sabato 3 gennaio 2015

Roma: il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia


Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia è uno dei musei più importanti dell'arte e della cultura etrusca.

La villa suburbana rinascimentale, che oggi ospita il museo, fu costruita appena fuori dalle Mura Aureliane, tra il 1550 e il 1555 da Papa Giulio III (Maria Giovanni Ciocchi del Monte), un grande amante delle Arti.
Fu lo stesso Papa a disegnare il progetto della villa, riveduto da Michelangelo e dal Vignola.

La proprietà che circondava la villa era molto estesa, e l'ingresso era posto sulle rive del Tevere dove, tramite un porticciolo, si poteva arrivare dal Vaticano in barca e accede al viale che portava alla villa.

plastico di Villa Giulia
Lavorarono alla realizzazione di questa villa dall'architettura manieristica Giorgio Vasari, Jacopo Barozzi da Vignola e Bartolomeo Ammannati.

Come in tutte le ville suburbane romane dell'epoca, si volle prediligere l'aspetto architettonico del giardino, costituito da due cortili separati da un grande ninfeo, arricchito da fontane con sculture e terrazze collegate da scalinate, piuttosto che l'edificio residenziale.

facciata di Villa Giulia
La facciata realizzata dal Vignola ha un aspetto austero.
E' composta da due piani e l'ingresso ha le sembianze di un arco trionfale con nicchie ai lati del portale.
Le finestre bugnate del pian terreno hanno un timpano triangolare, mentre quelle del piano nobile presentano ricche decorazioni.

Varcato il portone si accede ad un piccolo atrio, dove a sinistra vi è la biglietteria.
Sulla destra invece si apre una sala con volta riccamente decorata dallo Zuccari con scene di danze (oggi sala convegni).

volta della sala alla destra dell'atrio
particolare della volta con Danza di Diana con le Ninfe sorprese da Mercurio
Dietro la facciata si trova il portico ad emiciclo affrescato con tralci di uva e satiri all'interno di riquadri.
Lungo le pareti invece sono raffigurati personaggi mitologici.

portico affrescato
affreschi con amorini della volta del portico
volta del portico
L'emiciclo si affaccia sul primo giardino, realizzato da Bartolomeo Ammannati.
Le otto colonne ioniche del portico sono in granito.

portico ad emiciclo
colonne ioniche in granito del portico
primo giardino
A chiudere il giardino su due lati vi sono sei colonne ioniche con archi ciechi.
Nelle nicchie piane vi sono stucchi con riquadrature policrome a finto marmo.

lati a sei colonne con finti marmi del primo giardino
decorazioni della loggia del primo giardino
decorazioni della loggia del primo giardino
Il fondo del giardino è chiuso da una loggia con quattro colonne ioniche.
In questo cortile ogni anno il primo giovedì di luglio viene assegnato il Premio Strega per la letteratura.

loggia dell'Ammannati del primo giardino
Il ninfeo, il primo "teatro d'acque" di Roma, alimentato dall'Acquedotto Vergine, è posto al centro del giardino della villa, ed è ricco di decorazioni, statue, balaustre e mosaici.

ninfeo
vasca con mosaico romano di Tritone del ninfeo
Qui si tenevano feste al riparo dalla calura estiva.
La fontana centrale con cariatidi è opera del Vasari e dell'Ammannati.

cariatidi della fontana del ninfeo
decorazioni a stucco del ninfeo
una statua di divinità fluviale del ninfeo
una statua di divinità fluviale del ninfeo
Giardini all'italiana sono posti dietro e a lato del ninfeo.

 giardino all'italiana a lato del ninfeo
giardino all'italiana con loggia sul ninfeo
Le decorazioni pittoriche della villa furono affidate a Pietro Venale da Imola (gli affreschi del portico d'ngresso a forma di emiciclo), a Taddeo Zuccari (gli affreschi dell'atrio e del piano terra) e a Prospero Fontana (quelli del primo piano: la Sala di Venere o delle Stagioni, la Sala dei Sette Colli e la Sala delle Arti e delle Scienze).

Sala dei Sette Colli
Colle Celio nella sala dei Sette Colli
Colle Palatino nella Sala dei Sette Colli
Villa Giulia nella Sala dei Sette Colli
Dopo la morte di Giulio III e del fratello che l'aveva eredita, la villa passò in parte a Papa Paolo IV e alla sua famiglia, e in parte alla Sede Apostolica.
Vennero qui ospitati i sovrani che aspettavano di fare il loro ingresso in Roma attraverso la Porta Flaminia.
tra questi ospitò anche Cristina di Svezia.
Poi nell'Ottocento divenne prima un magazzino, e poi un ospedale e un alloggiamento militare.

Nel 1889 fu fondato il Museo Nazionale Etrusco per raccogliere inizialmente i materiali provenienti dalla zona di Falerii (Civita Castellana).
Nel 1912 si costruì una nuova ala e poi nel 1923 una seconda ala in posizione simmetrica a chiudere il cortile rinascimentale.

piante e prospetti del museo
Oggi il museo accoglie materiali provenienti in modo particolare dall'Alta Etruria (oggi corrispondente all'Alto Lazio), cioè da quel territorio compreso tra il Tevere e il Mar Tirreno, fecondo di testimonianze dello stanziamento, del passaggio e dell'influenza degli Etruschi, dei Greci, dei Fenici e dei Falischi, in quanto crocevia dei commerci nel Mediterraneo centrale.

I materiali esposti sono presentati per aree geografiche: Vulci, Veio, Cerveteri, Pyrgi, Agro Falisco, Latium Vetus.

Al primo piano sono anche esposte delle collezioni storiche: la collezione proveniente dal Museo Kircheriano di Roma, dalla Collezione Cima Pesciotti e la Collezione Castellani (ceramiche, bronzi e gioielli antichi e creazioni ottocentesche degli orafi romani Castellani).

Non potendo elencare tutte le opere presenti, ne riporterò le più importanti.

PIANO TERRENO

VULCI - Sale 1/6

Centauro - Sala 1 - (590/580 a.C. dalla necropoli di Poggio Maremma)
Giovane su ippocampo - Sala 1 (550/540 a.C. dalla necropoli di Poggio Marina)
Tomba del carro - Sala 2 (IX/VIII secolo a.C. dalla necropoli dell'Osteria)
Urna a capanna in lamine di bronzo - Sala 2 (VIII secolo a.C. dalla necropoli dell'Osteria)
Tomba dei bronzetti sardi - Sala 2 (IX secolo a. C. dalla necropoli di Cavalupo)
Idria - Sala 4 (IV secolo a.C. dalla necropoli dell'Osteria)
materiali votivi e rappresentazione di tempio in miniatura (in basso a sinistra) - Sala 5
capitello con teste femminili (IV secolo a.C.) e Ara Guglielmi (a destra) - Sala 6 (dalla necropoli di Ponte Rotto)
blocco architettonico con Gorgonie - Sala 6 (IV secolo a.C. dalla necropoli di Ponte Rotto)
Amazzone nell'atto di soccombere ad un Greco - Sala 6 (IV secolo a.C. dalla necropoli di Ponte rotto)

 TARQUINIA - Sala 8

Tumulo del letto funebre - Sala 8
Tumulo del letto funebre - Sala 8
Tumulo del letto funebre - Sala 8
Tumulo del letto funebre - Sala 8

CERVETERI - Sale 7-9-11/13a

Tumulo Maori (tomba II) - Sala 7 (VI secolo a.C. dalla necropoli della Banditaccia)
Sarcofago dei leoni - Sala 9 (VII secolo a. C. Ceri)
balsamaria zoomorfi - Sala 10
urna a capanna in terracotta - Sala 10 (VII secolo a.C. dalla necropoli di Monte Abatone)
urna a forma di letto - Sala 11 (VI secolo a.C. dalla necropoli di Monte Abatone)
idria con scena dell'accecamento di Polifemo - Sala 11 (dalla necropoli della Banditaccia)
Sarcofago degli sposi - Sala 12 (VI secolo a.C. dalla necropoli della Banditaccia)
particolare del Sarcofago degli sposi - Sala 12 (VI secolo a.C. dalla necropoli della Banditaccia)
particolare del Sarcofago degli sposi - Sala 12 (VI secolo a.C. dalla necropoli della Banditaccia)
particolare del cratere di Euphronios - Sala13a
cratere con scena di Eracle nell'atto di avventarsi sul centauro Nesso - sala 13a (dalla necropoli della Banditaccia)
Tomba dei vasi greci - Sala13a (VI/V secolo a. C. dalla necropoli della Banditaccia)
reperti provenienti da tempio in località Manganello
antefisse con teste femminili del V secolo a.C.

PYRGI - Sala 13b 

lamine d'oro iscritte due in etrusco e una in fenicio, con chiodini d'affissione (la più antica fonte storica dell'Italia preromana) - Sala 13b (VI secolo a.C.)
rivestimento in terracotta del Tempio B - Sala 13b (VI secolo a.C.)
particolare del rivestimento del Tempio B: cavaliere seduto di traverso - Sala 13b (VI secolo a.C.)
altorilievo del Tempio A: Sette contro Tebe (Atena, Zeus, Polifonte, Capaneo, Tideo e Melanippo) - Sala 13b (VI secolo a.C.)
antefissa di demone alato con testa di gallo - Sala13b (VI secolo a.C. dall'edificio delle "venti" celle)
antefisse a testa di sileno e di menade - Sala13b (V secolo a.C. dal Tempio A)
testa di Leucotea - Sala13b (IV secolo a.C. dal Tempio A)

La visita continua al PRIMO PIANO.


COLLEZIONE MUSEO KIRCHERIANO  - Sale 15/17 (bronzi)

specchio in bronzo (V secolo a.C. dalla necropoli della Colomblla di Palestrina)
Cista Fioroni (V secolo a.C. - da Palestrina)
manico della Cista Fioroni (IV secolo a.C. da Palestrina)

particolare della Cista Fioroni (IV secolo a.C. da Palestrina)
bronzetti votivi
bronzetti votivi (V secolo a.C.)
vasellame e utensili in bronzo per il banchetto
candelabri in bronzo (V/IV secolo a.C.)

COLLEZIONE MUSEO KIRCHERIANO  - Sala 19 (ceramiche)

balsamieria (a forma di guerriero, di Acheloo e a busto femminile) e piatto a decorazioni concentriche con stambecchi e volatili (VII secolo a.C.)
anfora attica con coperchio (VI secolo a.C.)

COLLEZIONE CIMA PESCIOTTI - Sale 21

ceramiche della collezione Cima Pesciotti
ceramiche della Collezione Cima Pesciotti
  
COLLEZIONE CASTELLANI - Sale 22/23/24   

ceramiche della Collezione Castellani (da Orvieto)
bronzi della Collezione Castellani
ceramiche della Collezione Castellani
buccheri della Collezione Castellani
idria ceretana (VI secolo a.C. da Cerveteri)
dinos a figure nere con teoria di delfini (VI secolo a.C.)
corse di Eroti infantili su quadrighe (IV secolo a.C. da Orvieto)

BISENZIO - Sala 30

situla di bronzo (VIII secolo a.C. dalla necropoli di Olmo Bello)
carrello rituale (VIII secolo a.C. dalla necropoli di Olmo Bello)
corredo funerario della tomba 2 (VIII secolo a.C. dalla necropoli di Olmo Bello)

AGRO FALISCO - Sala 31 (Capena, Corchiano, Vignanello e Nepi) 


piatto con l'elefante in assetto di guerra seguito da elefantino (III secolo a.C. da Capena)
disco-corazza (VII secolo a.C. da Capena)

AGRO FALISCO - Sala 32 (Narce) 


corredo funerario con scudi da parata in bronzo (VII secolo a.C.)
corredo funerario di guerriero (VII secolo a.C.)
 AGRO FALISCO - Sala 33/36 (Faleri) 

coppia di anfore quadriansate con decorazioni rosso su bianco
kanthiaros (dalla necropoli di Celle)
kylix attica con suonatore di lira
ceramica argentata (IV secolo a.C.)
stamnos con scena di Eracle che tra i centauri attinge vino (V secolo a.C.)
vaso attico a testa di levriero e vaso ad astragalo (V secolo a.C. dalla necropoli di Celle)
psykter attico (V secolo a.C. dalla necropoli delle Colonnette)
Si riscende ora al PIAN TERRENO.

VEIO - Sale 37/40  

corredo funerario femminile (VIII secolo a.C. dalla necropoli dei Quattro Fontanili)
corredo funebre di guerriero (VIII secolo a.C. dalla necropoli dei Quattro Fontanili)
corredo funebre di un re sacerdote  (VIII secolo a.C. dalla necropoli di Casal del Fosso)
corredo funebre di giovane (VIII secolo a.C. dalla necropoli di Casal del Fosso)
corredo funebre di principe (VII secolo a.C. dalla necropoli di Monte Michele)
olpe del pittore dei Cani (640 a.C. dalla tomba in località "Quaranta Rubbie")
Olpe Chigi (640 a. C. dal tumulo di Monte Aguzzo)
fregio con combattimento oplitico nell'Olpe Chigi
fregio della caccia al leone e alla lepre dell'Olpe Chigi (parte bassa) e fregio con Giudizio di Paride (parte alta)
particolari di Ercole e Minerva (560/550 a.C. dal Santuario del Portonaccio)
Ercole e Minerva (560/550 a.C. dal Santuario del Portonaccio)
giovinetto "Malavolta" (430/420 a.C. dal santuario di Portonaccio)
statue offerenti (dal Santuario del Portonaccio)
statue offerenti (dal Santuario di Portonaccio)
torso maschile o di Ercole (560/550 a.C. dal Santuario di Portonaccio)
ricostruzione del fianco destro del tempio di Apollo a Portonaccio
antefisse e fregio del tempio di Apollo a Portonaccio
antefissa a testa di gorgone del tempio di Apollo a Portonaccio
antefisse a testa di menade e a testa di Sileno del tempio di Apollo a Portonaccio
decorazione a testa d'ariete del tempio di Apollo a Portonaccio
testa di Mercurio-Turms del tempio di Apollo a Portonaccio
gruppo di Ercole, Apollo e Latona del tempio di Apollo a Portonaccio
Ercole
Apollo


Latona con in braccio Apollo
Terminata la visita del museo ci si può dirigere nella zona del giardino tra il ninfeo e l'ala destra del museo, dove è stata posta la ricostruzione a grandezza naturale del Tempio di Alatri.

ricostruzione del Tempio di Alatri
La ricostruzione di questo tempio etrusco-italico di tipo tuscanico è stata fatta sulla base dei resti di un edificio sacro del III/II secolo a.C. ritrovato tra il 1882 e il 1885.


facciata del tempio

portico nel retro del tempio









Si tratta di una cella con pronao, al quale è stato aggiunto in un secondo tempo un portico sul retro analogo a quello di facciata.
Le decorazioni in terracotta sono policrome negli spioventi e nella trabeazione.

decorazioni del tempio
decorazioni del tempio


La visita potrebbe continuare nella vicina sede del museo allestita nella Villa Poniatowski, da poco entrata nel percorso museale.
Alla sede museale di Villa Poniatowski dedico un blog a parte: "Roma: Villa Poniatowski e gli Etruschi". 

www.villagiulia.beniculturali.it
Orario: martedì/domenica  8.30/19.30
             lunedì aperto SOLO se festivo
Costo: 8€
           prima domenica del mese GRATIS


La Villla Poniatowski si visita solo su prenotazione telefonica (06 3219698) fatta tra lunedì e venerdì (14.00/17.00) almeno due giorni prima.

Orario: martedì/sabato     9.00/13.30 
Costo: compresa nel biglietto del museo (8€)


CONCLUSIONI
Villa Giulia è un bello scrigno per un inportante museo consigliato a chi vuole conoscere l'arte degli Etruschi, quel popolo misterioso che è vissuto in epoca preromana.
Il museo da parte sua rende fruibile la villa a chi vuole conoscere un luogo dove hanno collaborato, per la sua realizzazione, valenti talenti dell'arte rinascimentale.
Una doppia motivazione quindi suggerisce una visita in questo luogo non molto battuto dal turismo di massa.
 


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