domenica 1 maggio 2016

Roma: la secolare storia di Palazzo Colonna


Uno dei più sfarzosi palazzi di Roma è sicuramente Palazzo Colonna, ancora oggi abitato da una delle più potenti famiglie nobili romane, che annovera tra i suoi antenati più illustri Papa Martino V, molti cardinali, la beata Margherita, senatori e uomini d'armi quali Sciarra e Marcantonio II.

Il palazzo, situato nel cuore della Capitale, alle pendici del Quirinale e vicino a P.za Venezia, occupa l'isolato compreso tra P.za SS.Apostoli, Via Ventiquattro Maggio, Via IV Novembre e Piazza della Pilotta.

Già prima dell'anno 1000 in questa zona vi erano alcuni edifici di proprietà dei Conti di Tuscolo, coloro che diedero origine alla famiglia Colonna, che avevano i loro feudi a sud di Roma (a Colonna paese da cui la famiglia prenderà il nome, a Palestrina e a Genazzano).

Nel XII secolo un palazzo e un castello occupavano l'area, insieme ad altri edifici posti intorno alla Basilica dei Santi XII Apostoli.
La allora dimora dei Colonna denominata palazzo "dell'Olmo", abbattuto nel 1926 per far spazio all'Università Gregoriana, era inserita tra le rovine del Tempio di Serapide, un enorme complesso circondato da portici, decorato con statue e obelischi, fatto costruire da Caracalla nel III secolo d.C..

ricostruzione prospettica  del Tempio di Serapide
rovine del Tempio di Serapide e dimora dei  Colonna nel XVI secolo
rovine del Tempio di Serapide nel XVI secolo
Le statue del Nilo e del Tevere che si trovavano nel tempio, furono collocate da Michelangelo davanti a Palazzo Senatorio nella Piazza del Campidoglio.

Tevere (dal Tempio di Serapide a Piazza del Campidoglio)
Nilo (dal Tempio di Serapide a Piazza del Campidoglio)
Anche il coccodrillo in porfido conservato nell'Appartamento della Principessa Isabelle nel Palazzo Colonna proviene da questo tempio.

coccodrillo (dal Tempio di Serapide a Palazzo Colonna)
Il Tempio di Serapide aveva colonne alte 21,17 m e con un diametro di 2m.

Gli alti muri di sostegno della monumentale scalinata del tempio, in laterizio, si possono ancora vedere nei Giardini Colonna, insieme a due enormi blocchi marmorei: un angolo del frontone, e un capitello di lesena, il più grande elemento architettonico esistente a Roma.
La trabeazione del lato posteriore del tempio rimase in piedi fino al 1630.

resti della scalinata del Tempio di Serapide nei giardini di Palazzo Colonna
resti della trabeazione del Tempio di Serapide
resti della trabeazione del Tempio di Serapide
La famiglia Colonna era acerrima nemica della famiglia Orsini, ma dovette combattere anche contro Papa Bonifacio VIII (della famiglia Caetani), che per impossessarsi delle loro terre fece assediare e radere al suolo Palestrina,  possedimento colonnese.
Alleatisi con il re di Francia Filippo il Bello, i Colonna nella figura di Sciarra, furono i protagonisti del famoso episodio dello "schiaffo di Anagni", l'umiliazione inflitta a Bonifacio VIII.

Sciarra Colonna
Il papa Bonifacio VIII aveva fatto abbattere anche il corpo principale del loro palazzo a Roma, che venne poi riedificato.

Nel 1341 i Colonna ospitarono il loro amico Francesco Petrarca, in una delle due torri di difesa e di avvistamento che facevano parte della loro fortezza cittadina (oggi divenuta una guest house), posta sull'attuale Via delle Tre Cannelle.

Torre dei Colonna su Via delle Tre Cannelle
L'altra torre, denominata Torre Mensa perché dimezzata dai Caetani in epoca medievale, si ergeva sui ruderi del Tempio di Serapide e fu abbattuta nel 1574 per volere di papa Gregorio XIII.

Fu ospite dei Colonna anche l'Imperatore del Sacro Romano Impero Ludovico il Bavaro.

I Colonna furono scacciati da Roma nel 1354, quando venne restaurata la Repubblica da parte di Cola di Rienzo, loro nemico.
Questo oltraggio costò caro al tribuno e riformatore romano, che nel 1354 fu ucciso e appeso al palazzo dei Colonna.

All'inizio del XIV secolo Giordano Colonna abitava nel cosiddetto Palazzo del Vaso, posto nella Piazza dell'Olmo (l'attuale P.za della Pilotta), dove visse anche come affittuario Ferdinando Gonzaga.

Un altro palazzo era ubicato nelle vicinanze della Chiesa dei SS.Apostoli, che divenne la dimora dei porporati della famiglia Colonna.

Nel 1417 venne eletto papa con il nome di Martino V il cardinale Oddone Colonna.

Papa Martino V
Fu il papa che riportò a Roma la Sede Apostolica dopo la "cattività avignonese".
Per undici anni il palazzo dei Colonna alla destra della Chiesa dei SS.Apostoli diverrà la sede papale.

Nel 1439 il palazzo divenne la residenza del Cardinal Bessarione, perciò il cardinal Prospero Colonna fece erigere un nuovo palazzo su Via della Pilotta.

Papa Sisto IV della Rovere, un altro alleato degli Orsini, riaccenderà gli scontri tra le due famiglie.

Il nipote di Sisto V, il cardinale Pietro Riario titolare della Chiesa dei SS Apostoli, iniziò a costruire a sinistra della chiesa un palazzo, che venne terminato, dopo la sua improvvisa morte avvenuta all'età di 29 anni, dal cugino il cardinale Giuliano della Rovere, titolare della Chiesa di S.Pietro in Vincoli

Il cardinale Giuliano della Rovere affidò a Giuliano da Sangallo la realizzazione di un complesso che comprendeva, oltre questo palazzo con torre, un portico davanti alla chiesa che collegava l'altro edificio alla destra della chiesa, sottratto ai Colonna da Sisto V, che corrispondeva all'ala abitata da Martino V (oggi occupata dall'Appartamento della Principessa Isabelle).

Il palazzo, chiamato "Palazzina della Rovere", fu ristrutturato e venne creata una loggia a nove arcate.
Ritornò ai Colonna nel 1508 grazie al matrimonio tra Marcantonio I Colonna e Lucrezia Gara Franciotti della Rovere, nipote di Giuliano della Rovere (ovvero papa Giulio II), che gliela diede in dote.

I diverbi tra gli Orsini e i Colonna dureranno sino al matrimonio tra Marcantonio II Colonna e Felice Orsini, grazie al trattato di pace (Pax Romana) voluto da papa Giulio II della Rovere.

Felice Orsini
Durante il Sacco di Roma nel 1527, il palazzo non venne toccato perché Ascanio Colonna aveva sposato Giovanna d'Aragona, nipote dell'Imperatore Carlo V e perché aveva trovato rifugio presso questa residenza dei Colonna, Isabella d'Este, marchesa di Mantova e madre di Ferrante I Gonzaga, comandante dell'esercito dei Lanzichenecchi.

Una figura rilevante del casato in questo periodo storico fu Vittoria Colonna, sorella di Ascanio e musa ispiratrice di Michelangelo, che la ritrasse accanto al suo autoritratto nel Giudizio Universale nella Cappella Sistina.

Vittoria Colonna
Michelangelo venne sepolto inizialmente, prima di essere trasferito a Firenze nella Chiesa di S.Croce, nel cortile-chiostro del convento della vicina Chiesa dei SS Apostoli (prima Palazzo Della Rovere).

Vittoria Colonna venne anche celebrata da Ariosto nel "Orlando Furioso" e Bembo scambiò con lei dei sonetti.

Il 1571 è l'anno in cui è protagonista degli eventi storici un altro personaggio della famiglia: Marcantonio II Colonna, comandante della flotta pontificia, trionfa nella battaglia di Lepanto contro i Turchi.
Per le sue gesta da combattente il re di Spagna Filippo II lo nominò viceré di Sicilia.

Marcantonio II Colonna
Costanza Colonna, una figlia di Marcantonio II, fu la protettrice di Caravaggio, il quale trovò rifugio presso la sua residenza quando uccise in duello Ranuccio Tommasoni, prima di fuggire a Napoli.

Nel XVI secolo vi erano sei palazzi Colonna nella zona.
Palazzo Vaso fu ceduto ai Frati minori conventuali da Ascanio Colonna per volere di Sisto V, e questa residenza divenne la Curia Generale dell'Ordine.

Filippo I Colonna, duca di Paliano, fece costruire nel 1618 l'ingresso monumentale su Via XXIV Maggio del giardino da lui voluto sul Monte Cavallo.
Il portale fu decorato con riferimenti ad uno dei simboli araldici della famiglia, la sirena incoronata, e alla grande vigna che i Colonna possedevano vicino a Marino.

portale d'ingresso ai giardini del palazzo su Via XXIV Maggio
Filippo I fece anche abbattere le rovine del Tempio di Serapide.
I marmi del tempio verranno poi utilizzati per decorare la Galleria del palazzo, e in parte andranno a far parte della scalinata della Chiesa dell'Ara Coeli.

Nel 1650 il cardinale Girolamo Colonna volle l'accorporamento di tutti i corpi di fabbrica in possesso della famiglia nella zona, dando luogo ad un unico complesso.
Il progetto venne affidato ad Antonio del Grande, e successivamente a Girolamo Fontana.

Cardinale Girolamo Colonna
I lavori del nuovo edificio barocco, continuati anche per volere di Lorenzo Onofrio Colonna e poi di Filippo III Colonna, furono terminati solo nel 1730 da Nicola Michetti, che si occupò anche dei prospetti su Via della Pilotta e di P.za SS. Apostoli.

prospetto del palazzo su Piazza SS Apostoli
Su P.za SS.Apostoli il palazzo è preceduto da una quinta composta da una fascia bassa con botteghe, con due portali architravati sormontati da lunette semicircolari e affiancati da colonne, e due eleganti padiglioni a forma cubica con logge e finestroni.

un portale e un padiglione del prospetto del palazzo su Piazza SS Apostoli
androne del palazzo di P.za SS. Apostoli con stemma della casata sul pavimento
La Coffee-house è il padiglione in stile rococò sull'angolo sud-orientale del perimetro del palazzo.

Coffee-house
Oggi la Coffee-house ospita al pian terreno il Museo delle Cere, mentre al secondo piano si trova una sala a volta ottagonale affrescata da F.Mancini con la Favola di Amore e Psiche.

esterno della sala ottagonale della Coffee-house
Il palazzo si sviluppa a squadra attorno al cortile principale, nel centro del quale si trova la colonna simbolo della casata, e ad uno più interno visibile dall'interno del palazzo.

prospetto di Palazzo Colonna su Piazza SS Apostoli
cortile principale con colonna di Palazzo Colonna
cortile più interno del Palazzo Colonna
La facciata vera e propria del palazzo si deve a Paolo Posi, come anche i due archi cavalcavia centrali che uniscono il palazzo con i giardini di Villa Colonna su Via della Pilotta.

cortile interno con facciata di Palazzo Colonna
La facciata del palazzo che si sviluppa su tre piani, presenta lesene alternate a finestre, sormontate al primo piano da lunette e al secondo piano da timpani triangolari.
Il prospetto di Andrea Busiri Vici su Via IV Novembre risale invece al 1879.

prospetto del palazzo su Via IV Novembre
Il primo teatro del palazzo venne progettato nel 1610 da Girolamo Rainaldi.
Carlo Fontana si occupò invece della realizzazione di un nuovo teatro, nel pian terreno dell'edificio adiacente alla basilica (1681).

L'ala più famosa del palazzo comprende la Grande Sala o Galleria, fatta costruire da Girolamo Colonna per contenere la collezione d'arte di famiglia, una della più importanti di Roma, con la supervisione di Antonio del Grande nel 1654 e ripresa poi da Girolamo Fontana nel 1683 per commissione del nipote Filippo II.
L'inaugurazione avvenne nel 1703.

Galleria di Palazzo Colonna
Lorenzo Onofrio Colonna fece decorare quello che oggi viene chiamato l'Appartamento della Principessa Isabelle.

La collezione però ha subito delle mutilazioni: per poter far fronte infatti alle imposizioni onerose del Trattato di Tolentino (1797), il trattato di pace tra la Francia e lo Stato Pontificio, vennero venduti gioielli, argenteria e opere d'arte.

Filippo III Colonna sostenne militarmente Pio VII e donò al papa il caseggiato a P.za della Pilotta per insediarci una caserma e poi la Pontificia Università Gregoriana.

Pontificia Università Gregoriana
Il palazzo fu testimone il 4 giugno del 1802 dell'abdicazione di Carlo Emanuele IV Savoia re di Sardegna a favore del fratello Vittorio Emanuele I, essendo stato spodestato da Napoleone.

Nel XIX secolo Prospero Colonna fu sindaco di Roma per tre mandati.
Nel 1880 venne realizzato lo scalone d'ingresso su Via XXIV Maggio dall'architetto G. A. Gui, e posta la colonna antica in marmo caristio al centro del cortile d'ingresso.

Nel XX secolo Ascanio Colonna fu ambasciatore a Washington durante la II guerra mondiale, mentre Marcantonio Colonna sposò Isabelle Sursock, di origine libanese e donna molto intelligente, capace diplomatica e custode delle opere d'arte della famiglia.
Si può ancora visitare l'appartamento quattrocentesco abitato dalla principessa fino agli anni '80 dello scorso secolo.

Nella storia della famiglia Colonna si sono succedute 31 generazioni e il palazzo, in 5 secoli di costruzione, è stato contraddistinto da stili architettonici diversi sia esternamente che internamente.

http://www.galleriacolonna.it
Orario: sabato mattina   9.00/13.15
             visite guidate in italiano incluse nel biglietto alle 10.00 e alle 11.00
Costo:   Galleria  15€
             visita accompagnata all'Appartamento Principessa Isabelle + Galleria  25€
             visita accompagnata al giardino + Galleria 20€
             visita Galleria + Appartamento Principessa Isabelle + giardino  30€


CONCLUSIONI 
Ho cercato di integrare una così lunga storia costellata di personaggi illustri con le trasformazioni dell'area di Roma appartenuta da un millennio a questa famiglia patrizia.
Racconterò invece nel prossimo post la visita all'interno di questo splendido e ben conservato palazzo privato, rimasto inalterato dal 1700.


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