domenica 12 luglio 2015

Il Lago di Paola e la Villa di Domiziano a Sabaudia



Eccoci questa volta a Sabaudia  alla scoperta di una delle ville imperiali romane meno conosciute: la Villa di Domiziano.

Sabaudia è una cittadina del litorale laziale, fondata in epoca fascista (1933) su una palude del comune di S.Felice Circeo, l'antica Circeii, fondata dai Latini e dai Romani nel 393 a.C..

Lago di Paola e il Monte Circeo (la cui sagoma ricorda il profilo della maga Circe)
A Sabaudia, parallelamente alla linea di costa, si trova il Lago di Paola, il più meridionale dei quattro laghi pontini (gli altri sono il Lago di Caprolace, il Lago di Monaci e il Lago di Fogliano).

Lago di Paola
ristorante Ponte Rosso sul Lago di Paola
strutture dell'ittiturismo sul Lago di Paola
Da più di cento anni il lago è gestito (prima come affittuaria e poi come proprietaria) dalla famiglia Scalfati, che ha realizzato un'oasi naturale cercando di rispettare al massimo le regole perché rimanga tale, e dove oltre che poter osservare lo stanziamento e il passaggio di molte specie di uccelli, ha creato un allevamento di mitili e ostriche, una produzione ittica naturale (spigole, orate, sogliole, mugilidi, anguille e cefali), una rivendita dei loro prodotti ittici e un ittiturismo con annessi due ristoranti (uno nel Casone dei Pescatori, il casale settecentesco costruito dallo Stato Pontificio a ridosso del canale romano, e uno davanti al molo del lago).

Ristorante "Ponte Rosso"
Ristorante "Ponte Rosso"
Ristorante "La Cruz" nel Casone dei Pescatori
Casone dei Pescatori dove si trova la rivendita dei prodotti ittici allevati nel lago
allevamento di mitili
Il Lago di Paola è stato inserito nella lista delle "Riserve della Biosfera" dell'Unesco.

Il lago è separato dal Mar Tirreno da una duna sabbiosa larga 20 m., è lungo 6,7Km., ha una superficie di 3,9 km² ed un perimetro di 20Km.

La sua profondità media è di 4,5m., raggiungendo in alcuni punti una profondità massima di 10m.

Il Lago di Paola è rifornito d'acqua dolce tramite canali di raccolta dell'acqua piovana e da poche sorgenti, mentre è collegato al mare tramite due canali.

Il più antico è il Porto Canale scavato dagli antichi Romani per permettere la realizzazione di un porto sulle sponde del lago.

Porto-canale
La datazione del canale è incerta, forse è di epoca augustea.
In epoca neroniana fu collegato dagli architetti neroniani alla Fossa Augustea, una rotta che permetteva di evitare la difficile circumnavigazione del Promontorio del Circeo, nel progetto di unire tutti i laghi costieri da Ostia al Lago Averno (160 miglia).
Ma la realizzazione del progetto si limitò solo al collegamento del Lago di Paola con il Lago di Caprolace.

Le navi mercantili potevano navigare in modo più sicuro e al riparo dalle avversità metereologiche.

muratura in opus incertum del Porto-canale
muratura in opus incertum del Porto-canale
Il canale, costruito in opus incertum, è di notevole spessore e profondità dovendo attraversare la duna.
Per sostruire la scarpata Nord fu costruito un muraglione in opera reticolata, rinforzato da pilastri.

muraglione Nord del porto-canale
Il canale presentava banchine larghe due metri, e per alcune decine di metri due moli guardiani s'allungavano in mare.

moli guardiani del Porto-canale
banchine del Porto-canale
Lo sdoppiamento del canale con un braccio occidentale risale al I secolo d.C. mentre il braccio orientale è di epoca domizianea.

sdoppiamento del Porto-canale
Per fare del Lago di Paola una valle da pesca, il porto-canale fu riscavato ad opera della Reverenda Camera Apostolica nel 1721: il canale risultava insabbiato e non più funzionante per il deflusso delle acque.

Furono costruite anche due chiuse: la Chiusa Innocenziana (posta all'altezza della duna, alla foce a mare del porto-canale, e abbattuta nel 2003) e il Ponte delle Cateratte, oggi chiamato Ponte Rosso (posta prima della biforcazione del canale).

Ponte Rosso sul Porto-canale (e Torre Paola sullo sfondo)
Le paratoie del cosiddetto Ponte Rosso servivano ad impedire nei mesi invernali il deflusso a mare delle acque dolci che in questo periodo dell'anno provenivano dall'acqua piovana, in modo da regolare la salinità del lago e mantenerne l'ecosistema.
Inoltre costituiva un "battente di richiamo" per il novellame ittico che attratto dall'acqua dolce del lago, risaliva il canale per crescere nell'ambiente lacustre.

Ponte Rosso
Ponte Rosso
paratoie del Ponte Rosso
Oggi sono ancora in piedi le tre arcate del ponte, mentre la Casa del Guardapasso (che era stata costruita sopra il ponte stesso) fu fatta saltare dai Tedeschi in ritirata durante la Seconda Guerra Mondiale.

Nel 1563, accanto al porto-canale, su uno sperone roccioso a strapiombo sul mare, all'estremità occidentale del Circeo, i Caetani (signori di Sermoneta e San Felice), per volontà di Papa Pio V, eressero la Torre Paola, una torre di difesa contro i pirati saraceni, a custodia della cala e della foce del canale. 

Torre Paola
Torre Paola, che prende il nome dalla chiesetta di S.Paolo, fu la prima delle sei torri difensive erette sul Promontorio del Circeo (le altre erano: Torre Fico, Torre Cervia,Torre Moresca, Torre Vittoria e Torre Olevola).
Quattro era no a pianta rotonda, e due (quelle in pianura), a base quadrata o rettangolare.

Facevano tutte parte del sistema difensivo che da Roma comprendeva Torre Asturia, Tor Caldara e Tor Lorenzo.

Torre Paola
Torre Paola, come anche le altre torri, era a tre piani, con entrata al primo piano tramite passerella che fungeva da ponte levatoio.

Distrutta quando era ancora in costruzione, fu dotata di una piazza d'armi a forma di scudo rivolto verso terra.
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Lago di Paola e i ruderi della Casarina
Intorno al Lago di Paola vi sono alcuni interessanti siti archeologici di età romana: la cosiddetta Piscina di Lucullo, le Terme di Torre Paola, il complesso denominato la Casarina (con successivi interventi edilizi nel XIII secolo), il già citato Porto-canale e la meta della nostra gita, la Villa di Domiziano.

ricostruzione della zona termale-balneare della Villa di Domiziano (F.Corni)
Il sito archeologico posto sulla sponda orientale de lago, fa parte della Riserva Naturale "Rovine di Circe", nella riserva integrale di 46 ettari del Parco del Circeo (istituito nel 1934).

approdo e accesso via lago al sito archeologico della Villa di Domiziano
Per accedere all'area archeologica si può optare per due soluzioni: o via terra con i propri mezzi, o via lago, tramite un battello che parte dal piccolo molo posto vicino al Ristorante "Ponte Rosso" nella Proprietà Scalfati, accompagnati da una guida turistica.
Noi abbiamo optato per la seconda soluzione.

battello per l'attraversamento del lago

Il primo studioso a dedurre che le rovine facevano parte della residenza imperiale di Domiziano (e non, come si ipotizzava prima, che fossero le rovine dell'antica Circeii), fu il francese Marie-René De La Blanchère intorno al 1880.

Lungo le sponde del Lago di Paola sorsero già dal I secolo a.C. alcune ville rustiche, che vennero poi inglobate (si possono vedere ancora muri in opus reticolatum di epoca repubblicana) nella costruzione della sontuosa villa imperiale, che per i bolli laterizi trovati e per i versi scritti da Marziale si data nel I secolo d.C., all'epoca della dinastia Flavia.

ritratto di Domiziano
Domiziano era figlio di Vespasiano e, proclamato imperatore dai pretoriani, regnò dopo suo fratello Tito, morto senza eredi.
Oltre che per le imprese sul Danubio e in Britannia, e la creazione del limes, il sistema difensivo tra il Reno e il Danubio, Domiziano viene ricordato per essere stato molto autoritario, per la rigida burocrazia imposta durante il suo regno, e per le persecuzioni verso i filosofi stoici, i Cristiani e gli Ebrei.
Per la sua tirannia e per le gravose imposte andò incontro ad alcune congiure, che portarono ad arresti e condanne, alimentando l'odio nei suoi riguardi. Fu assassinato nel 96 d.C.

Il sito archeologico della Villa di Domiziano è ancora in gran parte da scavare, anche a causa dei pini marittimi piantati negli anni '40 dello scorso secolo, che hanno ricoperto di radici il terreno.

I primi scavi vennero fatti nel Settecento dallo Stato Pontificio: le opere ritrovate (29 statue) finirono nel mercato antiquario, le strutture emergenti vennero abbattute e i materiali di recupero vennero impiegati nei lavori di ripristino del canale romano.

le statue rinvenute negli scavi della Villa di Domiziano conservate nei musei
Tra le statue provenienti dagli scavi vi sono la statua del cosiddetto Apollo di Kassel (replica dell'opera di Fidia, oggi conservata al Museumslandschaft Hessen di Kassel in Germania, città dalla quale prende il nome), un Giovane Satiro con flauto traverso e una Statua di Atleta (oggi conservati ai Musei Vaticani), e una Statua di sovrano in stile egizio (oggi al Museo Egizio-Gregoriano a Roma).

Apollo di Kassel (Museumslandschaft Hessen - Kassel)
Altri scavi avvennero negli anni '20 del Novecento e nel 1934.

Finora le costruzioni venute alla luce si distinguono in tre zone ben distinte: a meridione un'area termale-balneare, a settentrione una zona residenziale con bacino absidato, e una zona centrale-orientale costituita da cisterne.

pianta della zona termale-balneare della Villa di Domiziano
Lungo la costa del lago si trova un prospetto rettilineo (un'opera di banchinaggio originariamente in marmo), interrotto da da due esedre porticate facenti parte dell'edificio balneare che comprendeva stanze pavimentate in opus sectile in marmo policromo dai disegni complicati.

banchinaggio davanti alle esedre
banchinaggio davanti alle terme
opus sectile dell'edificio balneare
opus sectile dell'edificio balneare
opus sectile dell'edificio balneare
Le due esedre dell'edificio balneare presentavano sul fronte-lago delle colonne.
In quella più grande si trovano sette nicchie che contenevano sicuramente statue.

esedra più piccola dell'edificio balneare
grande esedra dell'edificio balneare
nicchie della grande esedra dell'edificio balneare
corridoio tra un'esedra dell'edificio balneare e le terme
Un altro ambiente semicircolare a guisa di Padiglione affiancava le esedre lungo la riva del lago.

Padiglione dell'edificio balneare

Per i "moderni" visitatori, oggi l'accesso al sito archeologico dal lago avviene dove in epoca romana si trovava l'ingresso di servizio delle terme: un corridoio a scivolo.

scivolo d'approdo alla Villa di Domiziano
opus spicatum del pavimento dello scivolo d'approdo
Percorso la rampa pavimentata in opus spicatum, s'incominciano ad individuare gli ambienti tipici dei complessi termali.

complesso termale
Si possono individuare l'apodyterium (spogliatoio), il frigidarium, il tepidarium, il laconicum e il calidarium, interconnessi tra loro con due corridoi.

tepidarium
calidarium
tepidarium con balinea pensilis
Alcuni ambienti erano magazzini o ambienti di servizio.

magazzino
ambiente di servizio
Sotto questi ambienti si può ancora vedere una galleria di manovra con passaggi d'aria calda in mattoni bucati lungo le pareti di alcuni ambienti e sostrutture a pilastrini nel pavimento.

sostrutture a pilastrini per il riscaldamento del pavimento
mattoni bucati per il passaggio  di aria calda nelle pareti

Vi era anche una piccola latrina (forica) ad uso degli schiavi preposti al servizio termale.

ingresso alla galleria di manovra e piccola forica (a destra)

Segue un grande ambiente, un tempo porticato: la palestra.
Alla palestra si poteva accedere da vari ingressi ed aveva un pavimento in mosaico.

palestra
corridoio del portico della palestra
accesso al portico della palestra
Il pavimento del portico è in opus spicatum marmoreo policromo.

pavimento in opus spicatum del portico della palestra
Adiacente alla palestra si è ancora ben conservata la latrina delle terme, con rivestimento in marmo dei sedili e pavimento in opus sectile marmoreo, presente anche in altre sale.

latrina
sedili in marmo della latrina
pavimento in opus sectile della latrina
Intorno alla latrina vi sono altri ambienti che correvano lateralmente al corridoio d'accesso alle terme della villa.

ambienti limitrofi il corridoio d'accesso alle terme
corridoio d'accesso alle terme (in basso a sinistra della foto) e avancorpo circolare
Tra questi un avancorpo circolare e un probabile corridoio ancora interrato.

ambiente absidato di probabile corridoio ancora interrato
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Dopo una breve passeggiata tra la ricca vegetazione del Parco del Circeo, si giunge nella seconda area scavata e studiata della villa, l'area delle Cisterne Centrali.

passeggiata tra la vegetazione del Parco del Circeo
Qui, in una zona più alta rispetto al lungo lago, si trovano tre cisterne e l'acquedotto per l'approvvigionamento delle acque necessarie a tutto il complesso residenziale e termale che si trovava distante da sorgenti.

Cisterna dell'Eco
Una di queste cisterne, la cosiddetta Cisterna dell'Eco (lunga 60m), è costituita da due vani rettangolari paralleli intramezzati da16 archi, e da una piccola stanza (castello di divisione dell'acqua).
Questa cisterna conteneva 1700 m³ d'acqua.

uno dei due vani rettangolari della Cisterna dell'Eco
un arco divisorio della Cisterna dell'Eco
Cisterna dell'Eco
La cisterna è un ambiente molto suggestivo, e per apprezzarne l'acustica da cui deriverebbe il suo nome, abbiamo ascoltato la musica che la nostra guida con il suo violino ha voluto regalarci...

...Bravo!!!

La cisterna adiacente (16,60 x 4,70m ), con copertura a volta e con rivestimento in cocciopesto, viene chiamata Cisterna delle Navi per i numerosi graffiti sui muri dei lati lunghi della cisterna, che hanno come soggetto delle navi da carico, curiosamente non in navigazione.
La presenza di questi graffiti ha fatto ipotizzare il cambiamento di funzione dell'ambiente: un alloggio per soldati o prigionieri.
 
Cisterna delle Navi della Villa di Domiziano
Cisterna delle Navi della Villa di Domiziano
Il più grande dei serbatoi (80m) si trova invece nella parte orientale del complesso idrico e riceveva l'acqua direttamente dall'acquedotto.

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L'area settentrionale della villa non è ancora accessibile a pubblico.
Si sono però individuati in questa zona strutture della villa repubblicana e una grande peschiera (59 X 32m) in opera incerta circondata da un portico.

La Villa di Domiziano continuò ad essere abitata fino al III/IV secolo d.C. grazie anche alla costruzione della Via Severiana che collegava il Circeo con Roma.
Poi si ebbe uno spopolamento di tutta la zona a causa del decadimento del porto, la non manutenzione del canale e per il diffondersi della malaria. 


Terminata la visita dell'area archeologica ci si rimbarca sul battello per riapprodare sull'altra sponda del lago.
www.proprietascalfati.it

Orari Villa di Domiziano (via terra con mezzi propri):
martedì/sabato e II e IV domenica del mese  8.30/13.30
Costo: GRATIS
www.archeolz.arti.beniculturali.it

L'associazione con la quale noi abbiamo effettuato la visita alla Villa di Domiziano con battello è il "SENTIERO".
Tutto l'anno secondo calendario
Prenotazione obbligatoria
durata: 3 ore
Costo: visita + battello 19€
www.sentiero.eu


CONCLUSIONI
Dietro ad una Sabaudia di gossip, mondaiola e festaiola, c'è un angolo un po' segreto, ricco di storia ma sconosciuto ai più, nascosto dalla natura in un'oasi di tranquillità: la Villa di Domiziano.
Le fa da contorno la pace di un lago dove è vietato navigare a motore, dove gli uccelli amano fermarsi durante le loro migrazioni e dove la fauna ittica trova il suo giusto habitat per compiere il suo ciclo vitale.
Un'escursione naturalistica e storica allo stesso tempo.

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