sabato 10 giugno 2017

Ferrara: il Castello Estense


Il Castello Estense è il monumento che più si identifica con l'immagine di Ferrara: è stato il protagonista e il testimone delle tappe più importanti della sua storia.

Castello Estense
Il castello è legato alle vicende della famiglia Estense, che per acclamazione popolare ebbe la signoria della città nel 1264, nella figura di Obizzo d'Este.
Il Castello Estense rimase di proprietà della famiglia Estense fino al 1598, a seguito della Devoluzione del Ducato allo Stato della Chiesa, per mancanza di un erede legittimo.

E' di questo periodo la dispersione del patrimonio estense.
Molti degli arredi e opere d'arte del castello seguirono la famiglia nel loro ducato di Modena, detenuto per investitura imperiale, dove gli Estensi rimarranno fino al 1859.

Il castello fu poi abitato fino al 1859 dai Cardinali Legati, rappresentanti del potere papale, di cui Ferrara era feudo.

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Il Castello Estense fu costruito a partire dal 1385 in seguito ad una violenta rivolta popolare, scoppiata a causa delle pesanti tassazioni che gli Estensi applicavano, per offrire una protezione alla famiglia estense, e per poter controllare militarmente la città.
Durante tali tumulti infatti venne ucciso Tommaso da Tortona, Giudice dei Savi e consigliere fiscale del Marchese Nicolò II.

Regina: copia fedele a grandezza naturale dell'antica colubrina realizzata per Ercole II da Annibale Borgognoni (1556)

Il progetto del castello vene affidato all'architetto di corte Bartolino da Novara, esperto in costruzioni militari.



Il castello venne chiamato Castello di S.Michele dal giorno dell'inizio della sua costruzione: il 29 settembre, giorno dedicato all'arcangelo che cacciò gli angeli ribelli dal Paradiso.

La famiglia Estense aveva già il suo palazzo posto davanti al Duomo. 

Palazzo di Corte e Castello Estense
Palazzo di Corte e Castello Estense
Il progetto inglobò nella costruzione una torre duecentesca già fortifica dalla potente famiglia, la Torre dei Leoni, facente parte delle mura cittadine medievali a nord della città, e circondata da un fossato con acqua.

Torre dei Leoni
Torre dei Leoni
Torre dei Leoni
Esternamente su questa torre si può notare il rilievo lapideo "dei Leoni e War.Bas", una delle più antiche immagini araldiche della casata estense, recentemente restaurato.
rilievo lapideo sulla Torre dei Leoni
I due leoni sono le armi di Nicolò II che commissionò la trasformazione della torre in rocca e la costruzione del castello, e di suo fratello Alberto V.
Ogni leone regge un cartiglio con il motto di guerra dall'antico tedesco "War.Bas" = "Ancora più avanti, sempre avanti".

rilievo prima del restauro
Per costruire il castello vennero erette altre tre torri (Torre di S.Caterina a nord-est, Torre di S.Paolo o Torre di S.Giuliano a sud -ovest e Torre Marchesana a sud-est), a quadrilatero con la Torre dei Leoni posta a nord-est dell'edificio, e riunite da corpi di fabbrica alti due piani, che racchiudevano un cortile centrale.

Torre Marchesana
Torre S.Caterina
Torre di S.Paolo o Torre di S.Giuliano
Le torri erano rafforzate da avancorpi a difesa degli accessi.
Ponti levatoi e rivellini collegavano gli ingressi del castello con l'esterno e con la cinta muraria.

avancorpo, rivellino e ponti levatoi della Torre S.Caterina
ponte levatoio
rivellino con ponte levatoio della Torre S.Caterina
ponte levatoio di Torre di S.Caterina
ponte levatoio carrabile e pedonale della Tore di S.Caterina
meccanismo del ponte levatoio
interno del rivellino della Torre di S.Caterina
rivellino della Torre di S.Paolo o Torre di S.Giuliano
Tutto l'edificio era coronato da merlature su beccatelli.
Un cordolo in pietra a torciglione marcava il termine della zoccolatura delle fondamenta del castello e l'inizio del piano terra.

Feritoie e piccole bifore erano le uniche aperture presenti nel castello militare, che alloggiava al primo piano le truppe militari, ospitava al pian terreno le scuderie e l'armeria, e nei sotterranei i magazzini e le prigioni.

Le uniche decorazioni della fortezza erano alcuni affreschi sulle pareti intonacate, e bassorilievi sulle torri.

Tutt'intorno al castello vi era un fossato.

fossato
fossato
fossato
fossato

A partire dalla seconda metà del '400, sotto le signorie di Borso ed Ercole I, s'iniziò ad usare il castello come estensione del palazzo marchionale (oggi Palazzo Municipale), collegata al castello prima da un percorso ligneo, poi coperto e poggiante su cinque arcate detto Via Coperta.

Via Coperta (tratto su Piazza Savonarola)
Via Coperta (tratto che passa sul fossato)
Questo passaggio divenne poi sotto Alfonso I una vera ala del palazzo, con i famosi "Camerini del Principe" ricchi di opere d'arte.


Sempre all'poca di Alfonso I si deve il balcone in marmo della Via Coperta che affaccia su Piazza Savonarola.

balcone rinascimentale della Via Coperta
Si compirono poi lavori di ampliamento (un loggiato nel cortile interno e al di sopra un grande salone), di costruzione di terrazzi e giardini, di decorazioni interne ed esterne (una balconata tra la Torre Marchesana e la Torre dei Leoni).

balconata tra la Torre Marchesana e la Torre dei Leoni

Fu la moglie di Ercole I, Eleonora d'Aragona, a volersi trasferire con la corte al castello.


Abbattuta la Porta del Leone, adiacente alla Torre dei Leoni, si costruirono le Cucine Ducali.

Ercole II costruì il suo appartamento, Appartamento della Pazienza, intorno alla Torre di S.Caterina, che aveva subito un incendio nel 1554 e aveva bisogno di ristrutturazioni.


A seguito del terremoto del 1570 fu chiamato Girolamo da Carpi a ristrutturare e modificare il castello.
Egli alzò di un piano la cortina muraria e le torri, sostituì la merlatura con balaustre in pietra d'Istria, ed aggiunse delle altane sule torri, e una loggia-altana sul primo piano della Torre dei Leoni.


Fu invece Alberto Schiatti a terminare i lavori costruendo le edicole delle altane delle torri.

un'altana di una torre del castello
Le decorazioni interne dell'Appartamento di Alfonso II (la Saletta dei Giochi, il Salone dei Giochi e la Camera dell'Aurora), posto tra la Torre dei Leoni e la Torre di S.Caterina, impegnarono dal 1565 Camillo, Cesare e Sebastiano Filippi (detto il Bastianino).
Venne anche realizzata una Cappella totalmente in marmo.


Queste furono le fasi di costruzione più salienti del castello durate l'occupazione degli Estensi.
Quando il castello passò in mano allo Stato della Chiesa subì solo piccole modifiche.

Il Cardinale Scipione Borghese, per esempio, fece costruire un balconcino in legno sormontato da un medaglione in pietra, dal quale poteva controllare tre porte delle mura cittadine.


Oggi il castello è visitabile, e con un allestimento museale progettato dall'architetto Gae Aulenti, ripercorre la storia della città.

Per accedere al castello si oltrepassa il fossato ancora tramite i rivellini e i ponti levatoi affiancati alla Torre S.Paolo e alla Torre S.Caterina.

Si entra quindi nel cortile d'onore del castello.

cortile d'onore
 Un loggiato ad otto archi in cotto su colonne in pietra occupa un intero lato.

loggiato del cortile d'onore
cortile d'onore
Sotto il portico rimangono alcune delle 200 immagini a chiaroscuro su fondo giallastro che decoravano le pareti del cortile nel 1577.
Su cartoni di Pirro Ligorio, furono raffigurati i principi Estensi.
Era un ciclo mitologico della famiglia.

immagini in chiaroscuro del ciclo mitologico della famiglia Este
Due pozzi in pietra sono collocati su due delle quattro vasche di raccolta dell'acqua piovana.

un pozzo del cortile d'onore
un pozzo del cortile d'onore

La visita del piano terra del castello, costituito da sale con volte a crociera, ha inizio in una saletta in cui è illustrata la genealogia della famiglia Este.

parte dell'albero genealogico della famiglia Este
parte dell'albero genealogico della famiglia Este
All'interno della seguente Torre Marchesana si trova una riproduzione in scala del castello.

riproduzione in scala del castello
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Seguono tre Sale Gotiche nelle quali, con l'ausilio di pannelli, sono descritte le opere intraprese dai personaggi più illustri della famiglia Este e la loro personalità.

Sale Gotiche
Attraverso la descrizione di monumenti e documenti si ripercorre l'ascesa degli Estensi (prima sala), si ricorda l'amore per la cultura e per l'Umanesimo di Leonello d'Este (seconda sala), si mostrano le grandiose opere d'arte commissionate per esaltare la Magnificenza e la Libertarietà del Principe (terza sala).





copia del Vol.I della Bibbia di Borso d'Este (l'originale è conservato nella Biblioteca Estense Universitaria di Modena)
copia del Vol.II della Bibbia di Borso d'Este (l'originale è conservato nella Biblioteca Estense Universitaria di Modena)
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Nel Rivelino dei Leoni sono in mostra fotografie della città e del territorio ferrarese.



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La visita prosegue nelle Cucine Ducali, fatte costruire da Alfonso I ampliando l'avamposto est del castello.
Le cucine poggiano sulle fondamenta della distrutta Porta del Leone.

Cucine Ducali
Cucine Ducali
ricostruzione delle preparazioni culinarie
Nel pavimento si possono notare gli scoli dell'acqua degli acquai.

pavimentazione con scoli per l'acqua degli acquai
Sono qui riportate le testimonianze dell'arte culinaria del Rinascimento, la cui scenografia era curata da abilissimi e famosissimi "scalchi" (cuochi).

raffigurazioni di banchetti e cucine
raffigurazione degli utensili da cucina di Bartolomeo Scappi, cuoco segreto di Pio V (1570)
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Si entra quindi nella Torre dei Leoni.

Torre dei Leoni (inizio XIV sec.)
Torre dei Leoni (1361/1388)
Questa antica torre d'avvistamento fu fortificata dagli Estensi racchiudendola in muri più spessi e creando una sorta di fodera, nella quale un corridoio con rampa portava ai piani superiori, agevolando il trasporto delle munizioni di difesa.

rampa nella Torre dei Leoni
corridoio nella Torre dei Leoni e accesso alle prigioni
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Lungo questo corridoio interno si è da pochi anni scoperta, durante dei lavori di restauro (1995/1997), uno spazio chiamato Saletta Archeologica.

Saletta Archeologica
Questa sala è l'anello di congiunzione tra la rocca e il castello.
Qui si può vedere l'affresco che copriva la parete ovest della rocca, ovvero la decorazione esterna della torre, insieme a tre arcate, a graffiti di prigionieri e ad una cordonatura diamantata della parete occidentale della Torre dei Leoni.

graffiti di prigionieri
decorazione con arco trilobato della parete esterna della rocca
resti della cordonatura diamantata
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All'interno dei sotterranei della Torre dei Leoni vi erano le prigioni destinate a personaggi di rango e a membri della famiglia che si erano macchiati di qualche crimine.

prigioni
ingresso alle prigioni
Della loro permanenza in queste oscure prigioni rimangono alcuni graffiti.

graffiti sulle pareti delle prigioni
Nel 1388 furono qui rinchiusi Obizzo IV d'Este e sua madre Beatrice da Camino per aver congiurato contro il marchese Alberto V d'Este (zio di Obizzo).
Beatrice da Camino
Nel 1469 i partecipanti alla congiura organizzata dalla famiglia Pio, signori di Carpi, furono qui imprigionati e giustiziati da Borso d'Este.
Nel 1506 furono imprigionati in queste prigioni Giulio e Ferrante d'Este per aver congiurato contro i fratelli Alfonso e Ippolito.
La storia narra che Giulio e Ippolito si fossero innamorati entrambi di Angela Borgia (cugina della famosa Lucrezia Borgia), che accordava le sue preferenze a Giulio.
Ippolito ordinò di uccidere Giulio, che perse nell'agguato solo un occhio, e che pensò di vendicarsi insieme al fratello Ferrante, che a sua volta voleva sostituirsi ad Alfonso alla guida del potere.
La loro condanna a morte fu tramuta in prigionia a vita: Ferrante morì dopo 34 anni di reclusione, mentre Giulio fu graziato nel 1550 all'età di 81 anni.

E' per questo che la prigione nella Torre dei Leoni è chiamata anche Prigione di Don Giulio.

prigioni viste dall'esterno
Nel 1476 il nipote di Ercole I d'Este, Nicolò (figlio di Leonello), invase Ferrara ma fu imprigionato e giustiziato tra queste mura, e la sua testa fu appesa alla Torre di S.Caterina.

Sotto la Prigione di Don Giulio si trovano le prigioni interrate, ancora più tetre.

corridoio buio delle prigioni interrate
grate delle celle
grate alle finestre delle celle
Qui furono rinchiusi nel 1425 Ugo d'Este e Parisina Malatesta, seconda moglie di Nicolò III d'Este, padre naturale di Ugo.
I due giovani amanti (lui diciannove anni e lei venti), furono poi decapitati nella Torre Marchesana.
Si racconta che vennero spiati attraverso un affresco che rappresentava la Madonna on Bambino tra i Santi Giacomo e Antonio (oggi nel museo), chiamato anche "Trittico della decapitazione".
Ugo d'Este
Parisina Malatesta
Nicolò III d'Este
Una ripida scaletta conduce ai luoghi di prigionia di questi giovani amanti.

cella di Parisina Malatesta
cella di Ugo d'Este
Sul soffitto della cella di Ugo d'Este si vedono ancora le scritte fatte dai prigionieri con il fumo delle candele.

graffiti dei prigionieri
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Si sale ora al primo piano.

Si giunge nella cosiddetta Loggia delle Duchesse, dove pannelli spiegano come ogni nuovo signore eletto avesse trasformato per lui e la sua corte l'interno del castello, creando nuovi appartamenti.
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Si esce quindi nella Loggia e nel Giardino degli Aranci.

Loggia degli Aranci
La loggia, a quattro arcate a tutto sesto, come il giardino pensile adiacente, fu realizzata all'epoca di Alfonso I d'Este.
Il muretto perimetrale merlato, più volte rifatto, è del 1531.

muretto merlato della loggia e del giardino
Giardino degli Aranci
Giardino degli Aranci (visto dall'esterno)
ATTENZIONE: il giardino nei mesi invernali rimane chiuso.
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Si passa quindi a visitare il piccolo Camerino dei Baccanali, fatto costruire da Alfonso II ed incluso nel suo Appartamento dello Specchio.

Camerino dei Baccanali
Il camerino è decorato con un affresco diviso da motivi architettonici in tre riquadri, nei quali sono raffigurate scene della Storia di Bacco: il Trionfo di Bacco, la Vendemmia (entrambe attribuiti alla famiglia Filippi) e il Trionfo di Arianna (forse attribuibile a Ludovico Settevecchi).

Camerino dei Baccanali: Storia di Bacco
Camerino dei Baccanali: Il Trionfo di Arianna (sinistra) e La Vendemmia (destra)
Raffaello inviò un disegno ad Alfonso I che raffigurava "Il Trionfo di Bacco", eseguito poi dal Garofalo (oggi alla Gemaldegaleria Alte Meister di Dresda).
L'affresco qui dipinto ha la stessa impostazione.

Trionfo di Bacco (Garofalo - Gemaldegaleria Alte Meister - Dresda)
Camerino dei Baccanali: Il Trionfo di Bacco
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La visita segue nella Cappella Ducale fatta costruire nel 1590 su progetto di Alessandro Balbi.

Cappella Ducale
Fu voluta da Alfonso II d'Este e venne realizzata in un anno solo.
Ma per la mancanza di decorazioni sacre, essendo la cappella rivestita completamente in marmi policromi, si pensava precedentemente che fosse stata commissionata da Renata di Francia (madre di Alfonso II), di fede calvinista.

marmi policromi della cappella
La volta della cappella fu affrescata da Giulio Marescotti nel 1588 e ridecorata poi da Giuseppe Tamarozzi nel XIX secolo (i recenti restauri hanno riportato gli affreschi originali).

volta della Cappella Ducale
I quattro Santi Evangelisti raffigurati sono separati da medaglioni con le aquile estensi.
Gli scomparti sono incorniciati da decorazioni a ghirlande floreali su fondo oro realizzate da Rosselli.

S.Giovanni (Giulio Marescotti)
S.Marco (Giulio Marescotti)
S.Luca (Giulio Marescotti)
S.Matteo (Giulio Marescotti)
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Racchiusa all'interno della Torre dei Leoni si trova la Sala dell'Aurora.
La sala faceva parte dell'Appartamento dello Specchio di Alfonso II.

La decorazione del soffitto rappresenta le Quattro parti del giorno: Aurora, Giorno, Tramonto e Notte.

L'Aurora (Aurora s'appresta a partire insieme alle Ore abbandonando Titone)
Il Giorno (il carro di Apollo)
Il Tramonto (il carro di Apollo con Demetra s'inabissa nel mare)
La notte (mito di Aurora ed Endimione)
Nel riquadro centrale è raffigurato Cronos, il padre del Tempo, seduto tra le tre Parche, dee della vita e della morte.

riquadro centrale del soffitto: Cronos e le tre Parche
Le raffigurazioni sono separate da festoni di fiori e frutta su fondo oro.Nel fregio che corre lungo la base della volta sono stati raffigurati amorini su carri trainati da animali diversi.

Fu progettata da Pirro Ligorio, antiquario di corte, e realizzata dai Filippi con aiuto di Ludovico Settevecchi e di Leonardo da Brescia.
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Sempre facente parte dell'Appartamento dello Specchio di Alfonso II è la Saletta dei Giochi.

volta della Saletta dei Giochi
La volta di questa sala è ripartita a raggiera.
Il settore centrale è diviso in tre riquadri: nel riquadro centrale vi sono rappresentate Il Girotondo delle Stagioni su fondo azzurro, mentre nei riquadri laterali a fondo rosso il Gioco dei Birilli e il Gioco della Trottola.

riquadro centrale della volta: Gioco della Trottola (sinistra), Girotondo delle Stagioni (centro) e Gioco dei Birilli (destra)
Girotondo delle Stagioni
Nei quattro riquadri che circondano il riquadro centrale, sono stati dipinti il Gioco degli Otri (esercizi di destrezza praticati durante le feste dedicate a Bacco), la Lotta coi Cesti (una sorta di pugilato con le mani protette da fasciature di cuoio dette "cesti"), il Telesiaco (esercizio di destrezza con le armi) e la Lotta tra Gladiatori.

Gioco degli Otri
Gioco coi Cesti
Gioco Telesiaco
Lotta tra Gladiatori
Nei riquadri più esterni bambini che apprendono la Musica, la Poesia, il Gioco della Fionda, il Gioco della Palla nel Cerchio, la Lotta, la Pesca, il Gioco della Bacchetta, il Girotondo.

Autori della decorazioni sono Ludovico Settevecchi e il Bastianino.
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La sala attigua più grande è chiamata il Salone dei Giochi.
Era la sala d'onore dell'Appartamento dello Specchio.

Salone dei Giochi
Lavorarono alla decorazione del salone il Bastianino, Ludovico Settevecchi e Leonardo da Brescia.

Il soffitto voltato è diviso in undici riquadri incorniciati da motivi fitoformi.

Sono raffigurati: il Nuoto, L'Altalena, il Trigonale (gioco di destrezza con 11 palle), la Corsa con le Quadrighe, la Danza Pirrica (danza propedeutica all'uso delle armi in guerra), il Lancio del Disco, il Gioco dei Cerchi, il Gioco della Palla, la Lotta, gli Alteristi (sollevatori di pesi che gettati in aria dovevano essere riafferrati), il Pancrazio (tra il pugilato e la lotta). 

L'Altalena
La Corsa con le Quadrighe
Il Nuoto
Il Pancrazio
Gli Alteristi
La Lotta
Il Lancio del Disco
Il Gioco dei Cerchi
Il Gioco della Palla
Il Trigonale
La Danza Pirrica
I tre riquadri della fascia centrale sono divisi dall'aquila bianca estense in campo azzurro.

Completano l'affresco grottesche e fregi marini.

Nell'Ottocento sulle pareti fu apposta una tappezzeria che occultò la decorazione parietale originale, fatta di prospettive e architetture.

(Peccato che le applicazioni di carta giapponese per tamponare le fessurazioni dovute al terremoto del 2012 non permettano di apprezzare al meglio gli affreschi!)
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Oltrepassato lo scalone che portava all'Appartamento dello Specchio,ci si trova nella cosiddetta Sala del Plastico o Sala Città di Ferrara.

Sala del Plastico
E' stato qui posto un plastico della città estense realizzato negli anni '80 da Mauro Mazzalli, Enrico Manelli e Mario Bratella, ispirato alla settecentesca Pianta del Bolzoni.

plastico di Ferrara
plastico di Ferrara
E' qui presente, affissa alla parete, una edizione storica della Pianta del Bolzoni.

Pianta del Bolzoni
Nell'attigua saletta vi sono esposte due opere di Francesco Pellegrini che raffigurano i due Patroni della città: il Martirio di S.Giorgio e San Maurilio che indica Ferrara alla protezione della Vergine.

Martirio di S.Giorgio (Francesco Pellegrini - XVIII sec.)
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Si procede ora a visitare quella parte del castello, adiacente alla Torre di S.Caterina che nel Quattrocento era abitata dal futuro Alfonso III.
Dopo l'incendio del 1554 questi ambienti vennero ristrutturati e decorati da Giacomo da Carpi per Ercole II d'Este.

Quello che nella decorazione di questa ala del castello venne rappresentata fu "l'impresa" personale del duca, ovvero la "Virtù della Pazienza", ed è per questo che questi ambienti vennero chiamati Appartamento della Pazienza.

Di questo appartamento non rimane più nulla.
Prima i Cardinali Legati che subentrarono nel castello al posto degli Estensi, e un rifacimento attuato nel Novecento, hanno cancellato ogni testimonianza.

Le tele che decoravano l'appartamento (tra le quali la Pazienza di Camillo Filippi, l’Occasione di Girolamo da Carpi, la Pace e la Giustizia di Battista Dossi), e i ritratti della famiglia di Jacopo Vighi di Argenta furono portati a Modena e venduti poi ai Principi elettori di Sassonia.

L'Anticamera della Galleria faceva parte dell'Appartamento della Pazienza.

Anticamera della Galleria: soffitto e decorazione con le "imprese" degli Estensi
E' stata decorata nel Novecento con decorazioni che evocano le "imprese" degli Estensi.

Anticamera della Galleria: soffitto e decorazione con le "imprese" degli Estensi
Nei pannelli qui posti si descrive il territorio di Ferrara, iscritto nel Patrimonio dell'Unesco
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La seguente Sala di Ettore e Andromaca prende il nome dalla decorazione ottocentesca del soffitto, ritrovata durante gli ultimi restauri sotto una intercapedine del Novecento.

soffitto della Sala di Ettore e Andromaca
E' un'opera di Giovanni Bregola e di Francesco Scutellari che illustra il brano del VI Canto dell'Iliade nel quale Ettore dà l'addio alla moglie Andromaca e al figlio Astianatte.
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Nella Sala della Galleria i pannelli riportano le notizie sulle "Delizie" estensi sparse sul territorio ferrarese.

Oltrepassata la Torre di S.Paolo, si accede all'ala sud del castello, nella quale in attesa del restauro di Palazzo Massari sede delle Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, è stata allestita la mostra "Con l'arte per l'arte. Da Previati a Menessi, Da Boldini a De Pisis".

Allegoria della Notte (Angelo Conti 1861)
L'Assunzione (Gaetano Previati 1903)


Ritratto di Enea Vendeghini (Giovanni Boldini 1868)
Autoritratto (Giovanni Pagliarini 1862)
Ritratto del Giardiniere dei Veil-Picard (Giovanni Boldini)
I Funerali di Britannico (Giovanni Muzzioli 1888)
Nudo di Fanciulla (Arrigo Minerbi 1922)
Cleopatra (Gaetano Previati 1890/1900)


 
Uscita di Ludovico il Moro dal castello per la caccia (Gaetano Previati 1917/1918)
Madame X, la cognata di Helleu (Giovanni Boldini 1885/1890)
Ninfe al chiaroscuro (Giovanni Boldini 1909)
Ritratto di Gaetano Braga (Giovanni Boldini 1888)
Pace (Giuseppe Mentessi 1907)





Paesaggio con case e figura di donna (Giuseppe Fei 1897)
Panem Nistrum Quotidianum (Giuseppe Mentessi 1894/1895)
La Bottiglia Tragica (Filippo de Pisis 1927)
Le Cipolle di Socrate (Filippo de Pisis 1927)
Natura Morta con il Martin Pescatore (Filippo de Pisis 1925)
I Pesci Marci (Filippo de Pisis 1928)
I Grandi Fiori di Casa Massimo (Filippo de Pisis 1931)
Strada di Parigi (Filippo de Pisis 1938)
La Rosa nella Bottiglia (Filippo d Pisis 1950)






Nudo sdraiato (Filippo de Pisis 1949)
Il Bersaglio.Il Bombardamento della Cattedrale di Reims (Giuseppe Mentessi 1915)
ATTENZIONE: La mostra resterà allestita sino al 27 dicembre 2017.

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Si continua la visita nella cosiddetta Anticamera del Governo, anticamera del "Salotto di Sua Eccellenza".

soffitto dell'Anticamera del Governo
La volta della sala è stata decorata a grottesche nel 1556 da Girolamo Bonaccioli e da Giambattista Bologna.
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La Sala del Governo era la sala in cui si esercitavano le funzioni di governo e di giustizia.

soffitto a lacunari della Sala del Governo
Il soffitto ligneo originale e di gran pregio, è a lacunari dipinti e dorati, con al centro di ogni cassettone un rosone intagliato.

soffitto della Sala del Governo: Mito di Pan
Al centro, in un ovale, è raffigurato il Mito di Pan, mentre negli atri scomparti scene mitologiche che celebrano il principe e il suo buon governo.
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La Sala della Devoluzione è anche detta Sala Rossa per il suo fregio rosso a greche.

soffitto della Sala della Devoluzione
Anche se quest'ala del castello fu prima rinnovata da Alfonso II d'Este per la moglie Lucrezia Borgia, e successivamente divenne per Alfonso II sede dei suoi uffici di governo, appare oggi con una decorazione realizzata nel 1830.

Commissionata a Francesco Saraceni e a Francesco Migliari dai Cardinali Legati, illustra quattro episodi della Devoluzione degli Estensi nel 1598:

- Lucrezia d’Este sigla la Convenzione Faentina (13 gennaio 1598) con il
  Cardinale Pietro Aldobrandini, nipote del Papa

firma della Convenzione Faentina

- il duca Cesare d’Este esce a cavallo dalla città dalla Porta degli Angeli per
  dirigersi a Modena

Cesare d'Este lascia il castello

- il Papa Clemente VIII arriva a Ferrara il giorno seguente la partenza del
  duca e riceve le chiavi della città

arrivo di Clemente VIII a Ferrara

- il Papa Clemente VIII assiste dalla Torre dei Leoni alla regata delle donne
  del Comacchio nel fossato del castello, in occasione delle doppie nozze
  celebrate dal papa tra Filippo III re di Spagna e l'Arciduchessa Margherita
  d'Austria e tra l'Arciduca Alberto d'Austria e l'infanta Isabella.

regata delle donne del Comacchio nel fossato del castello
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La Sala dei Paesaggi ha un soffitto a padiglione.

soffitto della Sala dei Paesaggi
La decorazione è il risultato di tre stratificazioni che sono state eseguite tra il Settecento e l'Ottocento: la prima riguarda i quadri della fascia terminale delle parete, la seconda le lunette monocrome con figure allegoriche, animali esotici e panoplie, e la terza le vele con mostri marini e il soffitto monocromo.
Giuseppe Zola ha realizzato i paesaggi.

lunette e soffitto monocromi
vedute di paesaggi
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Le sale che seguono sono poste nella cosiddetta Via Coperta, il collegamento aereo che univa da sud a nord il Palazzo Ducale (oggi Palazzo Municipale) con il castello, che in parte scavalca il fossato e in parte poggia su Piazza Savonarola.

Galleria dei Camerini
Sono i "Camerini del Principe", piccoli ambienti in cui Alfonso I aveva concentrato la sua collezione di capolavori d'arte.

particolare del soffitto della Galleria dei Camerini
Non rimane nulla dell'originale decorazione delle stanze: pavimenti intarsiati in marmi policromi, panche in marmo, caminetti, bracieri.

allestimento museale di un camerino
Il cosiddetto Camerino delle Pitture Camerino d'Alabastro, prendeva il nome da alcuni rilievi marmorei realizzati da Antonio Lombardo: La Satiressa tra i due Tritoni, La contesa tra Minerva e Nettuno per il Possesso dell'Attica, La Fucina di Vulcano, Il Trionfo di Ercole,  un fregio in cui vicino ad una corazza appare il nome del duca Alfonso III, e altri (oggi i rilievi sono all'Ermitage di S.Pietroburgo).

copia della Contesa tra Minerva e Nettuno per il possesso dell'Attica (Antonio Lombardo - copia - originale all'Ermitage di S.Pietroburgo)
Satiressa tra due Tritoni (Antonio Lombardo - Ermitage - S.Pietroburgo)
Corazza con scritta "ALFONSUS DUX " (Antonio Lombardo - Ermitage - S.Pietroburgo)
La Fucina di Vulcano (Antonio Lombardo - Ermitage - S.Pietroburgo)
Il Trionfo di Ercole (Antonio Lombardo - Ermitage - S.Pietroburgo)
In un soffitto in legno a cassettoni scolpiti e dorati erano inserite dieci tele di Dosso Dossi, con scene tratte dall'Eneide di Virgilio.
Queste opere rimasero a Ferrara fino a quando il Cardinale Scipione Borghese non le portò a Roma a Villa Borghese.
Le opere rimasero nella collezione Borghese fino ai primi dell’Ottocento.
Passarono poi nella raccolta di José de Madrazo, un pittore neoclassico spagnolo, che in seguito se li portò a Madrid.
Infine più tardi i dipinti andarono dispersi.

Non tutte le tele sono state ritrovate, eccone alcune: Enea e Alcate sulla costa libica alla National Gallery of Art di Washington, Giochi siciliani in onore di Anchise al Barber Institute of fine arts di Birmingham ed Entrata di Enea nei campi elisi alla National Gallery of Canada di Ottawa).

Enea e Alcate sulla costa libica (Dosso Dossi -National Gallery of Art - Washington)
Entrata di Enea nei campi elisi (Dosso Dossi - National Gallery of Canada - Ottawa)
I Giochi Siciliani (Dosso Dossi - Barber Institute of fine arts - Birmingham)
Venivano in questo piccolo ambiente conservate le opere di importanti artisti dedicate ai piaceri del vino e dell'amore, tratti dalle fonti letterarie di Filostrato, Catullo e Orazio:

- i tre "Baccanali" di Tiziano: il Baccanale degli Andrii (oggi al Prado di
  Madrid), Bacco e Arianna (oggi alla National Gallery di Londra) e la Festa 
  degli Amorini o Omaggio a Venere (oggi al Prado di Madrid)

Baccanale degli Andrii (Tiziano - Prado - Madrid)
Bacco e Arianna (Tiziano - National Gallery - Londra)
Festa degli Amorini (Tiziano - Prado - Madrid)

- Il Trionfo di Bacco in India di Garofalo (oggi al Gemaldegalerie Alte Meister
  di Dresda) tratto, come anche quello di Dosso Dossi (oggi al Prince of Wales
  Museum of Western India a Mubay), dal disegno che Raffaello fece su
  commissione di Alfonso I d'Este

Trionfo di Bacco (Dosso Dossi - Prince of Wales Museum of Western India - Mubay)
Trionfo di Bacco in India (Garofalo - Gemaldegalerie Alte Meister  - Dresda)

- Il Festino degli Dei di Bellini (oggi alla National Gallery di Washington)

Festino degli Dei (Giovanni Bellini - National Gallery - Washington)
Facevano parte della Collezione Estense bronzetti, strumenti musicali, monete, statue, miniature e mobili.

Numerosi dipinti della Collezione Estense furono venduti da Francesco III d'Este ad Augusto III di Polonia, elettore di Sassonia.

Tra queste vi erano il S.Michele e il S.Giorgio di Dosso Dossi, La Notte e Il Giorno di Battista Dossi, il Nettuno e Minerva e Vulcano e Marte del Garofalo, il Ratto di Ganimede e Kairos e Metanoia di Girolamo da Carpi (che si trovava nella Camera della Pazienza nella Torre di S.Caterina), il Cristo della Moneta di Tiziano (nello studiolo di Alfonso I), La Sacra Famiglia di Ippolito Scarsella (un tempo nella Cappella Ducale).
S.Giorgio (Dosso Dossi - Gemaldegalerie Alte Meister - Dresda)
S.Michele (Dosso Dossi - Gemaldegalerie Alte Meister - Dresda)
Il Ratto di Ganimede (Girolamo da Carpi - Gemaldegalerie Alte Meister - Dresda)
Nettuno e Minerva (Garofalo - Gemaldegalerie Alte Meister - Dresda)
Cristo della Moneta (Tiziano - Gemaldegalerie Alte Meister - Dresda)
Kairos e Metanoia (Girolamo da Carpi - Gemaldegalerie Alte Meister - Dresda)

Attraverso il matrimonio tra Olimpia Aldobrandini e Paolo Borghese, altre opere della collezione Estense finirono alla Galleria Borghese a Roma.

Parte dei beni dei Borghese passarono a Giovan Battista Pamphilj e così andarono ad arricchire la Galleria Doria Pamphilj a Roma.

Per opera della distruzione operata dai Cardinali Legati, altre opere ancora sono confluite nella Pinacoteca Capitolina di Roma e nella Galleria Nazionale di Palazzo Barberini.

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Tornando sui propri passi si entra nella Sala delle Geografie o Sala Marchesana, per il fatto che si trova all'interno della Torre Marchesana.

Torre Marchesana
Il soffitto a padiglione è monocromo con lunette laterali.
Ha lacunari di diverse forme, decorati con racemi, lire e medaglioni. 

soffitto della Sala delle Geografie
Al centro del soffitto è rappresentata la Poesia che scrive su una pergamena il nome dell'Ariosto, come massimo letterato di Ferrara, mentre in altri lacunari sono raffigurati genietti che reggono cartigli con i nomi di atri poeti ferraresi.

particolare del soffitto: Poesia scrive il nome di Ariosto
In alcune lunette figure allegoriche con ai piedi gli attributi che le simboleggiano, tengono cartigli con i nomi di illustri artisti e scienziati.
In un fascione monocromo sono stati dipinti elementi fito e zoomorfi.

La decorazione voluta dal Cardinale Tommaso Arezzo è stata commissionata a pittori ferraresi.
Anton Felice Ferrari ha invece eseguito quadrature alle pareti tra il 1709 e il 1710, su disegni del cartografo Giuseppe Tommaso Bonfadini.

carta geografica del Polesine
carta geografica del Polesine
La scala metrica espressa in pertiche ferraresi è retta da piccoli putti.
Un esempio della misura della pertica ferrarese si trova affissa lungo le pareti del rivellino della Torre di S.Caterina.

rivellino della Torre di S.Caterina
misure di lunghezza tra le quali la pertica e il piede ferraresi
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Ultima sala del percorso di visita è la Sala degli Stemmi, posta nel corpo di fabbrica tra la Torre Marchesana e la Torre dei Leoni, proprio sopra al loggiato del cortile d'onore.

corpo di fabbrica tra a Torre Marchesana e la Torre dei Leoni
La decorazione di questa sala testimonia la residenza, nel divenuto Palazzo del Governo, dei Cardinali Legati dopo la devoluzione.

Sala degli Stemmi
La doppia decorazione pittorica, che occupa la parte alta delle pareti, è composta dalla rappresentazione degli stemmi dei pontefici con triregno e chiavi di Pietro (fascia più in alto), che hanno incaricato i cardinali legati (fascia più in basso) di rappresentarli a Ferrara, esercitando la giurisdizione civile e politica dal 1598 al 1859. 

stemmi di Papi e Cardinali Legati
stemmi di Papi e Cardinali Legati
La realizzazione degli stemmi, lasciati anonimi sino all'insediamento dei nuovi papi e rispettivi cardinali, è di Giuseppe Migliari aiutato da Celestino Tommasi (XVI secolo).

Su una delle pareti corte della sala appare uno stemma annerito: è quello del conte Filippo Folicaldi, che fu implicato in un processo e diede le dimissioni (1856). 

stemma annerito di Filippo Folicaldi
Nel 1857 vennero invece realizzate, sopra la decorazione precedente, sei vedute dei principali centri della Legazione: Comacchio, Ferrara, Lugo, Bagnacavallo (l'unica a non essere sormontata dallo stemma comunale), Pomposa e Cento, insieme ad altri stemmi.

il castello di Ferrara e gli stemmi dei prefetti
veduta di Lugo
Dal 1860 si aggiunsero gli stemmi delle famiglie dei prefetti del Regno d'Italia, essendo Ferrara passata al Regno di Sardegna.

lapide che ricorda l'annessione di Ferrara al Regno di Sardegna
Tramite uno scalone elicoidale si può raggiungere nuovamente il cortile d'onore.

scalone elicoidale e portico del cortile d'onore
http://www.castelloestense.it 
Orario: ottobre/febbraio      9.30/17.30         chiuso lunedì
            visite giudate          lunedì/venerdì          11.00 - 15.00 
                                          sabato e domenica   11.00 - 14.00 - 15.00
            marzo/settembre     9.30/17.30        aperto tutti i giorni
            visite guidate          lunedì/venerdì          11.00 - 16.00 
                                          sabato e domenica   11.00 - 15.00 - 16.00
          
Costo:  8€
           Visita guidata + ingresso    10€
           salita sulla Torre dei Leoni   2€


CONCLUSIONI
Non è facile orientarsi storicamente nell'evoluzione del Castello Estense da fortezza militare a dimora signorile, con le relative trasformazioni volute dai diversi personaggi della famiglia d'Este che si sono succeduti al potere della città.
Spero che questo mio post in parte vi aiuti nella comprensione di questo sito ricco di storia, che non può mancare nella visita di Ferrara.
Prendetevi quindi tutto il tempo necessario per visitarlo, non dimenticando se possibile una visita by night intorno all'edificio, ne rimarrete affascinati.




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