dal tiranno Pisistrate, originario di questa città.
Artemide era la dea della natura e della caccia, protettrice delle ragazze, delle future mamme e delle puerpere.

Rimangono resti di muri del santuario che includeva anche due portici (uno a sud e uno ad est).
Il piccolo tempio con la statua di Artemide fatta da Prassitele era posizionato nella zona occidentale del santuario.
Si è ritrovata in quest'area una testa colossale femminile, ora conservata al Museo dell'Acropoli.

Accanto al santuario (N°6 B nella pianta) sorgeva la Chalkothéke (V secolo a.C.), un edificio rettangolare con un portico dorico sulla facciata dove si conservavano principalmente utensili e vasellami in bronzo per le processioni, e armi.

Ed eccoci davanti al Partenone...il capolavoro dell'architettura classica greca!

Partenone
Costruito tra il 447 e il 432, sopra un precedente tempio distrutto dai Persiani nel 480 a.C. doveva, per volere di Pericle, custodire il tesoro sacro della città.
Il progetto fu di Iktinos, l'esecuzione di Kallikrates, e l'ideazione e in parte la realizzazione della decorazione di Fidia.

modellino del Partenone - Museo dell'Acropoli
Il tempio (N°10 nella pianta) s'innalza su un basamento formato da tre gradini in poros (pietra tufacea di color grigiastro), che sono leggermente convessi al centro: è questa la ragione della convessità che hanno tutti gli elementi posti orizzontalmente.

lato meridionale del Partenone
Il tempio è lungo 69,54m, largo 30,87m. e alto 15m.

lato settentrionale del Partenone
colonnato interno ed esterno







Il Partenone è un tempio dorico periptero, con 8 colonne sulle fronti e 17 sui lati, costruito in marmo Pentelico.
Ogni colonna è alta 10,43 m, è composta da 17 rocchi sovrapposti e presenta 20 scanalature ad angolo vivo.

Le colonne hanno la caratteristica di essere rigonfie nella parte centrale, e le colonne poste agli angoli del tempio, di essere un po' convergenti.
Tutti questi espedienti servono a dare più armoniosità e plasticità al monumento.

Il colonnato interno (prostasis) del Partenone presentava 6 colonne sui lati corti.
Lo spazio interno del tempio era diviso in:
- pronaos, l'atrio antistante la cella,
- sekos, la parte della cella che alloggiava la statua crisoelefantina di Athena Parthénos ( cioè "Vergine"), alta 12 m opera di Fidia,
- opisthodomos, dove era custodito il tesoro sacro della Lega Ateniese   
- opisthonaos, l'atrio sul retro della cella.

CURIOSITA': a proposito della statua andata perduta di Athena Parthénos, nel Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps a Roma, si trova una copia del I secolo a.C. della statua di Fidia, firmata dallo scultore ateniese Antioco (firma nella parte inferiore destra del peplo).
Il prototipo della statua fidiaca è una delle rare repliche, anche se le dimensioni e i materiali utilizzati sono diversi dall'originale.

Athena Parthénos - Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps (Roma)
resti di metope rimaste in loco
Tutta la parte superiore del Partenone era decorata con sculture colorate e arricchite di ornamenti metallici.

ricostruzione dell'Akroterion che coronava il colmo del frontone del Partenone - Museo dell'Acropoli
All'esterno le 92 metope a fondo rosso della trabeazione erano decorate con:
- la Gigantomachia, la battaglia tra gli Dei e i Giganti (ad est)
- l'Amazzomachia, la battaglia tra giovani Ateniesi e Amazzoni (a ovest)
- la Centauromachia, la battaglia tra Centauri e Lapiti (a sud)
- la Guerra Troiana (a nord).
Ogni metopa conteneva una scena a sé stante, composta quasi sempre da due personaggi.

Centauromachia
Centauromachia: Centauro contro Lapito - Centauro afferra una donna lapita
Un giovane e un citarista
metopa cosiddetta "Annunciazione" (in realtà Ebe ed Era)
Elena chiede rifugio all'immagine di Athena alla presenza di Afrodite ed Eros
Nei due frontoni, in marmo proveniente dall'isola di Paros, erano rappresentate scene mitologiche connesse con Athena:
- la gara con Poseidone per la disputa dell'Attica (frontone ovest).

ricostruzione del frontone ovest del Partenone (parte sinistra) - Museo dell'Acropoli
ricostruzione del frontone ovest del Partenone (parte centrale) - Museo dell'Acropoli
ricostruzione del frontone ovest del Partenone (parte destra) - Museo dell'Acropoli
ricostruzione del frontone ovest del Partenone - Museo dell'Acropoli
resti del frontone ovest al Museo dell'Acropoli
- la nascita della divinità dalla testa di suo padre Zeus, alla presenza degli altri 
  dei (frontone est)

ricostruzione del frontone est del Partenone (parte sinistra) - Museo dell'Acropoli
ricostruzione del frontone est del Partenone (parte centrale) - Museo dell'Acropoli
ricostruzione del frontone est del Partenone (parte destra) - Museo dell'Acropoli
ricostruzione del frontone est del Partenone al Museo dell Acropoli

In sito rimangono sul frontone est due teste dei cavalli di Helios, dio del Sole (a a sinistra) e un cavallo di Selene, dea della Luna (a destra).
Le parti centrali del frontone andarono perdute quando si costruì nel Partenone la chiesa cristiana (VI secolo d.C.).

resti del frontone est
I muri della cella erano circondati da una trabeazione con un fregio a rilievo, disegnato e in parte realizzato da Fidia, lungo 160 m, costituito da 115 blocchi raffiguranti la Processione Panatenaica, che si svolgeva ogni quattro anni nel nostro mese di agosto (quando cadeva il compleanno di Athena), ed era caratterizzata dall'offerta del peplo (l'abito femminile dell'antica Grecia) ad Athena.
Sono rappresentati 360 personaggi e 250 animali (soprattutto cavalli).
 
fregio del Partenone: figure recanti vasellame - Museo dell'Acropoli
fregio del Partenone: Poseidone, Apollo, Artemide e Afrodite - Museo dell'Acropoli
fregio del Partenone: Un cavaliere al trotto e uno al galoppo - Museo dell'Acropoli
fregio del Partenone: Cavalieri - Museo dell'Acropoli
fregio del Partenone: Cavalieri e cerimoniere - Museo dell'Acropoli

La processione inizia con i due gruppi posti nell'angolo sud-ovest del tempio: un gruppo si dirige verso ovest lungo il lato nord del tempio, mentre l'altro gruppo procede lungo il lato meridionale. Le due linee scultoree si rincontravano nella parte est del tempio con l'immagine della consegna del peplo alla dea in presenza dei 12 dei dell'Olimpo.

Nei secoli successivi alla sua realizzazione, il Partenone fu arricchito da molte offerte votive: Alessandro Magno affisse lungo l'architrave orientale gli scudi in bronzo dedicati ai bottini della sua vittoria sul fiume Granico; le lettere in bronzo di un decreto degli Ateniesi in onore dell'imperatore Nerone furono fissate anch'esse sull'architrave orientale.

lato est del Partenone
Alla fine del III secolo d.C. o alla fine del IV secolo d.C. il Partenone fu distrutto da un incendio degli Eruli o dei Visigoti di Alarico.
Nel VI secolo d.C. il tempio fu trasformato in una chiesa cristiana.
Nel 1458 gli Ottomani la trasformarono in una moschea, e al posto del campanile della chiesa cristiana innalzarono un minareto.
Nel 1687 i Veneziani fecero saltare con una cannonata il tetto e i lati lunghi del Partenone che era divenuto un magazzino per le polveri dei Turchi.

lato ovest del Partenone
...i restauri del Partenone continuano...
Nel 1801/1802 il settimo conte di Elgin, Thomas Bruce, ambasciatore scozzese d'Inghilterra a Costantinopoli, corrompendo la guarnigione turca dell'Acropoli, rimosse parte delle decorazioni e delle strutture del tempio: 19 sculture del frontone, 15 metope e i rilievi di 56 blocchi del fregio, si trovano oggi conservati nel British Museum di Londra.

calco di un blocco del fregio del Partenone (l'originale è al British Museum) - Museo dell'Acropoli
Solo pochi frammenti del fregio e dei frontoni del Partenone sono visibili nel Museo dell'Acropoli di Atene, nell'attesa di essere ricongiunti a quelli che si trovano nel museo londinese.

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Davanti al lato est del Partenone s'individua la base di forma quadrata del Tempio di Roma e Augusto (N°12 nella pianta).

resti del Tempio di Roma e Augusto
Era una costruzione circolare con un peristilio formato da 9 colonne ioniche, senza una cella muraria al suo interno e con tetto conico.
Aveva un diametro di 8,60 m ed era alto 7,30 m.

resti delle colonne ioniche del Tempio di Roma e Augusto
Fu costruito in marmo pentelico nel I secolo a.C. (19/17 a.C.)
Era l'unico tempio romano presente sull'Acropoli e l'unico dedicato al culto dell'imperatore.
Gli Ateniesi dedicarono ad Ottaviano Augusto questo tempio per ingraziarselo, visto che , durante il periodo delle guerre civili romane, la città aveva parteggiato per Marco Antonio.
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Se si prosegue verso est lungo il versante meridionale dell'Acropoli, dopo l'edificio in disuso dal 2007 del vecchio Museo dell'Acropoli e i resti del Santuario di Pandione (dedicato all'eroe e re d'Atene Pandione), si giunge ad un belvedere dal quale ammirare Atene dall'alto, individuando facilmente tra gli edifici moderni l'Agorà Antica, l'Agorà Romana, il Licabetto, l'Olimpiéion e la Porta di Adriano, lo stadio Panatenaico.

la collina del Licabetto
l'Olimpiéion e la Porta di Adriano
l'Agorà Antica
l'Agorà Romana
lo stadio Panatenaico
Ritornando sui nostri passi, ma percorrendo il versante settentrionale dell'Acropoli, si costeggia il muro di Temistocle.

muro di Temistocle
Poco riconoscibile, in quanto rimangono solo le fondamenta, vi è poi tra l'angolo nord-est del Partenone e l'Eretteo, il Santuario di Zeus Poliéus (= "protettore della città").
Era un santuario a cielo aperto, di forma trapezioidale e con diversi cortili.
Era stato costruito nel V secolo a.C.

area del Santuario di Zeus Poliéus
Poco distante, in direzione dell'Eretteo vi era un grande altare dedicato ad Athena Polias.
Era infatti poco più avanti, vicino all'Eretteo, che si trovava il Tempio di Athena Polias (N°7 nella pianta), considerato il più antico della "roccia sacra", perché venne costruito nel VI secolo a.C. forse sui resti dell'antico palazzo miceneo.
Per questo viene chiamato anche "Antico Tempio di Athena", sostituito poi dal Partenone.

resti del Tempio di Athena Polias davanti alle Cariatidi dell'Eretteo
resti del Tempio di Athena Polias davanti all'Eretteo
Il grande tempio dorico periptero, con 6 colonne sui lati corti e 12 colonne sui lati lunghi, custodiva la statua in legno della divinità protettrice della città.
La sezione occidentale del tempio era costituita da tre piccole parti dedicate al culto di tre altre divinità: di Poseidone-Eretteo, di Efesto e dell'eroe Boutes.
Su un frontone era raffigurata una Gigantomachia, mentre sull'altro leoni che divoravano un bue (alcuni frammenti sono conservati nel Museo dell'Acropoli).
Il tempio fu distrutto nel 480 a.C. durante le invasioni persiane.
Alcuni elementi architetturali del tempio furono inglobati nel muro settentrionale dell'Acropoli.
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Eccoci ora ad ammirare un altro magnifico monumento della classicità greca: l'Eretteo (Erechthion).

l'Eretteo
Il tempio prende il nome dal mitico re ateniese Eretteo, che la tradizione vuole qui sepolto. 
Ma il tempio custodiva anche la tomba del mitico re ateniese Kekrops, e le impronte del tridente scagliato sulla roccia da Poseidone durante la gara con Athena per il protettorato della città, e dalle quali era sgorgata un fonte di sale ed uscito il cavallo che il dio aveva regalato agli Ateniesi

l'Eretteo
Il tempio ionico, dal disegno complesso e asimmetrico (N°8 nella pianta), s'iniziò a costruire sulla sommità piatta della collina nel 420 a.C. e venne terminato nel 406 a.C. dopo ritardi dovuti alla guerra con i Persiani.

pianta dell'Eretteo
Sul lato orientale vi era un portico con 6 colonne ioniche.

lato orientale dell'Eretteo
portico del lato orientale dell'Eretteo
Nel muro ovest vi erano incastrate 4 colonne (ne rimangono 3), sollevate di 3m rispetto a quelle del lato opposto, per adeguare la costruzione al dislivello del terreno.
Questo lato presentava ampie finestre tra le colonne.

lato occidentale dell'Eretteo con il "discendente" dell'ulivo piantato da Athena
Sul lato settentrionale vi era un monumentale propileio, con 4 colonne ioniche sulla fronte e 2 sui lati.

lato settentrionale dell'Eretteo
portico del lato settentrionale dell'Eretteo
Il soffitto era a cassettoni dipinti.
Pregevoli i rilievi della porta che dava accesso alla cella.

soffitto a cassettoni e capitelli ionici del portico del lato settentrionale dell'Eretteo
Sotto al pavimento di questo portico gli Ateniesi identificavano il punto dove Zeus aveva scagliato un fulmine per uccidere il re Eretteo, il quale aveva a sua volta ucciso Eumolpo (nipote di Zeus e figlio di Poseidone).
Ma forse fu lo stesso Poseidone che scagliò il suo tridente contro il re ateniese. 
Sul lato meridionale il tetto del cosiddetto portico delle Korai era sostenuto da 6 figure di fanciulle: le Cariatidi.

lato meridionale dell'Eretteo con portico delle Korai
Era una tribuna d'onore dalla quale osservare la processione delle Grandi Panatenee, e sotto la quale vi era la tomba del re Kekrops.

Cariatidi nel portico delle Korai dell'Eretteo
Una cariatide fu portata via dal suo sito insieme ad una colonna d'angolo del tempio da Lord Elgin nel XIX secolo e oggi si trova al British Museum.
Le statue originali delle Cariatidi si trovano nel Museo dell'Acropoli sostituite in sito da copie.

Cariatidi - Museo dell'Acropoli
Cariatidi - Museo dell'Acropoli

L'autore delle Cariatidi è sconosciuto, ma si pensare essere un artista del laboratorio di Alkamenes, allievo di Fidia.

Cariatidi - Museo dell'Acropoli
 Ma chi erano le KORAI?
Erano delle giovani danzatrici provenienti da una località in Laconia che aveva il loro stesso nome, dove una danza rituale rievocava ogni anno il suicidio di un gruppo di vergini che, spaventate da una misteriosa minaccia, si erano impiccate ad alberi di noci.
particolare di una Cariatide - Museo dell'Acropoli
Nella parte alta dell'edificio correva un fregio in pietra grigia eleusina alla quale erano aggrappati rilievi in bianco marmo pario.
Frammenti del fregio dell'Eretteo sono conservati nel Museo dell'Acropoli.

frammenti del fregio dell'Eretteo - Museo dell'Acropoli
frammenti del fregio dell'Eretteo - Museo dell'Acropoli
La cella rettangolare del tempio era divisa in due parti che non erano comunicanti ed erano poste su due livelli diversi.
Quella ad est custodiva il Palladio, (xoanon), l'immagine caduta dal cielo di Athena Polias.
Quella ad ovest, posta 3 m più in basso, era divisa in tre vani: un vestibolo e due vani uguali che ospitavano uno il culto di Poseidon-Erectheus (cioè l'uccisore di Eretteo) e l'altro il culto del re Eretteo.

prospettiva orientale verso l'interno dell'Eretteo
Durante il periodo cristiano il tempio fu trasformato in chiesa.
Sotto il dominio ottomano l'Eretteo ospitò l'harem del governatore.

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Adiacente all'Eretteo si trovava il Pandroseion (N°9 nella pianta), il recinto sacro a Pandrosio (una delle Auglauridi e figlia di Kekrops primo re dell'Attica), che conteneva l'ulivo donato agli Ateniesi da Athena, rinato in una sola notte dopo la distruzione persiana.
In questo recinto c'era anche l'altare di Zeus Herkeios, protettore del focolare.

muro del recinto del Pandroseion (destra della foto) con l'ulivo sacro di Athena
Poco più ad ovest dell'Eretteo vi era Arrhephorion, o Casa delle Arrefore.
Posto nelle vicinanze del muro settentrionale dell'Acropoli, questo edificio era la residenza dal V secolo a.C. delle quattro fanciulle, tra i sette e gli undici anni,  che si occupavano di tessere il peplo da donare ad Athena durante le Grandi Panatenee.
Nel recinto adiacente si dice che le fanciulle si intrattenessero giocando a palla.

Siamo giunti alla fine del percorso archeologico sulla "roccia Sacra".
Non ci resta che ripassare dentro i Propilei, scendere la scala in marmo e, attraverso la Porta Beulé, guadagnare l'uscita dal sito.

Porta Beulé (parte interna all'area)
Questa porta (N°1 nella pianta) prende il nome dall'archeologo di origine francese, Ernest Beulé, che nel XIX secolo la portò alla luce.
Anticamente la porta era l'unico ingresso all'area.
Fu il magistrato romano Flavio Settimio Marcellino che nel III secolo d.C. fece innalzare la porta fortificata, affiancata da due torrioni alti 9 m.
Vicini alla porta si trovano le sculture di tre leoni veneziani e i resti della scala fatta costruire da Claudio nel I secolo d.C.

Porta Beulé
leoni veneziani


Porta Beulé
parte esterna della Porta Beulé
www.odysseus.culture.gr
Orario:  8.00/17.00
Costo: biglietto cumulativo 12€ valido 4 giorni
           (Acropoli - Antica Agorà - Museo Antica Agorà - Biblioteca d Adriano -
             Keramikos - Museo del Keramikos - Agorà Romana - Olympieion)

CONCLUSIONI
Anche se spesso bisogna far i conti con la personale capacità d'immaginazione, non si può rimanere indifferenti e non essere affascinati dalla maestosità del Partenone, dell'Eretteo, dei Propilei e del Tempio di Nike.
Purtroppo i lavori di restauro al sito, e soprattutto al Partenone, rovinano un po' la magia del luogo, ingabbiando i monumenti o arricchendoli con strutture di lavoro e materiali di costruzione.
Certo è che l'ambizioso programma artistico di Pericle di ricostruire l'Acropoli, rimane ancora oggi il simbolo della civilizzazione della Grecia Classica, e di quella che è stata la culla della civiltà occidentale.
Non è un caso che il Partenone e l'Acropoli siano stati dichiarati dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità!


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