lunedì 19 agosto 2024

Marocco: le Grotte di Ercole

Nel Nord-Ovest del Marocco, ad una ventina di chilometri ad Ovest di Tangeri, si trova un complesso di  grotte archeologiche chiamato Grotte di Ercole.

ingresso alle Grotte d'Ercole

Queste grotte sono considerate le più grandi dell'Africa. Sono poste nel massiccio del Cap Spartel (il punto più a Nord-Ovest dell'Africa continentale), e furono scoperte nel 1906.

Sono grotte di origine vulcanica, in parte artificiali, abitate già nel periodo neolitico (VI millennio a.C.), come ha potuto testimoniare il ritrovamento nel 1930 in questo sito di statuette in terracotta risalenti a quel periodo preistorico.

Grotte d'Ercole

Grotte d'Ercole

Grotte d'Ercole

Il sito è composto da camere collegate tra loro, con due aperture. Si dice l'apertura verso l'oceano sia stata creata dai Fenici, mentre quella verso terra dai Berberi per estrarre pietre.

una camera delle Grotte d'Ercole

Si può notare che sulle pareti delle grotte vi sono dei solchi che testimonierebbero un'attività di estrazione di materiale utilizzata come pietra da macina.

solchi nella roccia

solchi nella roccia

Le grotte sono illuminate da un singolo passaggio che affaccia sull'oceano. Questa apertura ha il contorno che ricorda la mappa rovesciata del Continente Africano (dritta vista dal mare). 

apertura sull'oceano 

apertura sull'oceano a forma di Africa rovesciata

apertura sull'oceano a forma di Africa rovesciata

Il nome di queste grotte deriva da alcune leggende legate ad una delle figure mitologiche più conosciute, ovvero all'eroe greco Eracle, chiamato dai Romani Ercole.

tra storia e leggenda

Si narra infatti che Ercole trovò riposo in queste grotte prima di portare a termine l'undicesima delle sue dodici fatiche: rubare tre mele d'oro del Giardino delle Esperidi, che secondo la mitologia si trovava non molto distante da qui, a Lixus, antica città vicino a Laroche. 

Ercole e il leone di Nemea

A Ercole si attribuisce anche l'impresa di aver separato l'Africa dall'Europa dando un calcio (alcune versioni dicono un pugno) alla parete della grotta dove era prigioniero. Oltre a creare un'apertura verso l'oceano per poter uscire dalla grotta, Ercole fece così emergere da un lato Jabel Musa (Africa) e dall'altro Jabel Tarik (Gibilterra), siti su cui si trovavano appunto le mitologiche "Colonne d'Ercole", il limite del mondo civilizzato.

C'è anche chi racconta che qui visse il ciclope Polifemo.

Secondo un'altra leggenda le grotte sarebbero la parte finale di un tunnel sotterraneo, lungo 24 km, che anticamente collegava il Marocco con la Penisola Iberica, e che si collegava alle Grotte di S.Michele a Gibilterra. Si dice a proposito di questa leggenda che utilizzando questo canale i macachi provenienti dall'Africa abbiano colonizzato Gibilterra.

Orario: 10.00/17.30

Costo:  60 MAD

ATTENZIONE: Se volete visitare le Grotte di Ercole dovete sapere che all'ingresso del sito troverete due entrate alle grotte: una è una sorta di esposizione/negozio (a pagamento 5 MAD), allestita in modo un po' kitsch, l'altra è l'entrata alla grotta vera e propria.

ingresso alla Grotta d'Ercole

"grotta" commerciale

"grotta" commerciale

"grotta" commerciale


CONCLUSIONI                                                                                                                      Data la sua vicinanza al Faro di Cap Spartel, le Grotte d'Ercole sono un piccolo sito da visitare qualora vogliate esplorare i dintorni di Tangeri. Avvolto da un alone di mistero per il suo passato ancora non ben conosciuto, e dalle leggende che per questo vengono raccontate, è un sito affascinante, e offre anche l'occasione per ammirare, dalla terrazza che precede l'entrata alla grotta, quel tratto di costa africana dove l'Oceano Atlantico sta per unirsi al Mar Mediterraneo.

terrazza panoramica

vista panoramica sull'Oceano Atlantico

mercoledì 14 agosto 2024

Il Faro di Cap Spartel, il più antico del Marocco

Dal latino Pharus e dal greco Pharos, "faro" è il nome dell'isola sulla quale è stata costruita la torre del Faro di Alessandria in Egitto nel 300 a.C. Da allora designa la torre edificata sulla costa che guida i naviganti durante la notte.
fari del Marocco

Su un promontorio coperto di pini, a 15 km a Nord-Ovest di Tangeri, nel punto in cui il Mediterraneo incontra l'Oceano Atlantico, si trova il faro più antico del Marocco e uno dei fari più grandi dell'Africa: il suo nome è Faro di Cap Spartel.

incontro di due mari


promontorio di Cap Spartel

plastico del Faro di Cap Spartel

Il Faro di Cap Spartel segna il limite occidentale del Mar Mediterraneo e l'ingresso nello Stretto di Gibilterra. Inoltre questo faro costituisce il punto più a Nord-Ovest dell'Africa continentale.

Stretto di Gibilterra

Dal faro si può scorgere la Spagna, il lembo di costa tra la Rocca di Gibilterra e Capo Trafalgar.

quel che si dovrebbe vedere dal "buco della serratura" è la Spagna

la terra europea velata dalla foschia

Lo Stretto di Gibilterra, chiamato Merkat dai Fenici, Stelas Hercules dai Greci, e Fretum Gadinatum dai Romani, è stato teatro di alcune battaglie.

Nel 1782 vi fu battaglia tra la flotta spagnola e la flotta inglese per poter mantenere le forniture britanniche all'assediata Gibilterra. Nel 1936, durante la guerra civile spagnola si combatté per garantire la via di rifornimento navale alla città spagnola di Ceuta (enclave in Marocco) da parte dei nazionalisti di Francisco Franco. 

La costruzione del Faro di Cap Spartel fu voluta dal Sultano Sidi Moammed IV Ben Abdellahmane dopo il naufragio della fregata Dona Isabel (nave scuola della marina militare brasiliana), che vide la morte di 250 allievi ufficiali nel 1860. 

Sultano Sidi Moammed IV Ben Abdellahmane

fregata Dona Isabel

Il progetto del faro si deve all'architetto e ingegnere francese François Léonce Reynaud (1861). L'incarico della costruzione venne dato a Ponts et Haussèes de France.

Il faro venne acceso il 15 ottobre 1864 con lampade ad olio.

La navigazione lungo la costa settentrionale africana era pericolosa, perciò il progetto del faro venne anche dettato dall'esigenza del commercio marittimo e dalla situazione geopolitica del XIX secolo. Per questo motivo nel 1865 dieci Paesi (Francia, Belgio, Austria, Paesi Bassi, Gran Bretagna, Italia, Svezia, Portogallo, Spagna e Stati Uniti) si accordarono per il mantenimento e il funzionamento del faro, e il Marocco assicurò a questi Stati che il faro sarebbe rimasto neutrale in caso di guerra. 

Il Faro di Cap Spartel è a forma di minareto.

Faro di Cap Spartel

Faro di Cap Spartel

Faro di Cap Spartel

Faro di Cap Spartel

E' una torre di color giallo chiaro con angoli e parte superiore in mattoni lisci. E' alto 25 m con base quadrata molto larga. E' posto a 95 m d'altezza dal mare.

pianta e spaccato del Faro di Cap Spartel

All'interno del faro, nelle 12 sale poste intorno al patio centrale, è allestito un museo che illustra la storia e i personaggi legati a questo sito, e i vari strumenti usati per renderlo operativo.

cortile interno del faro

cortile interno del faro

sala del museo

esposizione museale

esposizione museale

lente di Fresnel

fari del Marocco

Una scala di 101 gradini in pietra e corrimano in legno di acajou permette di raggiungere il loggiato merlato e la lanterna composta da un sistema ottico.

scala del faro

scala del faro


scala del faro

ultimo tratto di scala in ferro

arrivo alla terrazza del faro

Dal 1905 la lanterna fu alimentata a petrolio e il faro venne dotato di un segnale acustico. Nel 1924 si passò da 6.000 a 20.000 candele e nel 1931si raggiunsero le 300.000 candele.

Nel 1926 il faro fu restaurato e nel 1950 s'introdusse l'utilizzazione dell'energia elettrica. Tra il 1952 e il 1954 furono istallati una radio di trasmissione e un segnale sonoro utile in caso di nebbia.

Il faro oggi emette 4 incandescenze bianche ogni 20 secondi ed ha una portata luminosa di 30 miglia marine.


lanterna del faro

Dall'alto del faro il panorama è davvero magnifico.

panorama dall'alto del faro

panorama dall'alto del faro

La torre del faro è collegata ad una casa a due piani e alla residenza del guardiano.

Tutt'intorno al faro vi è un giardino ben curato dove sono esposti l'antico fuoco e alcune opere d'arte ispirate dal luogo (di alcune opere non sono riuscita a trovare gli autori e i titoli).

giardino visto dall'alto del faro

giardino visto dall'alto del faro e piazzale d'ingresso

giardino intorno al faro

giardino intorno al faro

giardino intorno al faro

"Un Incontro Multidimensionale"

"Un Incontro Multidimensionale"

spiegazione della scultura

...stretta di mani

...il guardiano del faro

...scrutando l'orizzonte

antico fuoco

CURIOSITA': si dice che la fontana del faro, ricca di ferro, abbia virtù terapeutiche.
CURIOSITA': Il Faro di Cap Spartel appare sulle banconote marocchine da 200 Dirham.

banconota da 200 Dirham con il Faro di Cap Spartel

https://www.lecapspartel.com/

Orari: 8.30/23.30

Costo: Museo + parco                          20 MAD

           Museo + parco + salita faro      50 MAD


CONCLUSIONI                                                                                                                       E' molto piacevole visitare il Faro di Cap Spartel, sia per la sua posizione che per il giardino che lo circonda. Insieme alle vicine Grotte di Ercole costituisce uno spunto di visita dei dintorni di Tangeri.