mercoledì 25 febbraio 2026

Lucca: la Torre Guinigi

Nello skyline di Lucca, tra i campanili delle numerose chiese cittadine, svetta una una torre con la particolarità di avere la sua sommità piantumata con alberi: la Torre Guinigi.

Torre Guinigi

Situata all'angolo tra Via Sant'Andrea e Via delle Chiavi d'Oro, fu costruita tra il XIII e il XIV secolo, insieme al palazzo di cui fa parte, dai Guinigi, antica, ricca e potente famiglia lucchese di origini feudali.

I Guinigi furono mercanti di seta e lana. Nel XIV divennero anche banchieri: erano gli esattori delle decime pontificie e furono al servizio delle più potenti corti europee. Con Paolo Guinigi, e la sua Signoria durata un trentennio, divennero anche potenti politicamente.

Paolo Guinigi sembra non abbia mai abitato in questo palazzo, che tra l'altro era di proprietà dei suoi zii. Egli dimorò nella Cittadella dove oggi sorge il Palazzo Ducale (Piazza Napoleone), sorto sulle macerie dell'antica Augusta costruita da Castruccio degli Antelminelli nel Trecento.

Paolo Guinigi viene da tutti ricordato anche per essere stato il committente di quel capolavoro di Jacopo della Quercia che è il Monumento funebre di Ilaria del Carretto, sua seconda moglie, conservato nella Cattedrale di San Martino.
Monumento funebre di Ilaria del Carretto (Jacopo della Quercia - 1406/1410)
 
Il Palazzo Guinigi, posto tra Via Sant'Andrea e e Via Guinigi (lato Nord), venne costruito contemporaneamente a quello "gemello" posto sull'altro lato della strada. Il palazzo, la cui facciata è costituita da mattoncini faccia a vista, è caratterizzato da un portale con conci in pietra. Al piano terra presenta arcate che una volta costituivano una loggia e che oggi, dopo essere state tamponate nel XVI secolo, presentano finestre inginocchiate. Le arcate agli altri piani contengono quadrifore e trifore con esili colonnine bianche.

Palazzo e Torre Guinigi

facciata del Palazzo Guinigi

Palazzo Torre Guinigi

Originariamente il palazzo comprendeva cinque torri di cui è rimasta quella che tutti visitano recandosi a Lucca.

Torre Guinigi

Nel Medioevo Lucca contava più di 250 torri. Oggi ne rimangono solo due. La Torre Guinigi è l'unica delle torri non pubbliche che furono erette all'interno delle mura di Lucca ad essersi conservata. Le altre furono mozzate o abbattute nel Cinquecento. Invece la torre pubblica che ancora svetta è la Torre delle Ore.

La casatorre era un edificio privato concepito per essere sia un'abitazione che un punto di difesa, e costituiva un simbolo di ricchezza e di potenza per la famiglia che l'erigeva. 

La Torre Guinigi, posta in posizione angolare e in continuità col palazzo, è alta 44,19 m. E' stata costruita in mattoni e pietra.

Palazzo e Torre Guinigi

Sul lato Ovest presenta mensole di due tipi: alcune (quelle più squadrate) erano delle antiche aperture, le altre sono a superficie d'appoggio piatta e a base stondata, e presentano piccole aperture tamponate. 

sezione e prospetto della Torre Guinigi (lato Ovest)

mensole della torre

La torre presenta due fasce di mattoni decorati: tra l'una e l'altra fascia si aprono due coppie di piccole finestre ad arco.

Sul lato di Via delle Chiavi d'Oro vi sono due piccole finestre in basso e tre in sommità. Su questo lato è addossata alla torre una costruzione in mattoni che ingloba le scale d'accesso al tratto inferiore della torre (caratterizzata da una serie di doppie finestre rettangolari).

Torre Guinigi (lato Via delle Chiavi d'Oro / a sinistra vano scale)

Sul lato di Via Sant'Andrea si nota un tamponamento di mattoni rosso bruni e un paramento in pietra calcare.

La sommità della torre presenta beccatelli in laterizio con terminale in pietra.

prospetto Nord della Torre Guinigi

Sulla sommità si trova un giardino pensile composto da sette alberi di leccio piantati in un cassone in mattoni che occupa la maggior parte dello spazio. 

I lecci (Quercus ilex) sono alberi longevi, resistenti e tipici della zona e sono simbolo di longevità, rinascita e potere.

Anche se si racconta che la pianta più grande fu posta da Paolo Guinigi, l'epoca di piantumazione è incerta, e gli alberi che si possono vedere oggi sembrano piante non troppo antiche.

lecci sulla sommità della Torre Guinigi

lecci sulla sommità della Torre Guinigi

lecci sulla sommità della Torre Guinigi

CURIOSITA': una leggenda narra che la morte di Paolo Guinigi fu preannunciata dalla perdita delle foglie dell'albero più grande.

CURIOSITA': si narra che Ilaria del Carretto sia ancora con il suo cagnolino in attesa di congiungersi all'amato Paolo sotto il grande albero di leccio.

Per salire sulla sommità della torre bisogna salire 28 rampe di scale (la prima parte in pietra, la seconda in metallo), per un totale di 230 scalini.

scale metalliche

scale metalliche

scale metalliche

scale metalliche

scale metalliche

scale metalliche

Dalla sommità della torre si può ammirare un panorama spettacolare sulla città e suoi monti in lontananza.

panorama dalla Torre Guinigi

panorama dalla Torre Guinigi: Cattedrale di San Martino

panorama dalla Torre Guinigi: Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata

panorama dalla Torre Guinigi: Torre delle Ore

panorama dalla Torre Guinigi: Chiesa di San Frediano

panorama dalla Torre Guinigi

panorama dalla Torre Guinigi: Chiesa di San Pietro Somaldi

panorama dalla Torre Guinigi: Chiesa di San Francesco

panorama dalla Torre Guinigi: Chiesa di Santa Maria Foris Portam

La Torre Guinigi fino al 1968 è appartenuta ininterrottamente alla famiglia Guinigi, dopodiché gli eredi l'hanno lasciata alla città.

Torre Guinigi by night

Torre Guinigi by night

Orari:     soggetto a stagionalità (controllare il sito)

Costo:    8 €

https://cultura.comune.lucca.it/

CONCLUSIONI                                                                                                                       La Torre Guinigi, dall'architettura romanico-gotica lucchese, costituisce un simbolo cittadino. La sua unicità con il suo coronamento di alberi simboleggia una rinascita passata e un punto d'attrazione notevole per la città di oggi (più di duecentomila visitatori all'anno). Il suo giardino pensile è unico in Italia. Nonostante bisogni a volte fare un po' di fila per salire, che non ci sia un controllo reale del numero di persone che stazionano sulla sommità (lo spazio è davvero esiguo) e che le persone non sempre capiscono che il soffermarsi troppo per scattare fotografie preclude agli altri di godere del panorama, salire sino a 40 m d'altezza vale in ogni caso la pena. La vista ripaga della fatica e della pazienza. 

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