lunedì 6 luglio 2015

Roma: la Villa di Livia a Prima Porta


Spesso ci si sofferma a visitare il centro storico di una città, soprattutto grande come Roma, quando invece anche le periferie custodiscono, un po' nascosti, gioielli storici e d'arte, interessanti e preziosi.

Nella periferia nord di Roma, presso il Borghetto di Prima Porta al IX miglio della Via Flaminia, si trova un sito archeologico poco conosciuto, ma di grande importanza storica ed artistica: la Villa di Livia Drusilla, terza moglie di Augusto.

ritratto di Livia
Livia Drusilla aveva sposato in prime nozze Tiberio Claudio Nerone, con il quale aveva avuto il figlio Tiberio, che diverrà imperatore dopo Augusto.
Nel 38 a.C. dopo averla indotta al divorzio, Augusto sposò Livia, quando lei portava in grembo il secondo genito Druso, figlio anch'esso del primo marito.

La villa di Livia era conosciuta sin dall'antichità col nome di "AD GALLINAS ALBAS" per un evento particolare riportato sia da Plinio, sia da Svetonio, che da Dione:

...mentre Livia si dirigeva verso i suoi possedimenti nel territorio di Veio, un'aquila aveva fatto cadere dall'alto sul grembo della donna una gallina bianchissima, che portava nel becco un rametto d'alloro con bacche.
Gli aruspici avevano consigliato di allevare la gallina e la sua prole e di piantare il ramoscello d'alloro, che divenne in questa villa un boschetto i cui rami cinsero nei trionfi gli imperatori della dinastia giulio-claudia, successori di Augusto.
Si racconta che la morte di alcune piante d'alloro preannunciarono, come un cattivo presagio, la morte di Nerone, ultimo membro della dinastia.

La villa extraurbana, costruita nel 39/38 a.C. su strutture repubblicane, forse appartenute alla famiglia paterna di Livia, era destinata all'otium e al riposo.

La villa era stata costruita sopra una terrazza artificiale posta su una altura tufacea dominante il Tevere.

Dalla Via Flaminia si raggiungeva l'ngresso della villa tramite un diverticolo lastricato di basolato in trachite leucitica e calcare bianco, munito di paracarri.

diverticolo lastricato della via Flaminia
ingresso al'area della villa con strada con paracarri
In prossimità dell'ingresso alla villa la strada era delimitata da due muri, uno in opera reticolata e uno in opera listata con blocchetti e laterizi.

muro in opera reticolata
Rasente la strada vi era una grande cisterna rettangolare in opera cementizia.

La soglia in travertino dell'ingresso è ancora visibile, con cardini e fori per i paletti di una porta a due battenti.

strada lastricata all'ingresso della villa
soglia della porta d'ingresso alla villa
La villa era decorata in modo semplice, con pochi elementi architettonici in pietra, come Augusto e consorte amavano circondarsi.

La visita della villa comprende quattro settori: il quartiere privato, il quartiere di rappresentanza, il quartiere per gli ospiti e gli ambienti termali.

Varcato l'ingresso si entrava in un vestibolo e poi in un atrio (n°40 e 43) del quartiere privato della villa, costruito dalla coppia imperiale e restaurato nel II secolo d.C..

quartiere privato della villa
L'atrio presenta un impluvium con vasca con decorazione musiva a motivo "a mura di città".

vestibolo e atrio d'ingresso del quartiere privato
decorazione "a mura di città" della vasca dell'impluvium
Sul lato meridionale dell'atrio si trova un ambiente che presenta tre strati sovrapposti di pavimentazione (n°45), affiancato da un corridoio (n°53).
Questi pavimenti furono quasi distrutti dal bombardamento che colpì a villa nel 1944.

ambiente con tre strati di pavimento (n°45) e a sinistra corridoio (n°53)
i tre strati di pavimento (uno in signino e due in mosaico) dell'ambiente bombardato nel 1944 (n°45)
Gli ambienti del lato dell'ingresso (n°36,37,38) sono di epoca severiana e quello centrale era una latrina.

ambiente (n°38 latrina) dell'atrio
ambiente (n°39) dell'atrio
Questo settore privato della casa era diviso in due nuclei:
- il primo costituito da ambienti rettangolari posti verso il giardino
  (n°41,42,49) e da un passaggio (n°47), tra il giardino e il vestibolo adiacente
   alle camere da letto

passaggio tra il giardino e le camere da letto
- il secondo, costituito dall'appartamento privato che si sviluppa intorno ad un
  piccolo giardino con portico a tre ali con pavimento a mosaico bianco e
  nero (hortus conclusus), coltivato con piante officinali (n°48).

hortus conclusus
hortus conclusus
strutture repubblicane nell'hortus conclusus
Sul portico si aprivano due cubicula (camere da letto n°50 e 52), un'exedra
(sala di soggiorno n°51) e due ambienti (n°54 e 56), che mettevano in comunicazione con il peristilio della zona residenziale (n°22).

cubiculum (n°50)
exedra (n°51)
frammento di decorazione parietale
ambiente di passaggio tra il quartiere privato e il peristilio del quartiere di rappresentanza (n°54)
ambiente di passaggio (n°56) tra il quartiere privato e il peristilio del quartiere di rappresenzanza con mosaico del I sec.a.C.

Faceva parte del lato orientale del quartiere privato un grande giardino quadrangolare delimitato da un portico a tre bracci, coperto e diviso da pilastri.

lauretum
La trabeazione del portico era formata da lastre di terracotta.
Le pareti erano pitturate in un primo momento di rosso e poi di giallo con particolari in blu e bianco.

terrazzamento del lauretum sulla valle del Tevere 
Il giardino, come una grande terrazza, si affacciava sul lato meridionale sprovvisto di portico sulla vallata del Tevere.
A formare una recinzione vi erano su questo lato degli arbusti piantati in ollae perforatae.

Sul lato opposto vi erano aiuole.
Il giardino era decorato con vasche e fontane.
Non mancavano alberi da frutta.
Per drenare dall'acqua il terreno e fertilizzarlo venivano usati molluschi.

ollae con allori
Nello spazio centrale vi erano 64 piante di alloro alte tre metri (citate, come ho già detto, dalle fonti antiche), piantate in grandi ollae di argilla, a formare un lauretum

Un corridoio con mosaico a tessere bianche e nere e a disegni geometrici (n°44), ancora ben conservato, costeggia la zona termale e i suoi ambienti di servizio.

corridoio (n°44)

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Il complesso termale è stato realizzato in due fasi (flavia e severiana), e per questo e per i crolli avvenuti non è facile individuare bene gli ambienti che lo componevano.
Gli ambienti termali avevano pavimenti con mosaici in bianco e nero, e quelli di servizio erano in opus spicatum.

ambienti del complesso termale
complesso termale
corridoi sotterranei del complesso termale
Al di sotto dei pavimenti crollati si possono vedere i mattoni che reggevano il pavimento sovrastante, dove circolava l'aria calda che riscaldava gli ambienti termali e le vasche d'acqua, e passaggi di servizio.
I tipi di riscaldamento usati erano quello "a samovar" (un calderone di bronzo messo nel fondo delle vasche), in età flavia, e di tipo a "testudo alvei" (caldaia a forma di testuggine, inserita sul fondo della vasca) in età severiana. 

sostrutture degli ambienti termali riscaldati
Alcuni ambienti delle terme, costruiti in età flavia, cambiarono uso nell'ambito delle terme ristrutturate in età severiana.

Il tepidarium in età flavia, trasformato in frigidarium in età severiana, era una grande sala rettangolare con due vasche (n°26).
La vasca con parete di fondo curvilinea aveva due gradini di accesso e un parapetto frontale.
Il pavimento era in lastre rettangolari.

frigidarium (tepidarium)
rivestimento con lastre in marmo nel frigidarium
Il calidarium (n°29) di età flavia, trasformato in apodyterium (spogliatoio) in età severiana, era costituito da due vasche, una semicircolare e l'altra rettangolare.

apodyterium (calidarium)
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Intorno ad un grande peristilio si articola il quartiere di rappresentanza.

quartiere di rappresentanza
Gli ambienti sono di età augustea, anche se subirono un rifacimento nel IV secolo d.C.

Il peristilio di epoca augustea, un tempo era porticato e pavimentato con un mosaico.

peristilio
Successivamente, in epoca flavia, al posto del centrale giardino (il vividarium di cui sono state trovate le ollae perforatae per mettere a dimora piante), fu ricavata una vasca, la natatio.
Il bordo della vasca venne poi decorato in età severiana con un mosaico rappresentante un Thiasos marino, con ippocampi e mostri che si dirigono verso la maschera di Oceano.

vasca della natatio e mosaico con Thiasos marino
Il peristilio è circondato da grandi ambienti affrescati:
- sul lato nord-est si trovavano un triclinio (n°58) e tre vani (n°54,55 e 57)

ambienti del lato nord-est del peristilio
triclinio (n°58)
particolare del mosaico del pavimento di un ambiente (n°57) del lato nord-est del peristilio
- sul lato nord, oltre ad un corridoio si trovavano due ambienti limitrofi alle
  terme , di cui uno era un tablinio (n°30) e l'altro una sala di rappresentanza
  (n°23), con evidenti resti di affreschi e pavimenti a mosaico bianco e nero

tablinio (n°30)
ambiente di rappresentanza (n°23)
resti di pavimento a mosaico di un ambiente di rappresentanza (n°23)
-  sul lato sud si trovano due grandi aule (n°3 e 4), con resti di pavimento in opus
   sectile

resti di affreschi in un'aula
opus sectile del pavimento di un'aula
 - il lato sud-occidentale il peristilio era occupato dall'hibernaculum,
  l'appartamento invernale, racchiuso dal porticato della frons villae, la facciata
  scenografica della villa.

lato sud-occidentale del peristilio
Faceva parte del quartiere di rappresentanza anche la sala semipogea con pareti affrescate "a giardino", alla quale si accede tramite una scala in discesa.

sala semipogea vista dal lato posteriore all'ingresso
scala di accesso alla sala semipogea
Presumibilmente questa sala seminterrata era un triclinio estivo, dove rifugiarsi nei giorni di calura.

sala semipogea
La volta a botte aveva lacunari in stucco dipinto con Vittorie alate e scene figurate (oggi scomparse).

La sala è declinata all'attacco della volta da una fila di riquadri in stucco policromo.

riquadri in stucco policromo dell'attacco della volta della sala ipogea - Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo alle Terme
riquadri in stucco policromo dell'attacco della volta della sala ipogea - Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo alle Terme
Nella parte alta delle pareti vi erano stalattiti che le davano un aspetto di grotta.
La decorazione pittorica di questa sala (che misura 5,90 X 11,70m), è la più antica del genere "a giardino romano".

Corre senza interruzioni su tutte le pareti della sala e rappresenta un vero catalogo botanico: sono raffigurate 23 specie vegetali, con diverse gradazioni di colore, e 69 specie avicole, oltre che staccionate e balaustre.

proiezione della decorazione pittorica su garza
Nel 17 a.C. un sisma danneggiò l'ambiente, che venne colmato dalle macerie.
La sala venne alla luce nel 1863.
Durante la seconda guerra mondiale veniva usata dai militari come bivacco, e fu gravemente danneggiata nei bombardamenti del 1944.
I suoi dipinti vennero staccati nel 1951 e portati al Museo Nazionale Romano, dove vengono ancora conservati nella sede di Palazzo Massimo alle Terme.

affreschi della sala ipogea della Villa di Livia a Prima Porta - Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo alle Terme
affreschi della sala ipogea della Villa di Livia a Prima Porta - Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo alle Terme

Le specie arboree in primo piano sono rese in dettaglio, le piante più arretrate sono invece sfumate.

dettaglio dell'affresco "a giardino" della sala ipogea - Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo alle Terme
dettaglio dell'affresco "a giardino" della sala ipogea - Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo alle Terme
dettaglio dell'affresco "a giardino" della sala ipogea - Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo alle Terme
dettaglio dell'affresco "a giardino" della sala ipogea - Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo alle Terme
dettaglio dell'affresco "a giardino" della sala ipogea - Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo alle Terme
Grazie ad un nuovo allestimento, con un doppio sistema d'illuminazione temporizzato che proietta su un telo di garza le immagini delle pareti dipinte, si può avere l'impressione che gli affreschi siano ancora in situ, e goderne (in parte) la bellezza.

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La fascia più esterna del quartiere di rappresentanza comprendeva gli ambienti riservati agli ospiti.

quartiere per gli ospiti
In questi ambienti si sono conservati meglio gli affreschi murali del II secolo d.C.
Sulle pareti dell'ambiente n°9 con pavimento in mosaico a fondo bianco, corre in basso uno zoccolo rosso-violaceo con motivi floreali.
Al di sopra dello zoccolo sono rappresentati pannelli con elementi vegetali stilizzati, figurine di animali, elementi architettonici.

ambiente n°9
particolari degli affreschi del'ambiente n°9
In comunicazione con l'ambiente n°9 vi è l'ambiente n°10, che faceva già parte del corridoio n°12 e ha quindi le stesse decorazioni pittoriche.
 
ambiente n°10
particolare della decorazione dell'ambiente n°10
Il corridoio (n°12) ha invece uno zoccolo rosso cupo, sopra il quale in pannelli orizzontali sono raffigurate tra girali testine, centauro marino e delfino, centauro marino e granchio, alternati a riquadri con candelabri.

corridoio n°12
corridoio n°12
particolare della decorazione del corridoio: testina tra girali
particolare della decorazione del corridoio: centauro marino e delfino
particolare della decorazione del corridoio: centauro marino e granchio
L'ambiente n°11 era una latrina.

Alcuni ambienti hanno pavimenti in mosaico con tessere bianche e nere (n° 5,9, 10,12 e 15), mentre un ambiente (n°6) ha un pavimento in opus sectile.

ambiente n°6 con pavimento in opus sectile
Sul pavimento a mosaico del vano n°5 (sosvapposto ad uno più semplice antecedente), sono rappresentati i Geni delle Stagioni  tra tralci e al centro una figura seduta in trono, forse Saturno o Plutone.

pavimento musivo dell'ambiente n°5
I vani n°7 e 8 sono piccoli ambienti riscaldati.

ambiente riscaldato (prefurnio)
tubulo di riscaldamento
Alle spalle del corridoio n°12 si trovano degli ambienti sotterranei di servizio (n°16).

rampe di accesso agli ambienti di servizio sotterranei
Si accedeva tramite una scala a due rampe con un pianerottolo intermedio, sul quale vi erano due forni in laterizio con dolio capovolto.

forno sul pianerottolo degli ambienti di servizio
Dall'ambiente sottostante si dipartivano cunicoli legati al servizio del riscaldamento termale.

forno con dolio capovolto
Nelle adiacenze si trova anche un corridoio a mosaico bianco e nero con disegni geometrici, che permetteva l'accesso alle terme.

corridoio d'accesso alle terme
La visita alla villa è terminata e non resta che tornare su propri passi, sino all'ingresso dove l'antiquarium custodisce in un'unica sala i reperti trovati durante gli scavi all'area.

sala dell'antiquarium
frammenti di affresco dalla villa

decorazione in stucco colorato della villa

decorazione architettonica dalla villa
opus sectile
I reperti più importanti sono stati trasferiti in altra sede: un cratere marmoreo, tre busti imperiali, un vaso in marmo e la statua di Augusto loricato (cioè con la corazza di pelle indossata dai legionari), custodito ai Musei Vaticani, nel Braccio Nuovo del Museo Chiaromonti.

Augusto di Prima Porta - Musei Vaticani
Infatti il materiale proveniente dagli scavi effettuati nel 1863 divennero proprietà di Papa Pio IX.

Successivamente nel 1870 i terreni vennero venduti e mantenuti a campi agricoli: per questo subirono lo scempio provocato dalle arature (vedere in proposito il pavimento dell'ambiente n°56 intorno al peristilio).

Per la ricostruzione della volta della sala affrescata "a giardino", dopo gli scavi del 1863/1864 si distrusse il maggiore ambiente di rappresentanza della villa, con pavimento e pareti ricoperte in marmo.

Il bombardamento del 1944 causò grandi crolli e deturpazioni delle decorazioni della villa.

www.archeroma.beniculturali.it
Orario:  novembre/marzo   giovedì/venerdì                   9.30/13.30
                                            I-III-V sabato del mese        9.30/13.30
                                            I-III-V domenica del mese   9.30/16.30
              aprile/ottobre        giovedì/venerdì                   9.30/13.30
                                            I-III-V sabato del mese        9.30/13.30
                                            I-III-V domenica del mese   9.30/18.30
Costo: GRATIS
           visite guidate la III domenica del mese7€ + 2€ prenotazione

CONCLUSIONI
A volte spingersi al di fuori dei soliti circuiti turistico-culturali regala gradite sorprese!
La visita della Villa di Livia a Prima Porta ne é un esempio.
Visitammo anni fa questo sito, quando ancora non era del tutto restaurato.
In questa nostra nuova visita abbiamo potuto apprezzarne un nuovo allestimento con una copertura che ridisegna la planimetria della villa, e una nuova visione della sala affrescata.
Consiglio questa visita a coloro che vogliono conoscere meglio la filosofia abitativa della coppia imperiale amante della semplicità.




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