lunedì 1 giugno 2015

Cortona e le sue chiese


Questa è la continuazione del post "Cortona: la sua storia, i suoi palazzi e i suoi musei", parte integrante della nostra visita a Cortona.

Il XIII secolo è stato il secolo nel quale Cortona vide il sorgere di ordini religiosi, grazie anche a personaggi come S.Francesco, frate Elia e Santa Margherita che visitarono, costruirono conventi o aiutarono gli indigenti e i malati della città.

Con l'annessione al granducato di Toscana della famiglia dei Medici, Cortona vide il fiorire delle arti e le chiese si arricchirono di capolavori di artisti che nacquero o lavorarono in questa città.

La Cattedrale di S.Maria Assunta è sorta sui resti di un'antica pieve che a sua volta fu costruita su un tempio pagano del V/VI secolo.

Cattedrale di Santa Maria Assunta
Tracce della pieve medievale romanica si possono vedere nella semplice facciata in conci di pietra: un pilastro con capitello posto alla destra del portale, le colonnette agli angoli e una parte di un arco.

colonnina e arco romanico
pilastro con capitello romanico






















Le forme attuali della cattedrale risalgono al XIII secolo e il disegno si attribuisce a Giuliano da Sangallo.

Il campanile con due bifore su ogni lato negli ultimi due piani, è del XVI secolo ed è opera di Francesco Laparelli.

campanile della cattedrale
Sul fianco destro della cattedrale vi è un loggiato cinquecentesco.

loggiato della cattedrale
portale della cattedrale
portale della cattedrale






















I due portali cinquecenteschi sono attribuiti al Cristofanello.

L'interno di questa antica chiesa venne rifatto nel quattrocento e divenne cattedrale solo nel 1507.
L'aspetto attuale risale al XVII secolo.

navate della cattedrale
L'interno della cattedrale è a tre navate e a sei campate, con colonne in pietra grigia.
La volta della navata centrale è stata ridipinta nel XIX secolo da Giovanni Brunacci.

L'altare maggiore del XVII secolo, in marmi e pietre dure, è di Francesco Mazzuoli.

altare maggiore - Francesco Mazzuoli
Il pulpito ligneo è di Michelangelo Leggi detto il Mezzanotte.
Un organo a canne si trova sopra la cantoria.

organo a canne
Gli altari laterali sono del XVII secolo.

Tra le opere conservate nella chiesa vi sono la Morte di S.Giuseppe di Pietro Lorenzetti, la Natività di Pietro da Cortona, una Crocifissione e L'Incredulità di S.Tommaso della scuola di Luca Signorelli, la Trasfigurazione di Gesù di Raffaello Vanni, la Consacrazione della Chiesa del Salvatore di Andrea Commodi, la Discesa dello Spirito Santo di Tommaso Bernabei detto il Papacello, la Comunione della Madonna di Sante Castellucci, la Madonna del Rosario del Cigoli, la Madonna della Cintola di Alessandro Allori, l'Assunzione di Maria di Andrea del Sarto, la Vergine col Bambino e S.Gaetano di Giovanni Maria Morandi, l'Angelo Custode di Giovanni Grati da Bologna, una Madonna e Santi di Lorenzo Berettini, un S.Sebastiano di Lazzaro Baldi.

Natività di Gesù - Pietro da Cortona
Madonna e Santi - Lorenzo Berrettini
S.Sebastiano - Lazzaro Baldi
Comunione della Madonna e ciborio (a sinistra della foto) - Salvi Castellucci
Il ciborio in marmo è di Ciuccio di Nuccio.

Sull'altare della cappella di destra del presbiterio si trova la Madonna del Pianto, una terracotta di autore ignoto del XIII secolo che prende il nome dalla chiesa di S.Maria del Pianto da cui proviene.

Madonna del Pianto - autore ignoto
Il palazzo annesso alla cattedrale (1521), era la sede vescovile ancor prima che la chiesa divenisse cattedrale.

palazzo vescovile
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Sotto la fortezza del Girifalco si trova il Santuario di Santa Margherita.

Santuario di Santa Margherita
La chiesa venne fatta costruire nel nel 1297, lo stesso anno della morte della Santa, terziaria francescana e patrona di Cortona.

Il santuario fu eretto a fianco della piccola chiesa di S.Basilio (in seguito distrutta), dove S.Margherita aveva passato gli ultimi anni di vita.

Santuario di Santa Margherita
Il progetto della chiesa, inaugurata nel XIV secolo, si deve a Giovanni Pisano.
Della decorazione originale rimangono solo piccoli frammenti di affreschi (oggi conservati al Museo Diocesano).

facciata della chiesa
La facciata della chiesa realizzata dall'architetto Giuseppe Castellucci è del 1896.
Il rosone in marmo però apparteneva alla chiesa del XIV secolo.

rosone dell'antica chiesa
Nel XVIII secolo l'interno della chiesa subì grandi trasformazioni, soprattutto dovute agli aiuti finanziari di re Giovanni V del Portogallo che, avendo ricevuto da Santa Margherita una grazia, volle abbellire questo luogo di culto.
Nel XIX secolo la chiesa venne poi rifatta compleamente in uno stile che imita il romanico e il gotico.

campanile e muro esterno del coro della chiesa





Oltre al rosone, dell'originale chiesa rimangono solo i muri esterni del coro.





Il campanile a base quadrata è opera del XVII secolo, avendo sostituito l'originale a vela.
L'interno della chiesa a pianta basilicale è a tre navate.

navata centrale della chiesa
decorazione delle volte della chiesa
I finti paramenti murali in bianco e rosso sono di Giorgio Bandini e Gaetano Brunacci.
Le quattro statue in gesso di Santi sui pilastri sono di Giovanni e Amalia Duprè.

statua in gesso di S.Elisabetta
altare maggiore





Sull'altare maggiore in marmo di gusto barocco, è visible il corpo di Santa Margherita, traslata nella chiesa nel '300 e sistemata in quest'urna d'argento massiccio con cornice sbalzata e cesellata nel XVII secolo, ed eseguita da orafi fiorentini, su disegno di Pietro da Cortona.


teca con il corpo di Santa Margherita
Il coro ligneo è settecentesco.
L'organo è del XVII secolo.

organo della chiesa
Nella parte sinistra del presbiterio si trova la statua lignea di S.Francesco e il mausoleo in marmo di Santa Margherita (1362), di scuola senese, sormontato da un baldacchino composto da due archi trilobati, sorretti da colonne, e affiancato da due angeli che reggono il coperchio della cassa.
Le formelle della cassa sulla quale riposa il corpo di Santa Margherita, raffigurano la vita della Santa.

mausoleo di Santa Margherita
Sull'altare di fondo della navata destra si trova il Crocifisso detto di S.Margherita, ligneo del XIII secolo, davanti al quale la Santa pregava nella chiesa di S.Francesco, nella quale era prima collocato.

Crocifisso - XIII secolo
Una cappella della navata sinistra, affrescata da Osvaldo Bignami, ricorda i caduti di Cortona della Prima Guerra Mondiale.

cappella dei caduti cortonesi
L'altare vicino ospita la tela della Strage degli Innocenti di Pietro Giannotti (XVII secolo).

Strage degli Innocenti - Pietro Giannotti
Sull'altare successivo si trova invece Dio Padre, l'Immacolata Concezione e i Santi Francesco, Domenico, Ludovico da Tolosa e Margherita di Francesco Vanni (XVI secolo).

Dio Padre, l'Immacolata Concezione e i Santi Francesco, Domenico, Ludovico da Tolosa e Margherita - Francesco Vanni
Lungo il fianco della pedonale Via S.Margherita, che collega il Santuario con il centro di Cortona, si trovano le edicole in pietra serena della Via Crucis, con le quattordici stazioni realizzate in mosaico da Gino Severini nel 1947.
Fu commissionata all'artista cortonese dai suoi concittadini per ringraziamento di essere scampati ai bombardamenti della guerra.

Via Santa Margherita
Via Santa Margherita
Via Crucis - Gino Severini
Via Crucis - Gino Severini


Via Crucis - Gino Severini

Via Crucis - Gino Severini
Via Crucis - Gino Severini
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Nella parte più alta di Cortona si trova la piccola chiesa di S.Niccolò.

chiesa di S.Niccolò
La chiesa appartiene alla Compagnia Laicale di S.Niccolò.

facciata con portico della chiesa
portico
corridoio coperto


ingresso alla chiesa
Un sagrato con cipressi, un portico e un corridoio coperto precedono la facciata di questa chiesa.

interno della chiesa con simulacro di Gesù al Calvario
Fu costruita in forme romaniche nel XV secolo e rimaneggiata nel XVII e nel XVIII secolo (soffitto ligneo a cassettoni dipinti, banconi lignei e palco dell'orchestra).

soffitto a cassettoni dipinti
banconi lignei
palco dell'orchestra e cappella
Gli altari che vennero aggiunti in questa occasione, coprirono gli afreschi originali della chiesa.
Sulla parete sinistra rimane l'affresco raffigurante un'edicola con la Madonna tra due gruppi di Santi di scuola signorelliana.

Madonna tra due gruppi di Santi - scuola signorelliana
particolare con S.Niccolò in abiti episcopali della Madonna tra due gruppi di Santi - scuola signorelliana

Nel XX secolo fu aggiunta la cappella laterale che doveva accogliere il simulacro di Gesù al Calvario, una delle statue della processione del Venerdì Santo.

All'interno, sull'altare maggiore, si trova una tavola opistografa di Luca Signorelli: sulla faccia anteriore è raffigurata la Deposizione di Cristo nel Sepolcro, e su quella posteriore la Madonna col Bambino tra i Santi Pietro e Paolo.

Deposizione di Cristo nel Sepolcro - Luca Signorelli
Madonna col Bambino tra i Santi Pietro e Paolo - Luca Signorelli
Gino Severini, anch'esso confratello della Compagnia di S.Niccolò ha lasciato alla chiesa un album con acquerello rappresentante S.Niccolò.

acquarello di S.Niccolò - Gino Severini
Alle spalle dell'altare maggiore si trova la sacrestia con piccolo museo.

sacrestia
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Non molto distante dalla Porta Montanina si trova la romanica chiesa di S.Cristoforo.

facciata della chiesa
scala d'accesso alla chiesa
portale della chiesa

Nella facciata di conci e pietrame si nota la tamponatura di un grande ingresso.
Il campanile a vela si trova sul fondo del fianco destro.
Al nostro passaggio la chiesa era chiusa.

Cappella della Natività di Maria e campanile della chiesa di S.Cristoforo
Attigua alla chiesa vi è la cappella della Natività di Maria, con affreschi della scuola signorelliana (XVI secolo).

affreschi della cappella della Natività di Maria
affreschi della cappella della Natività di Maria
affreschi della cappella della Natività di Maria
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Un'altra chiesa di Cortona ricca di opere d'arte è la Chiesa di S.Francesco.

Chiesa di S.Francesco
Il terreno chiamato Balneum reginae, in epoca romana occupato da un grande edificio pubblico, fu donato nel XIII secolo a frate Elia, seguace e successore dell'Ordine fondato da S.Francesco.

Qui frate Elia progettò e fece costruire una chiesa con convento.
La chiesa fu consacrata nel 1374 come riporta un'iscrizione a sinistra del portale.

iscrizione della consacrazione della chiesa
La semplice facciata a capanna della chiesa, in conci di pietra arenaria, è preceduta da un'imponente scalinata, costruita su un conservone d'acqua del XIII secolo.
fianco sinistro della chiesa con finestre gotiche

fianco laterale della chiesa con tamponature delle finestre






Il rosone originario in marmo è stato sostituito da una piccola finestra.



Il portale gotico ha una cornice in pietra arenaria.
L'archivolto è in marmo e la porta in legno.

portale della chiesa di S.Francesco
La chiesa ha un campanile a vela.

campanile a vela della chiesa di S.Francesco
 L'interno della chiesa, con soffitto a capriate di legno, è a una sola navata.

interno della chiesa di S.Francesco
La chiesa fu affrescata nel XIV/XV secolo, ma nel XVI secolo la sua decorazione pittorica fu nascosta da intonaco.

affreschi della controfacciata


Sulla controfacciata destra vi sono i frammenti di affreschi opera di Buffalmacco e altri di scuola senese.



acquasantiera con pesci



Nell'acquasantiera di marmo del XVII secolo, posta all'ingresso della chiesa, sono scolpiti all'interno dei pesci.





Una lapide attesta la sepoltura di Luca Signorelli in questa chiesa.

Nel primo altare dellla parete destra si trova la tela di San Francesco davanti al Sultano di Niccolò Monti di Pistoia (XIX secolo).

San Francesco davanti al Sultano - Niccolò Monti di Pistoia
Sul secondo altare si trova l'Incontro di S.Gioacchino e S.Anna alla porta Aurea di Orazio Fidani (XVII secolo).

Sul terzo altare invece l'Immacolata Concezione con S.Cristoforo, S.Ludovico re, S.Cecilia e S.Caterina di Andrea Commodi (XVII secolo).

Immacolata Concezione con S.Cristoforo, S.Ludovico re, S.Cecilia e S.Caterina - Andrea Commodi
Ludovico Cardi, detto il Cigoli, è l'autore della tela posta sul quarto altare: S.Antonio da Padova e il miracolo della mula (XVI secolo).

S.Antonio da Padova e il miracolo della mula - Ludovico Cardi detto il Cigoli
La Madonna in gloria col Bambino, angeli e Santi Francesco, Margherita da Cortona e Nicola di Bari di F.Rustici orna il quinto altare.

Madonna in gloria col Bambino, angeli e Santi Francesco, Margherita da Cortona e Nicola di Bari -  F.Rustici
Passando ad osservare la cappella a destra dell'altare maggiore si possono vedere: il monumento funebre a Ranieri Ubertini, primo vescovo di Cortona, di Angelo e Francesco di Pietro, sopra l'altare un affresco staccato di Madonna con Bambino di Buffalmacco (XIV secolo), e una Vergine con S.Luigi, S.Ludovico, S.Margherita da Cortona e beato Guido da Cortona di Ciro Ferri (XVI secolo).

monumento funebre a Ranieri Ubertini - Angelo e Francesco di Pietro
Madonna col Bambino - Buffalmacco
Vergine con S.Luigi, S.Ludovico, S.Margherita da Cortona e beato Guido da Cortona - Ciro Ferri 
Sull'altare maggiore vi è un alto tabernacolo con il Reliquiario della Croce Santa, una tavoletta in avorio con croce d'oro in filigrana che custodisce un frammento della Croce di Cristo.

altare maggiore
Il reliquiario del IX secolo fu donato dall'imperatore greco di Nicea Giovanni III a frate Elia nel 1244.

Reliquiario della Croce Santa
Il tempietto di rame, che sostiene la cornice barocca del reliquiario, è ornato con trentuno scene bibliche e quindici statuette in argento di angeli, Apostoli e Santi.

Nel coro riposano le spoglie di frate Elia.

Nella cappella di sinistra dell'altare maggiore vi sono le reliquie di S.Francesco: la tonaca, il cuscino di Jacopa di Settesoli e l'evangelario.

reliquie di S.Francesco
Proseguendo la vista della chiesa, nella parete sinistra si vede l'organo e sull'altare adiacente le sculture in legno Cristo Crocifisso e S.Margherita da Cortona di F.Fabbrucci (XVII secolo).

organo e sculture in legno
L'altare successivo custodisce la tela dell'Annunciazione di Pietro daCortona (XVII secolo).

Annunciazione - Pietro da Cortona
Segue sull'altare successivo il Martirio di S.Lucia di Matteo Bonechi (XVIII secolo).

Martirio di S.Lucia - Matteo Bonechi
Segue un affresco di Jacopo di Mino del Pellicciaio del XIV secolo: l'Incoronazione della Vergine e sotto framenti di altre scene.
L'affresco è stato ritrovato negli anni novanti durante restauri.

Incoronazione della Vergine - Jacopo di Mino del Pellicciaio
L'ultimo altare custodisce la Natività di Raffaello Vanni (XVII secolo).

Natività - Raffaello Vanni
Nella controfacciata di sinistra vi è l'affresco della Madonna col Bambino in trono e i Santi Leonardo e Michele di scuola fiorentina del 1380.

Madonna col Bambino in trono e i Santi Leonardo e Michele - scuola fiorentina
Perpendicolare al fianco sinistro della chiesa si costruì nel XIII secolo l'ala più antica del convento, mentre le altre due ali furono edificate nel XIV secolo.

convento e chiesa di S.Francesco
 Dove si trovano ancor oggi le due bifore doveva esserci la sala capitolare.

ala del convento con la sala capitolare
Al piano terra trovavano posto anche l'oratorio e la sacrestia.
Al primo piano vi erano i servizi comuni del convento e al secondo piano le celle dei frati.

Parallele al fianco destro della chiesa sorgono le logge dell'ex Ospedale di Santa Maria della Misericordia, fondato da Santa Margherita di Cortona nel XIII secolo grazie alla donazione del palazzo della nobildonna Diabella, e l'interessamento di Uguccio Casali, capitano del popolo.

logge dell'ex ospedale
logge dell'ex ospedale

lapide che ricorda l'opera assistenziale di Santa Margherita da Cortona





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Nei pressi dei Giardini del Parterre, appena fuori delle mura e della scomparsa Porta Peccioverardi, si trova la chiesa di S.Domenico.

chiesa di S.Domenico
La chiesa del XIV secolo fu costruita in forme tardo-gotiche dove vi era già stato costruito un convento di domenicani.

Nel 1557 fu ristrutturata completamente, appoggiando alle pareti sei altari, rovinando gli affreschi già presenti.

Nel XVIII secolo la chiesa cadde in stato di abbandono e nel XIX secolo per ragioni urbanistiche furono demoliti il convento e il chiostro.

facciata della chiesa di S.Domenico
La facciata a capanna della chiesa, in conci di arenaria e decorata con due cornici orizzontali, risale al XV secolo.

Il portale in pietra serena è sormontato da un arco a sesto acuto.
Nella lunetta si trova un affresco di Madonna col Bambino tra i santi Domenico e Pietro martire del Beato Angelico (XV secolo), oggi poco leggibile.

portale con (?) affresco nella lunetta del Beato Angelico
Esternamente il fianco destro della chiesa aveva un portico, di cui rimangono le tracce di otto pilastri e peducci.

Il campanile, in origine a pianta quadrata, ha due lati angolari con arco a tutto sesto ed è sormontato da una vela con volute angolari.

La chiesa ha tre absidi rettangolari, e quelle laterali sono provviste di monofore
gotiche.

L'interno a navata unica ha una copertura a capriate e un presbiterio rialzato.

navata della chiesa
Lungo le pareti vi sono sei altari in pietra, opera di Ascanio Covatti.

altari del XVI secolo
Nella controfacciata destra si trova una Deposizione di Baccio Bonetti (XVI secolo).

Sulla parete destra si trova l'affresco distaccato di San Rocco e storie di un altro Santo (XV secolo), forse opera di Bartolomeo della Gatta.

San Rocco e storia di un altro Santo - Bartolomeo della Gatta
Nel primo altare si trova un Crocifisso ligneo (XVI secolo).
Vicino vi sono frammenti di un affresco con Storie di Santa Caterina da Siena ritenuto di Bartolomeo della Gatta.

Il successivo altare conserva una statua in legno della Madonna Addolorata di Francesco Fabbrucci.

Nel terzo altare è collocata la Madonna del Suffragio di Pietro Colombati (XVIII secolo).

Madonna del Suffragio - Pietro Colombati
L'organo è del XVI secolo.
Le tre cappelle absidali hanno copertura a volta.

Nella cappella di destra, nella quale un tempo si trovava una Madonna col Bambino e i Santi Matteo, Giovanni Battista, Giovanni Evangelista e Maria Maddalena del Beato Angelico (custodita dalla fine della Prima Guerra Mondiale al Museo Diocesano), oggi si trova un S.Domenico.

Sotto l'altare maggiore è conservato il corpo del beato Pietro Capucci.
Sopra l'altare si trova il polittico dell'Incoronazione della Vergine di Lorenzo di Niccolò di Martino del XV secolo.

altare maggiore con il polittico dell'Incoronazione dela Vergine (Lorenzo di Niccolò di Martino) e teca con il corpo del beato Pietro Capocci (XIV secolo)
particolare del polittico dell'Incoronazione della Vergine
Il polittico venne donato ai padri domenicani di Cortona da Cosimo e Lorenzo dei Medici, dopo essere stato commissionato per la chiesa del Convento di S.Marco di Firenze.

La tavola che adorna la cappella absidale di sinistra è la Madonna col Bambino, due angeli, due Santi e un benefattore in ginocchio di Luca Signorelli (XVI secolo),fatta realizzare in occasione della visita alla città di Papa Leone X.

Madonna col Bambino, due angeli, due Santi e un benefattore in ginocchio - Luca Signorelli
Questa cappella doveva essere il luogo di sepoltura della famiglia di Niccolò Di Angelo Di Cecco, che commissionò al Sassetta le decorazioni e un trittico (oggi al Museo Diocesano).

La tela che orna il primo altare della parete sinistra vicino al presbiterio è l'Assunzione della Vergine alla presenza degli Apostoli, di S.Giacinto e di altri Santi di Iacopo Negretti, detto Palma il Giovane (XVI/XVII secolo).

Assunzione della Vergine alla presenza degli Apostoli, di S.Giacinto e di altri Santi - Iacopo Negretti, detto Palma il Giovane
Il successivo altare custodisce il quadro della Circoncisione di Gesù di Domenico Crespi, detto il Passignano (XV/XVI secolo).

Circoncisione di Gesù - Domenico Cresp
Sopra l'ultimo altare si trova La Disputa di S.Caterina d'Alessandria di Andrea Commodi.

La Disputa di S.Caterina d'Alessandria - Andrea Commodi
Chiude questa carrelata di importanti opere d'arte l'affresco staccato raffigurante  S.Agostino (XVI secolo) di attribuzione incerta.
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La doppia chiesa di S.Marco è dedicata al Santo protettore della città insieme a Santa Margherita.

chiesa di S.Marco
campanile della chiesa di S.Marco

La chiesa fu costruita nel XVI secolo sopra ad un ospedale andato in disuso.

Il campanile è a vela. 
La facciata della chiesa superiore ha un rosone del XV secolo e un portale barocco.

facciata della chiesa superiore di S.Marco
portale barocco della chiesa superiore di S.Marco


L'interno ad unica navata ha un soffitto a volta.
Le opere conservate sui due altari laterali sono una tela con S.Carlo Borromeo in preghiera di Andrea Commodi e un S.Marco (XVII secolo).






L'altare maggiore barocco in legno è opera di Andrea Sellari (XVII secolo).
Sopra l'altare si trova la SS.Trinità di A.Zabarelli.



interno della chiesa superiore di S.Marco
Scendendo una scalinata posta alla destra della chiesa superiore si può accedere alla chiesa inferiore di S.Marco.

facciata della chiesa inferiore di S.Marco
Anche la facciata di questa chiesa è semplice, ma arricchita dal mosaico di S.Marco realizzato nel 1961 da Gino Severini.

mosaico di S.Marco - Gino Severini
 L'interno della chiesa inferiore, a unica navata, è affrescato.

volta affrescata della chiesa inferiore di S.Marco
interno della chiesa inferiore di S.Marco

Nelle lunette vi sono dodici tele con episodi della vita della Madonna.

Lungo le pareti vi è un coro ligneo.

coro ligneo

Vi è un unico altare, opera di Andrea Sellari.
Sull'altare è posta l'Assunzione della Beata Vergine con S.Giuseppe, S.Lorenzo, S.Domenico, S.Gaetano e S.Antonio da Padova di Adriano Zabarelli.

Assunzione della Beata Vergine con S.Giuseppe, S.Lorenzo, S.Domenico, S.Gaetano e S.Antonio da Padova - Adriano Zabarelli.
E' conservato nella chiesa il Simulacro del Cristo orante nell'orto degli Ulivi di Baccio Ciarpi (XVII secolo).

Simulacro del Cristo orante nell'orto degli Ulivi - Baccio Ciarpi
Nelle attigue tre salette è stato allestito un piccolo museo di arredi sacri, reliquiari, paramenti sacri.
Vi si trova anche la tela Sant'Anna in gloria, S.Francesco di Sales e S.Benedetto di Francesco Conti (XVIII secolo).

museo della chiesa di S.Marco
Sant'Anna in gloria, S.Francesco di Sales e S.Benedetto - Francesco Conti
 Già esisteva una chiesa S. Marco, distrutta per volere di Pietro Leopoldo, di cui rimangono i resti in una casa privata.

resti della vecchia chiesa di S.Marco
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La chiesa di S.Benedetto, originariamente di forma rettangolare, fu costruita nel XII/XIII secolo su una torre etrusca o romana.

chiesa di S.Benedetto
Nel XVIII secolo venne ricostruita e la sua pianta divenne ovale.

Il suo portale architravato appare molto elaborato: mensole reggono una cornice decorata.
Le quattro finestre sono strombate.

portale della chiesa di S.Benedetto
L'interno, dalla pianta ellittica, ha una volta a padiglione a sesto ribassato con costolonature di stucco bianco e dorato che la dividono in quattro parti.

interno della chiesa di S.Benedetto con statua di Cristo flagellato alla colonna
La volta è anche decorata con affreschi di Taddeo Mazzi che rappresentano Giuseppe Calasanzio intento a pregare la Vergine, il fondatore degli Scolopi, il cui ordine costruì la chiesa.

In una ncchia dietro l'atare maggiore si trova la statua in legno del XVI/XVII secolo di Cristo flagellato legato alla colonna, portata in processione il Venerdì Santo. 
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Vicino alla chiesa di S.Benedetto, su Via Guelfa, sorgono il convento e la chiesa di S.Agostino, costruiti nel XIII secolo.

complesso di S.Agostino
Nel XVII secolo il convento fu ampliato e la chiesa allargata.
Furono sostituite le finestre gotiche con grandi finestre o vennero tamponate, e costruiti altari barocchi.

facciata della chiesa di S.Agostino con visibili i segni dell'ampliamento e dell'originale portale gotico cuspidato
Quando Pietro Leopoldo soppresse l'istituto religioso dei domenicani che avevano costruito questo complesso monastico, la chiesa passò agli Scolopi e il convento divenne una scuola pubblica.
Oggi il convento e chiesa sono diventati un Centro Convegni.

Il campanile a base quadrata è caratterizzato da conci angolari in pietra.
Il chiostro è affrescato con scene della vita di S.Agostino.

affreschi del chiostro del convento di S.Agostino

chiostro del convento di S.Agostino
Abbiamo visitato la chiesa solo esternamente.
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In Via Roma, nascosta tra altri palazzi, si trova la chiesa di S.Filippo Neri.
Manca di facciata e di abside.

interno barocco della chiesa di S.Filippo Neri
Fu costruita tra il XVII e il XVIII secolo a pianta latina, con cupola centrale e decorazioni in stile barocco.

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Fuori dal centro storico di Cortona si trovano alcune chiese degne di essere visitate.

Tra queste vi è la chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio, a metà strada tra Cortona e Camucia.

chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio
L'elegante chiesa rinascimentale, immersa tra gli ulivi, è detta "al Calcinaio" perché durante il giorno di  Pasqua del 1484 l'immagine sacra di una Madonna col Bambino, posta in un'edicola del muro di cinta che circondava una vasca nella quale si conciavano le pelli con acqua e calce (da cui quindi il nome), incominciò a fare miracoli. 

L'Arte dei Calzolai, proprietaria della concia decise di costruire un luogo di culto e il progetto fu affidato all'architetto Francesco di Giorgio Martini che, abituato a costruire fortezze, non ebbe difficoltà a superare il problema del pendio del terreno e della presenza di acque.

Sembra che si sia ricorso anche a studi di Leonardo da Vinci.

chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio
Numerosi furono gli artisti che si adoperarono per decorarla: Tommaso Bernabei detto il Papacello, Alessandro Allori, Bernardino Covatti, Adrea Sellari, Giovanni di Sandro detto Jacone, Guglielmo de Marcillat.

La facciata in conci di pietra squadrata, presena lesene negli angoli.
L'occhio ha una cornice in pietra con due fasce decorative.

facciata della chiesa
occhio della facciata
Il portale è opera di Bernardino Covatti.
La lunetta con la Madonna col Bambino e i Santi Giuseppe, Elisabetta e Giovannino fu affrescata dal Papacello (1543).

portale della chiesa
Madonna col Bambino e i Santi Giuseppe, Elisabetta e Giovannino - il Papacello
Il campanile a vela, posto sulla ommità della facciata di fondo del braccio destro del transetto, è di dimensioni ridotte rispetto a quelle della chiesa.

campanile della chiesa
La cupola, divisa da costoloni in otto spicchi, è a sesto acuto.
Poggia su un tamburo ottagonale con finestre con timpano triangolare.

cupola della chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio
L'interno è a croce latina, con cappelle laterali, transetto e cupola all'incrocio dei bracci.
L'effige della Madonna miracolosa è posta sopra l'altare maggiore.

Abbiamo potuto visitare la chiesa solo esternamente.

La chiesa per la geometria perfetta dei suoi volumi e delle sue forme è  considerata un gioiello dell'architettura rinascimentale italiana.
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L'ultima chiesa visitata da noi a Cortona è stata la chiesa di Santa Maria Nuova.

chiesa di Santa Maria Nuova
La chiesa si trova appena fuori Porta Colonia.

Come la chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio, anche qui la decisione di erigere un luogo di culto mariano si deve ad un'immagine sacra.
Qui nel XVI secolo si trovava infatti un'edicola con l'icona della Madonna che, per il fatto di essere ricoperta di edera, era chiamata la Madonna dell'ellera (= "dell'edera").

chiesa di Santa Maria Nuova
Si racconta che alcune persone avevano visto la Vergine camminare nei pressi dell'edicola, e per questo si costruì una cappella per custodire questa sacra immagine.

Venne deciso quindi di erigere un vero tempio per venerarla, e il progetto fu affidato al Cristofanello che, morto subito dopo gli inizi dei lavori, fu sostituito da Giorgio Vasari, che seguì un proprio progetto.

Dopo essere stata eletta a collegiata, nel 1786 fu soppressa da Pietro Leopoldo e incominciò un periodo di abbandono che durò fino agli anni '70 del XX secolo, quando venne restaurata e ritornò un luogo di culto.

Vi sono tre facciate uguali: oggi la principale è quella che affaccia sul piazzale, un tempo era quella occidentale.
Sul quarto lato vi è la canonica.

facciata occidentale e facciata meridionale della chiesa di Santa Maria Nuova
facciata occidentale (entrata principale originale)
facciata meridionale (ingresso attuale principale della chiesa)
La cupola, con lanterna con sei finestre e un tamburo con altrettante finestre, venne realizzata nel 1600.

cupola della chiesa di Santa Maria Nuova
campanile a vela







Il campanile è a vela.







La chiesa è a pianta quadrata con i quattro pilastri che la trasformano a croce greca e sorreggono la cupola.

interno della chiesa
cupola sorretta da quattro pilastri
Le cappele occupano i quattro angoli.
Le vetrate sono di Urbano Urbani. 
Su una lastra circolare di marmo posta sul pavimento in corrispondenza della cupola è raffigurato il leone di S.Marco.

leone di S.Marco raffigurato nel cerchio sul pavimento
Le opere cusodite nella chiesa sono una Natività di Maria di Alessandro Allori, detto il Bronzino, un'Annunciazione di Jacopo Chimenti, un'Immacolata Concezione di Adriano Zabarelli, detto il Paladino, un Carlo Borromeo che dà la Comunione agli appestati di Baccio Ciarpi. 

Natività di Maria - Alessandro Allori
Carlo Borromeo che dà la Comunione agli appestati - Baccio Ciarpi

L'altare maggiore è opera di Mariotto Radi (1595) ed accoglie la già citata e miracolosa Madonna dell'ellera.

altare maggiore con Madonna dell'ellera
Non siamo potuti entrare nella chiesa, ma una vetrata permette di avere una visuale globale dell'interno.


CONCLUSIONI
Passeggiando per Cortona si incontrano molte chiese antiche che custodiscono gelosamente le loro opere d'arte.
Non si può assolutamente dire quali è tassativo visitare e quali si possono tralasciare avendo poco tempo da dedicare alla visita del borgo.
Gli artisti nati a Cortona, o venuti a lavorare in questo borgo, hanno lasciato ai loro committenti dei veri capolavori, sui quali è doveroso soffermarsi.



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