mercoledì 22 luglio 2015

I Fori Imperiali a Roma: il Foro della Pace


Questa è una breve prefazione che ritroverete come inizio di tutti i post che trattano i singoli Fori Imperiali.


I Fori Imperiali, uno dei siti archeologici più importanti e visitati della nostra capitale, sono l'insieme dei cinque complessi monumentali costruiti in età imperiale, in continuità con il Foro Romano di età regio-repubblicana.

Furono costruiti con le ricchezze che erano state accumulate nelle guerre espansionistiche di Roma.

Avevano un carattere celebrativo e autorappresentativo dei committenti.
Erano quindi spazi di rappresentanza.

I Fori erano piazze monumentali di forma quadrangolare, chiuse, porticate e con esedre.
Il lato di fondo poi aveva un tempio con la divinità protettrice dell'imperatore che lo aveva fatto costruire.
La piazza aveva nel centro la statua dell'imperatore a cavallo o su quadriga, e iscrizioni che attestavano il nome dell'imperatore.

Ricco era l'apparato scultoreo e decorativo di marmi colorati e stucchi.

Nei Fori vi erano delle basiliche civili dove venivano espletate le pratiche giuridico-amministrative.
Erano anche presenti biblioteche con gallerie di statue.

I Fori furono eretti in 150 anni, e in ordine cronologico sono:
- il FORO DI CESARE                              (46 a.C.)
- il FORO DI AUGUSTO                           (2 a.C.)
- il FORO DELLA PACE                           (75 d.C.)
- il FORO DI NERVA o TRANSITORIO   (97 d.C.)
- il FORO DI TRAIANO                             (112/113 d.C.)

I Fori (tranne il Foro della Pace) furono in uso sino all'età tardo antica (IV/V secolo), e gli spazi pubblici furono utilizzati sino all'età carolingia (IX/X secolo).
Poi i Fori vennero occupati da abitazioni.
Nel XI secolo vi fu una rapida crescita del livello del terreno, acausa dell'impaludamento e dall'accumulo di materiali, con conseguente abbandono e degrado dell'area.


Nel XVI secolo il cardinale Michele Bonelli attuò una bonifica e una nuova urbanizzazione del sito, creando il cosiddetto Quartiere Alessandrino.

I primi scavi del sito furono effettuati nel 1812/1814 dal Governatorato napoleonico nell'area dove sorgeva la Basilica Ulpia (Foro di Traiano).
Furono seguiti nel 1929/1932 dagli sterri e dalle demolizioni degli edifici medievali e rinascimentali, che erano stati costruiti su quelli romani, quando si volle costruire la Via dell'Impero (oggi Via dei Fori Imperiali).
Ma i veri scavi archeologici, che portarono alla luce un'area dei Fori di 15.000 mq, si effettuarono solo nel 1994.


FORO DELLA PACE (o meglio il Tempio della Pace)

Foro della Pace
Il Templum Pacis pur essendo una piazza monumentale simile ad un Foro, fu impropriamente denominato Foro della Pace alla fine dell'Impero.
Questa appendice verso sud-est dei Fori Imperiali ha avuto in realtà un carattere sacro.

Vespasiano - Musei Capitolini
Fu fatto costruire da Tito Flavio Vespasiano, il primo imperatore della dinastia Flavia, tra il 71 e il 75 d.C., per commemorare la conquista di Gerusalemme e la vittoria contro gli Ebrei.

pianta del Foro della Pace
Prese il posto dell'antico Macellum, il mercato repubblicano.

La sua forma si è potuta apprendere dai frammenti della Forma Urbis Romae severiana, affissa proprio in uno dei suoi ambienti.

ricostruzione del Foro della Pace
Il Foro della Pace, di pianta quadrangolare, era delimitato da un alto muro in opera quadrata di blocchi di peperino.
Sul lato nord-ovest, verso il Foro di Augusto, si trovava il suo ingresso monumentale decorato con colonne in marmo africano che avevano un diametro di 1,30m.

Più che una piazza era un'area a giardino: la piazza era occupata da sei lunghi podi disposti tre per lato con uno spiazzo libero al centro, con vasi di rose galliche nel terreno intorno.

podi con vasche della piazza e scalinata dei portici del Foro della Pace
Sopra ai podi vi erano basse vasche con un velo d'acqua sul fondo.

Lungo il perimetro del Foro si trovavano, soprelevati di cinque gradini, portici con colonne di granito rosa di Assuan e capitelli corinzi in marmo bianco, e ricoperti con tetti in tegole con coppi di marmo bianco.

pavimentazione e muro di recinzione del Foro della Pace
Lungo i portici e nella parte libera della piazza si trovavano basamenti per statue, soprattutto di scultori greci, con iscrizioni in greco, depredate in Grecia e in Asia Minore da Nerone per abbellire la Domus Aurea.
Il Foro della Pace doveva costituire un museo all'aperto.

Davanti al portico d'ingresso del Tempio si trovava un labrum, una vasca circolare (dal diametro di 3,5m), in porfido rosso di età severiana, ritrovato in 52 frammenti spezzati in maniera volontaria per essere rimpiegati in un muro altomedievale.

labrum - Museo dei Fori Imperiali
Il bacino, ricomposto in parte e conservato al Museo dei Fori Imperiali, serviva per le aspersioni purificatrici del culto.
Il suo labbro era estroflesso con kyma ionico.
Il fondo era piatto e ombelicato, il profilo carenato e le anse presentavano serpenti intrecciati.

Erano quattro le esedre del portico in opera quadrata: una se ne conserva all'inizio di Via Cavour. 

Il tema conduttore di questo Foro era la pacificazione universale.

Sul portico del lato di fondo si apriva il Tempio dedicato alla Pace, un'aula absidata sul fondo del portico, come un'esedra.

scavo nell'area del Tempio del Foro della Pace
Sei colonne, dalle dimensioni e dalle basi maggiori delle altre, costituivano la fronte e segnavano il passaggio tra il portico e il Tempio.

Il Tempio era costituito da alcuni ambienti ed il frontone era preceduto da un altare rettangolare.
Nell'abside vi era la statua di culto.

Alcuni ambienti del complesso furono trasformati nella Chiesa dei Santi Cosma e Damiano.
(per approfondire l'argomento vi rimando al mio post "Roma: le chiese del Foro Romano").

Due aule erano poste alla destra del Tempio.
Una di queste si trovava tra la Basilica di Massenzio e l'ingresso alla Chiesa dei Santi Cosma e Damiano.
Sulla sua parete sud-occidentale in laterizio era appesa la Forma Urbis Romae (225 mq), come se ne deduce dai fori che sostenevano le lastre ancora evidenti sul muro.
Di questa grande pianta di Roma del 230/211 d.C. se ne è conservato 1/10 del totale.

ricostruzione del Foro della Pace dai frammenti della Forma Urbis Romae
parete sulla quale era appesa la Forma Urbis Romae

Un'altra aula era adibita a biblioteca letteraria e scientifica, la Bibliotheca Pacis.
Dalla biblioteca dovrebbe provenire la testa bronzea del filosofo Crisippo (281-208/204 a.C.) di età flavia (75/80 d.C.), conservata al Museo dei Fori Imperiali (Mercati di Traiano).

testa del filosofo Crisippo (età flavia - Museo dei Fori Imperiali
La testa doveva appartenere ad una statua di piccole dimensioni, e doveva costituire il segnacolo alle opere del filosofo presenti nella biblioteca.

Dopo il restauro di Settimio Severo successivo all'incendio avvenuto sotto l'imperatore Commodo (192 d.C.), il Foro della Pace fu abbandonato dal V secolo. 

CONCLUSIONI
Dopo "l'anastilosi" (cioè l'innalzamento), delle prime due colonne di granito rosa di Assuan del quadriportico che circondava il Tempio della Pace, è previsto a breve l'innalzamento di altre cinque colonne e la ricostruzione di parte della copertura (5mq) con tegole di coppi originali.
Questo è ciò che gli ultimi scavi eseguiti nell'area hanno portato a realizzare e che ci aiuteranno ad immaginare meglio questo sito, finora poco identificabile.
L'intento di Vespasiano di creare un museo all'aperto, andrà nuovamente, anche se in altra veste, a realizzarsi.



I Fori Imperiali a Roma: il Foro di Nerva


Questa è una breve prefazione che ritroverete come inizio di tutti i post che trattano i singoli Fori Imperiali.


I Fori Imperiali, uno dei siti archeologici più importanti e visitati della nostra capitale, sono l'insieme dei cinque complessi monumentali costruiti in età imperiale, in continuità con il Foro Romano di età regio-repubblicana.

Furono costruiti con le ricchezze che erano state accumulate nelle guerre espansionistiche di Roma.

Avevano un carattere celebrativo e autorappresentativo dei committenti.
Erano quindi spazi di rappresentanza.

I Fori erano piazze monumentali di forma quadrangolare, chiuse, porticate e con esedre.
Il lato di fondo poi aveva un tempio con la divinità protettrice dell'imperatore che lo aveva fatto costruire.
La piazza aveva nel centro la statua dell'imperatore a cavallo o su quadriga, e iscrizioni che attestavano il nome dell'imperatore.

Ricco era l'apparato scultoreo e decorativo di marmi colorati e stucchi.

Nei Fori vi erano delle basiliche civili dove venivano espletate le pratiche giuridico-amministrative.
Erano anche presenti biblioteche con gallerie di statue.

I Fori furono eretti in 150 anni, e in ordine cronologico sono:
- il FORO DI CESARE                              (46 a.C.)
- il FORO DI AUGUSTO                           (2 a.C.)
- il FORO DELLA PACE                           (75 d.C.)
- il FORO DI NERVA o TRANSITORIO   (97 d.C.)
- il FORO DI TRAIANO                             (112/113 d.C.)

I Fori (tranne il Foro della Pace) furono in uso sino all'età tardo antica (IV/V secolo), e gli spazi pubblici furono utilizzati sino all'età carolingia (IX/X secolo).
Poi i Fori vennero occupati da abitazioni.
Nel XI secolo vi fu una rapida crescita del livello del terreno, acausa dell'impaludamento e dall'accumulo di materiali, con conseguente abbandono e degrado dell'area.


Nel XVI secolo il cardinale Michele Bonelli attuò una bonifica e una nuova urbanizzazione del sito, creando il cosiddetto Quartiere Alessandrino.

I primi scavi del sito furono effettuati nel 1812/1814 dal Governatorato napoleonico nell'area dove sorgeva la Basilica Ulpia (Foro di Traiano).
Furono seguiti nel 1929/1932 dagli sterri e dalle demolizioni degli edifici medievali e rinascimentali, che erano stati costruiti su quelli romani, quando si volle costruire la Via dell'Impero (oggi Via dei Fori Imperiali).
Ma i veri scavi archeologici, che portarono alla luce un'area dei Fori di 15.000 mq, si effettuarono solo nel 1994.

FORO DI NERVA (o TRANSITORIO)


Il quarto Foro Imperiale in ordine cronologico costruito a Roma fu il Foro di Nerva.

Domiziano



In realtà fu iniziato e completato da Tito Flavio Domiziano, ma venne inaugurato dopo l'assassinio dell'imperatore (86 d.C.) dal suo successore Marcus Coccelus Nerva nel 97 d.C..



statua di Nerva lungo Via dei Fori Imperiali
Il Foro di Nerva fu anche chiamato "Foro Transitorio"  in quanto la sua piazza sostituiva il primo tratto dell'Argiletum, la strada che collegava il Foro Romano alla Subura e metteva in comunicazione i Fori esistenti con il Tempio della Pace.

iscrizione dell'Argiletum nel Foro Romano
Per doversi adattare allo spazio rimasto tra gli atri Fori, la sua forma era allungata e stretta (120 X 45m).
Protetto dagli altri Fori, il Foro di Nerva si conservò dopo la caduta dell'Impero Romano.

pianta del Foro di Nerva
Il lato minore verso il Foro Romano era curvo, e da qui si poteva accedere al Foro di Augusto e al Foro repubblicano: la strada dell'Argiletum riprese ad essere percossa cai carri e nell'VIII secolo la pavimentazione in lastre marmoree vennero sostituite da acciottolato.

Non vi era un vero e proprio portico per mancanza di spazio, ma vi era un colonnato corinzio lungo il perimetro della piazza.

ricostruzione del Foro di Nerva
Questo colonnato, probabilmente di 50 fusti di marmo pavonazzetto (bianco con venature violacee), era aggettante dalla parete del Foro, assieme alla trabeazione.

colonnato  con trabeazione aggettante
Sull'attico del colonnato si trovavano statue.
Tra queste nel Museo dei Fori Imperiali (Mercati di Traiano) è conservato un personaggio femminile, posizionato sull'attico degli pseudo-portici, identificato con "Provincia" sottomesssa, ad indicare la pace e l'unificazione tra Oriente e Occidente sotto l'Impero Romano.

ricomposizione dell'attico del Foro di Nerva con "Provincia"
Nella piazza del Foro di Nerva Alessandro Severo collocò statue gigantesche di imperatori.

Sul fondo della piazza si trovava il Tempio di Minerva, la divinità venerata dall'imperatore Domiziano.

Il Tempio aveva sei colonne in stile corinzio sulla fronte.
Sull'architrave e sul fregio era incisa l'iscrizione dedicatoria.

Sui fianchi del Tempio il fregio in marmo bianco era decorato con bucrani e strumenti sacrificali.

Alle spalle del Tempio vi era un'esedra a forma di ferro di cavallo (Porticus Absidata), preceduta da un colonnato.

lato di fondo del Foro di Nerva con podio del Tempio di Minerva
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resti del podio del Tempio di Minerva




Del Foro di Nerva oggi rimangono pochi resti: il nucleo informe del Tempio di Minerva, distrutto nel 1606 da Papa Paolo V per costruire con i suoi materiali la Fontana dell'Acqua Paola sul Gianicolo, sotto il quale passa un tratto della Cloaca Maxima, e due colonne del lato meridionale, le cosiddette "Colonnacce" (per il loro stato di rudere), le uniche superstiti del colonnato corinzio, con un tratto del muro di fondo verso Via Cavour.

le "Colonnacce" del Foro di Nerva
fregio e capitello delle "Colonnacce" del Foro di Nerva
Minerva raffigurata sulle"Colonnacce" del Foro di Nerva
architrave e fregio delle"Colonnacce" del Foro di Nerva
 Sull'attico di questo resto di colonnato vi è un rilievo con la figura di Minerva e un fregio con scene di lavori femminili: Minerva era la protettrice dell'artigianato.
E' descritto il Mito di Aracne, la fanciulla che osò sfidare Minerva nell'arte della tessitura e fu per questo trasformata in ragno.

Nel IX secolo vennero costruite nella piazza del Foro una capanna e due case elevate a due piani; una di queste case aveva un porticato di quattro archi che affacciava sulla strada.

ricostruzione delle case costruite nel IX secolo nel Foro di Nerva
case medievali nel Foro di Nerva
portico della casa aristocratica del IX secolo
...poi l'innalzamento del livello stradale fece scomparire anche le case.


CONCLUSIONI
Del Foro di Nerva  oggi sono visibile solo gli estremi settori orientale e occidentale, mentre la parte centrale si trova ancora sepolta sotto Via dei Fori Imperiali.
Nonostante ciò, le cosiddette "Colonnacce" lo hanno reso celebre e, passeggiando lungo la via che costeggia i Fori Imperiali è naturale fermarsi ad osservare questa pur piccola porzione del suo colonnato.

I Fori Imperiali a Roma: il Foro di Traiano


Questa è una breve prefazione che ritroverete come inizio di tutti i post che trattano i singoli Fori Imperiali.


I Fori Imperiali, uno dei siti archeologici più importanti e visitati della nostra capitale, sono l'insieme dei cinque complessi monumentali costruiti in età imperiale, in continuità con il Foro Romano di età regio-repubblicana.

Furono costruiti con le ricchezze che erano state accumulate nelle guerre espansionistiche di Roma.

Avevano un carattere celebrativo e autorappresentativo dei committenti.
Erano quindi spazi di rappresentanza.

I Fori erano piazze monumentali di forma quadrangolare, chiuse, porticate e con esedre.
Il lato di fondo poi aveva un tempio con la divinità protettrice dell'imperatore che lo aveva fatto costruire.
La piazza aveva nel centro la statua dell'imperatore a cavallo o su quadriga, e iscrizioni che attestavano il nome dell'imperatore.

Ricco era l'apparato scultoreo e decorativo di marmi colorati e stucchi.

Nei Fori vi erano delle basiliche civili dove venivano espletate le pratiche giuridico-amministrative.
Erano anche presenti biblioteche con gallerie di statue.

I Fori furono eretti in 150 anni, e in ordine cronologico sono:
- il FORO DI CESARE                              (46 a.C.)
- il FORO DI AUGUSTO                           (2 a.C.)
- il FORO DELLA PACE                           (75 d.C.)
- il FORO DI NERVA o TRANSITORIO   (97 d.C.)
- il FORO DI TRAIANO                             (112/113 d.C.)

I Fori (tranne il Foro della Pace) furono in uso sino all'età tardo antica (IV/V secolo), e gli spazi pubblici furono utilizzati sino all'età carolingia (IX/X secolo).
Poi i Fori vennero occupati da abitazioni.
Nel XI secolo vi fu una rapida crescita del livello del terreno, acausa dell'impaludamento e dall'accumulo di materiali, con conseguente abbandono e degrado dell'area.


Nel XVI secolo il cardinale Michele Bonelli attuò una bonifica e una nuova urbanizzazione del sito, creando il cosiddetto Quartiere Alessandrino.

I primi scavi del sito furono effettuati nel 1812/1814 dal Governatorato napoleonico nell'area dove sorgeva la Basilica Ulpia (Foro di Traiano).
Furono seguiti nel 1929/1932 dagli sterri e dalle demolizioni degli edifici medievali e rinascimentali, che erano stati costruiti su quelli romani, quando si volle costruire la Via dell'Impero (oggi Via dei Fori Imperiali).
Ma i veri scavi archeologici, che portarono alla luce un'area dei Fori di 15.000 mq, si effettuarono solo nel 1994.


FORO DI TRAIANO


L'ultimo e il più grandioso dei Fori Imperiali ad essere stato costruito fu il Foro di Traiano, iniziato nel 106 d.C. e inaugurato nel gennaio del 112 d.C. dall'imperatore Traiano.

statua di Traiano lungo Via dei Fori Imperiali
La Colonna di Traiano e il rifacimento del Tempio di Venere Genitrice nel Foro di Cesare furono invece inaugurati l'anno dopo (113 d.C.).

La costruzione del Foro di Traiano fu finanziata dal bottino delle conquiste della Dacia (l'attuale Romania), nelle due campagne militari svoltesi nel 101/102 e nel 106/107 d.C.

pianta del Foro di Traiano
Per poter trovare lo spazio sufficiente alla costruzione del Foro (300m X 185m), furono tagliate le pendici del Quirinale e del Campidoglio, eliminando la sella montuosa che collegava i due colli.
L'impresa dello sbancamento, iniziata da Domiziano, fu portata a termine, come riporta l'iscrizione sul basamento della Colonna di Traiano (che tra l'altro indicava l'altezza della collina asportata), da Apollodoro di Damasco, l'architetto ed ingegnere militare dell'imperatore  a cui fu affidata la realizzazione del Foro.

cortile dell'ingresso meridionale
L'ingresso del Foro si apriva sul lato del Foro di Augusto tramite un grande arco ad un solo fornice, preceduto da un cortile quadrangolare porticato su tre lati e decorato riccamente con marmi colorati.
Sulla trabeazione del colonnato di questo cortile erano rappresentati coppie di grifoni alati e tripodi.

ricostruzione della piazza del Foro di Traiano (ingresso meridionale)
La piazza era preceduta da una grande sala trisegmentata, nella quale la parte centrale era rettilinea, mentre i settori laterali erano obliqui verso l'interno.

La facciata interna dell'ingresso era costituita da colonne monolitiche in marmi colorati (il solo fusto era alto 12m): a destra e a sinistra vi erano due gruppi di quattro colonne corinzie in marmo cipollino e pavonazzetto aggettanti dalla parete assieme alla trabeazione; al centro un gruppo di otto colonne corinzie in giallo antico.

Sopra l'attico troneggiava la statua in bronzo dorato di Traiano su di un carro trionfale tirato da sei cavalli, fiancheggiato da Tronfi con Vittorie.

Al centro della piazza si trovava la statua equestre in bronzo del l'imperatore, alta 12/13m.

impronte delle lastre marmoree della piazza del Foro di Traiano
La vasta piazza rettangolare dove avvenivano le cerimonie pubbliche, era fiancheggiata da portici con retrostanti ampie esedre semicircolari (40m di diametro).

ricostruzione del Foro di Traiano
Il portico, molto profondo (15m), era soprelevato di tre gradini dalla piazza: basi di colonne sono rimaste in situ.

esedra e portico del Foro di Traiano vista dai Mercati di Traiano
sezione ricostruttiva dell'emiciclo e del portico orientale del Foro di Traiano
Le colonne del colonnato del portico erano corinzie, scanalate, e in marmo pavonazzetto bianco con venature violacee (proveniente dall'attuale Turchia).

esedra dei portici del Foro di Traiano davanti ai Mercati di Traiano
muro del Foro di Traiano in prossimità di una delle esedre del portico
Sono molti i resti conservatasi della pavimentazione marmorea dell'esedra, insieme ai pilastri che la separavano dal portico.

pavimentazione marmorea di un'esedra
L'attico dei portici era adorno di statue di Daci alternate a clipei con ritratti della famiglia imperiale.

La prosecuzione nel Foro di Traiano anche in epoca tardo-antica delle gallerie di ritratti imperiali, è testimoniata dal ritrovamento di una Testa di Costantino, all'interno di un antico condotto fognario, all'estremità meridionale del Foro, oggi conservato nel Museo dei Fori Imperiali (Mercati di Traiano).

Testa di Costantino - Museo dei Fori Imperiali
Nel Museo dei Fori Imperiali è anche esposta la Statua acefala di un personaggio loricato, in marmo bianco dell'isola greca di Thasos, ritrovato nell'esedra del portico orientale della piazza del Foro.

Statua acefala di un personaggio loricato - Museo dei Fori Imperiali
Dello stesso marmo sono anche le due statue acefale di Personaggio togato e Personaggio seduto.

Il epoca tardo-antica nelle esedre dei portici si tenevano lezioni e attività culturali.
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Da un lato della piazza si trovava la Basilica Ulpia, il cui nome deriva dalla gens dell'imperatore Marco Ulpio Traiano.

Basilica Ulpia nel Foro di Traiano vista dai Mercati di Traiano
La Basilica Ulpia era la sede dell'attività giudiziaria.

La Basilica, la più grande costruita a Roma (170m X 60m), aveva una facciata monumentale, articolata in tre avancorpi sporgenti e con un attico decorato con statue di Daci e con pannelli con armi.
Davanti ai tre ingressi si trovavano tre statue di Traiano.

colonnato della navata centrale della Basilica Ulpia



Internamente era divisa in cinque navate da quattro file di colonne in cipollino che delimitavano un ampio spazio centrale elevato per tre piani.
Le colonne della navata centrale erano più grandi delle altre ed erano in granito grigio.

Sui lati corti vi erano due esedre: l'esedra occidentale giace al di sotto di Via dei Fori Imperiali, mentre quella orientale è coperta dalla scalinata di Magnanapoli.
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Dietro alla Basilica Ulpia si trovava la Colonna di Traiano, posta tra due ambienti ampi, muniti di nicchie dove si trovavano armadi per i libri: dovevano essere due Biblioteche.
Le nicchie avevano decorazioni architettoniche e due ordini di colonne.
Nella parete centrale una nicchia più grande, inserita in un'edicola, ospitava la statua di una divinità.
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La Colonna di Traiano è l'unico monumento del Foro ad essere giunto fino a noi intatto.
Era alta 29,78m, con la base arrivava a 39,83m.

Colonna di Traiano
Era stata costruita in blocchi di marmo lunense, su una base a forma di dado.
Tra lo zoccolo e la cornice, questa è ricoperta da bassorilievi di armi daciche.
Gli spigoli sono occupati da quattro aquile che reggono festoni.

basamento a dado della Colonna di Traiano
La Colonna era a forma di volumen (rotulo).
Era decorato con uno dei capolavori della scultura di tutti in tempi.
Il rilievo che la ricopriva, se si fosse potuto srotolare, sarebbe stato lungo circa 200m.

Colonna di Traiano (baciata dal sole al tramonto)
Il rilievo, originariamente dipinto, rappresentava la narrazione delle due guerre daciche, separate da una Vittoria in atto di scrivere su uno scudo documentario.
La figura di Traiano appare almeno 60 volte.

Colonna di Traiano: "Traiano riceve la sottomissione di tre Daci" (dalla foto della colonna srotolata posta sulla Via Alessandrina)
Colonna di Traiano: "Seminascosti tr ale rocce, tre Daci, tra cui il re Decebalo, osservano la sconfitta dei compagni" (dalla foto della colonna srotolata posta sulla Via Alessandrina)
La statua di Traiano che coronava la Colonna è scomparsa nel medioevo e sostituita da Sisto V con la Statua di S.Pietro.

statua di S.Pietro sulla Colonna di Traiano
La Colonna era circondata da un cortile con colonne.

La porta d'ingresso della Colonna di Traiano si trova sul lato principale rivolto verso la Basilica Ulpia.

Sopra la porta un pannello portava l'iscrizione sostenuta da due Vittorie.
All'interno un ambiente accoglieva una scala a chiocciola scavata nel marmo.

La Colonna di Traiano aveva lo scopo di servire da tomba dell'imperatore: le ceneri, raccolte in un'urna d'oro, erano riposte nel basamento, sopra un bancone marmoreo di un ambiente interno alla Colonna.
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Dietro al cortile della Colonna di Traiano si trovava l'altro ingresso al Foro, costituito da un monumentale propileo, al posto di dove un tempo si credeva ci fosse il Tempio del Divo Traiano.

a terra davanti alla Colonna di Traiano una colonna e un capitello del propileo del Foro di Traiano
Una colonna monolitica in granito con capitello in marmo bianco visibile presso la Colonna di Traiano, apparteneva all'ingresso settentrionale del Foro.

Una strada lastricata separava il Foro di Traiano dai Mercati Traianei.

strada lastricata che separava il Foro di Traiano dai Mercati Traianei.
L'imperatore Costantino espoliò il Foro di Traiano per adornare il suo arco (Arco di Costantino, posto vicino al Colosseo) con quattro pannelli del cosiddetto Grande fregio di Traiano, raffigurante le gesta di Traiano durante la conquista della Dacia (due posti sui lati corti dell'attico e due nel passaggio dell'arco), e con le statue dei Daci.

Arco di Costantino
pannello nel passaggio dell'Arco di Costantino : "Traiano entra a Roma"
pannello del lato corto dell'attico dell'Arco di Costantino: "prigionieri incalzati dalla cavalleria guidata dall'imperatore stesso e seguiti da signiferi e cornicini"
una statua di Dacio proveniente dal Foro di Traiano posta sull'Arco di Costatino
Il Foro di Traiano continuò a vivere anche il età post-antica.
Nel X secolo vi si impiantò un insediamento abitativo, e nel Cinquecento venne costruito per volere del Cardinal Bonelli il Quartiere Alessandrino (il quartiere prese il nome dal luogo di nascita del cardinale: Alessandria).

Foro di Traiano in epoca medievale
resti di case del X secolo (in primo piano), del XII/XIII secolo e del XII/XVII secolo (dietro) nel Foro di Traiano
Convento di S.Urbano ai Pantani (XVII secolo) nel Foro di Traiano
Convento di S.Urbano ai Pantani (XVII secolo) nel Foro di Traiano
muro di delimitazione degli scavi Napoleonici (sulla destra della foto) nel Foro di Traiano

CONCLUSIONI
E' recente la notizia dell'anastilosi nel prossimo futuro (entro due anni), dei due ordini di colonne, composte da quattro colonne in granito grigio (già innalzate negli anni '30) alle quali verrano sovrapposte tre colonne in cipollino (già innalzate in posizione errata), della navata centrale della Basilica Ulpia.

colonne in cipollino della Basilica Ulpia posizionate erroneamente
Tra i due ordini di colonne verrà posta la ricostruzione in materiale simile all'originario del fregio dell'architrave con rappresentazioni di Vittorie.
Questa ricostruzione si deve al finanziamento di un magnate usbeco, che darà modo di immaginare meglio quella che per gli antichi romani rappresentava una delle meraviglie del mondo.