martedì 5 gennaio 2016

Gli scavi di Ostia Antica (nona parte)


Alla fine del post precedente siamo arrivati alla foce del Tevere e al cosiddetto Palazzo Imperiale , si ritorna ora sui nostri passi ripercorrendo Via della Foce in senso inverso, e visitando i siti posti sull'altro lato della strada (divenuto di nuovo il lato destro), compresi tra questa via e il Cardo degli Aurighi.

I principali edifici che  visiteremo in questo post sono:
Caseggiato di Bacco e Arianna - Serapeum - Domus del Serapeo - Caseggiato e Mitreo della Planta Pedis - Terme della Trinacria - Casette Tipo - Magazzino dei Doli- Caseggiato di Annio - Caseggiato a Tabernae - Caseggiato degli Aurighi - Sacello delle Tre Navate - Terme dei Sette Sapienti - Caseggiato del Serapide - Domus del Mitreo delle Pareti Dipinte.


Superata una collinetta, sulla quale si erge una piccola costruzione in muratura, e un magazzino annonario, non del tutto scavato, si può visitare il Caseggiato di Bacco e Arianna, di epoca adrianea.

Caseggiato di Bacco e Arianna
Su Via della Foce, dietro ad un portico, si affacciano due negozi appartenuti all'edificio: quello d'angolo era un "bar".

"bar" del Caseggiato di Bacco e Arianna
Si può accedere al caseggiato, un tempo a due piani, dal suo ingresso nella facciata orientale, entrando in una vietta (Via del Serapide), ortogonale a Via della Foce.

Via del Serapide
Si entra in un cortile con un bacino e con portico con pilastri in mattoni sul lato nord.

ingresso del Caseggiato di Bacco e Arianna
cortile e portico del Caseggiato di Bacco e Arianna
bacino del cortile del Caseggiato di Bacco e Arianna
statua nel bacino del cortile del Caseggiato di Bacco e Arianna
Divinità Fluviale (dal Caseggiato di Bacco e Arianna - Museo Ostiense)
Dietro al portico si aprono quattro stanze.

sale dietro il portico del Caseggiato di Bacco e Arianna
La prima camera a nord-est era una sala da pranzo, pavimentata con un mosaico in bianco e nero dove sono raffigurati vigne, uccelli , una testa di Medusa e figure alate.
Dal disegno del mosaico si deduce che qui trovava posto un biclinium.

mosaico della sala da pranzo del Caseggiato di Bacco e Arianna
testa di Medusa e figure alate nel mosaico della sala da pranzo del Caseggiato di Bacco e Arianna
Ad ovest di questa stanza ve ne era una molto più grande, adibita forse a sala riunioni.

grande sala del Caseggiato di Bacco e Arianna
Il pavimento possiede un mosaico in bianco e nero con disegni floreali che circondano un pannello centrale nel quale sono raffigurati i personaggi che hanno dato nome all'edificio: Bacco e Arianna.

pannello centrale del mosaico della grande sala del Caseggiato di Bacco e Arianna
Bacco e Arianna nel mosaico della grande sala del Caseggiato di Bacco e Arianna
E' anche rappresentata la lotta tra Eros e Pan (il conflitto tra amore sacro e amor profano), alla quale funge da arbitro un vecchio Sileno.

disputa tra Eros e Pan giudicata da un Sileno nel mosaico della grande sala del Caseggiato di Bacco e Arianna
La scena si svolge in una palestra, perché vi sono rappresentati su un tavolo un ramo di palma, un cratere, un'erma e una corona di fiori, i premi per il vincitore della disputa.

particolare del mosaico di Bacco e Arianna
particolare del mosaico di Bacco e Arianna
Fino all'inizio del IV secolo d.C. vi era un passaggio tra il Caseggiato di Bacco e Arianna e l'adiacente Serapeo: forse il caseggiato era il luogo in cui vivevano i sacerdoti del santuario.
Successivamente il passaggio fu chiuso e aggiunta una fontana-nicchia.

nicchia-fontana del Caseggiato di Bacco e Arianna
La parte nord-ovest del caseggiato non è ancora stata scavata.
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Limitrofo (e come già detto un tempo connesso) al Caseggiato di Bacco e Arianna, è il Serapeum, un piccolo tempio dedicato a Jovi Serapidi, divinità egiziano-ellenistica derivante dal sincretismo tra Osiride-Api e Giove.

Serapeum
Il tempio fu costruito tra il 123 e126 d.C.
Fu donato da un privato e inaugurato il 24 gennaio 127, compleanno dell'imperatore Adriano.

ingresso con portico del Serapeum
Sulla facciata si trovava un portico d'ingresso, di cui rimangono le basi delle due colonne e le nicchie rivestite di marmo. 

resti delle nicchie del portico d'ingresso
 Il pavimento del portico riproduceva un toro Apis (non visibile).

qui doveva esserci il mosaico con la raffigurazione del toro Apis

L'iscrizione triangolare con le parole IOVI SERAPI probabilmente si trovava sopra il portico, e venne poi riutilizzata spezzata nel pavimento dello stesso edificio.

iscrizione IOVI SERAPADI
Oggi l'iscrizione è appesa sulla destra dell'ingresso sopra quella che era una cisterna, la cui acqua era attinta da una fontana posta sulla strada.

cisterna del Serapeum
fontana sulla Via del Serapide
Superato il portico d'ingresso si accedeva ad un cortile porticato su due lati  con pilastri in mattoni che vennero rimpiazzati poi da colonne.
 
cortile porticato del Serapeum
Del mosaico in bianco e nero con scene nilotiche del cortile sono rimasti pochi lacerti.

resti del mosaico con scene nilotiche del cortile del Serapeum
resti del mosaico con scene nilotiche del cortile del Serapeum
resti del mosaico con scene nilotiche del cortile del Serapeum
Sotto il portico del cortile il pavimento era invece in opus sectile.

opus sectile del portico del cortile del Serapeum
Sul lato nord del portico, dove prima vi era il passaggio con il Caseggiato di Bacco e Arianna, fu costruita un'esedra con pareti e pavimentazione in marmo, e introdotta da due colonne.

esedra del Serapeum
Sopra un podio in mattoni si ergeva il tempio.
Lo si poteva raggiungere tramite una scalinata con gradini in marmo, davanti alla quale vi era un altare in marmo.

podio del Tempio di Serapide e altare
Il pronao aveva due colonne in granito e un pavimento in mosaico e con alabastro e marmo (III secolo d.C.).

Gli alti podi della cella erano decorati con madreperla e agata.

base per una statua con iscrizione dedicatoria nel cortile del Serapeum
sulla sinistra statuetta proveniente dal Serapeum ispirata a quella di Briasside in Alessandria (Museo Ostiense)
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Il Serapeum era collegato sul lato meridionale con la cosiddetta Domus del Serapeo, costruzione di epoca adrianea.
 
Domus del Serapeo (vista da sud)
Dal Serapeum attraverso un portale fiancheggiato da finestre s'entrava in un'anticamera, dalla quale, oltrepassando due colonne, si poteva accedeva ad un corridoio.

Dietro il corridoio vi era una grande sala di rappresentanza, alta due volte le altre stanze, e con molte porte e finestre.

sala di rappresentanza della Domus del Serapeo
Il mosaico (oggi coperto) che ornava il pavimento era costituito da 68 riquadri (se ne conservano 14), ne quali erano raffigurati uccelli, vasi, piante, maschere teatrali.

In questo sito forse s'incontravano e cenavano i membri della gilda religiosa del vicino Serapeum.

Quando venne chiuso il passaggio col Serapeum, lo spazio venne occupato da nicchie e da una vasca semicircolare.

vasca e nicchie della Domus del Serapeo
Furono anche aggiunte delle sale sulla facciata di Via del Serapide, per creare un nuovo ingresso con portico.

nuovi ambienti aggiunti alla Domus del Serapeo
nuovi ambienti aggiunti alla Domus del Serapeo
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Proseguendo ancora su Via del Serapide, sullo stesso lato dei precedenti edifici si trova il Caseggiato del Mitreo della Planta Pedis.

Il caseggiato prende il nome dal mitreo che venne istallato all'interno di una sala di epoca adrianea.

ingresso al Mitreo della Planta Pedis
Il mitreo era a tre navate divise da pilastri in mattoni e aveva piccoli banchi lungo la navata centrale, al posto dei podia.
Nella parte verticale dei banchi vi erano nicchie nelle quali sono state trovate ossa di pollo.

Ad est del mitreo vi era una stanza, con bacini e un pozzo, che fungeva da ingresso al santuario.

Il pavimento della navata centrale era ricoperto da un mosaico in bianco e nero, diviso da bande nere.

Sono rappresentati un'impronta di piede (che ha dato nome "Planta Pedis" al mitreo), e un serpente.

mosaico del mitreo con raffigurazione di un serpente
L'impronta del piede era quella del piede di Mitra, e su questa immagine posavano il loro piede gli iniziati al culto.

mosaico con l'impronta del piede di Mitra
Nella parete di fondo della navata centrale vi è una nicchia in tufo, intonacata di giallo, nella quale vi è un altare a gradini.

altare del Mitreo della Panta Pedis
Sul primo gradino dell'altare vi è un mosaico in bianco e nero con disegni geometrici, mentre il secondo gradino è ricoperto in marmo.

primo gradino con mosaico dell'altare del mitreo
secondo e terzo gradino dell'altare del mitreo
Davanti alla nicchia erano posizionate probabilmente le statue di Cautes e di Cautopates sopra le due basi, una di travertino e l'altra di marmo, rimaste in situ.
E' stato ritrovato un altare in marmo con una cavità nella parte posteriore.

altare tra le basi per le statue di Cautes e Cautopates
 Sono stati anche trovati due frammenti di un rilievo in marmo di Mitra che uccide il toro.
I frammenti rimasti raffigurano la Luna e il Sole (in situ si trovano le copie, mentre nel Museo Ostiense si trovano gli originali).

copie dei frammenti del rilievo con Sole e Luna
frammenti originali del rilievo con Sole e Luna (dal Mitreo della Planta Pedis - Museo Ostiense)
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A chiudere Via del Serapide si trovano degli horrea di epoca adrianea, forse di proprietà privata, con ingresso dal Cardo degli Aurighi.

ingresso principale degli horrea adrianei (visto dal Cardo degli Aurighi)
Un corridoio centrale con pozzo divideva due file di negozi.
In alcuni ambienti a sud dell'edificio sono state costruite piccole terme con pavimenti in mosaico.
piccole terme viste dall'ingresso degli horrea
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Bisogna ora ripercorrere Via del Serapide in senso inverso fino all'ingresso, sul lato destro della strada, delle Terme della Trinacria.

Terme della Trinacria (viste da ovest)
L'edificio termale fu costruito nel II secolo d.C. e restaurato durante il regno di Commodo.

Le terme avevano due ingressi.
Percorrendo un corridoio, che aveva inizio da un ingresso su Via della Foce, si accedeva ad un vestibolo con panca.

L'altro ingresso su Via del Serapide invece, immetteva in un ampio cortile che fungeva anche da frigidarium delle terme, e che aveva una vasca con nicchie sul suo lato orientale.

cortile/frigidarium delle Terme della Trinacria
vasca con nicchie del frigidarium delle Terme della Trinacria
vasca del frigidarium delle Terme della Trinacria
Dietro la parete meridionale del frigidarium vi era il corridoio con l'immagine che ha dato nome alle terme: la Sicilia (la Trinacria appunto), un busto femminile con tre gambe in corsa (triskéles), che s'irradiano dalla testa.

raffigurazione della Trinacria nel mosaico del corridoio delle Terme della Trinacria
A sud dell'edificio vi erano gli ambienti riscaldati.

ambienti riscaldati delle Terme della Trinacria
Pavimenta un'esedra un mosaico con scene marine: una Nereide con delfini.

mosaico con una Nereide e delfini delle Terme della Trinacria
particolare del mosaico con una Nereide e delfini delle Terme della Trinacria
Nell'adiacente sala, un mosaico del pavimento porta davanti ad una panca la scritta STATIO CVNNVLINGIORVM, che ha avuto più di una interpretazione: forse era un luogo di prostituzione maschile o il commento ironico alle stationes (gli uffici) del Piazzale delle Corporazioni.

sala delle Terme della Trinacria con la scritta STATIO CVNNVLINGIORVM
scritta STATIO CVNNVLINGIORVM del mosaico
In un mosaico di un'altra camera sono rappresentati tre atleti parzialmente conservati.

mosaico con atleti in una sala delle Terme della Trinacria
particolare del mosaico con atleti delle Terme della Trinacria
vasche del calidarium
una vasca del calidarium (impianto di riscaldamento sotto il pavimento crollato)
Nella zona sud delle Terme della Trinacria si trovava l'impianto di riscaldamento, mentre ruote idrauliche erano posizionate ad ovest del frigidarium.

ambienti di servizio sotterranei delle Terme della Trinacria
ambienti di servizio delle Terme della Trinacria
ambienti delle Terme della Trinacria in cui vi erano ruote idrauliche
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Tra le Terme della Trinacria a sud e Via della Foce a nord, si trova un caseggiato con quattro negozi di epoca adrianea che si affacciano su un portico.

Ad est di questi negozi s'inserisce il corridoio che conduce alle Terme della Trinacria.

Nel portico furono poi aggiunti un ninfeo rivolto verso ovest e una piccola sala (III/IV secolo d.C.)

un negozio del caseggiato con dolio interrato
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Continuando su Via della Foce si trovano altri edifici commerciali e insule di diverse epoche.

caseggiati ed esercizi commerciali tra le Terme della Trinacria e il Caseggiato del Serapide
Alle spalle di un altro caseggiato con negozi che si affaccia su Via della Foce, si trovano le cosiddette Casette Tipo.

Casette Tipo
Furono costruite in epoca traianea e sono i più antichi esempi di appartamenti di tipo medianum a Ostia.

strada basolata tra due blocchi di Casette Tipo
Due blocchi di case, composte da quattro appartamenti al piano terra ognuna, sono circondati da strade.
Si accedeva agli appartamenti del piano superiore tramite scale in legno.

facciata di un blocco di Casette Tipo
ingresso ad un appartamento medianum di una Casetta Tipo
Ogni appartamento era composto da due sale di rappresentanza, due camere da letto, una cucina e una latrina.
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A sud delle Casette Tipo, dopo un piccolo caseggiato, si trova il cosiddetto Magazzino dei Doli.

Magazzino dei Doli
Probabilmente era il laboratorio dell'adiacente Caseggiato di Annio.

doli interrati nel magazzino
E' un unico ambiente di costruzione adrianea, con 21 recipienti per il vino e l'olio interrati sollevando il livello del pavimento.
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L'adiacente Caseggiato di Annio, di epoca adrianea, oltre ad essere collegato con il Magazzino dei Doli, era un tempo collegato anche con il cosiddetto Edificio a Tabernae, posto lungo il suo lato orientale.

Caseggiato di Annio (nicchia per statua nel pilastro d'angolo)
Il caseggiato ha la sua facciata meridionale sul Cardo degli Aurighi, ed una facciata occidentale sulla Via di Annio.

facciata occidentale del Caseggiato di Annio (Via di Annio)
facciata meridionale del Caseggiato di Annio (Cardo degli Aurighi)
Nell'angolo tra la facciata occidentale (Via di Annio) e quella meridionale (Cardo degli Aurighi), vi è una nicchia che avrà contenuto la statua di una divinità.

Sotto le volte della balconata della facciata occidentale vi sono tre tabulae ansatae (tavolette con ornamento a coda di rondine) fittili che compongono la scritta OMNIA FELICIA ANNI (ovvero "il commercio di Annio sta andando bene").

tabula ansata con la scritta FELICIA
tabula ansata con la scritta ANNI
Sulla stessa facciata vi sono due rilievi in terracotta: uno raffigura una nave con giare stoccate, l'altro un uomo tra dolia.

rilievo in terracotta con nave e giare della facciata occidentale del Caseggiato di Annio
rilievo in terracotta con uomo tra dolia della facciata occidentale del Caseggiato di Annio
A nord della facciata occidentale si trova una scala esterna.

scala esterna del Caseggiato di Annio
I fori nel muro della facciata indicano che vi era attaccata una struttura in legno.

fori di ancoraggio nella facciata del Caseggiato di Annio
All'interno del caseggiato pilastri sorreggevano volte a crociera.

resti della volta a crociera in un ambiente del Caseggiato di Annio
resti della volta a crociera in un ambiente del Caseggiato di Annio
 L'ambiente d'angolo tra le due vie era un "bar".

"bar" del Caseggiato di Annio
L'originale funzione commerciale dell'edificio cambiò in residenziale nel III secolo d.C. con la creazione di due appartamenti, che vennero decorati con motivi architettonici, un uccello e motivi vegetali, gialli e rossi su fondo bianco.

interni del Caseggiato di Annio
decorazioni pittoriche del Caseggiato di Annio
nicchia con scaffale e decorazioni pittoriche del Caseggiato di Annio
motivi architettonici e vegetali nella decorazione pittorica del Caseggiato di Annio
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Ci troviamo ora sul Cardo degli Aurighi, strada parallela a Via della Foce,  camminando in direzione del Decumano Massimo. L'edificio adiacente (e come già detto un tempo in connessione) con il Caseggiato di Annio è chiamato Edificio a tabernae.

a sinistra della foto: facciata dell'Edificio a tabernae sul Cardo degli Aurighi
Lungo il suo lato orientale corre la Via Tecta degli Aurighi, una via interna attraversata da archi.

Via Tecta degli Aurighi (vista dall'ingresso sul Cardo degli Aurighi)
Via Tecta degli Aurighi (vista da nord)
L'edificio nacque come un doppio porticato durante il regno di Antonino Pio, con pilastri in mattoni che sorreggevano volte a crociera.

ambiente dell'Edificio a tabernae
volte a crociera di un ambiente dell'Edificio a tabernae
ambiente dell'Edificio a tabernae con bacini
bacino in un ambiente dell'Edificio a tabernae
forno in un ambiente dell'Edificio a tabernae
Nel 200 d.C. si crearono all'interno del portico alcuni ambienti commerciali, come è testimoniato dalla presenza di tre bacini e da un forno.

Decorazioni pittoriche dell'epoca di Antonino Pio sono ancora presenti in alcuni ambienti.

decorazione pittorica di un ambiente dell'Edificio a tabernae
decorazione pittorica di un ambiente dell'Edificio atabernae
Nella zona più meridionale si trova una scalinata per accedere al piano superiore.

scala dell'Edificio a tabernae
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Il grande edificio che s'incontra proseguendo sul Cardo degli Aurighi, ad est della Via Tecta degli Aurighi, è il Caseggiato degli Aurighi.

facciata meridionale del Caseggiato degli Aurighi
Il caseggiato, che era adibito ad appartamenti, confinava ad est con il Sacello delle Tre Navate, a nord con le Terme delle Sette Sapienti che a loro volta erano unite al Caseggiato del Serapide, costituendo un unico complesso abitativo autosufficiente, con botteghe, bagni termali e tempio.

Caseggiato degli Aurighi
E' tra le rovine meglio conservate in altezza di Ostia Antica: i pilastri del cortile, alti oltre dieci metri, testimoniano l'aspetto a tre piani dell'edificio.

Caseggiato degli Aurighi
Caseggiato degli Aurighi
Caseggiato degli Aurighi
L'edificio, che prende il nome da due aurighi affrescati in un corridoio del pianterreno, fu costruito durante il regno di Antonino Pio.

affreschi con gli Aurighi in un corridoio del Caseggiato degli Aurighi
un affresco degli Aurighi del Caseggiato degli Aurighi
un affresco degli Aurighi del Caseggiato degli Aurighi
Gli ambienti del caseggiato sono disposti intorno ad un cortile centrale, caratterizzato da alte arcate, e nel quale si possono vedere sul suo lato settentrionale bacini aggiunti in un secondo tempo, come anche alcune stanze sul lato meridionale.

ingresso al cortile del Caseggiato degli Aurighi (visto da nord)
lato orientale del cortile del Caseggiato degli Aurighi
lato settentrionale del cortile del Caseggiato degli Aurighi
stanze aggiunte nel portico del Caseggiato degli Aurighi
bacini aggiunti nel cortile del Caseggiato degli Aurighi
All'interno di una di queste stanze si possono ancora vedere le pitture che la decoravano.

pitture in una delle stanze aggiunte nel portico del Caseggiato degli Aurighi
Lungo i lati del cortile (tranne che per quello meridionale), vi sono corridoi porticati.
E' nel corridoio nord che si trovano gli affreschi degli aurighi.

corridoio porticato del Caseggiato degli Aurighi
corridoio porticato del Caseggiato degli Aurighi
Nei corridoi vi erano tre scale che portavano ai piani superiori, dove consiglio di salire per poter godere di uno spettacolare panorama sulle rovine.

scale d'accesso ai piani superiori del Caseggiato degli Aurighi
Nell'appartamento del pianterreno posto a nord-ovest del caseggiato si trovano pitture del periodo di Antonino Pio (non accessibili al pubblico) e graffiti che oltre a citare il nome del proprietario della casa (Licinio), fanno pensare alla trasformazione della residenza in albergo.

appartamento del pianterreno del Caseggiato degli Aurighi (chiuso al pubblico)
pitture dell'appartamento del pianterreno del Caseggiato degli Aurighi (chiuso al pubblico)
Nell'angolo nord-ovest di questo appartamento vi è una grande latrina comune.

latrina comune del Caseggiato degli Aurighi
tracce d'intonaco sulle pareti e sulle volte della latrina comune del Caseggiato degli Aurighi
Le due grandi sale poste sul lato orientale del caseggiato, erano forse ambienti commerciali che vennero poi ridotti successivamente con pareti aggiunte.

portico del Caseggiato degli Aurighi sul Cardo degli Aurighi
Anche al doppio portico che correva sul lato meridionale del caseggiato (lungo il Cardo degli Aurighi), furono aggiunte pareti divisorie.
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In uno spazio rimasto vuoto tra il Caseggiato degli Aurighi ed un edificio adiacente fu costruito il cosiddetto Sacello delle Tre Navate.

Sacello delle Tre Navate
Anche se questo sacello ha le caratteristiche di un mitreo, sembra che fosse dedicato ad un'altra divinità, forse a Dioniso per i soggetti delle pitture.
Anche la datazione è incerta.

Sacello delle Tre Navate
I pilastri in mattoni del portico del Caseggiato degli Aurighi, chiusi da muretti, costituiscono la parete ovest del sacello, mentre la parete orientale è in laterizio.

parete ovest del Sacello delle Tre Navate
parete est del Sacello delle Tre Navate
L'abside di fondo ha un opus reticulatum in rosso e giallo.
Davanti all'abside è stato costruito un bancone sul quale vi è la base in marmo per una statua.
Davanti al bancone c'è un pavimento a mosaico geometrico bianco e nero.
Le pitture dei muri che allungano l'abside imitano il marmo.

abside del Sacello delle Tre Navate
Il sacello venne decorato due volte: la prima volta con fasce verdi, rosse e gialle su sfondo bianco e con piccoli pannelli con soggetti diversi, mentre il secondo strato di affresco, sempre su uno sfondo bianco con fasce verdi, rosse e gialle, aveva motivi floreali.

Lungo le pareti corrono i podi sui quali poggiano colonne in mattoni dipinte di rosso.

podi e colonne del Sacello delle Tre Navate
Il pavimento è a mosaico bianco con un bordo nero, e nello spazio che precede  all'abside vi è la rappresentazione di un altare con un fuoco, un maiale sacrificale, un coltello e un cratere.

Sempre tra i podi fu posta una vasca in muratura rivestita in marmo.

vasca tra i podi del Sacello delle Tre Navate
A sinistra dell'ingresso del sacello vi è una stanza in parte scavata, con funzione di cucina.

cucina attigua al Sacello delle Tre Navate
Nell'ambiente c'è una panca in muratura con due nicchie, e un piccolo forno con apertura rotonda
forno della cucina
panca con nicchie
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Davanti al Sacello delle Tre Navate  si trova un altro sacello in muratura costruito nel II secolo.

sacello
Appartiene ad un edificio costituito da negozi.
L'ingresso è fiancheggiato da lesene in muratura, e sostiene un fregio e un timpano.

ingresso del sacello
Nella camera quadrata con volta a botte vi è un podio lungo le pareti laterali e quella di fondo.
E' stato trovato all'interno un frammento di statua, forse di Dioniso.

Successivamente il santuario venne ampliato con l'aggiunta di altre stanze, davanti e a sinistra dello stesso.
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Le Terme dei Sette Sapienti sono poste a nord del Caseggiato degli Aurighi e a sud del Caseggiato del Serapide.

Caseggiato del Serapide e Terme dei Sette Sapienti (visti da Via della Foce)
Queste terme non avevano quindi un diretto accesso dalle strade.
Dal Caseggiato di Serapide si poteva accedere al vestibolo delle terme, un ambiente provvisto di panchine.

vestibolo delle Terme dei Sette Serpenti
Le terme prendono il loro nome da una sala con dipinti che ritraggono sette saggi greci vissuti nel VII secolo a.C. (in questo periodo in restauro e non accessibile al pubblico).

sala dei Sette Sapienti in restauro
I nomi dei saggi e il loro luogo di origine sono riportati in greco accanto al loro ritratto: Solone di Atene, Talete di Mileto, Chilone di Sparta, Biante di Priene, Cleobulo di Lindo, Pittaco di Mitilene, Periandro di Corinto (i ritratti degli ultimi tre sapienti non si sono conservati).
I testi ironici scritti in latino si riferiscono a consigli per avere " buon funzionamento del corpo".
Sotto alle raffigurazioni dei sapienti sono dipinte teste di persone che sedevano ad una latrina comune.
Sulla volta della sala è rappresentata una figura in volo, anfore e il nome di un vino, il Falerno.
Probabilmente in origine questa sala era un "bar", che divenne successivamente un destrictarium, un ambiente dove gli atleti si pulivano il corpo con lo strigile.

sala dei Sette Sapienti vista esternamente da est
Alcune sale delle terme possono aver avuto in origine una funzione commerciale.

La grande sala rotonda forse è stato un macellum, ovvero un mercato, che divenne poi un frigidarium.

Sala rotonda delle Terme dei Sette Sapienti
ingressi degli ambienti che circondavano la sala rotonda delle Terme dei Sette Sapienti
bacino della sala rotonda
La sala rotonda era coperta con una cupola.
Nel pavimento a mosaico in bianco e nero che la ricopre (12 m di diametro), di età severiana, sono rappresentate scene di caccia e motivi vegetali.

mosaico della sala rotonda delle Terme dei Sette Sapienti
uno dei quindici cacciatori del mosaico della sala rotonda delle Terme dei Sette Sapienti
cacciatore nel mosaico della sala rotonda delle Terme dei Sette Sapienti
orso raffigurato nel mosaico
tigre raffigurata nel mosaico
preda raffigurata nel mosaico
A sud della sala rotonda si trovano ambienti costruiti nel III secolo d.C.

Nel mosaico in bianco e nero del pavimento di un vestibolo è raffigurato un uomo nudo con la scritta IVLI CARDI H C E = "Qui si vede Iulius Cardo", forse il nome del custode delle terme.

vestibolo delle Terme dei Sette Sapienti con mosaico di Iulius Cardo
vestibolo delle Terme dei Sette Sapienti con mosaico di Iulius Cardo
scritta sul mosaico del vestibolo
La sala accanto era forse un apodyterium (spogliatoio), oggi quasi tutta occupata dalla volta crollata.

un apodyterium delle Terme dei Sette Sapienti
Due erano le sale del tepidarium.
Nel pavimento a mosaico bianco e nero di una delle due sale sono rappresentati mostri marini, Nereidi ed Amorini.

mosaico del tepidarium delle Terme dei Sette Sapienti
Più a sud vi era il calidarium, mentre ad est di queste stanze un corridoio di servizio.

tedidarium e calidarium delle Terme dei Sette Sapienti
calidarium delle Terme dei Sette Sapienti
Ad ovest di questa zona delle terme, vi erano un corridoio e un frigidarium con un grande bacino.

frigidarium delle Terme dei Sette Sapienti
Sulla parete di fondo di questa vasca è rappresentata Venere che esce dalle acque accompagnata da Amorini, pesci e crostacei.

affresco della parete di fondo del bacino del frigidarium delle Terme dei Sette Sapienti
particolare dell'affresco
affresco della parete laterale del bacino del frigidarium delle Terme dei Sette Sapienti
rivestimento del bacino del frigidarium
Negli ambienti adiacenti e nell'apodyterium si conservano altri affreschi di epoca severiana.

ambienti del frigidarium delle Terme dei Sette Sapienti
affresco di un ambiente attiguo al frigidarium delle Terme dei Sette Sapienti
affresco di un ambiente attiguo al frigidarium delle Terme dei Sette Sapienti
particolare di un affresco di un ambiente attiguo al frigidarium delle Terme dei Sette Sapienti
particolare di un affresco di un ambiente attiguo al frigidarium delle Terme dei Sette Sapienti
affresco di un ambiente attiguo al frigidarium delle Terme dei Sette Sapienti
affresco con soggetti inerenti le terme nell'apodyterium delle Terme dei Sette Sapienti (nascosto dietro un pannello di metallo)
La parte più antica delle terme, costruita durante il regno di Antonino Pio, si trova a sud-est dell'edificio, adiacente al Caseggiato degli Aurighi.

sala di passaggio delle Terme dei Sette Sapienti con il Caseggiato degli Aurighi adiacente al calidarium
ambienti riscaldati delle Terme dei Sette Sapienti
Il calidarium aveva tre vasche in nicchie coperte da volte a botte.

calidarium delle Terme dei Sette Sapienti
calidarium delle Terme dei Sette Sapienti 
A sud del calidarium vi erano ambienti per il riscaldamento dell'aria.

ambiente per il riscaldamento dell'aria delle Terme dei Sette Sapienti
Dalle Terme dei Sette Sapienti proviene la statua di Igea conservata al Museo Ostiense.

Igea (Museo Ostiense)
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Come già detto a nord le Terme dei Sette Sapienti confinavano con il Caseggiato di Serapide, e il passaggio tra i due edifici avveniva tramite un ingresso riccamente decorato con un timpano e rilievi in stucco con ghirlande e bucrani.

passaggio tra il Caseggiato del Serapide e le Terme dei Sette Sapienti
timpano del passaggio tra il Caseggiato del Serapide e le Terme dei Sette Sapienti
particolare del passaggio con ghirlande e bucrani
L'edificio fu costruito in  epoca adrianea.

lato occidentale del Caseggiato del Serapide
Su Via della Foce affacciano dei negozi e un vestibolo che introduce nel cortile porticato con alti pilastri ancora in parte intonacati del caseggiato.

negozi ed ingresso del Caseggiato del Serapide su Via della Foce
pilastri del porticato del cortile del Caseggiato del Serapide
Intorno al cortile vi sono altri negozi.

negozio intorno al portico del Caseggiato del Serapide
Sul lato sud-ovest del cortile si trova il piccolo ambiente di culto di epoca severiana dedicato a Serapide, che ha dato il nome al caseggiato.

sacello di Serapide
Tra due pilastri si trova una nicchia nella cui parete di fondo trova posto l'immagine in stucco della divinità seduta su un trono.

sacello di Serapide
Sulle pareti laterali invece son dipinti Iside con un un sistro e Iside-Fortuna con timone e cornucopia.
Vi è anche un altare in muratura.

altare del sacello di Serapide
scale del Caseggiato del Serapide





Sul lato est del cortile una scala conduceva agli appartamenti del piano superiore dell'edificio, dove oggi si può ammirare un bel panorama sulle rovine.






In un negozio del lato orientale del cortile fu istallata successivamente una calcara, nella quale sono stati trovati i ritratti di Adriano e Traiano, conservati nel Museo Ostiense.




fornace
forno della fornace



Adriano (Museo Ostiense)
Traiano (Museo Ostiense)
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Siamo di nuovo su Via della Foce per percorrere l'ultimo tratto verso il Bivio di Castrum.
Lungo la strada s'incontra una fila di negozi di epoca adrianea con scale che portavano al piano superiore.

fila di botteghe adrianee lungo Via della Foce
Attraversando un corridoio tra i negozi si accede al cortile di un'insula costituita a nord da due ali separate di piccole stanze usate come appartamenti o locali commerciali, e a sud da un edificio composto da due lunghe sale usate per stoccaggio.

cortile con insula
Sul lato nord-ovest del cortile si trova un grande "bar" con bancone fissato ad un pilone della stanza.

"bar"con bancone addossato ad un pilone
Sul lato opposto del cortile vi è un caseggiato con quattro stanze e una sala che, avendo dei bacini, probabilmente era un laboratorio.
Circondano il cortile dell'insula (ad ovest, sud ed est), tre ali identiche di un edificio di epoca traianea.

ala orientale e meridionale dell'edificio (visti da ovest) lungo il perimetro del cortile con al centro l'insula
Al centro di ogni ala vi è un podio, al quale s'accede tramite pochi gradini, affiancato da lunghe sale.

ala meridionale dell'edificio con podio affiancato da lunghe sale
Si pensa che sui podi avvenissero aste di merce custodita nelle sale adiacenti.
Nell'angolo sud-est dell'edificio vi era una latrina.

un podio dell'edificio
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A sud di questo cortile, c'è una fila di negozi con davanti un portico.
Costituiscono il lato nord di una piazza interna.
Nell'angolo est vi è collocato il piccolo sacello di cui ho già parlato in precedenza. 

Il lato occidentale della piazza interna è occupato da un edificio adrianeo e il lato sud da botteghe.

Sull lato orientale la piazza interna confina, partendo da sud, con degli Horrea,
con un caseggiato ad uso commerciale e con il Tempio dei Fabri Navales (quest'ultimo già descritto nel post precedente perché aveva il suo ingresso sul Decumano Massimo).

Gli Horrea di epoca traianea hanno un ingresso sul Cardo degli Aurighi, incorniciato da colonne e frontone in mattoni.

ingresso degli Horrea
Accanto all'ingresso una scala portava al piano superiore.
Negli stipiti delle porte blocchi in travertino erano utilizzati per bloccare dall'interno gli interni: merci costose erano presumibilmente conservate in questo magazzino.

cortile degli Horrea con nicchia con mensole nel muro di fondo
Varcato l'ingresso si poteva accedere al cortile che presentava una nicchia semicircolare nel muro di fondo.
Nella nicchia rimangono due mensole di travertino che dovevano sostenere colonne e trabeazione.

L'edificio ad uso commerciale posto più a nord era di epoca traianea, e si componeva di grandi sale.
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Rimangono da visitare gli ultimi edifici della lunga passeggiata tra le rovine dell'antica Ostia.

Un lungo edificio ad uso commerciale nel quale si sono trovati alcuni bacini, un forno e frammenti di macchine fatte in pietra vulcanica, affacciava con tre negozi su Via della Foce, dopo gli edifici precedentemente descritti.

Segue un cosiddetto mercato, costituito da due file di stanze che si affacciano su un cortile con pavimento in opus spicatum.

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L'edificio seguente del II secolo a.C., rimaneggiato poi in epoca augustea, è la cosiddetta Domus del Mitreo delle Pareti Dipinte.

Domus del Mitreo delle Pareti Dipinte
Su Via della Foce vi sono due negozi provvisti ognuno di un bacino.

negozi della Domus del Mitreo delle Pareti Dipinte
Un lungo corridoio conduce ad alcune camere della domus, seguite da un cortile con portico, pavimento in opus spicatum e pozzo in travertino.

corridoio della Domus del Mitreo delle Pareti Dipinte
ambienti della Domus del Mitreo delle Pareti Dipinte
tablinium della Domus del Mitreo delle Pareti Dipinte

cortile porticato della Domus del Mitreo delle Pareti Dipinte
pozzo in travertino del cortile della Domus del Mitreo delle Pareti Dipinte
Le colonne del portico erano in tufo o in mattoni con capitelli in tufo, e in parte vennero sostituite da pilastri di mattoni.
Dietro al portico si trova un tablinum con due colonne.

colonne d'ingresso al tablinium
In una parte del portico e in una sala settentrionale della domus è stato istallato un mitreo, durante il regno di Marco Aurelio o di Commodo.

Mitreo delle Pareti Dipinte
Un piccolo vestibolo introduce al mitreo, diviso in due sezioni da due brevi muri nei quali sono state ricavate due nicchie rivestite in marmo.

ingresso al Mitreo delle Pareti Dipinte
interno del Mitreo delle Pareti Dipinte (visto dall'ingresso)
interno del Mitreo delle Pareti Dipinte (visto dal fondo)
Nel lato verticale dei podia è stata ricavata una nicchia.
Un altare a gradini con nicchia nella parte superiore, e decorato in marmo, si trova nella parte posteriore del mitreo.

altare in muratura, altare in marmo e cippo  del Mitreo delle Pareti Dipinte
Davanti a questo altare in muratura vi è un altro altare in marmo composto da molti frammenti, e con rilievi che raffigurano Mitra, Cautes e Cautopates.
Davanti all'altare vi è un pozzetto in marmo con coperchio.

Sulla parete destra vi sono dipinti che fanno riferimento ai gradi d'iniziazione: una figura femminile con uno specchio in mano e l'altra mano sulla testa (il Nynphus), una figura maschile con il nimbo e la lancia (il Miles), una figura maschile nuda con il nimbo e una torcia ardente (l'Heliodromus), una figura maschile con berretto frigio che abbassa una torcia (Cautopates).

dipinti della parete destra: Nynphus, Miles, Heliodromus e Cautopates
Heliodromus e Cautopates
Sulla sezione di parete più vicina all'ingresso invece si riconoscono quattro pannelli con figure probabilmente di iniziati (Leones).

dipinti della sezione più vicino all'ingresso della parete destra: Leones
particolare di un pannello degli iniziati (Leones)
particolare di un pannello degli iniziati (Leones)
particolare di un pannello degli iniziati (Leones)
 Sulla parete sinistra del mitreo i dipinti sono meno leggibili.

parete sinistra del mitreo
...e qui finisce il mio lungo "viaggio" nel tempo e nei luoghi dell'antica Ostia!


www. ostia-antica.org
www.ostiaantica.beniculturali.it
Orari: ultima domenica di ottobre/15 febbraio               8.30/16.30
           16 febbraio/15 marzo                                           8.30/17.00
           16 marzo/ultimo sabato di marzo                        8.30/17.30
           ultima domenica di marzo/ agosto                       8.30/19.15
           settembre                                                              8.30/19.00
           1 ottobre/ultimo sabato di ottobre                       8.30/18.30
lunedì CHIUSO
Il Museo apre alle 9.30
Costo: 8€
la prima domenica del mese GRATIS 
 

CONCLUSIONI 
Stanchi?...sicuramente sì!
Ma è naturalmente impensabile poter visitare in maniera approfondita gli scavi di Ostia Antica in un unico giorno...a me sono serviti quattro giorni interi!
Avevo visitato in passato questo sito archeologico altre volte, cercando di concentrare la visita solo su percorsi tematici, tralasciando un po' la visione d'insieme, che in questa mia passeggiata ho voluto prendere invece in considerazione.
Chiaramente solo chi abita a Roma, o viene in visita in questa città spesso, può permettersi di dedicare così tanto tempo ad un solo sito.
Dedico quindi questi lunghissimi post a cui ho lavorato strenuamente, a chi come me vuole cogliere anche i particolari di ogni singolo edificio.
E' stato per me come mettermi nelle vesti affascinanti di un Indiana Jones, e andare alla scoperta della vita quotidiana, privata e pubblica, di un'abitante di questa antica cittadina romana.
 

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