domenica 8 luglio 2018

Roma: il Giardino degli Aranci


A Roma le aree verdi non mancano, e nemmeno le terrazze dalle quali godersi il panorama sulla città, ma sul colle Aventino vi è un piccolo parco più romantico degli altri: il Giardino degli Aranci o Parco Savello.

Perché quest'area verde viene chiamata con questi due nomi?

Si chiama Giardino degli Aranci perché, come ci si accorge appena varcato uno dei suoi tre ingressi, sono numerosi gli alberi di arancio amaro o melangoli piantati al suo interno.

piante di aranci
 Questa pianta ricorda una leggenda riguardante la vicina Basilica di S.Sabina.
Nel 1220 S.Domenico di Guzman, fondatore dell'Ordine dei Frati Predicatori, si stabilì nel convento di S.Sabina, affidatogli da Onorio III Savelli che aveva approvato la sua Regola.
S.Domenico era nato in Spagna a Calaruega, che era stata per lungo tempo sotto l'egemonia araba, e dove gli Arabi avevano portato le piante d'arancio.
S.Domenico da quella terra si racconta che abbia portato a Roma un pollone d'albero d'arancio, che fu il primo a crescere nella città.
Egli lo piantò nel giardino del convento della chiesa affidatagli, ed era solito raccogliersi in preghiera ai suoi piedi.
Se andate nel portico della chiesa, attraverso un foro fatto appositamente per inquadrarlo, potete vedere un esemplare di un albero che ha preso il posto di quello più antico piantato dal Santo.
arancio nel chiostro della Basilica di S.Sabina visto dal foro posto sotto il portico della chiesa

Sul muretto che circonda questo arancio è scritto:
"LIGNUM HABET SPEM"
ovvero "Il legno mantiene la Speranza".

Da questo stesso albero si narra che S.Caterina da Siena abbia colto cinque arance, che una volta candite, offrì nel 1379 a papa Urbano VI per farlo riflettere sul fatto che, se un agrume amaro può trasformarsi in qualcosa di dolce, anche lui, dal carattere un po' aspro, poteva addolcirsi.
Il giardino si chiama anche Parco Savello perché parte dil muro di recinzione dell'area verde appartiene ad una rocca che qui si ergeva nel medioevo, appartenuta alla potente famiglia dei Savelli.

La rocca, che cingeva tutto il colle Aventino fino a Via Marmorata, fu eretta nel X secolo da Alberico II (figlio del duca Alberico I di Spoleto e di Marozia della famiglia dei Teofilatti), sorta a sua volta sulla nobile residenza di Teofilatto vesterario (tesoriere del papa) e di sua moglie Teodora (genitori di Marozia).

Fu anche la dimora dell'imperatore bizantino Ottone III che qui nel 1001 venne assediato dai Romani.

In quell'epoca le residenze gentilizie romane erano tutte fortezze e la famiglia dei Crescenzi era sempre in lotta con gli Orsini e i Conti.
Questa rocca, il Castellum Crescentii, appartenente ad una famiglia fautrice dell'Impero Germanico, ospitò gli imperatori sassoni Ottone I,II e III e Lotario di Suplimburgo che venne incoronato in Laterano nel 1113.

La fortezza fu poi ereditata nel XIII secolo dai Savelli, un ramo dei Crescenzi che proveniva da Albano.
I Savelli si vantavano di discendere da Aventino, figlio di Ercole e Rea, re degli Albani, sepolto alle pendici di questo colle, che da lui prese il nome.
L'Aventino costituiva un punto strategico della città perché dominava dall'alto l'accesso al mare con la presenza del sottostante porto fluviale.

Fecero parte di questa famiglia due papi: Onorio III e Onorio IV, che abitò nel palazzo sull'Aventino insieme al fratello Pandolfo, senatore di Roma.
Fu Onorio IV(1285/1287) ad ingrandire presso la Chiesa di S.Sabina il palazzo preesistente, e a circondare con alti muraglioni l'antica piazzaforte.

Qui Bonifacio VIII ricevette Carlo II d'Angiò.

Facendo un passo indietro nella storia di questo luogo, si deve ricordare che in epoca romana il Clivus Casparius (così chiamato perché posto vicino alle tabernae dei capsarii, coloro che sorvegliavano gli indumenti di chi si recava ai bagni delle vicine Terme Surane, costruite sull'Aventino - dove è oggi la Chiesa di S.Prisca - dal generale romano Lucio Licinio Sura), saliva dal lungotevere sino al luogo dove venne poi costruita la rocca medievale.
Il clivius prese poi il nome di Clivio di Rocca Savella, e ancora oggi poterlo percorre (visto che è chiuso il cancello d'accesso) vorrebbe dire immergersi in un tempo passato.

Clivio di Rocca Savella
un ingresso del Giardino degli Aranci che affaccia sul Clivio di Rocca Savella
Clivio di Rocca Savella (a sinistra costeggia il Giardino degli Aranci)
Su questo clivio si apriva, tramite un ponte levatoio (ancora riconoscibile nel recinto del Giardino degli Aranci), l'ingresso alla rocca, difesa da mura in tufelli e torri squadrate.

resti dell'ingresso con ponte levatoio della rocca
muro di recinzione della rocca e del Giardino degli Aranci
ponte levatoio della rocca
muro di recinzione della rocca e del Giardino degli Aranci
muro di recinzione della rocca e del Giardino degli Aranci
muro di recinzione della rocca e del Giardino degli Aranci (visto dall'esterno del parco)
particolare del muro di recinzione della rocca e del Giardino degli Aranci
muro di recinzione della rocca
Nel 1613 la rocca fu demolita e divenne un orto/giardino.
Mentre alla fine del '700 i Francesi utilizzarono la rocca per controllare la zona del Tevere, nel 1849, durante la difesa della Repubblica Romana, l'area della rocca venne usata per cannoneggiare le truppe francesi poste a Porta S.Pancrazio.

il Gianicolo visto dall'Aventino
Nel 1932 l'architetto Raffaele De Vico trasformò il terreno coltivato ad orto in parco pubblico.

ingresso al Giardino degli Aranci
Il portale d'ingresso su Piazza Pietro d'Illiria proviene da Villa Balestra in Via Flaminia, anche detta Palazzina di Pio IV, costruita da Pirro Ligorio per il papa nel 1561.
Il portale fu qui murato nel 1937.

portale d'ingresso del Giardino degli Aranci
su Piazza Pietro d'Illiria

Alla destra del portale d'ingresso fu posizionata una fontana composta da due elementi di spoglio di
differenti provenienze.

fontana di Piazza Pietro d'Illiria
La vasca in granito adorna di medaglioni a bassorilievo è romana e proviene da una struttura termale.
Il mascherone marmoreo barocco (che probabilmente rappresenta Oceano), con baffi e ciglia aggrottate, fu scolpito da Bartolomeo Bassi nel 1593, su disegno di Giacomo della Porta per una fontana di Campo Vaccino.
Fu poi smontato nel 1816 e venne recuperato per adornare una fontana posta su una terrazza sovrastante il Ponte Leonino sulla riva destra del Tevere.
Questa fontana fu anch'essa smontata in occasione della costruzione dei muraglioni del Tevere, e il mascherone messo nei depositi comunali. 
La fontana fu ricostruita nel 1936 dall'architetto e storico dell'arte Antonio Munõz.

mascherone barocco e vasca termale romana della fontana di Piazza Pietro d'Illiria
Il parco, grande 7800mq, ha un'impostazione simmetrica.
Il viale mediano, intitolato a Nino Manfredi, è in asse con la terrazza belvedere, mentre la piazza centrale è dedicata a Fiorenzo Fiorentini.

Giardino degli Aranci
Viale Nino Mamfredi nel Giardino degli Aranci
pini e aranci del Giardino degli Aranci
Piazza Fiorenzo Fiorentini nel Giardino degli Aranci
Confinando con la Basilica di S.Sabina e il suo convento, sulla sinistra dell'ingresso principale si può vedere l'abside della chiesa.

abside della Basilica di S.Sabina vista dal Giardino degli Aranci
Dalla terrazza belvedere si può ammirare uno splendido panorama che spazia dalla Basilica di S.Pietro all'ansa del Tevere.

veduta dalla terrazza del Giardino degli Aranci con le cupole della Chiesa di Sant'Andrea della Valle (partendo  a sinistra), della Chiesa di S.Carlo ai Catinari, la guglia di S.Ivo alla Sapienza, la cupola del Pantheon, della Sinagoga e quella della Chiesa di S.Maria in Campitelli (all'estrema destra)
veduta dalla terrazza del Giardino degli Aranci con la cupola della Basilica di S.Pietro e più in primo piano  campanile romanico e  facciata della Chiesa di S.Cecilia
veduta dalla terrazza del Giardino degli Aranci: l'Altare della Patria con davanti la Chiesa di S.Maria in Aracoeli, e alla sua  destra la Torre del Palazzo Senatorio, la Torre delle Milizie con accanto la cupola della Chiesa di S.Luca e Martina e in primo piano il campanile romanico della Chiesa di S.Maria in Cosmedin
veduta dalla terrazza del Giardino degli Aranci con l'Ospizio di S.Michele a Ripa
veduta dalla terrazza del Giardino degli Aranci con la cupola della Chiesa di Sant'Agnese in Agone (a sinistra), della Chiesa di Sant'Andrea della Valle (al centro), della Chiesa di S.Carlo ai Catinari (a destra)
veduta dalla terrazza del Giardino degli Aranci con la Mostra dell'Acqua Paola, la Chiesa di S.Pietro in Montorio, l'Ambasciata di Spagna, il Monumento ad Anita Garibaldi e il Faro del Gianicolo (all'estrema destra)
Nello slargo destro vi è stata per un quarantennio una fontana progettata nel 1589 da Giacomo della Porta per Piazza Montanara (piazza oggi scomparsa che si ergeva ai piedi della Rupe Tarpea e vicina al Teatro Marcello), che fu trasferita nel 1973 a Piazza S.Simeone ai Coronari, davanti Palazzo Lancellotti.

fontana in Piazza S.Simeone ai Coronari (prima posta nel Giardino degli Aranci)

Raffaele De Vico progettò anche il giardino a terrazzamenti che dal Giardino degli Aranci scende sino al Lungotevere Aventino: il cosiddetto Basamento Aventino.

percorso pensile del Basamento Aventino
percorso pensile del Basamento Aventino
percorso pensile del Basamento Aventino
percorso pensile del Basamento Aventino
pendici del Basamento Aventino con area di scavo archeologico
strutture del Basamento Aventino
rocca tufacea alle pendici del Basamento Aventino
Convento della Basilica di S.Sabina visto dal Basamento Aventino
Il percorso pensile che da poco, dopo anni d'abbandono, è ritornato ad essere agibile e aperto al pubblico (dall'alba al tramonto), costeggia la rocca tufacea del colle, mettendo in evidenza la Torre dei Savelli e l'adiacente Loggiato.


Torre dei Savelli e arcate del Loggiato
volte del Loggiato
arcate del Loggiato
Il percorso pensile condurrebbe anche al Giardino della Chiesa di S.Alessio, il cui cancello d'accesso però è stato da noi trovato sbarrato.

Giardino della Chiesa di S.Alessio

Orario: ottobre/febbraio      7.00/18.00
            marzo e settembre   7.00/20.00
            aprile/agosto            7.00/21.00


CONCLUSIONI
Il Giardino degli Aranci sorge in una zona tranquilla di Roma, fuori dal traffico caotico del centro urbano.
La presenza sul colle Aventino di diverse chiese, poste a poca distanza l'una dall'altra, ha contribuito in passato e contribuisce tutt'oggi a creare in questo quartiere un'oasi di pace e tranquillità.
Per questo l'atmosfera che si respira in quest'area verde non può che essere meditativa e rilassante, dove godere anche di un piacevole panorama su Roma.
E' un posto un po' magico...non a caso ci si può imbattere in un pic-nic d'altri tempi!



 

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