mercoledì 20 settembre 2017

Langhe: Barolo, paese del vino


Barolo è il paese che ha dato il nome ad uno dei vini italiani più nobili e più conosciuti a livello internazionale.

Il vino Barolo DOCG (a Denominazione di Origine Controllata e Garantita) è prodotto da uva Nebbiolo al 100%, con le sottovarietà Lampia, Michet e Rosè.
Ha bisogno di un terreno argilloso, calcareo o combinato.
E' prodotto in zona collinare maggiore di 170m e minore di 540m sul livello del mare.
I vigneti devono essere esposti a sud, sud-est e sud-ovest.

E' un vino che deve invecchiare almeno tre anni, di cui uno in legno di rovere a partire dal primo novembre dell'anno di produzione.
Solo dopo cinque anni può fregiarsi della "Riserva".
E' al suo culmine dopo dieci anni d'invecchiamento, ma è ottimo anche dopo vent'anni.

Ha un colore granato intenso, profumo fruttato e speziato, ricorda i piccoli frutti rossi, le ciliege sotto spirito e la confettura, ha suggestioni di rosa e di viola, cannella, pepe, noce moscata, vaniglia, cacao, liquirizia, tabacco e cuoio.

E' un vino che si abbina molto bene agli arrosti di carni rosse, ai brasati, alla cacciagione, alla selvaggina, ai cibi tartufati, ai formaggi a pasta dura e stagionati, al cioccolato amaro, ai marrons glacès e alle paste di meliga (frollini piemontesi).


Il paese, adagiato su un altopiano circondato da dolci colline, si trova nel territorio delle Langhe, a sud di Alba che ne costituisce il capoluogo.

via di Barolo
via di Barolo
piazzetta di Barolo
Il suo nome deriverebbe dal celtico "bas reul" = "luogo basso".

L'abitato sorge intorno al Castello Falletti (oggi proprietà pubblica).

Castello Falletti
Castello Falletti
Il primo nucleo del castello fu costruito nel X secolo da Berengario I per difesa contro le incursioni degli Ungari e dei Saraceni.
Di questa costruzione rimane solo il mastio.

ingresso del Castello Falletti
Nel 1250 il castello fu acquistato insieme ad alcuni terreni dalla famiglia albese dei Falletti, banchieri di origini mercantili.
Nel 1544 fu saccheggiato dal governatore francese di Cherasco, e restaurato da Giacomo e Manfredi Falletti.

particolari decorativi del castello

particolari decorativi del castello

particolari decorativi del castello
Il castello rimase proprietà della famiglia Falletti sino al 1864, anche se nel 1814 la dimora dei Falletti fu trasferita a Palazzo Barolo a Torino e il castello divenne la loro residenza di campagna.

Juliette Colbert Falletti
Juliette Colbert, pronipote di Jean Baptiste Colbert, ministro delle finanze di Luigi XIV, fu infatti l'ultima marchesa Falletti.

Juliette, conosciuta anche come Giulia di Barolo, aveva sposato a Parigi il marchese Carlo Tancredi Falletti di Barolo.
Colta e raffinata, aiutava poveri e carcerati.

Carlo Tancredi Falletti
Nelle cantine del castello fu prodotto dalla marchesa il primo vino Barolo, consigliata dall'enologo francese Louis Oudart, che già offriva i suoi servigi a Camillo Benso Conte di Cavour nella tenuta del Castello di Grinzane.


Si racconta che Re Carlo Alberto di Savoia avesse rimproverato la marchesa per non avergli mai fatto assaggiare il suo vino.
La marchesa offrì allora al re 325 carrà (botti da trasporto su carro = 600 l) di vino Barolo prodotto nelle sue terre, una per ogni giorno dell'anno (esclusi i 40 giorni della Quaresima).
Giulia di Barolo contribuì così a far conoscere a corte questo vino e a farlo divenire ambasciatore del Piemonte e dei Savoia nelle corti d'Europa.
Venne quindi riconosciuto come
"IL RE DEI VINI, IL VINO DEI RE".
Alla morte della marchesa il castello passò all'Opera Pia Barolo da lei fondata, e trasformato nel Collegio Barolo per fa studiare i ragazzi poco abbienti fino al 1958.
Nel 1970 fu acquistato dal Comune di Barolo.

Il castello, poggiato su uno sperone roccioso, si presenta come un blocco aggregato intorno ad un torrione quadrato e a due torrette cilindriche.

Castello Falletti
L'ingresso avviene attraverso un arco sormontato dallo stemma dei Falletti.

arco d'ingresso (visto dall'esterno del castello)
arco d'ingresso (visto dall'interno del castello)
stemma della famiglia Falletti
Oggi il castello si presenta nelle sue vesti ottocentesche, in stile eclettico.
Al suo interno è ospitato il Museo del Vino WI-MU (Wine Museum) con l'Enoteca Regionale del Barolo.

Il museo etnografico enologico del Barolo, dedicato interamente al vino, è stato allestito da François Confino, specialista di allestimenti museali.

La visita del museo, partendo dal piano più alto del castello e scendendo verso le cantine, aiuta a comprendere meglio lo sviluppo del vino nella storia e nel presente, passando anche attraverso il cinema, la letteratura (vino fonte d'ispirazione per i lirici greci fino ai contemporanei), l'arte (Arcimboldo e Caravaggio, Manet e Cézanne, Matisse e Chagall, gli affreschi egizi
e pompeiani, bassorilievi e miniature), la musica, la cucina (tra tradizione e innovazione).

Nell'arte:

ricostruzione di un atelier d'artista






Nel cinema:





In cucina:




E' un percorso tra suoni e colori, video e meccanismi interattivi, che rapiscono l'attenzione di adulti e bambini, proiettandoli dentro la cultura del vino in tutti i suoi aspetti.




Perché il vino è anche convivialità, accoglienza, calore, tradizione, storia, rito e mito.

 















Il terzo piano è dedicato ai tempi del vino.
Al secondo piano viene trattato il vino nella storia e nelle arti.
Il primo piano è dedicato al castello e alla famiglia Falletti che vi ha abitato.
Al piano interrato si trovano i ricordi del Collegio Barolo e il Tempio dell'Enoturista dove si svolgono eventi istituzionali e privati.
Nelle cantine si trova l'Enoteca Regionale del Barolo.

Il museo offre anche un omaggio ai personaggi che lo hanno abitato.
Al piano nobile del castello si ritrovano oggetti e arredi originali della famiglia Falletti.

Nel Salone delle Quattro Stagioni, che prende il nome dalle tele che sovrastano le porte, è allestito un banchetto che ricorda quelli che venivano offerti al castello ad ospiti illustri come Camillo Benso Conte di Cavour.

sala del piano nobile con le sagome a grandezza naturale di gente del luogo, ricavata da vecchie cartoline
Salone delle Quattro Stagioni con allestimento di un banchetto
tavola del banchetto
camino e ricostruzione del banchetto con personaggi illustri
decorazione della boiserie
decorazione della boiserie






















Cesare Balbo presentò alla marchesa Juliette Colbert Falletti il patriota Silvio Pellico, di ritorno dalla prigionia nello Spielberg.

Silvio Pellico
Al castello di Barolo Pellico divenne amministratore della biblioteca Falletti e segretario della marchesa.
Silvio Pellico rimase nel castello di Barolo fino alla sua morte (1854).
Nel castello è conservata la sua camera-studio e la biblioteca storica da lui curata, con circa 3.000 testi che vanno dal XV al XIX secolo.

CURIOSITÀ: Non fatevi ingannare: le pareti non sono tappezzate ma bensì pitturate in maniera da simulare stoffa da parati.

studio-camera di Silvio Pellico
scrittoio di Silvio Pellico
biblioteca storica del castello
Si può visitare la Stanza della Marchesa, con un raro letto in stile impero.

Stanza della Marchesa
Stanza della Marchesa
letto stile impero della Stanza della Marchesa
La Sala degli Stemmi rappresenta le vestigia più antiche del castello.
Gli stemmi rappresentati sul soffitto sono quelli della famiglia Falletti e delle famiglie che con lei si sono imparentate.
Il camino ha una decorazione in stucco cinquecentesca.

Sala degli Stemmi
Sala degli Stemmi
stemmi
stemmi
camino monumentale cinquecentesco
stucchi del camino cinquecentesco
Qui sono raccolti alcuni esemplari di etichette di vino Barolo della Collezione Internazionale di Etichette da vino Fondo Baroni Urbani.

etichette di vino Barolo
etichette di vino Barolo
etichette di vino Barolo
Fanno parte della collezione esemplari antichi e moderni di tutti i produttori.
Le etichette nella Wila (Wine labels collection) sono conservate ed esposte nell'edificio della biglietteria del castello (visitabile nei week-end 10.30/19.00).

E' probabilmente la più ricca collezione di etichette di vino d'uva esistente al mondo.
Sono raccolti 282.000 esemplari dalla fine del '700 di tutti i 104 Paesi produttori di vino riconosciuti dall'ONU, tranne l'Iraq.
Sono state collezionate durante 20 anni di lavoro e furono donati al Comune di Barolo nel 2012 dal collezionista Cesare Baroni Urbani.

All'interno del museo vi è anche una ricostruzione di un'aula del Collegio Barolo che per alcuni anni trovò sede tra queste mura (1875/1958).

Classe I C del Collegio Barolo
Sono anche qui esposti in teche attrezzi e utensili della vita contadina.





L'enoteca, ospitata nelle cantine del castello, raccoglie le migliori produzioni di Barolo degli 11 comuni delle Langhe che lo producono, con possibilità di degustare le migliori annate e acquistarne le bottiglie.

Enoteca
bottiglie di Barolo in vendita all'Enoteca
bottiglie di Barolo per degustazione nell'Enoteca
 
www.wimubarolo.it
www.barolofoundation.it
Orari: tutti i giorni  10.30/19.00
Costo: 8€
          audioguide 3€

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Davanti all'ingresso del castello si trova la Chiesa Parrocchiale di S.Donato.

Chiesa Parrocchiale di S.Donato
L'aspetto odierno risale alla prima metà Settecento, ma la chiesa ha origini più antiche romaniche.
Un tempo era la cappella gentilizia della famiglia Falletti e divenne parrocchiale nel XVI secolo.

campanile romanico della chiesa
Il suo interno è diviso in tre navate, con sei altari laterali.
La sua cupola è di forma ottagonale.
In questa chiesa, sotto al presbiterio, furono sepolti alcuni membri della famiglia Falletti.

ex Confraternita di Sant'Agostino (a sinistra) e Chiesa di S.Donato
Accanto alla chiesa sorge l'ex Confraternita di Sant'Agostino adibita oggi a eventi pubblici.
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Nella piazzetta che fronteggia l'ingresso ad arco del castello si trova un altro interessante museo legato al mondo del vino: il Museo dei Cavatappi.

Museo dei Cavatappi
La visita permette di conoscere la nascita e l'evoluzione di questo utensile che tutti usiamo quotidianamente,

esposizione del Museo del Cavatappi
In questo piccolo museo ricavato in ambienti voltati,sono esposti 500 esemplari di cavatappi, dal '700 ai giorni nostri.
 



Sono di diversa forma e materiale, con meccanismi semplici o complessi, tascabili, in miniatura, per profumi e medicinali, pubblicitari, decorati a tema animale o erotico.







Oltre ad una nomenclatura degli oggetti protagonisti dell'esposizione, ogni teca è descritta da pannelli esaustivi.






Sono in mostra anche cartoline d'epoca che raffigurano il cavatappi.

cartoline d'epoca
Durante la nostra visita erano in mostra temporanea 100 bottiglie di grappa di Romano Levi, nota come "La grappa della Donna Selvatica", con le etichette poetiche disegnate a mano dallo stesso artista e distillatore di Neive.

collezione di grappe della Distilleria di Romano Levi






Il museo è anche un'enoteca per degustazioni e uno shop dove poter acquistare bottiglie di vino (in particolare di Barolo), cavatappi e tutto ciò che ruota intorno al vino.

enoteca-shop del Museo dei Cavatappi
www.museodeicavatappi.it
Orario: venerdì/mercoledì  10.00/13.00   14.00/18.30
            chiuso dal 9 gennaio al 3 marzo
Costo: 4€
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RISTORANTE                             EASY COSI'
                                                     www.easycosi.it
                                                     Piazza Municipio 4
                                                     331 299 9407

GIUDIZIO
Ci siamo fermati con amici in questo piccolo locale nel centro di Barolo per una veloce pausa pranzo.

Ristorante Easy Così
Ad accoglierci la simpatica e conviviale proprietaria e un ambiente con piccoli tavoli arredato in stile "cosy".
L'atmosfera è "easy" e rilassante.
Oltre a taglieri di formaggi e salumi tipici delle Langhe, alcuni piatti della cucina tradizionale.
Il caffè è fatto con la moka.
Una sosta piacevole.

tagliere di salumi e formaggi tipici
spezzatino al Barolo con polenta
Cruda di Fassona
chicche di patate
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A poca distanza dal paese si trova il Castello della Volta (oggi azienda vinicola), un tempo anch'esso proprietà dei Falletti.

Castello della Volta

CONCLUSIONI
Il vino ha accompagnato la storia dell'umanità, dalla preistoria ai giorni nostri.
Il turismo enogastronomico porta oggi il turista a recarsi nei luoghi di produzione dei migliori vini internazionali, oltre che per degustarli, anche per conoscere tutto quel mondo che vi gira intorno.
Non a caso le Langhe, insieme a Roero e Monferrato, sono stati nominati dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità.
Un patrimonio che bisogna salvaguardare, perpetuare e trasmettere alle nuove generazioni.


2 commenti:

Melania Coco ha detto...

I miei complimenti a te Raffaella per le attente e dettagliate descrizioni di luoghi e sapori ma complimenti anche a Mario per le sue fotografie grazie alle quali le tue esposizioni si animano.

Raffaella ha detto...

Grazie Melania per aver condiviso con noi questo viaggio e averlo reso ancor più piacevole in vostra compagnia!

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