giovedì 8 ottobre 2015

Il borgo medievale di Subiaco e la Rocca dei Borgia


Subiaco è un borgo medievale della Valle dell'Aniene, in provincia di Roma.


Fu prima terra degli Equi, poi arrivarono i Romani che in questa valle fondarono nel 299 delle colonie, le Tribus Anienis.
I Romani sfruttarono l'abbondanza d'acqua di questo territorio per costruire quattro acquedotti: l'Aqua Marcia, l'Aqua Claudia, l'Anio Vetus e l'Anio Novo.

L'acqua del fiume Aniene venne anche utilizzata per formare, mediante tre dighe (crollate nel medioevo), tre laghi artificiali (detti "simbruina stagna"), intorno ai quali venne costruita nel 56 d.C. la Villa di Nerone.

resti della Villa di Nerone sulla Via Sublacense
resti della Villa di Nerone
Proprio dal latino "sublaquem" (= "sotto il lago") deriva il nome del borgo di Subiaco.

I tre laghi artificiali scomparvero durante una piena del 1305, mentre rimangono le fondamenta del Pons Marmoreus, il ponte-diga di marmo che collegava le due sponde del fiume e sbarrava l'acqua del fiume.

Ponte S.Mauro, il ponte ad una sola arcata fatto costruire da Papa Gregorio XVI nel 1842 al posto di quello romano, fu minato e fatto brillare dai Tedeschi durante la seconda guerra mondiale.
Venne poi ricostruito dopo la guerra.

Vicino al ponte si trova la Rotonda di S.Mauro, una costruzione circolare che ha sostituito quella originale.
La cappella ricordava la fedeltà di S.Mauro, discepolo di S.Benedetto, che esortato dal Santo di Norcia corse a salvare S.Placido dall'annegamento, camminando sull'acqua del lago senza a sua volta annegarvi.

Rotonda di S.Mauro vicino al Ponte S.Mauro
Il ponte è posto nelle vicinanze dei resti di uno dei nuclei, posti su livelli diversi, della villa neroniana.

Per raggiungere questa residenza estiva, Nerone fece costruire la Via Sublacense e sulla strada che ne ricalca il tracciato, si affacciano parte dei ruderi della villa, costruita in un'area di 70 ettari, lungo una superficie di due chilometri, progettata probabilmente da Celere e Severo.

resti della Villa di Nerone
resti della Villa di Nerone
resti della Villa di Nerone
Nerone, come racconta Tacito nei suoi Annales, abbandonò questa residenza dopo che la caduta di un fulmine sulla mensa durante un banchetto venne interprertata come un segno dell'imminente fine del suo regno,
La villa venne restaurata da Traiano e rimase proprietà imperiale fino al III secolo d.C..

L'imperatore amava soggiornarvi durante i mesi estivi, partecipando a battute di caccia, facendo bagni freddi nel fiume, come gli erano stati ordinati dal suo medico o pescando, come si racconta, con una rete d'oro.

E per immergersi nella stessa natura amata da questo imperatore consiglio di raggiungere, con una non troppo lunga passeggiata dai ruderi della villa (circa700m), il cosiddetto Laghetto di S.Benedetto, che si pensa sia l'unico sopravissuto dei tre laghi fatti creare da Nerone.

Laghetto di S.Benedetto
Laghetto di S.Benedetto
Nella rigogliosa vegetazione di una stretta gola, una cascata forma un piccolo specchio d'acqua che, con i raggi del sole, assume colori cangianti.

vegetazione lungo il corso dell'Aniene
vegetazione lungo il corso dell'Aniene
Fu ritrovato tra i resti della villa neroniana (località S.Clemente), il cosiddetto Efebo di Subiaco (replica di età imperiale di un bronzo ellenistico del IV secolo a.C.), esposto al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo di Roma insieme ad una Testa di fanciulla dormiente, forse facente parte dello stesso gruppo scultoreo rappresentante la Strage dei Niobidi.

Efebo di Subiaco (dalla Villa di Nerone a Subiaco - Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo)
Testa di ragazza dormiente (dalla Villa di Nerone a Subiaco - Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo)
_______

Sopra ad un altro nucleo della villa, che costituiva forse le terme private dell'imperatore, S.Benedetto da Norcia nel V secolo, dopo aver passato non lontano da qui tre anni in eremitaggio (nel Sacro Speco, al quale ho dedicato un post a parte), costruì il più antico monastero benedettino al mondo, il Monastero di S.Clemente.

Monastero di S.Benedetto e Sacro Speco
S.Benedetto costruì a Subiaco tredici piccoli monasteri, per dodici monaci e un abate, ma a seguito delle razzie e degli incendi appiccati dai Saraceni nel IX secolo, ne sopravvisse solo uno, quello di S.Silvestro (il Protocenobio della Congregazione Sublacense dell'Ordine Benedettino), che più tardi prese il nome di Monastero di S.Scolastica (al quale ho dedicato un post a parte).

Monastero di S.Scolastica
Durante i secoli successivi l'abbazia benedettina, grazie alle donazioni papali, s'ngrandì e aumentò di prestigio e potere, arrivando tra l'XI e il XII secolo al suo massimo splendore.

E' nel 1465 che viene istallata negli ambienti del Monastero di S.Scolastica la prima tipografia in Italia da Corrado Sweynheym e Arnolfo Pannartz, venuti da Magonza.

Il feudo era molto ambito dalle famiglie feudatarie, e le lotte che ne derivarono per il possesso, insieme al mal governo di alcuni abati, portarono come conseguenza il suo declino.
Nel XV secolo Papa Callisto III pensò quindi di trasformare l'abbazia in Commenda e l'affidò a Juan de Torquemada.

L'abate risiedette per un po' di tempo in un palazzo del borgo che da lui prese il nome di Palazzo Torquemada, dove venne composto il primo statuto della città e dei Castelli abbaziali (1456), che rimase in vigore fino alla Rivoluzione francese.

Palazzo Torquemada con affresco di S.Benedetto, il Salvatore e S.Francesco d'Assisi posto nell'arco gotico del muro
Il palazzo si trova vicino alla Piazzetta Pietra Sprecata, dove confluiscono le strade del paese.

Piazzetta Pietra Sprecata
Su uno dei due archi gotici della piazzetta (ricostruita dopo la seconda guerra mondiale), si trova un affresco che rappresenta S.Francesco e S.Benedetto ai lati del Salvatore (XIV secolo), mentre su un pilastro accanto all'altro arco vi è l'edicola che custodisce l'affresco della venerata Madonna della Pietà (XVIII secolo).

edicola della Madonna della Pietà
S.Francesco e S.Benedetto ai lati del Salvatore (XIV secolo)
 Juan de Torquemada si trasferì poi nella Rocca abbaziale fatta costruire dall'abate di Santa Scolastica Giovanni V nell'XI secolo, e da lui fatta restaurare.

Rocca abbaziale (o Rocca dei Borgia)
Avendo una funzione difensiva, la rocca era munita di fortificazioni, di una possente torre d'avvistamento, di carceri e naturalmente di una cappella che venne dedicata a S.Tommaso apostolo.

Rocca abbaziale (o Rocca dei Borgia) e Fontana Barberini
Rocca abbaziale (o Rocca dei Borgia)
Nel 1461 soggiornò nella rocca Papa Pio II in vista ai monasteri benedettini.
Nel 1476 divenne abate commendatario di Subiaco Rodrigo Borgia, il futuro Papa Alessandro VI.

portone d'ingresso alla Rocca abbaziale
ingresso agli appartamenti della Rocca abbaziale
ingresso agli appartamenti della Rocca abbaziale e Torre dei Borgia
Nella torre quadrangolare fatta da lui costruire nella rocca abbaziale medievale, che dalla sua famiglia prese poi il nome di Rocca dei Borgia, nacquero i suoi due celebri figli Cesare e Lucrezia, avuti dall'amante Vannozza Cattanei.

Torre dei Borgia
Lo stemma dei Borgia, un toro al pascolo, è affisso su tre dei lati della torre.

Torre dei Borgia
La torre fu progettata dall'architetto Baccio Pontelli, che la collegò al resto della rocca attraverso uno stretto corridoio munito di trabocchetto.

Quando Rodrigo Borgia fu eletto papa, la Commenda passò a Giovanni Colonna, che lo aveva aiutato in conclave a salire al soglio pontificio.
La Commenda rimase affidata alla famiglia Colonna per ben 116 anni, anche se il Papa Giulio II cercò di toglierla a Pompeo per il suo comportamento scorretto.
A Pompeo Colonna seguì il nipote Scipione.
Durante gli scontri tra la famiglia Colonna e le truppe papali la rocca fu prima danneggiata, e demolita nel 1556 dalle truppe di Paolo IV.
Fu Francesco Colonna a restaurare la rocca e a costruire il cosiddetto Appartamento Colonna-Macchi, al primo piano.

In corrispondenza della torre si trova la Sala dei Banchetti, con affreschi alle pareti del XVI secolo: all'interno di un pergolato si svolgono due scene militari romane, di cui una celebra il trionfo di Marcantonio Colonna reduce dalla vittoria a Lepanto.
Lo stemma dei Colonna è posto al centro della sala.
Nelle sedici lunette sono rappresentate ville, scene romane e gli stemmi della famiglia.

soffitto della Sala dei Banchetti
scena militare romana affrescata nella Sala dei Banchetti
scena militare romana affrescata nella Sala dei Banchetti
Accanto alla Sala dei Banchetti si trova la Sala dello Zodiaco, sala che prende il nome dai dodici segni zodiacali dipinti sul soffitto insieme a disegni a grottesche.
Per sei volte è rappresentato lo stemma dei Colonna.

volta della Sala dello Zodiaco
stemma dei Colonna nella volta della Sala dello Zodiaco
particolare della volta della Sala dello Zodiaco
segni zodiacali nella volta della Sala dello Zodiaco
Una seconda sala riprende sulla volta gli stemmi Colonna e i disegni a grottesche.

la seconda sala con volta con disegni a grottesche
particolari della seconda sala con disegni a grottesche
particolari della seconda sala con disegni a grottesche
Nel 1633 il papa Urbano VIII Barberini affida ai componenti della sua famiglia la Commenda, che rimarrà nelle loro mani per 105 anni.

Nel 1753 la rocca perde d'interesse in quanto papa Benedetto XIV tolse ai commendatari il potere temporale di giurisdizione.

Cessata la funzione militare, la rocca venne restaurata ed abbellita dal cardinale Giannangelo Braschi, ovvero il futuro papa Pio VI,  tramite l'architetto Pietro Camprese.
Sono di questo periodo il portale, l'androne per le carrozze e il grande orologio posto sul lato occidentale delle mura.

portale d'ingresso della Rocca abbaziale con stemma di Pio VI
orologio pubblico sulle mura della Rocca abbaziale
Gli appartamenti vennero ridecorati e la rocca dimezzata adornata di preziosi arredamenti, di cui però non rimane più nulla dopo l'occupazione francese.

Gli Appartamenti Braschi sono posti al secondo piano, raggiungibile con uno scalone.

scalone interno della Rocca abbaziale
Sono costituiti da sette camere, poste una dietro l'altra, e affrescate nel '700 dagli Zuccari e da Liborio Coccetti.

infilata delle stanze dell'Appartamento Braschi
La prima camera è decorata con fregi in stile pompeiano sulla volta e sulle pareti con vedute dei castelli di Subiaco, Affile, Agosta, Ponza, Marano Equo, il Monastero di S.Scolastica e Monastero di S.Benedetto con il Sacro Speco.

Subiaco - prima camera dell'Appartamento Braschi
Marano - prima camera dell'Appartamento Braschi
Agosta - prima camera dell'Appartamento Braschi
Monastero di S.Scolastica - prima camera dell'Appartamento Braschi
Monastero di S.Benedetto - prima camera dell'Appartamento Braschi
Ponza - prima camera dell'Appartamento Braschi
Caratterizzano la seconda camera le quattro porte con grottesche e stemmi in legno dorato.

seconda camera dell'Appartamento Braschi
Anche qui le pareti sono decorate con affreschi di vedute: Gerano, Trevi, Cerreto, Jenne, la Chiesa di S.Lorenzo e il Convento di S.Francesco.

Chiesa di S.Lorenzo - seconda camera dell'Appartamento Braschi
Chiesa di S.Francesco - seconda camera dell'Appartamento Braschi
Cerreto - seconda camera dell'Appartamento Braschi
Trevi - seconda camera dell'Appartamento Braschi
Gerano - seconda camera dell'Appartamento Braschi
Questo piccolo ambiente ha un soffitto dipinto a cassettoni con lo stemma di Pio IX (che lo fece restaurare), e un camino con la scritta "PIUS SEXTUS PONT.MAX.ANNO III".

seconda camera dell'Appartamento Braschi
camino nella seconda camera dell'Appartamento Braschi
Da questa camera, tramite una finestrella, il cardinal Braschi poteva assistere alla messa che si teneva nella sottostante Cappella di S.Tommaso.

Cappella di S.Tommaso vista dalla finestrella della seconda camera dell'Appartamento Braschi
Segue la terza camera con vedute raffigurate sulle pareti: Roiate e Civitella, Camerata, Rocca S.Stefano, Cervara e la Maddalena, Canterano al chiaro di luna, Rocca Canterano e Rocca di Mezzo sotto la neve.


Roiate e Civitella - terza camera dell'Appartamento Braschi
Rocca S.Stefano - terza camera dell'Appartamento Braschi
Cervara e la Maddalena - terza camera dell'Appartamento Braschi
Camerata - terza camera dell'Appartamento Braschi
Cantarano sotto la luna - terza camera dell'Appartamento Braschi
Rocca di Canterano e Rocca di Mezzo sotto la neve - terza camera dell'Appartamento Braschi
Il Convento dei Frati Cappuccini e la Chiesa di Santa Maria della Valle a Subiaco sono raffigurati sulle porte. 

 Convento dei frati Cappuccini di Subiaco - terza camera dell'Appartamento Braschi
Chiesa di Santa Maria della Valle di Subiaco  - terza camera dell'Appartamento Braschi
Sulla volta il giglio, l'aquila coronata, la tiara papale e le chiavi sono sorrette da sei putti, mentre due angeli sorreggono l'effige di Pio IX.

volta della terza camera

effige di Pio IX sulla volta della terza camera
Queste prime tre sale dell'Appartamento Braschi sono note anche come Sale della Commenda.

La quarta camera ha la volta affrescata con la raffigurazione delle Virtù della Carità, Fede, Speranza e Religione.

volta della quarta camera dell'Appartamento Braschi
volta della quarta camera dell'Appartamento Braschi
volta della quarta camera dell'Appartamento Braschi
Nei quattro angoli invece sono affrescati i Quattro Continenti: Africa, Asia, Europa e America.

Asia - volta della quarta camera dell'Appartamento Braschi
Africa - volta della quarta camera dell'Appartamento Braschi
Europa - volta della quarta camera dell'Appartamento Braschi
America - volta della quarta camera dell'Appartamento Braschi
Le pareti hanno disegni a grottesca e, nella arte bassa, riquadri romboidali con angioletti.

pareti affrescate della quarta camera

decorazione delle pareti della quarta camera


Anche in questa camera le porte in legno sono decorate a grottesche .






decorazione a grottesche delle porte
decorazione a grottesche delle porte


decorazione a grottesche delle porte
La quinta sala dell'Appartamento Braschi è chiamata la Sala del Trono, in quanto vi era collocato, lungo la parete difronte al camino, il trono con baldacchino dell'abate commendatario.

Sala del Trono nell'Appartamento Braschi
Dei fastosi arredi rimangono solo gli affreschi della volta che raffigurano il Trionfo di Pio VI e la Fede, la Giustizia, la Pace, la Fortezza, la Prudenza, la Sapienza e la Purezza.
Sotto il cornicione sono raffigurate invece scene dell'Antico Testamento.

volta della Sala del Trono dell'Appartamento Braschi
particolare del Trionfo di Pio VI nella volta della Sala del Trono dell'Appartamento Braschi
particolare della volta della Sala del Trono dell'Appartamento Braschi
particolare della volta della Sala del Trono dell'Appartamento Braschi
particolare della volta della Sala del Trono dell'Appartamento Braschi
particolare della volta della Sala del Trono dell'Appartamento Braschi
particolare della volta della Sala del Trono dell'Appartamento Braschi
particolare della volta della Sala del Trono dell'Appartamento Braschi
affresco sopra la finestra della Sala del Trono dell'Appartamento Braschi
Segue la sesta camera, un tempo adibita a Biblioteca del cardinale.
Gli affreschi sulla volta rappresentano gli stemmi di Pio VI e Pio IX insieme a leoni, aquile, putti, un baccanale e la cornucopia.
Vi è anche conservato un camino.

L'ultima camera dell'Appartamento Braschi è divisa in due spazi, è la Sala dell'Alcova.

Sulla volta del primo ambiente sono affrescati motivi mitologi e sacri e il Trionfo di Pio VI.

una delle volte della Sala dell'Alcova
Trionfo di Pio VI in una volta della Sala dell'Alcova
particolari della volta
Gli affreschi che circondano la finestra rapppresentano invece Gesù che cammina sulle acque, Gesù che conferisce il primato a Pietro e Pietro che resuscita un morto.

affreschi intorno alla finestra della Sala dell'Alcova
Anche le pareti conservano alcuni affreschi .

affresco della parete della Sala dell'Alcova
affresco della parete della Sala dell'Alcova
Nella volta del secondo spazio, dove si trovava il letto, sono raffigurati la Crocifissione di San Pietro, il Conferimento del primato a Pietro, la Gloria di Dio e dei Santi con due medaglioni, il Discorso della montagna, il Martirio di Sant’Andrea apostolo, San Gregorio Magno che serve il pranzo ai poveri e San Pio V che prega la Madonna durante la battaglia di Lepanto.
Nella sala erano state anche ricavate le toilette.

volta del secondo spazio della Sala dell'Alcova
San Gregorio Magno che serve il pranzo ai poveri - volta del secondo spazio della Sala dell'Alcova
San Pio V che prega la Madonna durante la battaglia di Lepanto - volta del secondo spazio della Sala dell'Alcova
L'ultimo cardinale commendatario fu il cardinal Luigi dei Conti Macchi, che fece restaurare alcune sale.

Nella volta di una camera sono rappresentati tre putti che recano una scritta in latino col nome del cardinale.

soffitto di una sala dove tre putti portano una scritta col nome del cardinal Luigi Macchi
Il soffitto di un'altra sala è decorato con sei stemmi colorati del cardinal Macchi.

stemmi del cardinal Macchi sul soffitto di una sala
Nella Rocca abbaziale vi era anche una cappella dedicata a S.Tommaso apostolo.

Cappella di S.Tommaso apostolo
La cappella ottagonale è decorata in stile neoclassico-barocco. 
Un ciborio in marmo giallo tempestato da lapislazzuli è posto su un altare in marmi policromi.
Più in alto, una cornice dorata a raggera custodiva l'immagine della Madonna del Buon Consiglio.

cupola della Cappella di S.Tommaso apostolo
decorazioni della Cappella di S.Tommaso apostolo
Cappella di S.Tommaso vista esternamente
La Commenda venne soppressa da Benedetto XV nel 1915.

Visite guidate gratuite permettono di visitare la Rocca.
Orario: sabato e domenica  10.00/20.00
Costo: GRATIS

Nelle cucine e nelle dispense della Rocca abbaziale trova spazio il Museo delle Attività Cartarie e della Stampa.
Orario:   sabato e domenica   10.00/20.00
Costo:    3€
______

Simbolo di Subiaco è il medievale Ponte di S.Francesco.

Ponte di S.Francesco
Il ponte scavalca il fiume Aniene alle pendici del borgo.

Ponte di S.Francesco
Fu costruito nel1356 dall'abate Ademaro per celebrare la vitoria dell'esercito abbaziale contro i Tiburtini.
Fu costruito con il riscatto pagato da Tivoli per il rilascio dei prigionieri.

Ponte di S.Francesco
Il ponte, ad una sola arcata "a schiena d'asino" lunga 37m e alta 20m, è stato costruito in blocchi di cardellino, una pietra del luogo.

torre del Ponte di S.Francesco
torre del Ponte di S.Francesco
torre del Ponte di S.Francesco
E' sormontato da una torre quadrata che ne controllava il passaggio.
La torre, posta ad un capo del ponte, era vicina alla Via Sublacense.

Il ponte, ristrutturato nel XVIII secolo, prende il nome dal vicino Convento di S.Francesco, il convento più antico della zona di Subiaco.


Convento di S.Francesco
Nel 1223 S.Francesco d'Assisi, in occasione del suo soggiorno a Subiaco, per visitare il Sacro Speco con il cardinal Ugolino (futuro Papa Gregorio IX), ricevette in dono dall'abate Giovanni VI un oratorio fuori dal paese, sulla sponda destra del fiume: l'Oratorio di S.Pietro nel Deserto.
Qui S.Francesco fece costruire un ospizio per i suoi frati.
Da allora, il convento romanico-gotico costruito nel 1327, è sempre stato occupato dagli ordini francescani.

Chiesa e Convento di S.Francesco
scorcio di Subiaco dal Convento di S.Francesco
La facciata realizzata in pietra locale è romanica.

facciata della Chiesa del Convento di S.Francesco
L'interno è a navata unica.

navata della Chiesa di S.Francesco
Sul lato sinistro della navata tre cappelle furono aggiunte nel XVI secolo.

La prima è dedicata alla Madonna delle Grazie, la seconda al Crocifisso (crocifisso in legno di Fra Stefano da Piazza Armerina - XVII secolo), e la terza alla Natività (tela sull'altare di Bernardino Betti da Perugia, allievo del Pinturicchio).

La terza cappella custodisce sulle pareti affreschi del Sodoma che narrano la vita della Vergine.

cappella della Natività
affreschi della vita della Vergine (il Sodoma) nella cappella della Natività
volta della cappella della Natività
Sul lato destro della navata invece ci sono altari lignei con colonne barocche.

lato destro della navata della Chiesa di S.Francesco
Sul primo altare vi è la pala dello Sposalizio della Vergine, attribuita a Giulio Romano (XVI secolo).

Sposalizio della Vergine - Giulio Romano (XVI secolo).
Sul secondo altare, dedicato a S.Antonio da Padova,  vi è l'Immacolata Concezione con i Santi Benedetto e Antonio da Padova, pittura di ignoto pittore della scuola romana di tardo Seicento. 

Immacolata Concezione con i Santi Benedetto e Antonio da Padova - pitture ignoto (XVII secolo)
Sul terzo altare vi è la pala di S.Francesco che riceve le stimmate, un tempo attribuita a Sebastiano del Piombo, ma oggi riconosciuta quale copia di un'opera dello Pseudo Bramantino.

S.Francesco riceve le stimmate - copia dell'opera dello Pseudo Bramantino (XVI secolo)
Antoniazzo Romano è l'autore del trittico posto sull'altare maggiore (1467).
Rappresenta al centro la Madonna con Bambino e ai lati S.Francesco d'Assisi e S.Antonio da Padova.
Posto sulla parte superiore del trittico vi è un altro trittico con Dio Padre e due angeli, aggiunto nel Seicento

Trittico con Madonna col Bambino e Santi Francesco d'Assisi e Antonio da Padova - Antoniazzo Romano (XVIII secolo)
Nel presbiterio vi è la tela di Giuseppe Ranucci il Perdono di Assisi.

La chiesa ha un soffitto a capriate.
Il coro in legno intagliato è del 1500.

ingresso a chiostro del Convento di S.Francesco
Uscendo, sulla sinistra della chiesa, vi è l'ingresso al chiostro romanico (purtroppo da noi trovato chiuso!), con affreschi di Ludovico Grillotti (XIX secolo), che raffigurano scene della vita di S.Francesco e del suo ordine.

Orari: per visitare la chiesa citofonare alle suore
______

Poco distante dal Convento di S.Francesco si trova la Porta Civitate Triumphalis.

Arco Trionfale
L'arco trionfale costruito per riconoscenza della cittadinanza nei confronti di Papa Pio VI, che era stato abate commendatario di Subiaco e benefattore della città.

stemma di Pio VI sull'Arco Trionfale
Fu costruito nel 1789 in pietra locale su progetto di Pietro Camporese.
Sull'arco neoclassico si può vedere lo stemma di Pio VI.
Ha una sola arcata a tutto sesto e colonne ioniche.
_______

Nella piazza cenrale della città sorge la Basilica di Sant'Andrea apostolo, costruita nel XVI secolo al posto della Chiesa di Sant'Abbondio eretta prima dell'anno mille.

Basilica di Sant'Andrea
Anche la nuova chiesa fu abbattuta per volere di Pio IX e ricostruita più grande nel 1789.
Venne in fine parzialmente ricostruita dopo la seconda guerra mondiale perché danneggiata dai bombardamenti.

Basilica di Sant'Andrea
Nella facciata, sopra i tre portali d'accesso alla chiesa, si trova la loggia delle benedizioni, dalla quale tre papi benedissero la popolazione (Pio VI, Gregorio XVI e Pio IX).
In alto si trova lo stemma di Pio VI e due campanili.

Non descriverò molto gli interni, ricchi di elementi neoclassici-barocchi e neoclassici-moderni, perché non abbiamo potuto visitare questa chiesa (al nostro passaggio era chiusa), a croce latina, che custodisce opere di Sebastiano Conca, Dolci, Nocchi e ha altari costruiti con i marmi provenienti dalla Villa di Traiano ad Arcinazzo.
______

Altra chiesa importante di Subiaco sotto il profilo devozionale è la Chiesa di Santa Maria della Valle.

Chiesa di Santa Maria della Valle



La chiesa custodisce infatti l'immagine della Madonna Assunta in Cielo del XIV secolo, dipinta su legno, portata il 14 agosto lungo le strade di Subiaco nella processione della "Inchinata".

Madonna Assunta in Cielo (XIV secolo)
La chiesa in stile neoclassico, che sorge alle pendici della Rocca abbaziale, fu costruita tra il 1798 e il 1851.
Fu ristrutturata dopo il terremoto del 1915 e dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Madonna con Bambino
La facciata del 1870 è divisa in due piani: la parte bassa è in stile ionico, mentre la parte alta della facciata presenta quattro colonne di tipo toscano.

facciata della Chiesa di Santa Maria della Valle
La chiesa è  a croce greca e presenta una cupola.

navata della Chiesa Santa Maria della Valle
altare maggiore della Chiesa di Santa Maria della Valle
In una cappellina decorata da Franceschino Giustiniani, è custodita la statua in legno della Vergine del Soccorso in stile "bizzantineggiante" (XI/XII secolo).

Vergine del Soccorso (XI/XII secolo)

CONCLUSIONI
Per questo borgo medievale, non lontano da Roma, sono passati o hanno vissuto personaggi illustri di famiglie nobili romane e spagnole, futuri papi e molti Santi, che per la loro presenza e per la fondazione di moti monasteri, hanno dato al territorio intorno a Subiaco l'appellativo di "Valle Santa". 
Sono molti i siti che meritano di essere visitati, sia per la loro spiritualità che per le loro bellezze artistiche e testimonianze storiche, circondati da una natura lussureggiante.


3 commenti:

Anonimo ha detto...

Che dire, hai perfettamente ragione Raffaella! Ho avuto modo di visitare Subiaco accompagnata dai ragazzi dell'associazione Ethea che estiscono la Rocca Abbaziale i quali ci hanno regalato una splendida giornata grazie alla loro bravura. Il borgo è ricco di storia e innumerrevoli sono stati i personaggi illustri che vi hanno legato il loro nome. Sicuramente un posto da visitare.

JUAN PEDRO ha detto...

He disfrutado enormemente el relato de su viaje y la detallada descripción de los tesoros de Subiaco. Mil gracias.

Raffaella ha detto...

Sono felice di esserle stata utile!

Posta un commento