domenica 1 febbraio 2015

A Montefalco, tra vino ed arte


SITI TURISTICI                      www.montefalcodoc.it
                                                www.promontefalco.com
UFFICIO TURISTICO            Piazza del Comune
                                                Via Ringhiera Umbra (Pro Loco)

Siamo in Umbria, in provincia di Perugia.

Montefalco, chiamata la "Ringhiera dell'Umbria" perché dal colle su cui sorge si può ammirare il panorama della vallata sottostante che si estende da Perugia a Spoleto, è anche nell'elenco dei "Borghi più belli d'Italia".

vicolo di Montefalco
vicolo di Montefalco


vicolo di Montefalco

Questo borgo medievale circondato da filari di uva e da argentei oliveti, unisce un itinerario turistico rivolto all'enogastronomia ad uno prettamente artistico e storico.


Montefalco, abitata si dall'epoca romana (castrum romano con cardo e decumano massimo), veniva chiamata nel medioevo Coccorone (o Corcurione) dal suo fondatore il senatore romano Marco Curione, o forse dal greco "oros" che significava "monte".

Nel 1249 la città prenderà il nome di Montefalco dopo la visita nel febbraio 1240 di Federico II di Svevia, esperto di falconeria e autore del trattato "De Arte Venandi cum Avibus", che donò a Rainaldo I e a suo figlio Napoleone III un falco.

vicolo di Montefalco
vicolo di Montefalco


vicolo di Montefalco

Zona di confine tra Longobardi e Bizantini, viene munita di mura nel XII secolo.
Nella cinta muraria circolare si aprivano cinque porte (Porta S.Maria, Porta S.Lorenzo, Porta S.Clemente, Porta di Camiano e Porta S.Bartolomeo), dalle quali partivano verso il centro delll'abitato altrettante vie che lo dividevano in settori.

Contesa tra l'Impero e il Papato, vede l'insediamento degli ordini monastici dei Francescani e degli Agostiniani con monasteri femminili, chiese e confraternite.

Un secondo perimetro fortificato viene aggiunto all'inizio del XIII secolo, con torrioni, bastioni e quattro porte: Porta Camiano, Porta della Rocca, Porta S.Agostino e Porta Federico II.

mura del XIII secolo e Torre del Verziere
La Porta S.Agostino è inserita in un tratto ben conservato delle mura duecentesche e poco distante dalla Torre del Verziere.

Torre del Verziere
interno della Torre del Verziere


Torre del Verziere da dentro le mura
E' sormontata da una torre con merlatura ghibellina, feritoie e ballatoio per le guardie.
Nella lunetta interna è decorata con un affresco votivo raffigurante la Madonna e Santi del XIV secolo.
L'orologio del 1543 è ancora funzionante.

Porta S.Agostino
fornice della Porta S.Agostino


affresco della lunetta di Porta S.Agostino
Porta S.Agostino vista da dentro le mura
Da essa parte Corso Mameli, lo "Stradone", il principale asse della città medievale.

Corso Mameli
Dalla Porta della Rocca si accedeva alla parte fortificata della città: intorno al 1320 infatti fu costruita una rocca che venne distrutta nel successivo secolo.

Porta della Rocca
Questa fu anche la sede del Monte Frumentario, dei Carabinieri pontefici, dell'Ospedale e del Carcere mandamentale.

mura vicino alla Porta della Rocca
Di fronte alla porta si può ammirare il panorama sulla vallata umbra e da essa parte la via Ringhiera Umbra.

panorama sulla vallata
Dalla più antica delle porte, la Porta Camiano, si può raggiungere fuori dalle mura il piccolo abitato di Camiano.

Porta Camiano
Porta Camiano da dentro le mura
Qui vicino nacque il pittore Francesco Melanzio e dalla terrazza antistante la porta si può godere di uno dei panorami di Montefalco.

terrazza panoramica a Porta Camiano
panorama da Porta Camiano
La Porta Federico II o Porta S.Bartolomeo, si trova a ridosso dell'abside della chiesa da cui prede il nome, e faceva parte della prima cerchia di mura.

Porta Federico II (o di S.Bartolomeo)
porta murata






Sull'arcata trova posto lo stemma imperiale con le due aquile bicipiti.
Dall'antica porta della città, oggi murata, si dice che siano entrati per tradimento le truppe delle bande nere di Orazio Baglioni, che saccheggiarono Montefalco.












Poco distante si erge il Torrione di S.Chiara posto proprio di fronte alla chiesa da cui prende il nome.

Torrione di S.Chiara
Da qui Via di S.Chiara conduce alla Porta di S.Leonardo posta proprio accanto al convento delle clarisse con l'omonima chiesa, che ancora usano la parte alta della porta.

Porta S.Leonardo
Porta S.Leonardo





















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Entriamo quindi dentro le mura della città per Porta S.Agostino, la porta più monumentale.
Come si è detto si accede a Corso Mameli, una strada in salita che conduce alla piazza principale di Montefalco, fiancheggiata da enoteche, negozi artigianali e bei palazzi.

Corso Mameli
Appena varcata la porta sulla destra si trova Casa Angeli, con incastonati nella facciata marmi, urne romane e stemmi.

Casa Angeli
stemma su Casa Angeli






















Sulla sinistra invece si trova la quattrocentesca Casa Senili-Scorzoni.

Casa Senili-Scorzoni
Sempre sulla sinistra troviamo la facciata in pietra della chiesa di S.Agostino del XIII secolo, con portale con colonnine e capitelli.

Chiesa di S.Agostino
portale della Chiesa di S.Agostino






















La chiesa a navata unica e abside poligonale possiede opere di Ambrogio Lorenzetti e di Bartolomeo Caporali.
La chiesa conserva anche le spoglie di S.Chiaretta, S.Beata e del Beato Pellegrino.

Intorno a quest'ultimo aleggia un alone di mistero:
si narra infatti che questo pellegrino venuto forse dalla Spagna in pellegrinaggio sulle tombe delle Sante qui custodite, rimase a pregare la notte presso di loro.
L'indomani fu ritrovato morto in una posizione di preghiera.
Fu sepolto presso la chiesa ma il giorno dopo il suo corpo fu ritrovato presso le Sante, e così dopo altri tentatitivi di seppellirlo.
Si decise allora di metterlo nel campanile dove rimase cent'anni in stato di mummificazione, per poi porlo in una teca nella chiesa.

Non trovate foto degli interni perché la chiesa da noi raggiunta tre volte nella giornata, non è stata da noi mai trovata aperta (?), con lo stupore dei negozianti presso la chiesa.

In compenso era aperto il chiostro adiacente.

chiostro della chiesa di S.Agostino
campanile romanico della chiesa di S.Agostino
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Poco più avanti il corso si allarga nella Piazza Domenico Mustafà, sopranista, direttore di coro, compositore e uno degli ultimi castrati, morto a Montefalco.

Piazza Domenico Mustafà
Palazzo Tempestivi







Sulla destra si trova il Palazzo Tempestivi, del XVI secolo con portale a bugnato, oggi sede degli uffici comunali.













fianco di Palazzo Tempestivi
Poco distante, immettendosi in Via Tempestivi, sulla destra si trova il Palazzo Langeli attribuito al Vignola.

Palazzo Langeli
Ritornando sul corso sulla sinistra sorge Palazzo Moriconi-Calvi dala facciata quattrocentesca.

Palazzo Moriconi-Salvi
portale del Palazzo Moriconi-Salvi
Palazzo Moriconi-Salvi






















Si giunge quindi alla Piazza del Comune, il punto più elevato della città.

parte della Piazza del Comune
Chiamata nel trecento "Platea Rotunda", è una piazza quasi circolare, sulla quale si affacciano palazzi e luoghi di culto.

Il Palazzo Comunale o Palazzo del Popolo, che oggi ospita la Biblioteca Comunale, risale al XIII/XIV secolo e fu ampliato sul fianco sinistro nel XV secolo.

Palazzo Comunale
Il portico che precede la facciata e la torre campanaria ha pilastri ottagonali e capitelli con acanti; sopra ad esso vi è una grande terrazza.

portico del Palazzo Comunale
pilastri ottagonali del Palazzo Comunale
portico del Palazzo Comunale






















Sul fianco del palazzo vi è una bifora con colonnina tortile.

fianco del Palazzo comunale
bifora con colonnina tortile
























Facendo il giro della piazza guardando il Palazzo Comunale verso sinistra si incontrano:
- il Palazzo Bontadosi e la ex Chiesa di S.Filippo Neri del 1705, divenuta un teatro nel 1895

da destra Palazzo Bontadosi e l'ex Chiesa di S.Filippo Neri
 - l'Oratorio di S.Maria de Platea (o di Piazza o del Popolo) del XIII secolo e
  utilizzata durante il Medioevo per le riunioni del Comune.

Oratorio di S.Maria de Platea
Oratorio di S.Maria de Platea
affresco di Francesco Melanzio
In essa vi è conservato nell'abside un affresco raffigurante il Padre Eterno,
Madonna con Bambino e quattro Santi di Francesco Melanzio.Nell'affresco appare l'autoritratto del pittore (raffigurato come S.Severo) e il ritratto della moglie (la Madonna).

ritratto della moglie di F.Melanzio (Madonna)
acquasantiera
S.Severo






















All'ingresso vi è un'acquasantiera del XV secolo sostenuta da una colonnina con tracce policrome del XII secolo.

- il Palazzo Senili (N°12) quattrocentesco

Palazzo Senili (a destra) e Palazzo de Cuppis (a sinistra)
- il Palazzo de Cuppis (N°9) del XVI secolo

Palazzo de Cuppis (lato su via Ringhiera Umbra)
Accanto a questo palazzo scende verso la Porta della Rocca la via Ringhiera Umbra.
E' qui che si trova il Complesso Museale S.Francesco che comprende l'ìex Chiesa di S.Francesco, parte del convento annesso, la cripta e le cantine dei frati.
Entrare in questa sede museale significa immergersi nella bellezza della pittura umbra di tre secoli.

Complesso Museale S.Francesco
La chiesa di S.Francesco fu costruita tra il 1335 e il 1340 dai frati minori e vi si officiarono i riti sino al 1863, anno in cui divenne proprietà del Comune.

Chiesa di S.Francesco
La facciata in pietra chiara (opera dell'800) è sagomata a campana ed è delimitata da lesene.

portale della chiesa di S.Francesco

Il portale rinascimentale a sesto acuto è anch'esso delimitato da lesene, coronate da capitelli che sostengono una trabeazione con triglifi e metope, sovrastata da un timpano triangolare.
Una bifora è stata aperta nel XIX secolo.



E' proprio nella chiesa che si trovano dei veri capolavori d'arte che portano la firma di Benozzo Gazzoli (Storia della vita di S.Francesco nell'abside), Perugino (Natività nella controfacciata) e della scuola umbra del '400.



L'interno è a navata unica.

navata dell'ex chiesa di S.Francesco (verso l'abside)
navata dell'ex chiesa di S.Francesco (verso la controfacciata)
cappelle interconnesse dell'ex chiesa di S.Francesco
Sul lato destro si trovano 6 cappelle (XIV secolo) divenute intercomunicanti nel XVI secolo e una cappella sul lato sinistro, la Cappella Bontadosi.

Cappella Bontadosi
Questa cappella a pianta quadrata e cupola fu commissionata da Clemente Bontadosi nel XVI secolo, e porta lo stemma della famiglia del committente.

altare della Cappella Bontadosi
Immacolata concezione con S.Francesco, S.Antonio e Committenti

Nella cappella gli affreschi raffigurano l'Immacolata Concezione con S.Francesco e S.Antonio e committenti (pala d'altare) e Storie della Vergine e dei Santi sulle pareti.
 
Il soffitto è a capriate lignee.

soffitto a capriate dell'ex chiesa di S.Francesco
L'abside è poligonale con bifora a doppio ordine ed ha due cappelle laterali rettangolari.

abside e cappelle laterali rettangolari
costolone e peduccio dell'abside



Precede l'abside una pergola di legno intagliato, dipinto e dorato.


La cupola dell'abside è rinforzata da costoloni  che terminano su peducci con volti femminili, di vescovo, frate, aquila e leone.


Gli affreschi che ricoprono l'intera abside furono commissionati a Benozzo Gozzoli da fra' Jacopo da Montefalco, priore del convento, nel 1452.







Nel sottarco dell'arco trionfale all'interno di tondi si trovano raffigurati S.Francesco e i suoi primi 12 compagni.

volta dell'abside
volta dell'abside e sottarco con i primi compagni di S.Francesco
Nella volta è raffigurata la Gloria di S.Francesco e i Ss Antonio da Padova, Caterina d'Alessandria, Bernardino da Siena, Elisabetta d'Ungheria e Ludovico da Tolosa.

Sulle pareti dell'abside si trova il famoso ciclo di affreschi delle Storie di S.Francesco.

affreschi dell'abside
affreschi dell'abside






















I venti episodi della vita sono raffigurati in  12 scene su tre registri, si leggono dal basso da sinistra verso destra e spesso nello stesso riquadro sono raffigurate più scene.

affreschi dell'abside
affreschi dell'abside


affresco dell'abside: Nascita di S.Francesco
affresco dell'abside: S.Francesco rinuncia ai beni terreni
affresco dell'abside: Incontro di S.Francesco con S.Domenico a Roma davanti alla basilica vaticana
Il coro è costituito da 12 stalli in legno.
Sopra al coro in 20 medaglioni sono raffigurati ritratti di francescani illustri.
In quelli sotto la bifora si riconoscono Petrarca, Dante e Giotto.

Petrarca, Dante e Giotto
La Cappella della Passione (a sinistra dell'abside), ha affreschi di Giovanni di Corraduccio raffiguranti scene della Passione, Santi e Profeti (XV secolo).

affresco nella Cappella della Passione
volta della Cappella della Passione


Cappella della Passione
L'absidiola destra (a destra dell'abside) è stata affrescata dal Maestro dell'abside destra di S.Francesco di Montefalco.

affreschi dell'absidiola destra
affreschi dell'absidiola destra


absidiola destra
Sul fondo dell'abside centrale si trova un'apertura che permette di accedere alla sagrestia.
Era qui conservata una  Madonna in trono con Bambino, S.Gioacchino e Sant'Anna e due angeli di Francesco Melanzio (1516) oggi nella chiesa del Governatorato dello Stato Pontificio.

Madonna in Trono con Bambino, S.Gioacchino e Sant'Anna e due angeli - Francesco Melanzio

Dalla sagrestia poi si può accedere, varcando una porta lignea, nella prima delle cappelle della navata destra.

Anche le sei cappelle che compongono la navata destra della chiesa hanno affreschi pregevoli sulle pareti, nelle volte e nei sottarchi.

- La prima cappella vicino all'abside è la Cappella dell'Annunciazione, venne anche usata come sagrestia.
Gli affreschi sono di Giovanni di Corraduccio (XV secolo).

Cappella dell'Annunciazione
volta: Cristo benedicente de Evangelisti
In una nicchia della parete di fondo un gatto e un pavone affrontati.
Sulle pareti decorazioni di finti paramenti marmorei e finte stoffe.

nicchia sulla parete di fondo
finti marmi e finte stoffe


gatto e pavone affrontati
- La seconda cappella è la Cappella di S.Antonio Abate, forse affrescata da Andrea del Cagno (XV secolo), con scene della Storia di S.Antonio Abate e Santi e Crocifissione con S.Francesco.

Cappella di S.Antonio Abate
Cappella di S.Antonio Abate: Storie di S.Antonio Abate (vele) - Crocifissione con S.Francesco (parete di fondo)
Storia di S.Antonio Abate
Storie di S.Antonio Abate
sottarco della Cappella di S.Antonio Abate
Nella cappella si trova anche la tavola della Madonna del Soccorso di Tiberio d'Assisi (1510).
La Madonna è raffigurata nell'atto di scacciare con un bastone nodoso il demonio e salvare così un bambino: una favola infatti narrava che una madre infastidita dal figlio avesse esclamato "che il diavolo ti porti via", e all'apparire del demonio avesse invocato l'aiuto della Vergine.

Madonna del soccorso - Tiberio d'Assisi
- La terza cappella è la Cappella dell'Assunta nella quale si accede oggi entrando nella chiesa.

Evangelisti, Dottori e Profeti
A causa dell'apertura di questo collegamento nel XVI secolo tra chiesa e convento, sono andati perduti gli affreschi della parete di fondo e delle pareti adiacenti.
La cappella è stata affrescata da Giovanni di Corraduccio nel XV secolo.

- La quarta cappella è la Cappella del Crocifisso.
La decorazione è andata perduta totalmente.

Crocifisso - Maestro Espressionista di S.Chiara
Viene qui ospitato un Crocifisso sagomato con la Vergine e S.Giovanni Evangelista ai lati e S.Francesco ai piedi di Cristo.
L'opera è del Maestro Espressionista di S.Chiara.

- La quinta cappella è la Cappella di S.Bernardino affrescata nel XV secolo con Scene della vita di S.Bernardino e altri Santi, forse da Jacopo Vincioli.

Cappella di S.Bernardino: S.Bernardino, Scene della vita di S.Bernardino e Crocifissione
sottarco: Cristo benedicente, S.Chiara da Montefalco e S.Illuminata
Nelle vele della volta erano raffigurati quattro Dottori della Chiesa: rimane solo quella con S.Girolamo.

sottarco: Madonna con Bambino
- La sesta ed ultima cappella è la Cappella di S.Girolamo affrescata da Benozzo Gozzoli (1450/1452).

Cappella di S.Gerolamo
Cappella di S.Gerolamo: finto polittico Madonna in trono con Santi
Nella parete di fondo vi è un finto polittico con Madonna in trono tra Santi.
Sopra una lunetta con Crocifissione.
Nelle vele della volta i quattro Evangelisti.

lunetta della Cappella di S.Gerolamo: Crocifissione
vele della volta: Evangelisti

Si è giunti alla controffacciata della chiesa.

controfacciata
Sulla sinistra si trova in alto una cantoria in legno dipinto e intagliato (XVII secolo).
Sono raffigurati Cristo e gli Apostoli.

cantoria
Sotto la cantoria vi è un affresco staccato di una Madonna con Bambino, Santi, angeli e Crocifissione.
 
Madonna con Bambino, Santi, angeli e Crocifissione
Sulla destra invece c'è un'edicola con nicchia centrale nella quale il Perugino affrescò nel 1503 una Natività inquadrata da una finta architettura, sormontata da Eterno in gloria tra angeli e negli angoli superiori un'Annunciazione.

edicola del Perugino
edicola: Natività - Perugino
edicola del Perugino: Annunciazione e Eterno in gloria tra angeli

Sul lato sinistro della chiesa, partendo dalla controfacciata, s'incontra la Nicchia di S.Andrea nella quale si trova una Madonna in trono col Bambino con i SS Andrea e Bonaventura da Bagnoreggio di Tiberio d'Assisi (1510).

Nicchia di S.Andrea -Tiberio d'Assisi

Sulla parete segue la Nicchia di S.Antonio da Padova affrescata da Jacopo Vincioli (1461).

Nicchia di S.Antonio da Padova
Dopo la Cappella Bontadosi già citata, frammenti di affreschi e poi una nicchia architravata affrescata da ignoto: Madonna con Bambino, S.Ludovico da Tolosa, Tobia e l'angelo (lunetta); S.Rocco e S.Sebastiano (sottarco).

lunetta dell'edicola: Madonna con Bambino, S.Ludovico da Tolosa, Tobia e l'angelo
S.Sebastiano
Nella nicchia trova posto un Monogramma di Cristo I.H.S. che venne donato da Bernardino da Siena alla città.

Monogramma di Cristo

Finita la visita dei capolavori contenuti nella chiesa di S.Francesco, si può accedere al primo piano dei locali del convento: qui trova spazio la Pinacoteca.

Sono conservate tempere su tavola e affreschi staccati di Francesco Melanzio, pittore nato a Montefalco.

Madonna con Bambino e SS Sebastiano, Fortunato, Severo e Chiara da Montefalco - Melanzio
Madonna con Bambino e SS Sebastiano, Pietro, Paolo e Domenico - Melanzio
Madonna del Soccorso - Melanzio
Madonna in trono con Bambino con S.Antonio da Padova, S.Bernardino da Siena, S.Francesco, S.Fortunato, S.Ludovico da Tolosa e S.Severo - Melanzio
Madonna in trono con Bambino con angeli musicanti - Melanzio
Annunciazione; Madonna entro mandorla di cherubini - Melanzio

Sono esposte anche opere di Antoniozzo Romano, l'Alunno, Melozzo da Forlì e altri.

Madonna con Bambino - bottega di Melozzo da Forlì
S.Vincenzo da Saragozza, S.illuminata e S.Nicola da Tolentino - Antoniozzo Romano
Incoronazione della Vergine tra S.Giovanni Battista e S.Severo - l'Alunno
Particolare della Madonna con Bambino e S.Rocco, S.Clemente, S.Francesco e S.Chiara - P.Rancanelli
L'Assunta - A.M.Garbi
Completano l'esposizione alcune opere di arti minori (tessuti e suppellettili).

tessuti pregiati
suppellettili
Concludono la visita del Complesso Museale di S.Francesco le cantine dei Frati Minori Conventuali, che includono materiali riguardanti la produzione del vino, e il Lapidario, con una raccolta di reperti archeologici provenienti dal territorio di Montefalco (I/XVIII secolo), nella cripta della chiesa.

cantina dei Frati
torchio

strumenti per la produzione del vino

Lapidario nella cripta
Ercole (I sec.a.C.)
divinità fluviale (XVI sec.)


rilievo con girali (I sec.)

Nella caffetteria Benozzo Caffè all'interno del complesso museale, si possono fare degustazioni di vino e olio comprese nel prezzo del biglietto del museo, ed acquistare prodotti tipici.

Orario: gennaio/marzo                         mercoledì/domenica            
                                                              10.30/13.00  14.30/17.00
             aprile, maggio e settembre      martedì/domenica
                                                              10.30/13.00  14.00/18.00
           giugno/agosto                          tutti i giorni
                                                              10.30/13.00  15.00/19.00 
             ottobre                                     martedì/domenica
                                                              10.30/13.00   14.30/17.00
            novembre/dicembre                  mercoledì/domenica
                                                              10.30/13.00   14.30/17.00
Costo: 6€
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Montefalco possiede altre chiese entro le sue mura.

La chiesa di S.Bartolomeo, posta vicino alla porta della prima cinta muraria che prende il suo nome, è una delle più antiche (XI secolo).

facciata di S.Bartolomeo
chiesa di S.Bartolomeo






















Divenne collegiata nel 1599 e fu ampliata nel 1646.

abside con monofora
annesso alla chiesa con bifora






















L'abside esterna romanica è visibile fuori dalle mura, accanto alla Porta Federico II.
Si possono notare una monofora e una bifora nel vano annesso alla chiesa.

monofora romanica
bifora romanica














Il portale a rincassi ha piedritti ornati da tralci di vite e grappoli d'uva.


 
portale della chiesa di S.Bartolomeo
L'interno è rimasto incompiuto.
Il soffitto è a capriate.

interno della chiesa di S.Bartolomeo
Nel terzo altare a sinistra si trova la Consegna delle chiavi, una tela del fiammingo Jacopo Ybot (XVII secolo).

Consegna delle chiavi - J.Ybot
Sull'altare maggiore Madonna con Bambino e SS Bartolomeo e Giovanni Evangelista di G.Gimignani.

Madonna con Bambino e SS Bartolomeo e Giovanni Evangelista - G.Gimignani
Orario: inverno  9.00/17.00     estate  11.00/18.00 
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Poco distante, fuori dalle mura, sorgono la chiesa e il convento di S.Chiara.

chiesa e convento di S.Chiara
La chiesa fu costruita tra il XIII e il XIV secolo sulla cappella di S.Croce.
Fu rifatta totalmente nel '600.

chiesa di S.Chiara
convento di S.Chiara
La chiesa dedicata all'agostiniana Santa Chiara di Damiano nata a Montefalco (1258/1309), conserva nel braccio destro della crociera il corpo della Santa in un'urna d'argento posta sopra un basamento del trecento.

braccio destro della crociera
Al di sopra trova spazio la tela S.Chiara di Montefalco in estasi e committente di F.Longhi (1600).

navata della chiesa e altare maggiore
Sopra l'altare maggiore vi è un ciborio dorato del '600.

ciborio dell'altare maggiore
Nel braccio sinistro della crociera l'altare in stucco è adornato con Morte di S.Onofrio e Trinità di F.Refini.

braccio sinistro della crociera
Morte di S.Onofrio - F.Refini






















Alla sinistra dell'altare maggiore si può accedere alla Cappella di S.Croce, l'abside della chiesa medievale, suonando il campanello posto alla destra della porta, che vi verrà aperta dalle monache.

Cappella di S.Croce
Questa cappella è stata affrescata da artisti umbri nel 1333.
Sulla volta sono raffigurati gli Evangelisti con le teste degli animali che li rappresentano.

Nella parete d'altare 45 figure rappresentano il Calvario.
Sulle pareti laterali sono rappresentate Scene della vita di S.Chiara, S.Caterina, S.Biagio la Vergine.

Orario: inverno  7.45/17.00    estate  7.45/18.00

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Costeggiando il fianco sinistro della chiesa di S.Chiara, al termine del borgo s'incontrano, nei pressi della porta S.Leonardo, due chiese poste una di fronte all'altra.

Convento di S.Chiara
Sul lato sinistro fu costruita nel 1491 dagli agostiniani di Lombardia la chiesa di S.Illuminata.

chiesa di S.Illuminata
La chiesa sorse sul luogo del duecentesco "reclusorio di Damiano", dove Damiano di Bengente fece segregare la figlia Giovanna con la compagna Andreola e successivamente l'altra figlia Chiara (di solo 6 anni), che poi divenne Santa.

architrave e lunetta del portale della chiesa di S.Illuminata (Madonna della Misericordia - F.Melanzio)
La facciata rinascimentale in laterizio è preceduta da un portico.
Il portale d'ingresso con architrave del 1500 è sormontato da una lunetta con l'affresco Madonna della Misericordia di Francesco Melanzio, dove a reggere il manto della Vergine sono proprio le due sorelle Giovanna e Chiara.

interno della chiesa di S.Illuminata
nicchie della parete destra
nicchie della parete sinistra
L'interno a navata unica con volta a botte, presenta da ogni lato tre nicchie.
In queste trovano posto alcuni affreschi di Francesco Melanzio e di altri maestri umbri.

prima cappella a destra: Eterno benedicente (parte superiore) - Martirio di S.Caterina d'Alessandria e quattro Santi
seconda nicchia a destra: Incoronazione di Maria e Assunta e quattro Santi (F.Melanzio)
terza nicchia a destra: Madonna col Bambino - Santi - Resurrezione (F.Melanzio)
Cristo nel sarcofago tra Maria e Maddalena (a destra del presbiterio) - F.Melanzio
prima nicchia a sinistra: Madonna con Bambino in trono - Angeli in un roseto e per aria - Otto Santi (B.Mezzastris)
seconda nicchia a sinistra: Spirito Santo e angeli osannanti - Presepio - Epifania- Fuga in Egitto - Ss Martino e Nicola da Tolentino (F.Melanzio)
terza nicchia a sinistra: affreschi originali non eseguiti o perduti - decorazione attuale del 1600

chiesa di S.Leonardo



Proprio di fronte alla chiesa di S.Illuminata si trova la chiesa di S.Leonardo.
Sorge dove nel 1204 è documentato un ospedale per i poveri con annesso un convento di clarisse.





L'interno conserva sull'altare maggiore una Madonna in trono, angeli e santi di Francesco Melanzio, e agli altari laterali un affresco staccato di Madonna con Bambino e Madonna con Bambino, santi e anime purganti (F.Providoni).





interno della chiesa di S.Leonardo
Madonna con Bambino - F.Providoni
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L'ultimo luogo di culto da citare a Montefalco è la duecentesca chiesetta di S.Lucia.

chiesetta di S.Lucia
E' un edificio in pietra rosa di Assisi fondato dai monaci benedettini.

Nel XVIII secolo fu dichiarata pericolante dopo un periodo di abbandono, e per questo se ne demolì la metà posteriore.

chiesetta di S.Lucia
Oltre ad una tela di scuola romana del XVII secolo rappresentante S.Lucia, si conservano resti di affreschi del XII secolo.

interno della chiesetta di S.Lucia

resti d'affresco
S.Lucia - scuola romana






















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A poco più di un chilometro dalla Porta di S.Leonardo si trova la chiesa di S.Fortunato, chiesa del V secolo (tra le più antiche chiese della regione) intitolata all'evangelizzatore di Montefalco del IV secolo.

chiesa e convento di S.Fortunato
S.Fortunato era prete della chiesa di Turrita e alla sua morte (390) venne seppellito in un campo di sua proprietà.

Alcuni anni dopo il Magister Militum Severo, prigioniero del patrizio di Ravenna, venne liberato per intercessione del Santo e per questo gli fece erigere qui una basilica romana in suo onore.

quadriportico della chiesa di S.Fortunato
Nel VIII secolo in questo luogo sorgeva una corte longobarda con "castellum" e pieve.
Il palazzo fortificato era la residenza dei vescovi di Spoleto nel '200.
Venne distrutto dal popolo nel 1439 dopo la caduta della famiglia dei Trinci a cui apparteneva.
I frati francescani ricostruirono un convento sui ruderi della chiesa e del castello.

facciata e portico della chiesa di S.Fortunato
Un cortile con quadriportico con quattro colonne antiche precede la chiesa.

colonne antiche del quadriportico
Sul lato sinistro del portico si trova la quattrocentesca Cappella di S.Francesco o delle Rose, affrescata nel 1512 da Tiberio d'Assisi.

Cappella di S.Francesco o delle Rose
affreschi della Cappella di S.Francesco o delle Rose
Nella volta è affrescato il Padre Eterno, mentre nei peducci Martiri francescani.

Padre Eterno (nella volta) e Martiri (nei peducci)
affreschi della Storia del perdono di Assisi
affreschi della Storia del perdono di Assisi
affreschi della Storia del perdono di Assisi
Sulle pareti Storie del perdono di Assisi.
Paliotto d'altare con Pietà.

Pietà (paliotto d'altare)
portale della chiesa






Il portale della chiesa è sormontato da una lunetta con Madonna col Bambino e i Ss Francesco, Bernardino da Siena e due angeli; sopra vi sono sette angeli.
Questo affresco è opera di Benozzo Gozzoli.


affreschi nella lunetta del portale
S.Sebastiano
lapide sepolcrale di Pampilio de Cuppis






















A destra del portale un S.Sebastiano affrescato da Tiberio d'Assisi e la lapide sepolcrale di Pampilio de Cuppis.

La chiesa è a navata unica del XII secolo con abside del XIV secolo.

navata della chiesa di S.Fortunato
coro della chiesa di S.Fortunato
Conserva il sarcofago di S.Fortunato con tre tondi nei quali vi sono affrescati due angeli e una Pietà di Benozzo Gozzoli.

sarcofago di S.Fortunato
All'altare destro vi si trova il sarcofago gotico del Santo, rotto nel 1740, e gli affreschi S.Fortunato in trono, la Vergine in adorazione del Bambino e Angelo musicante di Benozzo Gozzoli.

Madonna in adorazione del Bambino e angelo musicante - B.Gozzoli
sarcofago gotico di S.Fortunato e affresco S.Fortunato in trono - B.Gozzoli
All'altare sinistro invece S.Severo di pittore umbro (XVII secolo)

S.Severo - pittore umbro
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Montefalco è anche il luogo in cui viene prodotto una dell'eccellenze in campo enologico italiano, il famoso SAGRANTINO, annoverato internazionalmente accanto al Barolo, al Chianti e al Brunello di Montalcino.


Montefalco è stata zona vinicola sin dall'epoca romana: Plinio il Vecchio citava nella sua "Naturalis Historia" il vino prodotto in questi luoghi da uva "Itriola".

vigneto di Sagrantino
Il Vino Sagrantino viene prodotto da vitigni di Sagrantino autoctoni, probabilmente portati dalla Asia Minore dai frati francescani nel XIV/XV secolo.

Sembra che il suo nome derivi da "Sacramenti", essendo un'uva coltivata dai frati per i riti religiosi e consumata durante le festività sacre.

vigneto di Sagrantino
Qui la vite è stata coltivata anche all'interno delle mura cittadine (Montefalco è una delle poche città italiane in cui si è verificato questo fenomeno), ed ancor oggi si possono trovare viti storiche ultracentenarie nei giardini e negli orti di vicolo degli Operai, vicino a Porta Federico II, alla Chiesa di S.Lucia, a Porta Camiano e a largo Campo Vaccino.

mappa delle viti storiche in Montefalco
targa che segnala un antico vitigno (1850)
 L'esemplare di vite più antico si trova nel convento di S.Chiara.

vite storica
vite storica
vite storica
Il clima mite e il terreno argilloso ricco di calcare sono i requisiti per la coltivazione di questo vitigno.
Il Sagrantino è ricco di tannini e polifenoli (il vitigno più ricco di queste molecole organiche), che lo rendono un vino di grande longevità.

viti di Sagrantino
I vini di Montefalco hanno certificazione D.O.C. e D.O.C.G.

A Montefalco si producono i seguenti vini: il Sagrantino di Montefalco secco, il Sagrantino di Montefalco passito, il Rosso di Montefalco e il Bianco di Montefalco.

bottiglie di Sagrantino di Montefalco secco e passito e di Rosso di Montefalco
Dei 1600 ettari coltivati a vite nelle zone intorno a Montefalco, 100 ettari sono coltivati a Sagrantino (con una produzione di 3000 ettolitri di Sagrantino secco e 500 ettolitri di Sagrantino passito all'anno), 250 ettari a Rosso di Montefalco (con una produzione di 1000 ettolitri di vino all'anno) e 10 ettari a Bianco di Montefalco (con 600 ettolitri di vino all'anno).

Il SAGRANTINO DI MONTEFALCO SECCO DOCG, deriva per il 100% da uve Sagrantino.
Ha un colore rosso granato e aroma di more di rovo.
Per essere commercializzato deve avere un affinamento minimo di 30 mesi, di cui 12 in botti di legno.
Ha un tenore alcolico di 13°/15° e deve essere servito alla temperatura di 17°/18°.
Si abbina molto bene alle carni rosse, agli arrosti, cacciagione e ai formaggi stagionati.

I grappoli d'uva di Sagrantino del SAGRANTINO DI MONTEFALCO PASSITO DOCG vengono raccolti tardivamente e messi per almeno due mesi ad essiccare su graticci di legno, appassendo senza marcire.
Ha un gusto speziato che si sposa bene con dolci secchi e formaggi stagionati.
Il suo tasso alcolico è di 14,5° e viene servito alla temperatura di 12°.

Il ROSSO DI MONTEFALCO DOC è un vino da tutto pasto prodotto con uve Sangiovese e Sagrantino (almeno il 10%).
I suoi aromi ricordano le prugne mature.
La temperatura di servizio è 16°.

Il MONTEFALCO BIANCO DOC è prodotto con uve di Grechetto e Trebbiano.
Si abbina a carni bianche, antipasti e minestre.
Si consuma a 10°.

www.stradadelsagrantino.it
www.consorziomontefalco.it

Ma Montefalco non è solo Città del Vino, è anche Città dell'Olio.

oliveti intorno a Montefalco
Qui infatti viene prodotto un olio D.O.P. dai tipi di olive Moraiolo, Frantoio, Leccino, S.Felice e Pendolino (quest'ultime con funzione di agente impollinatore di Moraiolo e Frantoio).
E' un olio dal colore giallo-verde e dal sapore fruttato.

cipolle di Cannara
Per chi è in giro per shopping è da consigliare anche il miele prodotto nella zona, le cipolle prodotte nella vicina Cannara e i tessuti per la casa creati con tecniche tradizionali, con fibre naturali (lino e cotone) e dai disegni di stampo antico.

tessuti artigianali per la casa (Pardi)
originale vetrina di negozio di biancheria per la casa (Pardi)

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entrata del ristorante il Coccorone
RISTORANTE                                    COCCORONE
                                                           www.coccorone.com
                                                           Largo Tempestini 11
                                                           0742 379535




GIUDIZIO
Situato in una tranquilla piazzetta a pochi passi da Corso Mameli, si trova al primo piano di un palazzetto con terrazzo dove trovano posto alcuni tavoli.

terrazza del ristorante
L'ambiente interno è rustico-elegante, con tavoli ben apparecchiati con tovaglie impeccabili e bicchieri colorati.

una sala del ristorante
una sala del ristorante
La cucina proposta è quella tradizionale umbra, con materie di qualità come la carne esclusivamente chianina IGP, tartufo, paste tirate a mano e pane fatto in casa.

mise en place
camino del ristorante
 Molto buone le pappardelle al Sagrantino con funghi.
La carne viene cotta sulla brace del camino dopo aver concordato peso e grado di cottura, e viene condita con sali a scelta del cliente provenienti da vari Paesi.
Naturalmente non mancano i nobili vini di Montefalco serviti anche al calice.

pappardelle al Sagrantino con funghi
carne chianina cotta alla brace
erbette ripassate in padella
carciofi alla brace


pesatura della carne
Professionalità e gentilezza distinguono il servizio, senza tempi troppo lunghi tra una portata e l'altra.
Un buon indirizzo sicuramente da consigliare.


CONCLUSIONI
Quello entro le mura di Montefalco è un viaggio nella cultura, nell'arte, nella storia e nell'enogastronomia italiana.
Per gli amanti della bellezza e della buona tavola è davvero un luogo unico, dove lasciarsi trasportare dai sensi al di fuori dalla caoticità di tutti giorni.
Se si vuole acquistare del vino o olio per portare un ricordo di queste terre con sé, c'è solo l'imbarazzo della scelta di dove entrare tra enoteche e punti vendita delle cantine locali.
...uno tra i tanti               NOBILI SAPORI
                                        corso Mameli 27-29-31

che offre una vasta scelta.




2 commenti:

Unknown ha detto...

Complimenti, opera molto accurata che mi ha fatto capire che a Montefalco ci devo tornare un'altra volta

Raffaella ha detto...

Grazie!!

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