sabato 15 ottobre 2016

Roma: la Cappella Spada


Non molti sanno che a Roma, a poca distanza da Palazzo Farnese e da Campo dei Fiori, si trova la cappella gentilizia della famiglia Spada, che aveva la sua residenza a pochi metri da qui, nel bellissimo palazzo che da loro prende il nome, oggi sede della Galleria Spada, e conosciuto al grande pubblico per la Galleria Prospettica del Borromini (palazzo al quale ho dedicato tre dei miei post).

E proprio al Borromini, fino a pochi anni fa, si attribuiva la paternità di questa particolare ed elegante cappella, posta sul fianco destro della navata della Chiesa di S.Girolamo della Carità.

In questa chiesa barocca, posta su Via di Monserrato, visse trentatré anni S.Filippo Neri fondando qui il suo oratorio, e vi risiedettero anche Sant'Ignazio di Loyola e S.Carlo Borromeo.

facciata della Chiesa di S.Girolamo della Carità
In questa chiesa l'avvocato Orazio Spada, molto legato a S.Filippo Neri, ottenne nel 1595 di poter erigere una cappella dedicata agli esponenti della sua famiglia, morti nei tre secoli precedenti.
Suo fratello Paolo, esattore delle imposte, lasciò alla sua morte una somma per costruirla, ma furono due dei suoi figli, il Cardinale Bernardino e l'oratoriano Virgilio, a portare a termine il progetto e la realizzazione della cappella.

navata della Chiesa di S.Girolamo della Carità
Fu proprio l'architetto dilettante Virgilio Spada, consigliato spesso dal fratello Bernardino, e assistito e consigliato da Paolo Maruscelli, da Francesco Righi e dal Borromini, che progettò e curò la costruzione e la decorazione di questo luogo di memoria e di esibizione del prestigio familiare.

Virgilio Spada raccolse idee e spunti da vari artisti (Cosimo Fanzago, Pietro da Cortona, Giulio Buratti), e chiese a Francesco Borromini di realizzare un disegno per il paliotto dell'altare e per il pavimento della cappella, che vennero però eseguiti in maniera diversa.

La Cappella Spada risultò quindi un'opera con vari richiami artistici, che in ogni caso non si possono attribuire totalmente al Borromini, come si è per lungo tempo pensato.

I lavori per la realizzazione si protrassero dal 1634 al 1660.

Dalla forma rettangolare, la cappella si caratterizza per il gioco dei suoi marmi policromi e per le sue forme armoniose.

Si evidenzia l'assenza di membrature architettoniche (quindi non vi sono né colonne, né paraste), tipiche dello stile dell'epoca.

decorazione in marmo ad intarsio delle pareti
Sulle pareti si alternano invece fasce in alabastro e fasce intarsiate di marmo giallo su fondo rosso, che rappresentano gigli, stelle e spade, emblemi della famiglia Spada.
Questa decorazione parietale assomiglia ad un arazzo o ad un tessuto damascato, e fu realizzata da Giovanni Battista Scala, detto il Napoletano, Giovanni Maria della Monaca e Giovanni Somazzi.

Il pavimento è in bardiglio grigio, mentre i gradini dell'altare sono in pietrasanta, con fiori recisi in marmo giallo antico.

Nella volte a botte sono affrescate la colomba dello Spirito Santo, le figure di Fede e Carità, e girali d'acanto in monocromo.

volta della cappella
Sull'altare è posta un'antica icona della Madonna, un affresco staccato circondato da una corona d'alloro in marmo verde antico e da una corona di foglie di palma in marmo giallo.

icona della Madonna col Bambino (XV sec.)
L'altare, con paliotto intarsiato di rami fioriti e gigli, è inquadrato da due sgabelli rivestiti di finti drappi in marmo, coronati da due urne reliquiarie.

paliotto dell'altare della cappella
uno dei due sgabelli con drappo e testo in latino
Sui drappi sono scritti testi in latino.
In uno dei due testi si menzionano Jacobello Antonio e Federico Spada che ospitarono S.Francesco nella loro casa a Gubbio dopo che il Santo, al quale la famiglia Spada era molto devota, era stato spogliato e malmenato da ladroni, e gli donarono una nuova tunica.
I due ritratti in rilievo in marmo bianco su fondo giallo della parete di fondo, raffigurano S.Francesco e S.Bonaventura, e sono opera di Paolo Naldini.

S.Francesco e S.Bonaventura (Paolo Naldini)
Originariamente accompagnava il ritratto di S.Francesco quello del Beato Guido, che venne sostituito da S.Bonaventura per il divieto di culto dei beati nelle chiese.

Sulle due pareti laterali vi sono le due statue in marmo bianco, realizzate su divanetti in marmo giallo con schienale in marmo nero e cuscini e sedute in alabastro.

statua di Giovanni Spada (Cosimo Fancelli)
Le statue rappresentano Giovanni Spada, avvocato concistoriale e uditore di Papa Innocenzo IV, opera di Cosimo Fancelli (a destra), e Bernardino Lorenzo Spada, vescovo di Calvi, opera di Ercole Ferrata (a sinistra).

statua di Bernardino Lorenzo Spada (Ercole Ferrata)
I sei ovali con i busti in marmo bianco, tre su ogni parete laterale della cappella, ritraggono alcuni antenati della famiglia.

Nei clipei della parete destra, partendo da sinistra, sono raffigurati Mutio e suo nipote Antonello Spada (opera di Ercole Ferrata), Ghino di Mengo Spada (di Giuseppe Peroni), e Pietro di Cecco e Serrone di Pietro Spada (di Paolo Naldini).

Mutio e Antonello Spada (Ercole Ferrata) - Ghino di Mengo Spada (Giuseppe Perone) - Pietro di Cecco e Serrone di Petro Spada (Paolo Nandini)
Sulla parete sinistra sono ritratti invece i fratelli Amadore I e Aleramo Spada (di Paolo Naldini), Amadore II Spada (di Francesco Baratta) e Amadore e suo figlio Mengo Spada (di Antonio Raggi).


Amadore I e Aleramo Spada (Paolo Naldini ) - Amadore II Spada (Francesco Baratta) - Amadore e Mengo Spada (Antonio Raggi)
A delimitare la cappella non si trova una semplice balaustra ma due angeli in marmo bianco inginocchiati, che reggono una tovaglia dell'eucarestia in diaspro di Sicilia rigato.

angeli con tovaglia eucaristica (Antonio Giorgetti)
angeli con tovaglia eucaristica (Antonio Giorgetti)
particolare di un angelo
L'angelo a destra ha ali in legno che possono ruotare su perni per dare accesso alla cappella.
Quest'opera è stata realizzata da Antonio Giorgetti, allievo del Bernini.

angelo con ali di legno

Orario: solo la domenica 10.00/13.00

CONCLUSIONI
Nonostante il grande impegno per la realizzazione della cappella, Virgilio Spada preferì essere sepolto altrove, e le uniche due sepolture qui presenti sono quelle di Orazio Spada, fondatore della cappella, e di suo figlio Gregorio.
La cappella rappresenta un po' un unicum nel repertorio artistico dell'epoca, capace di trasmettere un senso di raccoglimento intorno ai propri famigliari, ma allo stesso tempo un mausoleo nel quale si evince la voglia di elevarsi rispetto ai canoni dello stile delle altre cappelle gentilizie delle famiglie nobili romane, delle quali la famiglia Spada avrebbe voluto far parte.
Una sosta quasi obbligata alla scoperta di questa importante famiglia.


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