lunedì 25 settembre 2017

Langhe: il castello di Grinzane Cavour


Grinzane è un borgo delle Larghe, nel comune di Cuneo, a circa 5 km da Alba.
Il paese è diviso in due centri: Gallo e Grinzane Cavour.

centro storico di Grinzane Cavour
Il centro storico di Grinzane è costituito da poche case ottocentesche, poste ai piedi dell'antico e ben conservato castello.

Castello di Grinzane Cavour
La parte più antica dell'edificio è il mastio, l'alta torre centrale risalente  all'anno Mille.

mastio
Il mastio fu costruito come struttura difensiva dalla contessa Adelaide Manfredi (figlia di Olderico Manfredi), che sposò in terze nozze Oddone di Savoia.
Poi il nuovo signore fu Bonifacio del Vasto, e alla sua morte il figlio Guglielmo, primo marchese di Busca (1128).
Nel XII secolo il feudo venne dato in vassallaggio alla famiglia De Grinzaneis.
Nel 1381 Grinzane fu confermata al marchese Manfredo di Busca.
Alla torre vennero poi aggiunti nuovi corpi di fabbrica tra il XIII e il XIV secolo.

corpi di fabbrica del castello meno antichi
Nel 1435 Grinzane passò ai marchesi di Monferrato.
Nel 1533 l'imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V devolse Grinzane ai Gonzaga.
L'investitura del feudo passò poi a diverse famiglie.

Ma la storia del castello è legata soprattutto alla famosa figura risorgimentale che ha rappresentato Camillo Benso Conte di Cavour.

busto di Camillo Benso Conte di Cavour
Nel 1815 la duchessa Vittoria de Sellon, zia di Camillo, che aveva sposato in seconde nozze il duca Jules Gaspard Aynard de Clermont-Tonnerre, pari di Francia, acquistò parte del castello di Grinzane insieme a 180 ettari di terra.
Affidò l'amministrazione della sua parte del castello al cognato Michele Benso (padre di Camillo), che a sua volta comprò l'altra parte del castello e altra terra.

Camillo Benso Conte di Cavour, arrivò ventunenne a Grinzane, dopo aver terminato la sua breve e non amata carriera militare.
Arrivò a Grinzane con il titolo di sindaco fattogli pervenire dal padre, che gli lasciava anche l'amministrazione del castello.


Camillo conferì una nuova impronta all'agricoltura locale, e aiutato dai consigli tecnici del generale Staglieno e dell'enologo francese Louis Oudart, contribuì fortemente, insieme alla Marchesa Julliette Colbert Falletti di Barolo, alla nascita di quel grande vino che è il Barolo.


Alla morte di Camillo (1861), la proprietà passò alla nipote prediletta Giuseppina Benso che sposò il conte Carlo Alfieri di Sostegno.
La figlia Adele Alfieri, che ereditò a sua volta la proprietà, donò al Comune d'Alba il castello e i fondi agricoli (1932).
Oggi il castello è del Comune d'Alba e del Comune di Grinzane.

Castello di Grinzane Cavour
Il castello è un esempio di architettura medievale.
Ha una pianta quadrangolare con all'interno un piccolo cortile.
Esternamente è in laterizio, con decorazioni ad archetto e a denti di sega.

decorazioni ad archetti e a dente di sega della muratura esterna del castello
All'interno del cortile si può vedere l'unica decorazione in pietra del castello: il capitello di una bifora.

bifora con capitello in pietra
L'imponente struttura del castello presenta un "palatium" a forma di parallelepipedo a nord e un'alta manica caratterizzata da torrette pensili cilindriche, costruite nel XVI secolo, a sud.

facciata sud del castello con torrette pensili
torretta pensile
facciata est del castello
Il castello ospita un Museo delle Langhe, un museo etnografico dove vengono raccontati la civiltà contadina con i prodotti di questa terra, il tartufo e il vino, i vini albesi nella romanità, dove vengono mostrati oggetti dell'enogastronomia locale, ambientazioni della cucina albese del '600 e del '800, una distilleria del '700, la bottega del bottaio e del maniscalco.

La visita del museo ha inizio al pian terreno con la "Sala del Territorio", dove si trovavano un tempo le antiche cantine e le scuderie del castello.

Sala del Territorio
Nella sala viene raccontato tramite pannelli il territorio delle Langhe, la sua suddivisione in zone (Langhe di Cesare Pavese, Langa della nocciola e della toma, Langhe di Dogliani e del Manregalese, Langhe del Barolo, Langhe del Barbaresco, le Terre del Roero), e i suoi borghi.

Sala del Territorio
Al centro della sala si trova un "torchio latino" del 1704, tuttora funzionante, quello che per lungo tempo è stato l'unico torchio di Monasterolo.

torchio di Monasterolo
Si può anche assistere ad un filmato che racconta la presenza di Camillo Benso Conte di Cavour al castello.

Si sale poi per una stretta scala.

una scala del castello
Si giunge così alla "Sala delle Maschere".

Sala delle Maschere
E' così chiamata per il suo soffitto in legno a cassettoni del 1547, decorato con 157 tavolette dipinte con ritratti, stemmi nobiliari, mostri fantastici, allegorie, animali.


 


 

La sala è stata decorata in occasione del matrimonio di Pietrino Falletti con Giulia Damiani d'Asti.
 




In questa sala si svolge dal 1999 l'Asta Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba, che coinvolge chef stellati e personaggi noti.
Vengono qui celebrati anche matrimoni civili. 

Sala delle Maschere

La visita prosegue nella "Sala del Tartufo" in quanto è qui descritta la "pepita" delle Langhe: la sua composizione aromatica, le sue colorazioni, i periodi di maturazione,...



Il tartufo era amato da Plutarco, Cicerone, Carlo V e Napoleone.
Cavour era solito donarla per il buon esito dei suoi affari diplomatici.
Giacomo Morra di Alba fu colui che incentivò la conoscenza di questo prodotto in tutto il mondo: chiedeva ai contadini di portare al suo Hotel Savona le trifole che trovavano, e lui le serviva ai clienti del suo ristorante o le rivendeva alle cucine dei transatlantici da crociera; oppure le regalava a Vip o Star (al presidente americano Truman venne regalato un tartufo che pesava 2,5 kg).

C'è poi la "Sala del Vino" con una sezione dedicata al vino nell'antichità e ai reperti sui vini albesi di epoca romana.

anfore vinarie
Vi è anche una vetrina che espone bottiglie dei vini prodotti in Langa: Barolo, Barbaresco, Nebbiolo d'Alba, Roero Arneis, Langhe Favorita, Dolcetto di Diano d'Alba, Dolcetto di Dogliani, Verduno Pelaverga, Langhe Freisa, Langhe Arneis, Asti, Moscato d'Asti.

vetrina con i vini delle Langhe
Qui le etichette riportano i comuni di produzione, l'uva, il colore, l'odore, il sapore, la gradazione alcolica e l'abbinamento ai piatti di ognuno di loro.

caratteristiche del Barolo

Si accede poi alla "Sala degli Affreschi", sovrapposta alla Sala delle Maschere.

Sala degli Affreschi
Viene così chiamata per gli affreschi del '600/'700 che decorano le sue due volte a crociera.

volte a crociera affrescate
decorazioni di una volta
decorazioni dell'altra volta
Gli affreschi sono trasposizioni di pitture cinquecentesche riconducibili allo stile di Giulio Romano.
Il pittore, allievo di Raffaello, lavorò a Palazzo Tè a Mantova (Sala di Psiche e Sala delle Aquile) per i Gonzaga, e Alba e Grinzane sino al 1630 furono un dominio di questa casata.

particolare della volta affrescata
particolare della volta affrescata: La Discesa di Fetonte
L'allestimento della sala è dedicato alla "Verità sul Vino", diviso in tre sezioni: l'UVA, il VINO e la TAVOLA.

Verità sul Vino
pannello esplicativo
Sono riportati anche gli studi svolti sul tema del rapporto vino/salute promosso dall'Osservatorio Nazionale sul Consumo Consapevole del Vino.

un pannello sul rapporto vino/salute
Anche in questa sala con camino trova posto un torchio.

camino della Sala degli Affreschi
bifora della Sala degli Affreschi
torchio

Nella sala seguente sono allestite una cucina albese rustica del '600 e una cucina borghese del '800 più raffinata.

cucina del '600
cucina del '600
cucina del '800
cucina del '800
Inoltre nelle vetrine sono esposti oggetti che, come la bottiglia albeisa adatta a contenere i vini delle Langhe, ricordano le origini contadine.

allestimento museale della cucina nelle Langhe
bottiglie in vetro di diverse forme
stoviglie 
piatti dell'uva della vecchia Mondovì
varie tipologie di bottiglie

Si passa poi a visitare la "Sala degli Stemmi", la parte del castello che fu abitata da Cavour.

soffitto e decorazione della Sala degli Stemmi
La decorazione della sala comprende otto stemmi disegnati a fregio entro una doppia composizione floreale: tre presentano scudi con aquile rampanti, uno un leone rampante con un quadrupede bianco, altri con motivi architettonici e araldici, uno irriconoscibile.

stemma con aquila rampante
stemma con aquila rampante
stemma araldico
stemma irriconoscibile
stemma con aquila rampante
stemma araldico
stemma con leone rampante  quadrupede bianco
La sala contiene dei cimeli di Camillo Benso Conte di Cavour, tra i quali la sua striscia tricolore da sindaco e una delibera comunale autografa, e gli unici mobili rimasti della sua camera: il letto, il cassettone e le sedie.

cimeli di Cavour
mobili della camera di Cavour
Vi sono poi, a concludere la visita, le ricostruzioni di una bottega di bottaio, una bottega di un maniscalco, di una distilleria del XVIII secolo e di una cantina.

bottega del bottaio
utensili e attrezzi di lavoro per la realizzazione di una botte
carretto con botte
cantina
distilleria del '700
bottega del maniscalco

Ha sede nel castello l'Enoteca Regionale Cavour.
E' la prima enoteca ad essere stata fondata in Piemonte (1967), e la la seconda in Italia.

Enoteca Regionale Cavour
Enoteca Regionale Cavour
Il castello è anche sede permanente del Premio Letterario "Grinzane Cavour", dell’ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi), dell'Ordine dei Cavalieri del tartufo e dei vini d'Alba, e del Vino e Salute (Osservatorio Nazionale sul Consumo Consapevole del Vino).
Qui inoltre si svolge, la seconda domenica di novembre, l'Asta Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba, il cui ricavato è donato ad enti benefici.
Dalla spianata che circonda il castello si possono ammirare i panorami sulle colline del Barolo.

Panorama sulle colline del Barolo
Panorama sulle colline del Barolo
Panorama sulle colline del Barolo

www.castellogrinzane.com
Orario:  mercoledì/venerdì
             aprile/ottobre                                         9.30/19.00
             febbraio/marzo e novembre/dicembre      9.30/18.00
             settembre/15 novembre              aperto tutti i giorni
             chiusura variabile tra gennaio e febbraio
Costo:   5€
             audioguida 1€

Ai piedi del castello si trova la Chiesa Parrocchiale di Maria Vergine del Carmine. fatta erigere a parrocchia da Cavour nel 1833.
La chiesa con facciata in cotto neoclassica, era stata ricostruita nel XVII secolo e fu poi ampliata nel 1848.

Chiesa Parrocchiale di Maria Vergine del Carmine


CONCLUSIONE 
Nel 1916 alla denominazione Grinzane del paese venne aggiunto quello di Cavour per omaggiare il conte che fu sindaco del paese per 17 anni consecutivi (1832/184), e che divenne poi deputato del Regno di Savoia nel 1848.
I ricordi cavouriani e il mondo enogastronomico che ha preso il via in parte dalle cantine di questo castello, rendono questo sito interessante da molti punti di vista, oltre che permettere di conoscere la storia di questo luogo e del territorio delle Langhe di cui fa parte.


1 commento:

Melania Coco ha detto...

Lettura molto interessante. I Castelli custodiscono la storia del luogo; noi oggi possiamo ammirarli e ripercorrere la vita e le gesta dei proprietari anche grazie ai tuoi "racconti".

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