domenica 19 maggio 2013

Un castello-museo a Saint-Germain-en-Laye


SITO TURISTICO                             www.ot-saintgermainenlaye.fr
UFFICIO TURISTICO                       38 Rue au Pain
                                                           (casa natale di Claude Debussy)

Saint-Germain-en-Laye si trova nell'Ile-de-France in prossimità di Parigi.
E' bagnata dalla Senna e circondata da una foresta demaniale di 3500 ettari.
E' statala residenza di numerosi re e nel suo castello nacque nel 1638 Luigi XIV, il "Re Sole".

volte del castello
Luigi VI detto il Grosso costruì una prima costruzione fortificata nel 1122, dove recarsi per andare a caccia.
Durante il regno di Francesco I venne costruito un castello con un aspetto Rinascimentale sulle fondamenta pentagonali di quello costruito da Carlo V nel XIV secolo.

particolare decorativo
camino con salamandra di Francesco I

Enrico II invece costruì il cosiddetto "Castello Nuovo" ("Chateau Neuf") ed Enrico IV lo ingrandì e fece costruire un terrazzamento sino alla Senna.
Divenne una residenza reale e rimase tale sino al 1689, anno in cui Luigi XIV, che era nato in questo castello, decise di trasferire la corte a Versailles.


plastico dei giardini del castello




Luigi XIV fece ricostruire il vecchio castello ("Chateau Vieux") e diede l'incarico a Le Notre di ricreare i giardini.
Il terrazzo con giardini che il paesaggista ha ideato e realizzato tra il 1669 e il 1675, è largo 30 m e lungo 2.400 m.


terrazzamento del castello

Carlo X demolì il Castello Nuovo.
Venne poi trasformato in prigione, ospedale, scuola di cavalleria, caserma e penitenziario militare.
Napoleone III restaurò il castello nel XIX secolo e lo trasformò in un Museo delle antichità celtiche e gallo-romane.

entrata al castello

Il castello circondato da un fossato, è costruito con mattoni e pietra.
Il torrione è del XIV secolo.
E' costruito intorno ad una corte centrale.

corte interna del castello
 
Tra le torri del castello si trova la Cappella di St-Louis, costruita da re S.Luigi nel XIII secolo.

vetrate del coro
rosone tamponato della cappella



Il castello ospita il Musée des Antiquités Nationales, che con i suoi 30.000 oggetti è una delle collezioni più importanti d'Europa e del mondo.
E' una raccolta dell'arte scolpita e dipinta dal Paleolitico all'epoca carolingia, dalla preistoria fino circa all'anno 1000.
Sono presenti i reperti "golasecchiani" della collezione Giani, abate che ha compiuto degli scavi nel XIX secolo.

collezioni del museo

Tra gli oggetti più importati presenti nel museo si trova la "Vénus de Brassempouy", considerata la prima rappresentazione di un viso umano, risalendo al 21.000 a.C. (Paleolitico).
E' realizzata con avorio di mammut.

"Venus de Brassempouy"

Vi sono anche molte statuette con ventri e seni più grandi del normale, a simboleggiare la fertilità.

statuetta della fertilità

Dell'età del bronzo (2000/750 a.C.) vi sono tibiali e corazze in bronzo, e collane in oro.

corazze dell'età del bronzo
tibiali dell'età del bronzo
collana d'oro dell'età del bronzo

Dell'età del ferro (750/inizio nostra era) un oggetto prezioso esposto è la cista di Magny-Lambert, un recipiente a forma di secchio cilindrico, del VII secolo a.C. trovata in una tomba appartenente forse a un guerriero.


cista e corredo funebre di Magny-Lambert

Di epoca gallo-romana (I secolo a.C/V secolo d.C.) è il "letto degli amanti" elemento decorativo in terracotta del II/III secolo d.C. trovato vicino a Bordeaux, e un pavimento a mosaico del III secolo d.C. di Vienne in cui si trovano rappresentate nel centro le 4 stagioni attorniate da numerosi riquadri con diverse scene.

"letto degli amanti"
pavimento in mosaico

Del primo medioevo (500 d.C.), è il corredo della tomba "du chef" di Lavoye, appartenuto ad un uomo di grande taglia, di circa 50 anni. Tra gli oggetti trovati in questo grande tumulo vi era una brocca in legno e pacche d'oro.


brocca in legno della tomba "du chef"
corredo della tomba "du chef"

www.musee-archelogienationale.fr
Orario:  10.00/17.00    chiuso il martedì
Costo 6€
                                                       ____________


La città oltre ad alcuni re francesi, ha dato i natali al musicista Claude Debussy.
Moliere ha scritto "Le amanti magnifiche" e "Il borghese gentiluomo" durante la sua permanenza qui.
Alexandre Dumas risiedette a Saint-Germain-en-Laye prima di andare ad abitare al castello di Montecristo a Port-Marly.
Qui scrisse parte di "I tre moschettieri" e "Il Conte di Montecristo".

CONCLUSIONI
A Saint-Germain-en-Laye non c'è solo il castello da visitare.
Bei palazzi del XVII/XVIII secolo si trovano nel centro cittadino.
Purtroppo però il tempo a nostra disposizione non ci ha permesso di visitare la città in modo esaustivo (la visita del museo è abbastanza impegnativa).
Ma già quel che abbiamo visto, è abbastanza per consigliare una visita di questa cittadina.


giovedì 16 maggio 2013

Alexandre Dumas e il castello di Monte-Cristo


Alexandre Dumas...scrittore, drammaturgo, giornalista, critico d'arte, viaggiatore, gourmet, eterno amante...


Alexandre Dumas (padre, per distinguerlo da figlio omonimo e anch'egli scrittore) nacque in Normandia, a Villers-Cotterets nel 1802.
Era figlio di un generale che aveva combattuto durante la Rivoluzione e a fianco di Napoleone, e che morì quando lo scrittore era ancora in tenera età.
Suo nonno era un marchese francese e sua nonna una schiava africana di Haiti, colonia francese.

Alexandre Dumas

La sua carriera letteraria iniziò con la scrittura di opere teatrali che inaugurarono lo stile romantico nel dramma: "Enrico III e la sua corte" ebbe un vero successo.
Successivamente il successo arrivò anche per i suoi romanzi storici: "La Regina Margot", "I Tre Moschettieri" e "Il Conte di Montecristo".

Dopo questi capolavori sentì l'esigenza di scappare da Parigi e trovare un luogo dove continuare a scrivere tranquillamente, e questo luogo lo trovò nell'Ile-de-France a Le Port Marly, dove nel 1846 si fece costruire, sotto le sue attente direttive, il cosiddetto "Castello di Monte-Cristo".
Fu infatti sedotto, come tanti altri artisti, dal paesaggio lungo la Senna, dopo aver anche soggiornato a Saint-Germain-en-Laye.

Nel 1847 "attaccò la cremagliera" (utensile del camino che serviva ad appendere il paiolo) ovvero inaugurò il castello insieme ad amici, ammiratori e curiosi.

castello di Montecristo

La facciata del castello, in stile Rinascenza, è interamente scolpita con motivi floreali, armi, angeli e strumenti musicali.
Sopra ogni finestra del piano terra vi sono medaglioni con scrittori drammatici di tutte le epoche.
Su quello che sovrasta la porta d'entrata si trova quello di Dumas stesso.
Sul frontone vi sono le insegne dei suoi avi e la scritta

                                             "Amo mi chi ama".

Le torrette in cima alle due torri del castello sono decorate con le iniziali intrecciate dello scrittore.

facciata del castello

L'interno del castello presenta ritratti, manoscritti, foto e ricordi dello scrittore, che qui amava portare le sue conquiste femminili.
Vengono qui rappresentati l'universo, la vita e i capolavori di Dumas.

Al primo piano si trova il Salone moresco, con pareti decorate e arabeschi scolpiti in stucco, opera di artigiani tunisini.

parco del castello

Nel parco all'inglese ricco di alberi come larici, abeti, querce, betulle e tigli, con cascate, rocce e grotte, e popolato da numerosi animali, si respirava un'atmosfera romantica.

Chateau d'If



Immerso in questo "piccolo Paradiso" come amava definirlo, Dumas si fece costruire uno studio in un piccolo castelletto neoclassico circondato di acqua chiamato "Chateau d'If".


Chateau d'If
particolare di una finestra


Chateau d'If
Chateau d'If circondato dall'acqua
 
Sulle pareti del suo studio vi erano i titoli di numerosi capolavori di scrittori.
Sulla facciata invece vi erano scolpite sulla pietra le rappresentazioni di qualche eroe come Dantes o Gorenflot.


scrivania di Dumas
studiolo nel Chateau d'If

Si svolgevano in questa residenza feste sontuose e pasti gourmet che preparava Dumas stesso.
La sua generosità leggendaria portò molte persone a vivere sulle sue spalle.
Questo sfarzo e questa generosità portarono Dumas ad accumulare debiti e creditori, fino al punto che fu costretto a svendere l'immobile con quello che conteneva e nel 1851 ad esiliarsi in Belgio.

Alexandre Dumas finirà la sua vita nella casa di suo figlio vicino a Dieppe, non lontano dal luogo dove venne al mondo, nel 1870.
Nel 2002 il suo corpo venne traslato nel Pantheon di Parigi.

Il castello passò poi di mano in mano, rischiando la distruzione, evitata dai tre comuni di Port-Marly, Marly-le-Roy e Pecq che si associarono dando vita agli "Amici di Alexandre Dumas".


www.chateau-monte-cristo.com
L'entrata al castello avviene per lo stesso accesso alla Clinique de L'Europe.
Orario:  1 aprile/novembre  10.00/12.30  14.00/18.00
              lunedì chiuso
              2 novembre/marzo  10.00/17.00   solo domenica
Costo 6€
solo parco 3€

CONCLUSIONI
A volte visitare i luoghi che hanno ospitato la vita di grandi personalità aiuta a comprenderne meglio la personalità.
E' questo il caso di questo scrittore che essendo amico di Garibaldi, è venuto in contatto con il nostro Paese, e a Napoli è entrato anche a partecipare alla nostra vita culturale.
Un grande personaggio e un grande artista che con le sue opere ha segnato un epoca e il panorama internazionale dell'opera letteraria.



lunedì 13 maggio 2013

Il castello di Malmaison e il suo giardino


In una cittadina chiamata Rueil-Malmaison, nella regione Ile-de-France a soli 15 chilometri da Parigi, si trova il castello di Malmaison, nido d'amore di Napoleone e Joséphine de Beauharnais durante gli anni del Consolato.

Il nome MALMAISON deriva probabilmente da "Mala Domus" (in francese "Mauvaise Maison") nome datole nel IX secolo perché vi era qui un covo di vichinghi che razziava nella zona.

Il castello feudale che venne costruito qui nel XIV secolo appartenne alla stessa famiglia sino al 1763.
Nel 1799 divenne la casa di campagna della coppia consolare e fu la sede del governo francese dal 1800 al 1802.
Anche dopo che la coppia si separò perché l'Imperatore doveva avere un erede che l'Imperatrice non poteva più dargli, il castello rimase a Josephine sino alla sua morte avvenuta nel 1814.

Poi nel 1842 Maria Cristina di Spagna acquistò il castello.
Passò poi a Napoleone III nel II Impero che fedelmente restaurò, ridecorò e arredò di nuovo la residenza appartenuta alla nonna.

facciata verso il parco
facciata verso il parco

L'aspetto neoclassico attuale è quello del 1780 datogli da Percier e Fontaine, i due architetti incaricati da Napoleone di seguire i lavori di rimaneggiamento: un corpo centrale con due ali che si allungano a formare una corte con parco all'inglese.

L'ingresso avviene dalla corte d'onore dove un'entrata a forma di tenda militare, un tempo vestibolo dei domestici, dà accesso al castello.

ingresso al castello

Segue il vestibolo d'onore dove 4 colonne in stucco danno alla camera l'aspetto di un atrio di una villa romana.
Un tempo in esso trovavano spazio voliere con uccelli esotici che con il loro canto davano il benvenuto ai visitatori.

vestibolo
vestibolo
vestibolo
























Sulla destra si entra nella sala del biliardo con tappezzeria verde con fili amaranto in sintonia con le porte e le persiane di color terra d'Egitto.

sala del biliardo

Segue il salone dorato con medaglioni che rappresentano la storia di Dafne e di Cloe.
In un quadro di Hector Viger posto in questo salone si può vedere come era arredato all'epoca in cui i consoli lo abitavano.

salone dorato

Il salone della musica è una vasta sala, una galleria di tavole di pittori moderni tanto amati dall'Imperatrice quanto quelli a temi medievali, chiamati "troubadours".
Una bella arpa si trova in fondo al salone.

sala della musica

arpa nella sala della musica

La sala da pranzo ha una forma in parte semicircolare e una pavimentazione in marmo bianco e nero.
Sulle pareti vi sono sei ballerine dipinte su stucco in stile pompeiano.
Le arcate in legno sono ornate da grappoli di frutta.
Trovano posto dodici sedie e tre consolles.

sala da pranzo

pavimentazione della sala da pranzo
decorazione murale



















La sala del consiglio è quella dove Napoleone tenne 169 consigli dei ministri, a forma di tenda militare a righe.
Vi si trovano i ritratti di Joséphine e quello di sua madre dipinti da Gérard.

sala del consiglio
poltrona della sala del consiglio

tavolo del consiglio

ritratto di Joséphine di Gérard
ritratto della madre di Napoleone di Gérard

La biblioteca fu chiamata da Napoleone una "sacrestia di chiesa" per la sua volta decorata con Apollo e Minerva, circondati da medaglioni di autori antichi e moderni.
Sono qui conservati 500 volumi con la cifra B-P (Bona-Parte) dei 4500 collocati in origine in questa sala.
Vi è anche conservato lo scrittoio che sempre utilizzò Napoleone.
Una scala in legno portava direttamente Napoleone nella sua camera, posta al piano superiore.
 
biblioteca

Apollo e Minerva
volumi esposti



















La visita continua al primo piano dove vi sono le camere private dei coniugi.
La camera dell'Imperatore è due volte più grande di quella originale.
E' ricoperta di tessuto "gourgouran" bianco a righe che rimpiazza la moussseline rigata dell'epoca.
Il letto proviene dalla camera da letto del Principe Eugenio alle Tuileries, ed è ricoperto di stoffa gialla con decori neri che riproducono quelli originali.
In questa camera c'è un ritratto di Napoleone da giovane.


camera dell'Imperatore

Marengo è una sala espositiva dove si trovano i ricordi di Napoleone tra i quali alcune sue spade e il tavolo detto "Austerlitz" in porcellana di Sevres e bronzo.
C'è anche il quadro di David "Passaggio delle Alpi".

spade di Napoleone
tavolo "Austerlitz"
"Passaggio delle Alpi" - David

Nella camera Josephine vi sono i ricordi dell'Imperatrice: ritratti, arazzi Gobelins, oggetti personali, servizi da tavola di Sévres, cristalli con le sue iniziali.
Al centro della sala sono esposti due servizi di 50 pezzi di Dihl e Guerhard con piatti "a quadro" con raffigurazioni di quadri olandesi della collezioni dell'Imperatrice.

servizio da tavola

piatto del servizio

apparato da tavola
porcellane preziose

La camera dell'Imperatrice rimaneggiata dopo il divorzio da Napoleone, è una stanza sontuosa a forma di tenda a 16 lati con numerosi specchi a renderla luminosa.

camera dell'Imperatrice
camera dell'Imperatrice
necessario per manicure

La camera del fregio è caratterizzata da un fregio rimosso dal salone dell'Hotel de la Rue de la Victoire a Parigi dove vissero Napoleone e Joséphine sino al colpo di stato.
E' arredato con mobili di Joséphine del Palazzo delle Tuileries.
Particolari sono le poltrone con i braccioli a forma di cigno.

camera del fregio
camera del fregio

poltrone nella camera del fregio

fregio




La camera ordinaria di Joséphine era una camera d'appoggio per quando uno dei due coniugi era ammalato.
In questa camera Joséphine amava leggere e divenne poi la sua camera da letto.
Un cofanetto per gioielli rimovibile dal suo tavolino, fungeva anche da scrittoio.

camera ordinaria di Joséphine
cofanetto-scrittoio

Il boudoir è una camera ottagonale, piccola e facile da riscaldare.
A volte Joséphine l'usava come camera da pranzo quando aveva uno o due ospiti.

boudoir

La camera da toilette era dove l'Imperatrice trascorreva ogni mattina tre ore per il proprio aspetto, ma non fungeva da stanza da bagno.

mobile da toilette
Al secondo piano vi era la camera dei fronzoli, con armadi guardaroba dove l'Imperatrice teneva i suoi abiti.
In un anno ordinò 136 abiti, 895 paia di guanti e 520 paia di scarpe.
Quando poi non voleva più un vestito lo tirava a sorte tra la suocera, la regina di Westfalia e Carolina Murat.

Joséphine de Beauhrnais

Marie-Joséph-Rose de Tascher nacque in Martinica nel 1763 da proprietari terrieri di canna da zucchero.
Fu mandata all'età di 16 anni a Parigi dove sposò Alexandre de Beauharnais dal quale ebbe due figli: Eugène e Hortense.
Durante il Terrore venne imprigionata per tre mesi e suo marito invece fu giustiziato.
Nel 1795 incontrò Bonaparte, più giovane i lei di sei anni, che sposò nel 1796.
Nel 1804 divenne imperatrice e lo fu per 5 anni.
Nel 1809 non potendo dare un erede all'Imperatore divorzia da Napoleone.
Muore alla Malmaison nel 1814.

busto di Napoleone

Joséphine fu un'amante della botanica e della zoologia.
Nel parco del castello che da 60 ettari si allargò a ben 726 ettari per suo volere, fece sistemare voliere, due padiglioni, scuderie e serre riscaldate dove poteva veder crescere i semi e le piante che si era fatta mandare da tutto il mondo per abbellire il suo giardino all'inglese, introducendo in Francia piante sconosciute: ibiscus, camelie, peonie arbustive, magnolie porpora, dalie.

parco con corso d'acqua ghiacciato

Il giardino arrivò ad avere 250 specie di rose fatte venire dalla Persia, che daranno origine tra l'altro alla Rosa Tea.
Il disegnatore Reduté, pittore di fiori dell'Imperatrice, dipinse 120 riproduzioni delle rose più belle presenti alla Malmaison nella raccolta "Le Jardin de la Malmaison".

disegno di Rudeté
disegno di Reduté


Una rosa chiamata "Souvenir de la Malmaison", dai petali rosa chiarissimi e profumati a fioritura continua, è stata dedicata al giardino di Joséphine.

rosa "Souvenir de la Malmaison"


Soprattutto il paesaggista Berthaut l'aiutò a realizzare i suoi progetti costruendo una serra riscaldata per accogliere arbusti alti anche 5 m e un piccolo lago navigabile.

Nel parco si trovano anche uno chalet svizzero con tre costruzioni (latteria, vaccheria e una casa per una coppia di vaccari svizzeri) e un ovile per pecore mérinos la cui lana serviva per vestire i miliari.

Anche animali esotici quali zebre, canguri, orangutan, pappagalli, struzzi ed emù erano presenti nella proprietà, ma divenuto costoso il loro mantenimento furono mandati altrove.

Joséphine ebbe il merito di aver portato dall'Australia alla Malmaison il raro e sconosciuto cigno nero.

Oggi il parco si è ridimensionato a 6 ettari di terreno dove si è cercato di ricostruire in parte il suo giardino.

www.chateau-malmaison.fr
Orario:  ottobre/marzo    in settimana          10.00/12.30  13.30/17.15
                                         sabato/domenica  10.00/12.30  13.30/71.45
             aprile/settembre  in settimana         10.00/12.30  13.30/17.45
                                         sabato/domenica  10.00/12.30  13.30/18.15
martedì chiuso
 Costo castello + giardino 6€
           giardino 1,50 €



La cittadina di Rueil-Malmaison ha avuto un passato storico che ha visto re merovingi, il soggiorno di Enrico IV e di Luigi XII, la costruzione del castello di Richelieu e il nascondersi del bambino Re Sole per sfuggire alla Fronda.
Nella chiesa di St-Pierre-St-Paul riposano Joséphine e sua figlia la regina Hortense.
Ha avuto anche un significato artistico per gli Impressionisti come Renoir, Monet, Manet, Cézanne e Pissaro, che qui amavano ritrarre la Senna.
www.rueil-tourisme.com


CONCLUSIONI
La corona intorno a Parigi è ricca di siti storici e artistici, di castelli come Fontainebleau o Vaux-le-Vicomte e di borghi come Barbizon, che hanno visto l'interesse di pittori ed artisti.
Se si è a Parigi è difficile uscirne fuori per andare a visitare atri luoghi, con il numero di siti da visitare in città, ma un viaggio nell'Ile-de-France merita una visita al castello di Malmaison, non lontana dalla reggia di Versailles o dal castello di Saint-Germain-en-Laye.