lunedì 13 maggio 2013

Il castello di Malmaison e il suo giardino


In una cittadina chiamata Rueil-Malmaison, nella regione Ile-de-France a soli 15 chilometri da Parigi, si trova il castello di Malmaison, nido d'amore di Napoleone e Joséphine de Beauharnais durante gli anni del Consolato.

Il nome MALMAISON deriva probabilmente da "Mala Domus" (in francese "Mauvaise Maison") nome datole nel IX secolo perché vi era qui un covo di vichinghi che razziava nella zona.

Il castello feudale che venne costruito qui nel XIV secolo appartenne alla stessa famiglia sino al 1763.
Nel 1799 divenne la casa di campagna della coppia consolare e fu la sede del governo francese dal 1800 al 1802.
Anche dopo che la coppia si separò perché l'Imperatore doveva avere un erede che l'Imperatrice non poteva più dargli, il castello rimase a Josephine sino alla sua morte avvenuta nel 1814.

Poi nel 1842 Maria Cristina di Spagna acquistò il castello.
Passò poi a Napoleone III nel II Impero che fedelmente restaurò, ridecorò e arredò di nuovo la residenza appartenuta alla nonna.

facciata verso il parco
facciata verso il parco

L'aspetto neoclassico attuale è quello del 1780 datogli da Percier e Fontaine, i due architetti incaricati da Napoleone di seguire i lavori di rimaneggiamento: un corpo centrale con due ali che si allungano a formare una corte con parco all'inglese.

L'ingresso avviene dalla corte d'onore dove un'entrata a forma di tenda militare, un tempo vestibolo dei domestici, dà accesso al castello.

ingresso al castello

Segue il vestibolo d'onore dove 4 colonne in stucco danno alla camera l'aspetto di un atrio di una villa romana.
Un tempo in esso trovavano spazio voliere con uccelli esotici che con il loro canto davano il benvenuto ai visitatori.

vestibolo
vestibolo
vestibolo
























Sulla destra si entra nella sala del biliardo con tappezzeria verde con fili amaranto in sintonia con le porte e le persiane di color terra d'Egitto.

sala del biliardo

Segue il salone dorato con medaglioni che rappresentano la storia di Dafne e di Cloe.
In un quadro di Hector Viger posto in questo salone si può vedere come era arredato all'epoca in cui i consoli lo abitavano.

salone dorato

Il salone della musica è una vasta sala, una galleria di tavole di pittori moderni tanto amati dall'Imperatrice quanto quelli a temi medievali, chiamati "troubadours".
Una bella arpa si trova in fondo al salone.

sala della musica

arpa nella sala della musica

La sala da pranzo ha una forma in parte semicircolare e una pavimentazione in marmo bianco e nero.
Sulle pareti vi sono sei ballerine dipinte su stucco in stile pompeiano.
Le arcate in legno sono ornate da grappoli di frutta.
Trovano posto dodici sedie e tre consolles.

sala da pranzo

pavimentazione della sala da pranzo
decorazione murale



















La sala del consiglio è quella dove Napoleone tenne 169 consigli dei ministri, a forma di tenda militare a righe.
Vi si trovano i ritratti di Joséphine e quello di sua madre dipinti da Gérard.

sala del consiglio
poltrona della sala del consiglio

tavolo del consiglio

ritratto di Joséphine di Gérard
ritratto della madre di Napoleone di Gérard

La biblioteca fu chiamata da Napoleone una "sacrestia di chiesa" per la sua volta decorata con Apollo e Minerva, circondati da medaglioni di autori antichi e moderni.
Sono qui conservati 500 volumi con la cifra B-P (Bona-Parte) dei 4500 collocati in origine in questa sala.
Vi è anche conservato lo scrittoio che sempre utilizzò Napoleone.
Una scala in legno portava direttamente Napoleone nella sua camera, posta al piano superiore.
 
biblioteca

Apollo e Minerva
volumi esposti



















La visita continua al primo piano dove vi sono le camere private dei coniugi.
La camera dell'Imperatore è due volte più grande di quella originale.
E' ricoperta di tessuto "gourgouran" bianco a righe che rimpiazza la moussseline rigata dell'epoca.
Il letto proviene dalla camera da letto del Principe Eugenio alle Tuileries, ed è ricoperto di stoffa gialla con decori neri che riproducono quelli originali.
In questa camera c'è un ritratto di Napoleone da giovane.


camera dell'Imperatore

Marengo è una sala espositiva dove si trovano i ricordi di Napoleone tra i quali alcune sue spade e il tavolo detto "Austerlitz" in porcellana di Sevres e bronzo.
C'è anche il quadro di David "Passaggio delle Alpi".

spade di Napoleone
tavolo "Austerlitz"
"Passaggio delle Alpi" - David

Nella camera Josephine vi sono i ricordi dell'Imperatrice: ritratti, arazzi Gobelins, oggetti personali, servizi da tavola di Sévres, cristalli con le sue iniziali.
Al centro della sala sono esposti due servizi di 50 pezzi di Dihl e Guerhard con piatti "a quadro" con raffigurazioni di quadri olandesi della collezioni dell'Imperatrice.

servizio da tavola

piatto del servizio

apparato da tavola
porcellane preziose

La camera dell'Imperatrice rimaneggiata dopo il divorzio da Napoleone, è una stanza sontuosa a forma di tenda a 16 lati con numerosi specchi a renderla luminosa.

camera dell'Imperatrice
camera dell'Imperatrice
necessario per manicure

La camera del fregio è caratterizzata da un fregio rimosso dal salone dell'Hotel de la Rue de la Victoire a Parigi dove vissero Napoleone e Joséphine sino al colpo di stato.
E' arredato con mobili di Joséphine del Palazzo delle Tuileries.
Particolari sono le poltrone con i braccioli a forma di cigno.

camera del fregio
camera del fregio

poltrone nella camera del fregio

fregio




La camera ordinaria di Joséphine era una camera d'appoggio per quando uno dei due coniugi era ammalato.
In questa camera Joséphine amava leggere e divenne poi la sua camera da letto.
Un cofanetto per gioielli rimovibile dal suo tavolino, fungeva anche da scrittoio.

camera ordinaria di Joséphine
cofanetto-scrittoio

Il boudoir è una camera ottagonale, piccola e facile da riscaldare.
A volte Joséphine l'usava come camera da pranzo quando aveva uno o due ospiti.

boudoir

La camera da toilette era dove l'Imperatrice trascorreva ogni mattina tre ore per il proprio aspetto, ma non fungeva da stanza da bagno.

mobile da toilette
Al secondo piano vi era la camera dei fronzoli, con armadi guardaroba dove l'Imperatrice teneva i suoi abiti.
In un anno ordinò 136 abiti, 895 paia di guanti e 520 paia di scarpe.
Quando poi non voleva più un vestito lo tirava a sorte tra la suocera, la regina di Westfalia e Carolina Murat.

Joséphine de Beauhrnais

Marie-Joséph-Rose de Tascher nacque in Martinica nel 1763 da proprietari terrieri di canna da zucchero.
Fu mandata all'età di 16 anni a Parigi dove sposò Alexandre de Beauharnais dal quale ebbe due figli: Eugène e Hortense.
Durante il Terrore venne imprigionata per tre mesi e suo marito invece fu giustiziato.
Nel 1795 incontrò Bonaparte, più giovane i lei di sei anni, che sposò nel 1796.
Nel 1804 divenne imperatrice e lo fu per 5 anni.
Nel 1809 non potendo dare un erede all'Imperatore divorzia da Napoleone.
Muore alla Malmaison nel 1814.

busto di Napoleone

Joséphine fu un'amante della botanica e della zoologia.
Nel parco del castello che da 60 ettari si allargò a ben 726 ettari per suo volere, fece sistemare voliere, due padiglioni, scuderie e serre riscaldate dove poteva veder crescere i semi e le piante che si era fatta mandare da tutto il mondo per abbellire il suo giardino all'inglese, introducendo in Francia piante sconosciute: ibiscus, camelie, peonie arbustive, magnolie porpora, dalie.

parco con corso d'acqua ghiacciato

Il giardino arrivò ad avere 250 specie di rose fatte venire dalla Persia, che daranno origine tra l'altro alla Rosa Tea.
Il disegnatore Reduté, pittore di fiori dell'Imperatrice, dipinse 120 riproduzioni delle rose più belle presenti alla Malmaison nella raccolta "Le Jardin de la Malmaison".

disegno di Rudeté
disegno di Reduté


Una rosa chiamata "Souvenir de la Malmaison", dai petali rosa chiarissimi e profumati a fioritura continua, è stata dedicata al giardino di Joséphine.

rosa "Souvenir de la Malmaison"


Soprattutto il paesaggista Berthaut l'aiutò a realizzare i suoi progetti costruendo una serra riscaldata per accogliere arbusti alti anche 5 m e un piccolo lago navigabile.

Nel parco si trovano anche uno chalet svizzero con tre costruzioni (latteria, vaccheria e una casa per una coppia di vaccari svizzeri) e un ovile per pecore mérinos la cui lana serviva per vestire i miliari.

Anche animali esotici quali zebre, canguri, orangutan, pappagalli, struzzi ed emù erano presenti nella proprietà, ma divenuto costoso il loro mantenimento furono mandati altrove.

Joséphine ebbe il merito di aver portato dall'Australia alla Malmaison il raro e sconosciuto cigno nero.

Oggi il parco si è ridimensionato a 6 ettari di terreno dove si è cercato di ricostruire in parte il suo giardino.

www.chateau-malmaison.fr
Orario:  ottobre/marzo    in settimana          10.00/12.30  13.30/17.15
                                         sabato/domenica  10.00/12.30  13.30/71.45
             aprile/settembre  in settimana         10.00/12.30  13.30/17.45
                                         sabato/domenica  10.00/12.30  13.30/18.15
martedì chiuso
 Costo castello + giardino 6€
           giardino 1,50 €



La cittadina di Rueil-Malmaison ha avuto un passato storico che ha visto re merovingi, il soggiorno di Enrico IV e di Luigi XII, la costruzione del castello di Richelieu e il nascondersi del bambino Re Sole per sfuggire alla Fronda.
Nella chiesa di St-Pierre-St-Paul riposano Joséphine e sua figlia la regina Hortense.
Ha avuto anche un significato artistico per gli Impressionisti come Renoir, Monet, Manet, Cézanne e Pissaro, che qui amavano ritrarre la Senna.
www.rueil-tourisme.com


CONCLUSIONI
La corona intorno a Parigi è ricca di siti storici e artistici, di castelli come Fontainebleau o Vaux-le-Vicomte e di borghi come Barbizon, che hanno visto l'interesse di pittori ed artisti.
Se si è a Parigi è difficile uscirne fuori per andare a visitare atri luoghi, con il numero di siti da visitare in città, ma un viaggio nell'Ile-de-France merita una visita al castello di Malmaison, non lontana dalla reggia di Versailles o dal castello di Saint-Germain-en-Laye.





4 commenti:

paolina baldrighi ha detto...

Il personaggio di Giuseppina mi affascina da sempre forse per la grazie che emana dai ritratti o forse perchè come lei condivido l'amore per le rose e per la natura che ci circonda. Trovo queste foto che ha pubblicato della sua visita al castello della Malmaison davvero deliziose. Guardando le sue foto è come se avessi anch'io vissuto le stesse emozioni. Distinti Saluti

Raffaella ha detto...

...e a me emoziona riuscire ad "emozionare" i miei lettori!
Grazie per il suo commento Paolina

claudia lo blundo ha detto...

Come conclusione dello sceneggiato su Napoleone, su RAI 3, ora leggo questo post interessante, bello, ben descritto.

Raffaella ha detto...

Grazie Claudia per i tuoi apprezzamenti!

Posta un commento